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Giovedì 27 (ore 20.30) e sabato 29 novembre (ore 15.30) va in scena la celebre opera di Giuseppe Verdi Nabucco che manca dal Teatro Grande dal 2005. Nabucco rappresenta un momento cruciale nella vita professionale di Giuseppe Verdi: un’opera con la quale, come dichiarò egli stesso, si può dire veramente che ebbe inizio la sua carriera artistica. Questo titolo infatti entrò da subito nel novero degli spettacoli di maggior fortuna dell’ambito melodrammatico soprattutto per l’ampio utilizzo degli interventi corali: la collettività del popolo, che arriva a sovrastare qualsiasi eventuale profilo psicologico dei singoli personaggi, è senz’altro un elemento di primaria importanza.

Per la messa in scena di questo nuovo allestimento è previsto un cast italiano di grandi voci tra cui quella di Paolo Gavanelli che interpreterà il title role. Accanto a lui si esibiranno Gabriele Mangione (Ismaele), Enrico Iori (Zaccaria), Tiziana Caruso (Abigaille), Raffaella Lupinacci (Fenena). L’Orchestra dei Pomeriggi Musicali sarà guidata dal maestro Marcello Mottadelli, mentre la regia è affidata ad Andrea Cigni, le scene a Emanuele Sinisi, i costumi a Simona Morresi e le luci a Fiammetta Baldiserri.

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Ultimo titolo d’opera per la Stagione 2014 è Les Contes d’Hoffmann di Jacques Offenbach che al Teatro Grande è stato rappresentato una sola volta nel 2002. Le recite si svolgono nei giorni 12 e 14 dicembre rispettivamente alle ore 20.30 e alle ore 15.30. Les Contes d’Hoffmann è una opera comique messa in scena per la prima volta a Parigi nel novembre 1881, l’anno successivo alla morte del compositore. Tratta dai celebri racconti, l’opera era rimasta incompiuta nella strumentazione, tranne per due brani che Offenbach aveva usato per altri lavori precedenti. Fu Ernest Guiraud l’incaricato di redigere la partitura mancante e ne seguì un inevitabile cambiamento anche nelle parti originarie. Anche così modificata, l’opera di Offenbach ottenne da subito un successo strepitoso: nel solo anno di inaugurazione si contarono più di cento rappresentazioni.

Nel nuovo allestimento proposto dal Circuito Lirico Lombardo, il cast vocale è affidato ai vincitori del 65° Concorso As.Li.Co.. I giovani cantanti saranno guidati dalla regia di Frédéric Roels, regista, drammaturgo e attualmente direttore dell’Opéra de Rouen. Per la direzione dei Pomeriggi Musicali è stato scelto il giovane Christian Capocaccia, direttore d’orchestra italiano che continua a distinguersi come un artista di forte intuizione e musicalità, capace di creare, grazie alla sua scioltezza sul podio, un forte feeling tra orchestra e artisti in palcoscenico. Alla coproduzione dell’opera partecipano anche la Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi e l’Opéra de Rouen Haute-Normandie.

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Il 9 maggio, giornata nazionale dedicata alle vittime delle stragi e del terrorismo, debutterà al Teatro Grande di Brescia l’opera lirica Il Sogno di una cosa, una nuova produzione della Fondazione del Teatro Grande in coproduzione con la Fondazione I Teatri di Reggio Emilia e in collaborazione produttiva con il Piccolo Teatro di Milano e IED. Il progetto è realizzato in occasione dei 40 anni dalla strage di Piazza Loggia ed è un lavoro dalla doppia importanza: civile, per la commemorazione dell’anniversario, e artistico, per la scelta di investire nella produzione di una nuova opera contemporanea di un artista italiano.

L’opera è stata infatti commissionata a Mauro Montalbetti, compositore di origini bresciane che si è affermato nel panorama della musica contemporanea. Accanto a lui hanno lavorato a questo progetto corale altri due artisti di straordinario talento: Marco Baliani, attore, drammaturgo e regista teatrale tra i più affermati in Italia, che ne curerà libretto e regia, oltre ad esserne uno degli interpreti, ed Alina Marazzi, una delle firme più importanti del panorama cinematografico italiano, cui è stata affidata la regia video che andrà ad animare di immagini, ricordi ed emozioni le scene.

