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L’Ensemble del Teatro Grande eseguirà, per il suo concerto finale della Stagione 2026, il possente Quartetto op. 60 con pianoforte. Massima espressione del camerismo e della ricchezza sonora, fa il paio con il regno del silenzio e della rarefazione: Giya Kancheli, compositore georgiano, ha preferito prendere un’altra strada, pur mantenendo lo stesso piacere per il bel suono e per le perfette proporzioni, e si è avventurato per un sentiero differente, a purificare il nostro ascolto.

ENSEMBLE DEL TEATRO GRANDE
Marco Mandolini violino
Margherita Sarchini viola
Paolo Bonomini violoncello
Andrea Rebaudengo pianoforte

PROGRAMMA
Gyia Kancheli, Quartetto in l’istesso tempo
Johannes Brahms, Quartetto con pianoforte, op. 60

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Attraverso il recupero di perle nascoste della canzone italiana e un approccio personale all’improvvisazione e alla sperimentazione, la voce di Beatrice Sberna e il pianoforte di Emanuele Maniscalco danno nuova vita a storie che rischierebbero di essere dimenticate, ma che meritano di essere ancora ascoltate. La scelta del repertorio è caratterizzata da un filo conduttore che unisce epoche e stili diversi (dal canto di protesta al cantautorato indie, toccando il jazz e la tradizione popolare), a cui il duo conferisce una forte coerenza narrativa ed espressiva, facendo anche ricorso a momenti estemporanei che mantengono sia la componente musicale, sia quella testuale. Grazie a queste premesse e a una comunicazione diretta e a tratti giocosa, il duo dialoga con il pubblico con naturalezza e intensità.

Beatrice Sberna voce
Emanuele Maniscalco pianoforte

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I due artisti fiorentini presenteranno un programma tutto dedicato al tema del delicato rapporto fra musica e natura, e in particolare ai capolavori che parlano di boschi, foreste, alberi. I brani scelti illustreranno gli aspetti più vari dell’universo verde: la maestosità accogliente delle foreste tedesche nei Lieder di Robert Schumann, Robert Franz, Joseph Marx e Alban Berg; la solitudine delle Alpi norvegesi in un misterioso brano di Grieg, e quella della foresta boema nella musica di Dvorak; la spiritualità dell’ora meridiana o l’ignoto notturno, genialmente definiti da Max Reger; il vento fra le cime dei cedri in una deliziosa visione dell’americano MacDowell, ed altre. Si potranno, inoltre, ascoltare canzoni di carattere popolare, opera di Mieczyslaw Karlowicz (dedicata all’acero), Harry Carroll (al pino), Karol Szymanowski (alla quercia), accanto a composizioni, rarissimamente eseguite, di romantici di fine secolo come Ludwig Meinardus e Anton Rückauf, e ad una melodia di Ernest Bloch ancora inedita. Le scelte letterarie sono di alto valore: Eichendorff, Heine, Lenau, Dehmel, Garcia Lorca, e due brevi testi di Bertolt Brecht interpretati con esemplare sensibilità da Hanss Eisler. Si tratta dunque di un viaggio poetico emozionante attraverso due secoli di musica; una magnifica occasione per entusiasmarsi e farsi coinvolgere da sensazioni nuove, all’ascolto di opere rare e appassionate.

Giulia Peri soprano
Gregorio Nardi pianoforte

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L’orchestra e coro Cremona Antiqua diretti dal Maestro Antonio Greco eseguiranno in una nuova ricostruzione filologica il Vespro della Beata Vergine di Claudio Monteverdi, lavoro monumentale della storia della musica, punto di arrivo della tradizione polifonica sacra rinascimentale e di partenza per il nuovo stile concertato dei secoli a venire.

