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Compagnia TPO in coproduzione con Tong Production | Teatro Metastasio di Prato
Direzione artistica Francesco Gandi, Davide Venturini
Basato su un’idea di Lizhu Ren
Coreografia Daniele Del Bandecca, Martina Gregori
Visual design Elsa Mersi
Sound design Spartaco Cortesi
Computer engineering Rossano Monti
Costumi Chiara Lanzillotta
Oggetti di scena Livia Cortesi

 

COMPAGNIA TPO
Teatro visivo, emozionante, immersivo: negli spettacoli del TPO il protagonista è lo spazio scenico, le immagini, i suoni, i colori. Grazie all’uso di tecnologie interattive ogni spettacolo si trasforma in un ambiente “sensibile” dove sperimentare il confine sottile tra arte e gioco. Danzatori, performer e il pubblico stesso interagiscono insieme esplorando nuove forme espressive oltre le barriere di lingua e cultura. Il lavoro della Compagnia TPO è frutto della collaborazione di un team poliedrico e affiatato di autori provenienti da diverse discipline delle arti visive e performative. Gli spettacoli prodotti si caratterizzano per l’uso di proiezioni di grande formato, la creazione di ambienti teatrali immersivi e l’impiego di tecnologie interattive alcune delle quali specificatamente sviluppate dalla compagnia per i propri spettacoli. Grazie a queste tecnologie vengono creati ambienti teatrali “sensibili” dove i bambini possono esplorare lo spazio e scoprire così che questo risponde in un “certo modo” alle loro azioni; si crea quindi una relazione attiva tra loro e la scena, una forma di dialogo con spazio, forme e suoni, che diventa esperienza artistica. Negli spettacoli del TPO il ruolo dei performer assume una valenza particolare: grazie agli effetti interattivi i danzatori “dipingono” e “suonano” in scena usando il corpo o il movimento ma soprattutto invitano i bambini a esplorare lo spazio con un approccio teatrale che privilegia l’uso del corpo e dello sguardo.

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ALBERTO MARIO BANTI
1848-1914 L’ETÀ DEL NAZIONALISMO

Il prossimo 26 maggio sono state fissate le Elezioni europee. Comunque la si veda e qualunque sia il nostro pensiero di cittadini, si tratta di un appuntamento di storica importanza: forse per la prima volta in modo così esplicito si fronteggeranno schieramenti tra loro molto distanti e questo non sulla base delle ideologie politiche tradizionali, ma sul giudizio che negli ultimi anni è venuto maturando sul “come” e addirittura sul “se” restare in un’Europa così come costruita nel Dopoguerra.

Il ciclo “Le età dell’Europa”, pensato dagli Editori Laterza, individua quattro fasi – ognuna durata decenni –  in cui è possibile suddividere la storia d’Europa degli ultimi due secoli: l’età del nazionalismo, quella che va dai moti del ’48 fino alla Grande Guerra, l’età del totalitarismo che fa i conti col periodo che sta in mezzo e che include le due guerre, l’età del welfare che va dall’immediato dopoguerra fino al crollo del Muro nel 1989, e infine l’età dell’incertezza che arriva fino ai nostri giorni.

Ogni lezione prevede la partecipazione dell’attrice Elena Vanni.

 

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EMILIO GENTILE
1914-1945 L’ETÀ DEL TOTALITARISMO

Il prossimo 26 maggio sono state fissate le Elezioni europee. Comunque la si veda e qualunque sia il nostro pensiero di cittadini, si tratta di un appuntamento di storica importanza: forse per la prima volta in modo così esplicito si fronteggeranno schieramenti tra loro molto distanti e questo non sulla base delle ideologie politiche tradizionali, ma sul giudizio che negli ultimi anni è venuto maturando sul “come” e addirittura sul “se” restare in un’Europa così come costruita nel Dopoguerra.

Il ciclo “Le età dell’Europa”, pensato dagli Editori Laterza, individua quattro fasi – ognuna durata decenni –  in cui è possibile suddividere la storia d’Europa degli ultimi due secoli: l’età del nazionalismo, quella che va dai moti del ’48 fino alla Grande Guerra, l’età del totalitarismo che fa i conti col periodo che sta in mezzo e che include le due guerre, l’età del welfare che va dall’immediato dopoguerra fino al crollo del Muro nel 1989, e infine l’età dell’incertezza che arriva fino ai nostri giorni.

