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Nel primo semestre di Stagione la Fondazione del Teatro Grande proporrà un nuovo ciclo delle Lezioni di Storia realizzate in collaborazione con la Casa Editrice Laterza. Il ciclo 2022 sarà dedicato al tema La guerra dei sessi, quattro incontri in cui si racconterà il conflitto tra donne e uomini nel corso della storia dell’umanità, nelle sue tante forme: dalla famiglia alla politica, dall’economia alla letteratura, dall’arte allo spettacolo. Storie straordinarie e controverse, dalle più note a quelle sconosciute, dimostreranno soprattutto la forza, il talento, l’astuzia e l’immaginazione di alcune grandi donne che hanno combattuto le disuguaglianze di genere nei vari campi, allontanandosi dagli stereotipi sociali delle diverse epoche. Gli appuntamenti, fissati nella giornata di sabato alle ore 11.00 nei mesi di febbraio/marzo/aprile, saranno ospitati nella Sala Grande e vedranno impegnati alcuni dei più rilevanti storici italiani affiancati dall’attrice Elena Vanni.

Valeria Palumbo 
PENNE COME ARMI: VIRGINIA WOOLF E LE ALTRE

Era stato loro concesso di leggere e addirittura scrivere romanzi. E ne hanno subito approfittato: Virginia Woolf scardina i principi del mondo e dello sguardo maschile, ma non è la sola intellettuale, tra la Prima e la Seconda guerra mondiale, a svelare i meccanismi del dominio degli uomini. Né l’unica a pagare per averlo sfidato.

 


Durata 90 minuti circa senza intervallo

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Aguyoshi è il duo giapponese composto da Aisa Shirai e KEKE.
La performance di danza di Aguyoshi è genuinamente site-specific: non è il corpo, ma il contesto urbano il centro della performance. I due performer scelgono uno spazio, lo analizzano e, quasi improvvisando, si lasciano ispirare dalle sue peculiarità nella creazione coreografica. La loro danza offre un punto di vista inaspettato sui luoghi che conosciamo, mostrandoci una città senza limiti né barriere.
Una performance che sa stupire, affascinare e divertire lo spettatore.

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Dopo l’edizione speciale del 2020 in streaming e la tre giorni del 2021, Festa dell’Opera torna in cartellone nella sua classica formulazione: dall’alba alla mezzanotte del secondo sabato di giugno, la celebre kermesse dedicata all’Opera risuonerà tra le vie di Brescia con le più note arie della tradizione e con interessanti incursioni anche in altri generi musicali. Il ricco programma di sabato 11 giugno (anteprima il 10 giugno) conquisterà ancora una volta il pubblico più trasversale portando gli spettatori a riscoprire attraverso l’Opera alcuni tra i luoghi più suggestivi della città.

Il programma è disponibile online sul sito festadellopera.it

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MARIA GIUSEPPINA MUZZARELLI. Caterina da Siena, il potere di una madre non madre

Si nega il cibo fino allo sfinimento per non subire la volontà altrui. Parla con i potenti, financo col Papa, quando la prerogativa femminile era il silenzio. Si sposta nel mondo quando le sue sorelle restano recluse. Comanda, suggerisce, motiva, restando spesso in seconda linea, a tratti quasi annullandosi. Una donna che perfettamente combina la capacità di essere al tempo stesso dentro e fuori gli schemi della società del suo tempo.

Maria Giuseppina Muzzarelli insegna Storia medievale e Storia delle città all’Università di Bologna.


Il potere è ambivalente. Ha associato o diviso gli uomini, si è sposato con la giustizia o si è manifestato nel modo più brutale. Nelle forme più diverse ha attraversato la storia, incarnandosi in un ristretto numero di persone che sono divenute simboli destinati a proiettarsi nei secoli. Nel passato, come oggi, il potere non si personifica soltanto nelle azioni di scaltri simulatori, trascinatori di folle, dittatori feroci: sono molteplici i suoi volti e gli strumenti per esercitarlo. Quattro grandi storici ci raccontano cosa è avvenuto nel mutare dei secoli.

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MICHELE CILIBERTO. Machiavelli, il potere della parola e delle armi

Sulla scena dell’azione politica l’uomo di potere deve essere capace di far leva anche sull’ambizione e sulle debolezze dei suoi interlocutori, destreggiandosi con abilità e astuzia nei momenti favorevoli come negli improvvisi rovesci della fortuna. Per il raggiungimento dei propri fini, la forza della parola di certo non è meno importante di quella delle armi. Un messaggio che, se già ci viene dalla retorica classica e umanistica, a maggior ragione risulta attualissimo oggi, nell’epoca della comunicazione.