Coro e Orchestra Cremona Antiqua
Antonio Greco Direttore

PROGRAMMA

Claudio Monteverdi, Vespro della Beata Vergine

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Lo straordinario concerto della Budapest Festival Orchestra inaugura la Stagione 2025 del Teatro Grande. Sotto la direzione del Maestro Iván Fischer, l’Orchestra eseguirà un ricercato programma esibendosi in una eccezionale veste di coro per interpretare il brano Schnell Fliehen die Schatten der Nacht di Fanny Mendelssohn. La serata proseguirà con il Concerto per violino e orchestra, op. 64 che vedrà protagonista al violino Renaud Capuçon, e la splendida Sinfonia n.5 di Mahler.

PROGRAMMA

Fanny Mendelssohn, Schnell Fliehen die Schatten der Nacht

Felix Mendelssohn Bartoldy, Concerto in mi minore per violino e orchestra, op. 64

Renaud Capuçon violino solista

***

Gustav Mahler, Sinfonia n. 5

DURATA: 40minuti + 25minuti + 40minuti

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Lunedì 27 gennaio la Sala Grande ospiterà il dèdalo ensemble in un concerto organizzato in collaborazione con Casa della Memoria. Per la prima volta in Sala Grande, il tradizionale concerto in occasione del Giorno della Memoria per la commemorazione delle vittime dell’Olocausto porterà sulla scena l’esecuzione in forma di concerto di Der Kaiser Von Atlantis, opera di Viktor Ullmann, tra le più toccanti partiture scritte da compositori di origine ebrea. Composta durante l’internamento nel ghetto di Theresienstadt (Terezín) nel 1943, l’opera fu pesantemente soggetta alla censura nazista, che ne vietò la rappresentazione. La sua rappresentazione oggi offre al pubblico una riflessione importante e profonda sulla natura umana.

dèdalo Ensemble

Vittorio Parisi Direttore

Daniela Cima flauto e ottavino
Silvano Scanziani oboe
Nicola Zuccalà clarinetto
Alberto Frugoni tromba
Gianni Alberti saxofono
Giacomo Invernizzi, Michela Dapretto violini
Carlo Costalbano viola
Matteo Zurletti violoncello
Gianpiero Fanchini contrabbasso
Leopoldo Saracino chitarra e banjo
Elena Pasotti, Chiara Rizza pianoforte, clavicembalo e armonium
Luca Gusella, Matteo Este percussioni

 Kaiser Overall Joaho Koo
Der Tod Stefano Paradiso
Ein Soldat Flavio D’Ambra
Harlekin Flavio D’Ambra
Bubikopf Claudia Ceraulo
Der Trommler Benedetta Mazzetto
Der Lautsprecher Nicola Ciancio

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È intorno a Johann Sebastian Bach che si sviluppa la serata di musica e poesia, quel Bach sul quale un Pasolini ancora adolescente scrisse un saggio dalla forza e profondità sbalorditive. Vergato su un quadernetto a righe, gli esempi musicali di pugno del giovanissimo Pasolini, il saggio su Bach (la prima stesura risale al 1944-45) rivela un mondo poetico già straordinario, e una penetrazione dell’arte dei suoni di eccezionale maturità. Il saggio, una vera rarità nella letteratura pasoliniana, sarà letto da Guido Barbieri, studioso, musicologo, voce di Radio3, e insieme alla lettura del saggio su Bach, ascolteremo, nell’interpretazione di Mario Brunello gli esempi bachiani citati nel testo Pasoliniano riguardanti la Prima Sonata e la Terza Partita per violino solo, una sonorizzazione del pensiero originalissimo del giovane Pasolini. Segue l’esecuzione integrale delle musiche Bachiane analizzate da Pasolini, questa volta sul violoncello piccolo o “violincello”, rarissimo strumento in uso all’epoca di Bach, accordato come un violino, ovviamente all’ottava bassa.