Il debutto dell’opera  sarà preceduto da un incontro con gli artisti che si terrà presso il Salone delle Scenografie del Teatro Grande lunedì 5 maggio alle ore 19.00.

L’ingresso è libero.

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Tornano i concerti della domenica mattina con l’Ensemble del Teatro Grande di Brescia che si presenta con una formazione rinnovata e sotto la guida artistica di Sandro Laffranchini. Nato con la Stagione 2012, l’Ensemble del Teatro Grande di Brescia, è una formazione da camera che vuole affermarsi come una tra le più poliedriche del contesto musicale italiano.

Laura Marzadori primo violino
Daniele Richiedei secondo violino
Sandro Laffranchini violoncello
Luca Ranieri viola

 

 

19 GENNAIO ORE 11.00

ARPA E QUARTETTO D’ARCHI
Arpa: Olga Mazzia

G.F. Haendel                           Concerto per arpa e archi in si bemolle maggiore

G. Rossini/Paganini               Variazioni sul Mosè di Rossini per arpa e violoncello

C. Saint-Saens                         “Fantasie” per violino e arpa

C. Debussy                               “Danses sacrée et profane ” per arpa e archi

 

 

26 GENNAIO ORE 11.00

TRIO: VIOLINO, VIOLA e VIOLONCELLO

W.A. Mozart                            trio divertimento k563

M. Montalbetti                       6 bagatelle

 

 

16 MARZO ORE 11.00

IL CONTRABBASSO (parte seconda)

Contrabbasso: Francesco Siragusa

G. Bottesini – Fantasia sulla “Lucia di Lammermoor” di G. Donizetti
per contrabbasso e archi

G. Rossini – Sonata a 4 n. 5
per due violini violoncello e contrabbasso

G. Bottesini – Gran quintetto op. 1
per contrabbasso e quartetto d’archi

 

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La Filarmonica della Scala è una delle più grandi orchestre al mondo. Ha consolidato negli anni una posizione di spicco nel panorama della musica internazionale grazie alla qualità assoluta dei suoi musicisti e alle collaborazioni con i più eccellenti artisti.
Per questo grande evento che inaugurerà la Stagione 2014 del Teatro Grande, la Filarmonica sarà guidata dal maestro Myung-Whun Chung, artista coreano dallo straordinario talento che restituirà al pubblico celebri pagine di rara intensità.

PROGRAMMA:   

L. v. Beethoven      Sinfonia n. 6 in Fa maggiore op. 68 “Pastorale”
J. Brahms                   Sinfonia n. 4 in Mi minore op.98

 

Myung-Whun Chung
Myung-Whun Chung, nato in Corea, inizia l’attività musicale come pianista, debuttando all’età di sette anni; a 21 anni vince il secondo premio al Concorso Pianistico Čajkovskij di Mosca. Frequenta negli USA i corsi di perfezionamento al Mannes College e successivamente alla Juilliard School di New York; nel 1979 diviene assistente di Carlo Maria Giulini alla Los Angeles Philharmonic dove nel 1981 è nominato direttore associato. Dal 1984 al 1990 è Direttore musicale dell’Orchestra Sinfonica della Radio di Saarbrüken, dal 1987 al 1992 Direttore Principale invitato del Teatro Comunale di Firenze, tra il 1989 e il 1994 Direttore Musicale dell’Orchestra dell’Opéra di Paris-Bastille e, dal 1997 al 2005, Direttore Principale dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma. Nel 1995 Myung-Whun Chung fonda la Asia Philharmonic, formata dai migliori musicisti di 8 Paesi asiatici. Nel 2005 è nominato Direttore Musicale della Seoul Philharmonic Orchestra e nel 2011 Direttore Ospite Principale della Dresden Staatskapelle. Dal 2000 Myung-Whun Chung è Direttore Musicale dell’Orchestre Philharmonique de Radio France. Le numerose registrazioni di Myung-Whun Chung, realizzate per Deutsche Grammophon, hanno ricevuto i riconoscimenti più prestigiosi. In Italia gli sono stati conferiti il Premio Abbiati e il Premio Toscanini e, nel 1992, la Légion d’Honneur dal Governo francese. Nel 1991 è stato nominato Artista dell’anno dal Sindacato professionale della critica drammatica e musicale francese. Nel 1995 e nel 2002 gli è stato conferito il Premio “Victoire de la Musique”. Nel luglio 2013 la Città di Venezia gli ha consegnato le chiavi della città per il suo impegno verso il Teatro la Fenice e la vita musicale veneziana e il Teatro La Fenice gli ha conferito il premio Una vita nella musica. Parallelamente alla sua attività musicale Myung-Whun Chung è impegnato in iniziative di carattere umanitario e di diffusione della musica classica tra le giovani generazioni, nonchè di salvaguardia dell’ambiente. Nel 2011 gli è stato conferito il titolo di “Commadeur dans l’ordre des Arts et Lettres” dal Ministro della Cultura Francese. Nel 2012 Myung-Whun Chung è riuscito a riunire, per la prima volta per un concerto alla Salle Pleyel a Parigi, la Unhasu Orchestra della Corea del Nord e la Orchestre Philharmonique de Radio France.