Michele Ciliberto è presidente dell’Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento e socio nazionale dell’Accademia dei Lincei, insegna Storia della filosofia moderna e contemporanea alla Scuola Normale Superiore.


Il potere è ambivalente. Ha associato o diviso gli uomini, si è sposato con la giustizia o si è manifestato nel modo più brutale. Nelle forme più diverse ha attraversato la storia, incarnandosi in un ristretto numero di persone che sono divenute simboli destinati a proiettarsi nei secoli. Nel passato, come oggi, il potere non si personifica soltanto nelle azioni di scaltri simulatori, trascinatori di folle, dittatori feroci: sono molteplici i suoi volti e gli strumenti per esercitarlo. Quattro grandi storici ci raccontano cosa è avvenuto nel mutare dei secoli.

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PAOLO GALLUZZI. Galileo, il potere della scienza

Marzo 1610. Galileo pubblica il Sidereus Nuncius, l’opera che afferma la validità della teoria eliocentrica delineata da Copernico. Il drammatico cambiamento di scenario segna l’inizio di un’età nuova – animata da personalità di straordinaria caratura intellettuale, quali Keplero, Cartesio, Newton – un’età nella quale sono rimessi in questione non solo i principi della cosmologia, ma anche quelli della fisica e della filosofia, della religione e dell’antropologia. Una rivoluzione epocale!

Paolo Galluzzi è Direttore del Museo Galileo di Firenze.


Il potere è ambivalente. Ha associato o diviso gli uomini, si è sposato con la giustizia o si è manifestato nel modo più brutale. Nelle forme più diverse ha attraversato la storia, incarnandosi in un ristretto numero di persone che sono divenute simboli destinati a proiettarsi nei secoli. Nel passato, come oggi, il potere non si personifica soltanto nelle azioni di scaltri simulatori, trascinatori di folle, dittatori feroci: sono molteplici i suoi volti e gli strumenti per esercitarlo. Quattro grandi storici ci raccontano cosa è avvenuto nel mutare dei secoli.

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ALBERTO MARIO BANTI. Napoleone, il potere delle idee

È con lui che si afferma la prima dittatura “democratica”, formalmente ratificata da un plebiscito popolare; è lui che compie il gesto inaudito di incoronarsi “Imperatore” da solo; è sempre lui che, distribuendo potere ai suoi familiari, pare riconfermare il valore ereditario del sangue… Tutto questo dallo stesso uomo che, prima di ogni battaglia, per anni aveva caricato di entusiasmo e infinita fiducia i suoi soldati, facendo leva sul valore universale delle idee egualitarie della Rivoluzione.

Alberto Mario Banti insegna Storia contemporanea all’Università di Pisa.


Il potere è ambivalente. Ha associato o diviso gli uomini, si è sposato con la giustizia o si è manifestato nel modo più brutale. Nelle forme più diverse ha attraversato la storia, incarnandosi in un ristretto numero di persone che sono divenute simboli destinati a proiettarsi nei secoli. Nel passato come oggi il potere non si personifica soltanto nelle azioni di scaltri simulatori, trascinatori di folle, dittatori feroci: sono molteplici i suoi volti e gli strumenti per esercitarlo. Quattro grandi storici ci raccontano cosa è avvenuto nel mutare dei secoli.

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L’edizione 2021 de La Grande Notte del Jazz non poteva lasciarsi sfuggire un ulteriore focus con Franco D’Andrea, considerata la ricchezza e l’intensità del suo percorso artistico. Per questo motivo è stato chiesto al celebre pianista trentino di tenere una Lectio Magistralis in programma sabato 5 giugno alle ore 12.00 presso il Salone Pietro da Cemmo del Conservatorio Luca Marenzio di Brescia.

Durante la Lectio Magistralis il Maestro Franco D’Andrea approfondirà il tema delle Aree Intervallari, argomento centrale della sua ricerca artistica e produzione musicale. Un appuntamento gratuito (con iscrizione obbligatoria a partire da giovedì 27 maggio) che gli appassionati della musica jazz non potranno certamente perdersi. L’incontro sarà trasmesso in diretta anche sulla pagina Facebook del Conservatorio Luca Marenzio.