Mario Brunello violoncello piccolo
Guido Barbieri voce recitante

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Le produzioni del Fontamar Consort prendono spunto dalle canzoni del poeta e pianista parigino Jean Fontamar (aka Cyrille Doublet). Sono canzoni d’amore, scritte e composte per la voce della sua consorte, Laurianne Langevin. Questo il nucleo. Questa la radice. Ma lungo quasi vent’anni di vita in Italia, i due artisti francesi, ben conosciuti ormai dal pubblico bresciano, hanno dato forma al loro lavoro a stretto contatto con musicisti di spicco della scena jazz italiana: il contrabbasso di Marco Bardoscia, la chitarra baritono di Valerio Daniele, le percussioni di Vito de Lorenzi e il sassofono di Roberto Gagliardi. Un filo conduttore unisce inoltre, a vari titoli, questi sei musicisti: la figura di Paolo Fresu. Il grande trombettista non ha solo lasciato un segno indelebile nella storia recente del jazz da musicista. Lo sta anche facendo, da quasi quindici anni, da produttore. Con la sua casa discografica Tǔk ha deciso di produrre il primo disco del Fontamar Consort, intitolato Ramour (“Riamore”, in italiano) riconoscendo in queste canzoni d’amore l’ideale di poesia, di luminosità e di energia che ispira da tempo la sua ricchissima storia musicale. In questo consorzio, ove il fior fiore della scena jazz italiana incontra due stelle nascenti della canzone francese, musicisti parigini e musicisti del Sud Italia decidono di far confluire in un unico abbraccio le acque della Senna e quelle del Mediterraneo. Un grande importante incontro in prima mondiale al Teatro Grande di Brescia.

FONTAMAR CONSORT

Jean Fontamar pianoforte, testi e musiche
Laurianne Langevin voce
Marco Bardoscia contrabbasso
Valerio Daniele chitarra baritono ed elettronica
Roberto Gagliardi sassofono
Vito de Lorenzi percussioni

Paolo Fresu tromba, flicorno, effetti

 

SPETTACOLO INSERITO TRA LE INIZIATIVE REALIZZATE IN OCCASIONE DELLE FESTIVITÀ DEI SANTI FAUSTINO E GIOVITA, PATRONI DI BRESCIA.

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“Chi non ha mai sognato di portarsi dietro un pezzo di infinito? Chi non si è mai portato a casa, che so: un po’ di sabbia del suo mare preferito, o una piantina di quel meraviglioso posto di montagna, o la Torre Eiffel in miniatura? Herr Professor Hans Sitt (Praga 1850 – Vienna 1920) ha fatto una cosa simile: ha trascritto per violino e pianoforte tutte e 9 le Sinfonie di Beethoven, così da potersele suonare quando ne aveva voglia (mica c’era YouTube o Spotify, allora…). È un po’ come prendersi l’oceano e metterlo in una bottiglia, con tutti i suoi colori, le suggestioni, i suoi rimandi, la rifrazione delle sue luci, riporlo nello zainetto e portarselo a spalla: monumenti giganteschi in scatola, come sculture da viaggio. E potrete immaginare che bel viaggio stiamo facendo Emanuela Piemonti e io con il nostro progetto di suonarle tutte e inciderle per la Brilliant Classics. Buon ascolto, ma una raccomandazione: cercate di dimenticare la versione orchestrale e di arrivare vergini all’ascolto! E allora ne scoprirete delle belle…”

Mauro Loguercio

Mauro Loguercio violino
Emanuela Piemonti pianoforte

PROGRAMMA
Ludwig Van Beethoven, Sinfonia n.9 op. 125, trascrizione per violino e pianoforte di Hans Sitt

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Schubert, Brahms e Haydn con le loro composizioni pianistiche scritte durante il periodo della maturità permettono all’ascoltarore di intraprendere un percorso verso la sintesi del pensiero musicale nel quale ogni elemento è necessario, strutturalmente imprescindibile. Nei brani di questo concerto, profondità e ironia, malinconie d’abisso e squarci luminosi di rasserenata leggerezza convivono nella complessità del sentire umano.

PROGRAMMA

Franz Schubert, Drei Klavierstücke, D. 946
Johannes Brahms, Klavierstücke op. 76
Franz Joseph Haydn, Sonata n. 52 in mi bemolle maggiore Hob:XVI:52