FILARMONICA DELLA SCALA
Claudio Abbado fonda la Filarmonica della Scala insieme ai musicisti scaligeri nel 1982 con l’obiettivo di sviluppare il repertorio sinfonico nel contesto della tradizione operistica del Teatro. L’anno seguente la Filarmonica si costituisce in associazione indipendente. Carlo Maria Giulini dirige oltre 90 concerti e guida l’orchestra nelle prime tournée internazionali; Riccardo Muti, Direttore Principale dal 1987 al 2005, ne promuove la crescita artistica e ne fa un’ospite costante nelle più prestigiose sale da concerto internazionali. L’orchestra instaura rapporti di collaborazione con i maggiori direttori: Georges Prêtre, Lorin Maazel e Wolfgang Sawallisch sono presenti dalle prime stagioni e vengono accolti dall’orchestra come Soci Onorari insieme a Valery Gergiev, ma restano nella memoria i contributi di Leonard Bernstein, Semyon Bychkov, Myung-Whun Chung, James Conlon, Dennis Russell Davies, Gustavo Dudamel, Tan Dun, Peter Eötvös, Christoph Eschenbach, John Eliot Gardiner, Philippe Jordan, Zubin Mehta, Gianandrea Noseda, Seiji Ozawa, Antonio Pappano, Gennadij Rozdestvenskij, Esa-Pekka Salonen, Giuseppe Sinopoli, Yuri Temirkanov, Robin Ticciati e Franz Welser–Möst. Dal 2006 si intensifica la collaborazione con il Direttore Musicale del Teatro alla Scala Daniel Barenboim e con Riccardo Chailly, Daniel Harding, Daniele Gatti e Valery Gergiev. La Filarmonica realizza la sua autonoma stagione di concerti e la stagione sinfonica del Teatro in base ad accordi sanciti da una convenzione con il Teatro alla Scala. È inoltre impegnata in numerose tournée, che con oltre 500 concerti fuori sede dalla fondazione l’hanno resa l’istituzione musicale italiana più presente all’estero nello scorso decennio. Nelle ultime stagioni ricordiamo il debutto negli Stati Uniti con Riccardo Chailly nel 2007 e in Cina con Myung-Whun Chung nel 2008, anno che segna anche il ritorno al Musikverein di Vienna con Daniele Gatti. Nel 2009 la Filarmonica debutta alla Philharmonie di Berlino con Daniel Barenboim e torna a Parigi con Pierre Boulez e Maurizio Pollini. Gli impegni del 2010 includono il ritorno in Asia con Semyon Bychkov per l’Expo di Shanghai; nel 2011 la Filarmonica attraversa l’Europa con Semyon Bychkov, Riccardo Chailly, Daniel Harding, Gianandrea Noseda e Georges Prêtre. La Filarmonica della Scala ha commissionato composizioni orchestrali a Giorgio Battistelli, Carlo Boccadoro, Azio Corghi, Luis de Pablo, Pascal Dusapin, Peter Eötvös, Ivan Fedele, Matteo Franceschini, Luca Francesconi, Mauro Montalbetti, Salvatore Sciarrino, Giovanni Sollima e Fabio Vacchi. Impegnata nella diffusione della musica presso le nuove generazioni, l’orchestra apre alle scuole le prove di tutti i concerti della stagione e con l’iniziativa “Sound, Music!” si rivolge ai bambini delle scuole primarie. È al fianco delle principali istituzioni scientifiche e associazioni di volontariato della città di Milano, per le quali realizza concerti dedicati e la prove aperte del ciclo “La Filarmonica della Scala incontra la città”. È impegnata per il festival MITO in concerti che hanno avvicinato un vastissimo pubblico alla musica sinfonica. La Filarmonica ha realizzato una consistente produzione discografica per Decca, Sony ed Emi. I concerti sono regolarmente trasmessi in differita televisiva dalla Rai, in diretta radiofonica da Radio3, e su medici.tv.

