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LUIGI MASCILLI MIGLIORINI

  1. LA RIVOLUZIONE FRANCESE

Spartiacque temporale tra l’età moderna e l’età contemporanea, la Rivoluzione del 1789 porta con sé l’abolizione della monarchia assoluta, la proclamazione della Repubblica con l’eliminazione delle categorie economiche e sociali dell’Ancien Régime e l’emanazione della Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino, fondamento di tutte le costituzioni che verranno. Ma il periodo del Terrore presenta anche al mondo tutti i problemi morali e materiali della ‘violenza giusta’…

Luigi Mascilli Migliorini è docente di Storia moderna presso l’Università di Napoli L’Orientale.

Lo spettacolo si inserisce nell’iniziativa Il Teatro Grande per Scuole e Università. Scarica l’informativa con la promozione riservata agli studenti universitari e alle classi delle Scuole secondarie di primo e secondo grado.

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Fulvio Luciani e Massimiliano Motterle incontrano gli studenti in una Conversazione sulla Musica in cui i due musicisti, strumento alla mano, leggono le Sonate una ad una e affrontano i grandi temi dell’interpretazione beethoveniana oggi.

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ALBERTO MARIO BANTI

  1. LA RIVOLUZIONE PATRIOTTICA

Tra il 1848 e il 1849 l’Europa e l’Italia vengono scosse dalla ‘Primavera dei popoli’: una serie di moti improvvisi e violenti che, nell’arco di pochi mesi costringono i regnanti a concedere quanto mai in precedenza; moti di matrice borghese e liberale che spingono i cittadini a riscoprire i loro diritti e la loro identità nazionale.

Alberto Mario Banti insegna Storia contemporanea all’Università di Pisa.

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ANGELO D’ORSI

  1. LA RIVOLUZIONE RUSSA

Nel 1917, stremato dalle sconfitte della Grande guerra e incapace di gestire le condizioni disperate del popolo, l’Impero Russo collassa. La guerra civile e la rivolta contro uno zar sempre più distante dalla realtà della sua gente portano ad una rivoluzione prima borghese e poi, nel giro di qualche mese, proletaria e comunista, sotto la guida dei Soviet. Mezzo continente cambia volto.

Angelo D’Orsi è professore di Storia del pensiero politico all’Università di Torino.

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Fulvio Luciani e Massimiliano Motterle incontrano gli studenti in una Conversazione sulla Musica in cui i due musicisti, strumento alla mano, leggono le Sonate una ad una e affrontano i grandi temi dell’interpretazione beethoveniana oggi.

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EMILIO GENTILE

1922-25. LA RIVOLUZIONE FASCISTA

Una “rivoluzione nazionale” che porta al governo una nuova classe dirigente formata principalmente dai combattenti della Grande guerra delusi dalla “vittoria mutilata”: tra il 1922 e il 1924 il programma messo in atto spregiudicatamente da Benito Mussolini e dal partito fascista trasforma un regime liberale in uno totalitario.

Emilio Gentile è professore emerito dell’Università di Roma La Sapienza.

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MARCELLO FLORES

  1. LA RIVOLUZIONE STUDENTESCA

I moti del ‘68 coinvolgono classi sociali diverse, con un forte tratto unificante generazionale. Formatisi spesso per aggregazione spontanea, i giovani, a Parigi come a Berlino, a Roma e a Milano, contestano in modo radicale idee e pregiudizi della generazione precedente. Occupazioni, cortei e scioperi nelle scuole, nelle università, nelle fabbriche sono solo alcuni dei mezzi con cui si esprime una rivolta che investe anche la cultura e lo stile di vita.

Marcello Flores insegna Storia comparata e Storia dei diritti umani all’Università di Siena.

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VALENTINE LOMELLINI

  1. LA RIVOLUZIONE DEMOCRATICA

Nel giro di pochi mesi i regimi comunisti impostisi dopo la fine della seconda guerra mondiale implodono. Dai primi moti in Polonia la febbre si espande in tutto il blocco orientale. L’avvento del riformista Gorbacˇëv in Russia e la sempre maggiore necessità di risanare l’economia porta a una rivoluzione politico-economica che altererà
per sempre i poteri mondiali segnando, insieme al collasso dell’Unione Sovietica, la fine della Guerra fredda e l’inizio di una fase storica completamente diversa.

Valentine Lomellini insegna Storia delle relazioni internazionali e Storia dell’integrazione europea all’Università di Padova.

