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In arabo, Nawā significa sia “seme” che “intenzione”, un nucleo dove si incontrano influenze diverse e un desiderio comune di raccontare storie attraverso di essa. Come seme dell’intenzione poetica, il programma parte da una riflessione sugli alberi: una poesia scritta da Sarra Douik che parla di un vecchio albero che trasferisce l’acqua, l’aria e la saggezza della sua vita ai più giovani che lo circondano. Come seme, Nawā simboleggia l’origine e l’essenza, il nucleo interiore di ciò che siamo tra strati di cultura, storia e memoria ereditate. Come intenzione, la parola evoca la volontà di muoversi, di superare i confini e di immaginare un futuro diverso. In questo doppio significato, Nawā cattura la tensione tra radicamento e movimento, memoria e trasmissione, diventando la metamorfosi delle vite plasmate dalla migrazione, dallo spostamento e dalla ricerca di sé attraverso paesaggi in continuo cambiamento.

NAWĀ
Sarra Douik oud e voce
Adèle Viret violoncello
Zé Almeida contrabbasso
Pierre Hurty percussioni

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Il 29 marzo il trio clarinetto, violoncello e pianoforte affronta un capolavoro dell’ultimo Brahms, quando proprio la frequentazione di un bravissimo clarinettista lo risvegliò da un torpore compositivo e gli diede lo spunto per gli ultimi capolavori cameristici, accostato a un trio di un compositore che per certi versi in Italia ha subito una sorte simile: cioè quella di essere additato a “conservatore e reazionario” in musica. In realtà, come per Brahms, il discorso non ha senso: non sposare l’estetica dell’avanguardia non vuol dire certo essere retroguardia, vuol dire avere altre priorità musicali, ed esprimere la modernità con altre armi. E le armi di Nino Rota sono di altissimo livello, compresa l’ironia che è un grande pregio anche in musica.

ENSEMBLE DEL TEATRO GRANDE
Anton Dressler
clarinetto
Paolo Bonomini violoncello
Andrea Rebaudengopianoforte

PROGRAMMA
Johannes Brahms, Trio op. 114 per clarinetto, violoncello e pianoforte
Nino Rota, Trio per clarinetto, violoncello e pianoforte

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Solista, direttore e musicista da camera tra i più apprezzati al mondo, Mario Brunello ha vinto nel 1986 il prestigioso Concorso Čajkovskij, il primo musicista europeo ad aggiudicarselo. Nella sua carriera ha collaborato con i più importanti direttori e con le migliori orchestre al mondo. In questo concerto lo si vedrà alla guida dei Solisti Aquilani, formazione che si esibisce costantemente sui palcoscenici internazionali, spaziando dal barocco al contemporaneo.

PROGRAMMA
Franz Schubert Overture D8 in do minore (versione per archi)
Franz Schubert/Gaspar Cassadó, Sonata in la minore Arpeggione (versione per violoncello e archi)
***
Mieczysław Vajnberg, Concertino per violoncello e archi op.43 bis
Mieczysław Vajnberg, Sinfonietta n. 2 op. 74 per archi e timpani

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La Fondazione del Teatro Grande propone anche nel 2026 un concerto dedicato alle vittime del terrorismo. Realizzato in collaborazione con il Conservatorio Luca Marenzio di Brescia, l’evento sarà offerto gratuitamente alla Città e vedrà protagonista l’Orchestra STU.D.I.O. del Conservatorio Luca Marenzio di Brescia diretta dal Maestro Pier Carlo Orizio. Il progetto STU.D.I.O. nasce come un laboratorio/bottega di pratica professionale orchestrale in cui insegnanti e studenti si esibiscono fianco a fianco.

Concerto dedicato alle vittime del terrorismo interno e internazionale
In collaborazione con Casa della Memoria e Conservatorio Luca Marenzio di Brescia

PROGRAMMA
Ludwig Van Beethoven, Sinfonia n. 3
Ludwig Van Beethoven, Sinfonia n. 5

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Concerto conclusivo del progetto di educazione musicale realizzato in collaborazione con Associazione Filarmonica “Isidoro Capitanio” Banda Cittadina di Brescia

La Fondazione del Teatro Grande di Brescia promuove l’educazione musicale attraverso la nona edizione del progetto Facciamo la Banda, realizzato con l’Associazione Filarmonica “Isidoro Capitanio” Banda Cittadina di Brescia. Facciamo la Banda offre ogni anno la possibilità a un gruppo di giovanissimi di imparare a suonare uno strumento e formare una nuova banda di piccoli musicisti. Nel concerto conclusivo del percorso si esibiscono sul palco del Teatro Grande gli allievi che in questi anni hanno partecipato al progetto.