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Akram Khan è uno dei più importanti e premiati coreografi al mondo. Eleganza, forma e potenza sono le caratteristiche di questo straordinario artista capace di unire, in una sintesi meravigliosa, estetiche orientali e occidentali.
In omaggio a Igor Stravinskij e in occasione dell’anniversario della sua celebre opera La Sagra della Primavera, iTMOi (in the mind of igor) coinvolge tre importanti compositori contemporanei Nitin Sawhney, Jocelyn Pook e Ben Frost  restituendoci una danza visiva ricca di energia e movimento.

Direzione artistica, Coreografia Akram Khan
Musica Nitin Sawhney, Jocelyn Pook e Ben Frost

 

“Un viaggio folgorante nella fantasia creativa di uno dei nostri più importanti coreografi.” (The Times)

“65 esaltanti minuti di tensione incessante e meraviglia…” (Time Out Sydney)

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Affermatasi due anni fa con grande successo nel panorama internazionale, Anna Calvi, rivelazione britannica d’origine italiana, è una delle giovani star più ambite della scena indipendente, anche grazie ad una vocalità potente e una personalità affascinante.
Le 11 canzoni che compongono il suo ultimo album One Breath – che ha già ricevuto 4 stelle dalla rivista MOJO,
recensito positivamente da Q, Uncut e The Guardian – mostrano una vasta gamma di punti di riferimento, dalla musica dell’Africa occidentale, alle idee concettuali del compositore John Adams, in Sing To Me, omaggio a Maria Callas.

 

“Coraggioso, magnetico e carico di pathos , One Breath va addirittura oltre le più rosee aspettative.” (Blow Up)

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Un concerto dedicato alla Musica da Camera del nostro tempo, con la singolare combinazione di flauto, clarinetto e pianoforte nella prima parte, dove ci si muove tra gli astratti arabeschi sospesi sul filo del silenzio di Francesco Pennisi  e il virtuosismo scatenato della Tecno Parade di Giullaume Connesson, autentico manifesto del postmodernismo europeo, passando per le inquetudini vibratili del brano di Giorgio Colombo Taccani  (dove il flauto si avventura in inedite esplorazioni di timbri) e il gioco di colori continuamente intrecciati con grande divertimento da Franco Donatoni.

Nella seconda parte viene presentata una importante partitura di Aaron Jay Kernis, tra i compositori più importanti oggi in attività in America. il suo Trio in Red per clarinetto, violoncello e pianoforte è una composizione di difficoltà esecutiva trascendentale, ma la cui scrittura è sempre ricca di profondità e lirismo, con un forte senso del tragico e una indubbia teatralità nell’utilizzo di artifici retorici mutuati dalla grande tradizione classica e ripensati secondo un gusto assolutamente contemporaneo.