Posti limitati. La partecipazione è gratuita previa prenotazione online da giovedì 27 maggio.

Clicca QUI per iscriverti all’evento.

Una volta completata l’iscrizione i partecipanti sono tenuti a compilare e consegnare la seguente AUTODICHIARAZIONE.

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La Grande Notte del Jazz inizierà sabato 5 giugno alle ore 16.00 al Teatro Grande. Il primo concerto vedrà esibirsi due formazioni che negli ultimi anni si sono particolarmente distinte nel contesto nazionale.

Primi a salire sul palco saranno i musicisti dell’ensemble Take offDaniele Richiedei violino, Giulio Corini contrabbasso, Fulvio Sigurtà tromba, Gabriele Rubino clarinetto, Massimiliano Milesi sax tenore, Maurizio Rinaldi chitarra ed elettronica, Giacomo Papetti basso elettrico, Emanuele Maniscalco batteria e sintetizzatori – con il progetto Double Voices. L’ensemble stabile Take Off – nato nel 2016 grazie a una collaborazione tra il compositore Mauro Montalbetti e la Fondazione del Teatro Grande e dedicato al connubio tra jazz e musica contemporanea – torna a La Grande Notte del Jazz dopo quattro anni per presentare dal vivo la suite Double Voices, composta da Mauro Montalbetti nel 2020 per l’ensemble, con violino e contrabbasso in qualità di solisti principali. Le sonorità acustiche e più delicate, che avevano caratterizzato i primi lavori di questo organico, cedono ora il passo a escursioni più elettriche e dinamiche, grazie all’introduzione della batteria e a un utilizzo più consistente di sintetizzatori ed elettronica.

Dopo una breve pausa tecnica, il concerto proseguirà con il duo tutto al femminile O-Janà – ovvero Ludovica Manzo (voce) e Alessandra Bossa (pianoforte, elettronica) – interprete di un progetto musicale che combina elettronica, improvvisazione e songwriting in modo ricercato e originale. L’ampia frequentazione della Svezia, dove Alessandra Bossa risiede dal 2011, ha condotto il duo verso una particolare attenzione all’impasto timbrico tra suoni acustici ed elettronici e ad atmosfere dilatate e liquide che rivolgono lo sguardo proprio all’attuale scena musicale nordeuropea. A questo si unisce una naturale risonanza del Mediterraneo, data dalla provenienza partenopea delle due musiciste, che si manifesta nelle scelte melodiche e nella ricerca di una “classicità”, seppur immersa nel mondo sonoro contemporaneo.


EVENTO BLU

TAKE OFF – Double Voices

Daniele Richiedei violino, Giulio Corini contrabbasso, Fulvio Sigurtà tromba, Gabriele Rubino clarinetto, Massimiliano Milesi sax tenore, Maurizio Rinaldi chitarra ed elettronica, Giacomo Papetti basso elettrico, Emanuele Maniscalco batteria e sintetizzatori

O-JANÀ

Ludovica Manzo voce, Alessandra Bossa pianoforte ed elettronica

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Causa possibile maltempo, per preservare lo svolgimento di tutti gli eventi de La Grande Notte del Jazz in programma per sabato 5 giugno, la Fondazione del Teatro Grande annuncia lo spostamento al chiuso degli eventi rosso e verde inizialmente previsti nel Cortile di Palazzo Broletto.

Alle 17.00, La Grande Notte del Jazz si terrà il concerto del trio Ghimel composto dai musicisti Elias Nardi (all’oud, il liuto arabo), Daniele Di Bonaventura (al bandoneon) e Ares Tavolazzi (al basso elettrico). Secondo la Ghematria – la teoria dell’ebraismo che studia le parole scritte in lingua ebraica e assegna loro valori numerici – Ghimel rappresenta il numero tre e la sua funzione è la rotazione, la vita, l’universo, il dinamismo e l’evoluzione: la ricerca continua. La sperimentazione è infatti l’anima di questo trio: strumenti così differenti tra di loro per origini, tradizioni e caratteristiche timbriche che oltrepassano, sempre in perfetto equilibrio, i confini tra i generi. Tutto questo grazie alle straordinarie risorse musicali dei tre musicisti che ne fanno parte.


GHIMEL

Elias Nardi oud, Daniele Di Bonaventura bandoneon, Ares Tavolazzi basso elettrico