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Un programma monografico dedicato a La Creazione di Haydn – uno dei più importanti oratori della storia della musica – è quello proposto dalla Juilliard415 – principale ensemble di strumenti d’epoca della Juilliard School, accompagnato per l’occasione dal coro da camera specializzato in musica sacra Yale Schola Cantorum. La direzione è affidata alla sapiente bacchetta della pluripremiata direttrice norvegese Grete Pedersen, tra le più rinomate sulla scena corale internazionale.

PROGRAMMA
Franz Joseph Haydn, Die Schöpfung (La Creazione)

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La compositrice Caroline Shaw, vincitrice del Premio Pulitzer, rivela tutte le sfaccettature della sua dinamica musicalità in questa collaborazione con l’Attacca Quartet, gruppo newyorkese vincitore di un Grammy. La sua è un’arte che dialoga con la musica del passato senza però temere la sperimentazione.

ATTACCA QUARTET
Amy Schroeder violino
Domenic Salerni violino
Nathan Schram viola
Andrew Yee violoncello 

Caroline Shaw voce e viola

PROGRAMMA
Musiche di Caroline Shaw e Felix Mendelssohn.

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L’Ensemble barocco Domani l’Aurora, guidato da Giulio Francesco Togni in veste anche di clavicembalista, propone un concerto dedicato alla nascita del “nuovo sentimento” musicale del Seicento: quella seconda pratica in cui la musica, liberandosi dai vincoli più rigidi della tradizione rinascimentale, si piega agli affetti, alla parola e al gesto teatrale, inaugurando un linguaggio espressivo e modernissimo anche sul piano strumentale. Il programma attraversa la Venezia del XVII secolo come laboratorio di questo stile, con pagine di Claudio Merulo – legato anche a Brescia – e di Dario Castello, “capo de gl’istromenti da fiato” a San Marco, accanto alla maturità barocca di Giovanni Legrenzi e al violino “parlante” del bresciano Biagio Marini. Sullo sfondo, la lezione di Monteverdi e Cavalli fornisce il quadro estetico entro cui anche la musica strumentale si sviluppa. Ne risulta un itinerario compatto ma articolato, in cui antica disciplina e nuova teatralità, Venezia e il suo entroterra, si intrecciano dando voce a quel “nuovo sentimento” barocco che ancora oggi ci sorprende per forza e attualità.

ENSEMBLE DOMANI L’AURORA
Matteo Rozzi violino primo
Arianna Brandalise violino secondo
Martina Pettenon viola
Luca Strozzo violoncello
Paolo Iseppi contrabbasso
Stefan Sandru tiorba
Giulio Francesco Togni clavicembalo e concertatore

PROGRAMMA
Giovanni Legrenzi, da La morte del cor penitente, Sinfonia
Biagio Marini, Passacalio à 3 & à 4
Dario Castello, Sonata Decima Quinta à 4
Claudio Merulo, Toccata prima dell’undecimo detto quinto tono
Biagio Marini, Sonata in Eco à tre violini
Girolamo Frescobaldi, Cento Partite sopra Passacagli
Claudio Monteverdi, dal VII libro di Madrigali, Sinfonia
Dario Castello, Sonata Quarta à due soprani
Marco Uccellini, Sinfonia Decima nona a tre violini
Francesco Cavalli, da La Calisto, Atto III, scena VIII Sinfonia
Francesco Cavalli, da La Calisto, Atto III, scena VIII Chiacona
Claudio Monteverdi, da Orfeo, Atto III, Sinfonia
Dario Castello, Sonata Decima Sesta à 4

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Il 3 novembre l’Ensemble del Teatro Grande si cimenterà ancora una volta con un “tardo” Brahms, il Quintetto per archi op. 111, dove il materiale è sublimato con raffinatezza estrema e profondità massima. Preceduto dal giovanissimo Milhaud, in una delle sue prime opere: fresca, volutamente ingenua, con la volontà di fare tabula rasa dei vecchi maestri, quasi a parodiare la tradizione.

ENSEMBLE DEL TEATRO GRANDE
Marco Mandolini violino
Daniele Richiedei violino
Margherita Sarchini, Federico Maria Fabbris viola
Paolo Bonomini violoncello 

PROGRAMMA
Johannes Brahms, Quintetto per archi, op. 111
Darius Milhaud, Quartetto n. 1, op. 5

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Una delle orchestre più affermate del panorama internazionale guidata da uno dei Direttori d’orchestra più amati e ammirati al mondo. Un programma dedicato alla musica di Brahms, accostata alle note di Antonín Dvořák, e la partecipazione di un pluripremiato pianista rendono questo appuntamento uno dei più importanti della Stagione del Teatro Grande.

PROGRAMMA
Johannes Brahms, Concerto n. 1 in Re minore per pianoforte e orchestra, op. 15
Antonín Dvořák, Sinfonia n. 7, op. 70