 

Francesco Pennisi Etude-Rhapsodie, per flauto, clarinetto e pianoforte
Gulliaume Connesson Tecno-Parade, per flauto, clarinetto e pianoforte
Giorgio Colombo Taccani Restless White, per flauto solo
Franco Donatoni Het, per flauto, clarinetto e pianoforte
Aaron Jay Kernis Trio in Red, per clarinetto, violoncello e pianoforte

 

Sentieri selvaggi
Paola Fre, flauto
Mirco Ghirardini, clarinetto
Andrea Rebaudengo, pianoforte
Aya Shimura, violoncello

 

SENTIERI SELVAGGI
Sentieri selvaggi è un gruppo formato da alcuni tra i migliori musicisti italiani uniti nel progetto di avvicinare la musica contemporanea al grande pubblico. È stato fondato nel 1997 da Carlo Boccadoro, Filippo Del Corno e Angelo Miotto. Fin dall’esordio i concerti di Sentieri selvaggi si caratterizzano per le informali presentazioni parlate di ogni brano. Sentieri selvaggi stringe in 15 anni collaborazioni con i più importanti compositori della scena internazionale, come Lang, Andriessen, MacMillan, Glass, Bryars, Nyman, Wolfe, Vacchi, che scrivono partiture per l’ensemble o gli affidano le prime italiane dei loro lavori. Accanto a loro il gruppo promuove e diffonde una nuova generazione di compositori italiani, a partire dai fondatori Boccadoro e Del Corno per arrivare a Antonioni, Colasanti, Mancuso, Montalbetti e Verrando. Dal 1998 Sentieri selvaggi è regolarmente ospite delle più prestigiose stagioni musicali italiane (Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Teatro alla Scala, Biennale di Venezia), dei maggiori eventi culturali del nostro paese (Festival della Letteratura di Mantova, Notte Bianca di Roma, Festival della Scienza di Genova) e di importanti festival internazionali (Bang On A Can Marathon di New York, SKIF Festival di San Pietroburgo). A Milano il gruppo è partner dal 1998 con Teatridithalia, che ospita i concerti nelle proprie sedi teatrali e dal 2005 organizza una stagione di musica contemporanea con un cartellone di concerti, incontri, masterclass, incentrata ogni anno su uno specifico nucleo tematico. Per diffondere la musica contemporanea in contesti inusuali, Sentieri selvaggi collabora anche con scrittori, architetti, scienziati, video-maker, attori, registi, musicisti rock e jazz, abitando con i propri progetti spazi alternativi come gallerie d’arte, piazze, strade, centri commerciali e università.

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Affascinato dalla figura di Mozart, l’enfant prodige di Salisburgo che a soli 5 anni già componeva, Lorenzo Cherubini si è gettato a capofitto nell’ascolto della sua straordinaria musica, nelle biografie e nei saggi critici e soprattutto nelle centinaia di lettere scritte dallo stesso Mozart, per afferrare il segreto di quella musica.
Da tutto questo cercare è nata La parrucca di Mozart, un libretto d’opera scritto da Jovanotti che si è poi trasformato in un’opera per ragazzi grazie alle musiche e alla regia di Bruno de Franceschi.
Una storia affascinante che ha come protagonista quell’uomo-bambino impertinente e giocoso, quell’animo imprevedibile, divertito e divertente, quello spirito indipendente e libero che è stato Wolfgang Amadeus Mozart.

RECITE RISERVATE ALLA SCUOLA PRIMARIA DI PRIMO GRADO, ALLA PRIMA E SECONDA MEDIA

 

Musiche e regia Bruno De Franceschi
Libretto Jovanotti
Orchestra I Piccoli Pomeriggi Musicali

Produzione Fondazione del Teatro Grande e Fondazione I Pomeriggi Musicali

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Grazie alla grande capacità espressiva e tecnica dei due esecutori, il mondo flamenco incontra quello classico consentendo ai suoni e alle atmosfere di entrambi i linguaggi di fondersi in modo compiuto e mirabile.
Il repertorio attraversa brani di notevole spessore che hanno fatto la storia della musica, soprattutto del concertismo chitarristico.