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Laboratori, installazioni, performance per l’infanzia

Il Grande per i piccoli torna a coinvolgere bambini e famiglie attraverso attività pluridisciplinari negli spazi noti e meno noti del Teatro Grande che accoglieranno esperienze creative appositamente ideate e realizzate per i bambini e gli adulti in un percorso tra arte, illustrazione, architettura, spettacolo, scienza e tecnologia.

 

Alle 17.30 in Sala grande lo spettacolo Babayaga della Compagnia TPO.

Babayaga
Nella fiaba originale “Babayaga”, una bambina è costretta ad abbandonare la propria famiglia per andare nella casa della terribile orchessa, ma nel suo viaggio saprà farsi aiutare da alcuni animali ad affrontare i pericoli. L’intuito, il coraggio e la capacità di stringere amicizie sono le risorse per affrontare una sfida che non si può vincere da soli.
Lo spettacolo mette in scena questa celebre fiaba russa in una chiave contemporanea, usando la danza, musiche originali e soprattutto le sontuose illustrazioni di Rébecca Dautremer proiettate in grande formato su tutta la scena. Lo spettacolo propone un viaggio immaginario ispirato al suo universo visivo, alle sue figure dominate dal rosso, al suo tratto colto e seducente. Da questo mondo pittorico nascono i paesaggi e i personaggi di una fiaba che vede nella figura dell’orchessa l’archetipo di una cattiveria minacciosa e inquietante ma che può essere sconfitta se si agisce uniti; è questo il messaggio morale che s’intende trasmettere. Due danzatrici, con la leggerezza di due farfalle, guidano il pubblico in un racconto senza parole, composto da paesaggi emotivi, giochi musicali ricchi di effetti scenici creati grazie all’uso, discreto e invisibile, di sensori e tecnologie interattive.

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FOTO RICORDO

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Dopo lo straordinario successo d’esordio del 2017, torna sabato 7 aprile La Grande Notte del Jazz che dal tardo pomeriggio fino a notte inoltrata invaderà tutti gli spazi del Teatro con da concerti e performance. Al pubblico verrà proposta una fruizione ravvicinata con gli artisti che consentirà un’immersione totale dello spettatore nell’atmosfera della serata. Non mancheranno inoltre alcuni appuntamenti a corollario anche nel corso della giornata per preparare il pubblico alla maratona notturna.

7 ore di musica non-stop, 15 concerti, e 37 artisti provenienti da tutto il mondo: Italia, Francia, Regno Unito, Svizzera, Svezia, Norvegia, Islanda, Danimarca e Stati Uniti.

Sabato 7 aprile la musica s’insinuerà in ogni angolo del Teatro, mettendo in scena, attraverso allestimenti inconsueti, veri e propri percorsi d’ascolto lungo i quali lo spettatore sarà libero di muoversi seguendo i fili del cammino che riterrà più affascinante tra quelli proposti. Tre, infatti, i percorsi ideati per partecipare a questa iniziativa: Air, Ground, Fire. Il primo, Air, prevede percorsi più eterei, riflessivi, introspettivi, Ground è espressione di un legame più radicato – ma non esclusivo – con i linguaggi del passato (tradizione jazz, canzone folk, rock) e, infine, il percorso Fire si concentra su musiche più “espansive”, energetiche e azzardate.

Tutti i tre percorsi si apriranno alle ore 19.00 in Sala Grande con il concerto di Fulvio Sigurtà, Federico Casagrande e Paolino Dalla Porta. Un orecchio teso al jazz e l’altro a Debussy, per questo nuovissimo lavoro il trombettista e compositore bresciano si avvale della preziosa complicità di Federico Casagrande, chitarrista veneto di nascita e francese d’adozione con cui già collabora da molto tempo, e di Paolino Dalla Porta, nome di riferimento tra i contrabbassisti jazz europei, membro stabile della storica band jazz/world americana Oregon.

Per chi sceglierà il percorso Air, la serata proseguirà alle 20.30 nel Ridotto del Teatro con il duo composto da Filippo Vignato (trombone) ed Enzo Carniel (pianoforte). A seguire alle 22.15 nella Sala Palcoscenico Borsoni verrà presentato il progetto “Sub Rosa Duo” di Roberto Pianca (chitarra) e Glenn Zaleski (pianoforte). Infine, alle ore 24.00, il Salone delle Scenografie ospiterà Lucia Cadotsch (canto), Otis Sandsjö (sax tenore) e Petter Eldh (contrabbasso) con il lavoro “Speak Low”.