PROGRAMMA

Isaac Albeniz, Brano tradizionale andaluso Asturias Y Granaina
Esteban de Sanlucar Panaderos Flamencos
Vittorio Monti Csarza De Monti
Brano popolare andaluso El Cafe De Chinitas
Paco Serrano Zapateado
Alberto Velez Guajira De Velez
Brano popolare andaluso Sevillanas
Juan Lorenzo Mi Verdiales
Ernesto Lecuona Malaguena De Lecuona
Anonimo Romanza Catalana
Juan Lorenzo – Giulio Tampalini Abril

 

GIULIO TAMPALINI

Vincitore di alcuni dei maggiori concorsi internazionali di chitarra, a cominciare dal primo premio al Concorso “Narciso Yepes” di Sanremo (presidente della giuria Narciso Yepes), al T.I.M. di Roma nel 1996 e nel 2000 e al “De Bonis” di Cosenza, fino ai premi ottenuti al “Pittaluga” di Alessandria, al “Fernando Sor” di Roma e al prestigioso “Andrès Segovia” di Granada, tiene concerti da solista e accompagnato da orchestre sinfoniche in tutta Italia, Europa, Asia ed America, figurando in importanti rassegne concertistiche e nei maggiori festival musicali. Nel 2001 ha partecipato al Concerto di Natale in Vaticano in onore del Papa. Numerose sono le sue collaborazioni musicali, tra cui quella con le prime parti dell’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano. Oltre ai numerosi CD che ha pubblicato, nel 2003 il suo doppio CD “Francisco Tarrega: Opere complete per chitarra” (Edizioni Concerto) è stato premiato con la Chitarra d’Oro al VI Convegno Internazionale di Chitarra di Alessandria come miglior CD dell’anno. Innumerevoli sono le opere di compositori contemporanei a lui dedicate, sia in Italia che all’estero. Giulio Tampalini è docente di chitarra presso l’Istituto Superiore di Studi Musicali “Vecchi-Tonelli” di Modena ed è regolarmente invitato a tenere corsi e masterclass in tutta Italia e all’estero. Recentemente si è esibito in Cina da solista con l’Orchestra Sinfonica di Wuhan con la quale ha ottenuto uno straordinario successo. Suona chitarre del liutaio inglese Philip Woodfield.

JUAN LORENZO

Chitarrista flamenco, si è guadagnato un posto privilegiato nel panorama concertistico europeo. Compie gli studi musicali a Siviglia sotto la guida di Miguel Perez e Mario Escudero, dove subito si esibisce nei tablaos e nelle fiestas più importanti della città. In vent’anni di attività, ha tenuto circa 2000 concerti, collaborando con alcune delle figure più prestigiose del flamenco internazionale, quali i chitarristi José Luis Postigo, Victor Monge “Serranito”, Manitas de Plata, Merengue de Corboba, Oscar Herrero, i cantaores José de la Tomasa, Segundo Falcon, Carmen Sanchez, Felix de Lola e Javier Hidalgo, i bailaores José Greco, Antonio Marquez, Manolo Marin, Joaquin Grilo, “El Junco”, Juan Ortega, Joaquin Ruiz, Miguel Angel Espino, Antonio Castro, Carmen Reina, ecc… Frequenti, inoltre, le sue collaborazioni con artisti pop, tra cui Andrea Bocelli, Mario Reyes dei Gipsy Kings, Jethro Tull, Tony Esposito,  Al di Meola, Pino Daniele. Nel 1996 fonda la propria compagnia “Flamenco Libre”, con cui si esibisce in Italia, Spagna, Francia, Germania, Svizzera, Ex Juogoslavia, Tunisia, continuando parallelamente l’attività come solista, in duo col chitarrista classico Flavio Sala e con orchestra in tutta Europa, Stati Uniti e Russia. Nel 2010 realizza per la Guitart International Flamenco Edition un’ opera discografica senza precedenti nel campo della musica flamenca: una nuova incisione con revisione e trascrizione del 1°repertorio per “Guitarra Flamenca de Concierto”che fu fatta nel 1936, (la quale segno l’avvio al concertismo) con in donazione la chitarra originale con cui  Ramon Montoya (il piu grande chitarrista flamenco) realizzo il disco. Da sempre particolarmente attento alla didattica flamenca, ha pubblicato numerosi saggi su riviste di settore, libri e metodi sulla chitarra flamenca, oltre a diverse incisioni discografiche tra cd e dvd distribuite in Europa, Stati Uniti e Giappone.

 

EVENTO IN PARTE RISERVATO AI SOSTENITORI DELLA FONDAZIONE E AI TITOLARI TEATROGRANDECARD