Gli spettatori che opteranno per il percorso Ground, subito dopo il concerto in Sala Grande verranno condotti verso la Sala Palcoscenico Borsoni dove alle 20.30 si esibirà il quintetto Clock’s Pointer Dance composto dai musicisti Paolo Malacarne (tromba), Andrea Catagnoli (sax alto), Andrea Baronchelli (trombone), Michele Bonifati (chitarra) e Filippo Sala (batteria). Alle 22.15, il Salone delle Scenografie ospiterà Eleonora Strino e Greg Cohen. Dopo la rivelazione alla Festa dell’Opera, i tre musicisti Simona Severini (voce e chitarra), Daniele Richiedei (violino) e Giulio Corini (contrabbasso) tornano insieme con un progetto appositamente creato per la Grande Notte del Jazz nel Ridotto alle ore 24.00.

Dopo l’evento di apertura in Sala Grande, al pubblico che avrà scelto il percorso Fire verrà proposto come secondo appuntamento della serata il concerto della Horse Orchestra, alle 20.30 nel Salone delle Scenografie. Nel Ridotto del Teatro alle 22.15 si potrà apprezzare il solo della pianista e compositrice francese  Eve Risser. Ultima tappa nella Sala Palcoscenico Borsoni alle ore 24.00 per ascoltare Oscar Del Barba Ox Trio.

Durante gli intervalli tra i concerti nelle sale minori, gli spettatori dei tre percorsi saranno invitati a incontrarsi in Sala Grande per due esibizioni estemporanee: la prima, alle 21.30, sarà “Tivoli of the Mind” con Ned Ferm (sax tenore, effetti) ed Emanuele Maniscalco (piano elettrico, synth, batteria) che dal 2016 coltivano un duo tutto loro. La musica, interamente originale, prenderà vita da melodie semplici e stratificazioni elettroniche, con decise interferenze jazz, afro, country e ambient. Alle 23.15 il secondo avvincente intermezzo sarà “Horns!”: tra gli artisti ospiti della serata, una nutrita compagine di strumentisti jazz a fiato occuperà i palchi del Teatro e darà vita a una conversazione musicale estemporanea.

La Grande Notte del Jazz avrà degli eventi a corollario lungo tutta la giornata.

A partire dalle ore 10.00 e fino alle 17.00 si potrà accedere liberamente alla Sala delle Statue del Teatro per gli “Ascolti Jazz”, una sequenza di tracce tra i lavori degli artisti della Grande Notte del Jazz da selezionare e ascoltare in cuffia attraverso raffinati dispositivi di riproduzione sonora messi a disposizione da STEREO BOX.

La Grande Notte del Jazz si apre quest’anno anche alle scuole: alle ore 11.00 sarà riservata alle secondarie di primo e secondo grado la Prova aperta di Horse Orchestra. I ragazzi potranno scoprire come nasce e si sviluppa il repertorio di una tra le più dinamiche e originali orchestre jazz d’Europa che spazia dal jazz allo swing, dall’hip-hop al barocco e al punk. I posti sono limitati e la partecipazione è gratuita previa prenotazione al numero 030 2979324 o alla mail didattica@teatrogrande.it entro mercoledì 4 aprile.

Alle ore 17.30 il jazz varcherà i confini del Teatro per un’insolita performance aperta a tutti in Corso Zanardelli a cura del Pulsar Ensemble, gruppo di batteristi-polistrumentisti nato come laboratorio di ricerca ritmico-timbrica. Le musiche, tutte originali, trasformeranno la percezione dello spazio urbano e creeranno atmosfere sonore diverse: dal rock al minimalismo, dall’improvvisazione collettiva all’electro-pop, al post-jazz.

Infine, grande novità dell’edizione 2018 sarà la “Late Night Jam”: alle ore 01.15 gli artisti si ritroveranno in un luogo segreto del Teatro per una chiusura di serata in stile jazz club. I posti per partecipare alla “Late Night Jam” sono limitati e acquistabili in Biglietteria al costo di 5,00 euro solo in abbinamento a un carnet.

La Grande Notte del Jazz è un progetto della Fondazione del Teatro Grande di Brescia realizzato con la collaborazione artistica di Emanuele Maniscalco e Luigi Radassao.

 

PROGRAMMA DELLA GRANDE NOTTE DEL JAZZ