Ogni lezione prevede la partecipazione dell’attrice Elena Vanni.

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Annamaria Ajmone, una delle più straordinarie performer italiane, presenta Trigger, sistema mobile che si organizza in modo differente in base al luogo in cui viene ospitato. Il sistema ridisegna la geometria degli spazi e, viceversa, lo spazio trasforma l’azione performativa. Il pubblico è disposto lungo i lati della figura, condividendo lo spazio scenico con la performance. Trigger è un’esplorazione personale orientata alla trasformazione di uno spazio in un luogo che, per un tempo limitato, diventa dimora, luogo di passaggio, tana di un corpo che, in ascolto continuo, amplifica gli spazi interni ed esterni a sé.

 

TRIGGER
di e con Annamaria Ajmone
Musiche Palm Wine
Costumi Jules Goldsmith
Direzione tecnica Giulia Pastore
Produzione CAB 008
Con il sostegno di Regione Toscana e MIBAC
Co-produzione Cango / Umano – Cantieri internazionali sui linguaggi del corpo e della danza
In collaborazione con Teatro della Toscana

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GIANNI TONIOLO
1945-1989 L’ETÀ DEL WELFARE

Il prossimo 26 maggio sono state fissate le Elezioni europee. Comunque la si veda e qualunque sia il nostro pensiero di cittadini, si tratta di un appuntamento di storica importanza: forse per la prima volta in modo così esplicito si fronteggeranno schieramenti tra loro molto distanti e questo non sulla base delle ideologie politiche tradizionali, ma sul giudizio che negli ultimi anni è venuto maturando sul “come” e addirittura sul “se” restare in un’Europa così come costruita nel Dopoguerra.

Il ciclo “Le età dell’Europa”, pensato dagli Editori Laterza, individua quattro fasi – ognuna durata decenni –  in cui è possibile suddividere la storia d’Europa degli ultimi due secoli: l’età del nazionalismo, quella che va dai moti del ’48 fino alla Grande Guerra, l’età del totalitarismo che fa i conti col periodo che sta in mezzo e che include le due guerre, l’età del welfare che va dall’immediato dopoguerra fino al crollo del Muro nel 1989, e infine l’età dell’incertezza che arriva fino ai nostri giorni.

Ogni lezione prevede la partecipazione dell’attrice Elena Vanni.

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SIMONA COLARIZI
1989-2019 L’ETÀ DELL’INCERTEZZA

Il prossimo 26 maggio sono state fissate le Elezioni europee. Comunque la si veda e qualunque sia il nostro pensiero di cittadini, si tratta di un appuntamento di storica importanza: forse per la prima volta in modo così esplicito si fronteggeranno schieramenti tra loro molto distanti e questo non sulla base delle ideologie politiche tradizionali, ma sul giudizio che negli ultimi anni è venuto maturando sul “come” e addirittura sul “se” restare in un’Europa così come costruita nel Dopoguerra.

Il ciclo “Le età dell’Europa”, pensato dagli Editori Laterza, individua quattro fasi – ognuna durata decenni –  in cui è possibile suddividere la storia d’Europa degli ultimi due secoli: l’età del nazionalismo, quella che va dai moti del ’48 fino alla Grande Guerra, l’età del totalitarismo che fa i conti col periodo che sta in mezzo e che include le due guerre, l’età del welfare che va dall’immediato dopoguerra fino al crollo del Muro nel 1989, e infine l’età dell’incertezza che arriva fino ai nostri giorni.

Ogni lezione prevede la partecipazione dell’attrice Elena Vanni.

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Con Elena Franchi, Umberto Angelini, Giovanni Comboni e altri ospiti.

Nei suoi 150 anni di storia, la Società dei Concerti è stata una delle più importanti realtà musicali di Brescia. La Fondazione del Teatro Grande le rende omaggio con un incontro aperto alla città.

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Progetto realizzato con la collaborazione artistica di Emanuele Maniscalco e Luigi Radassao.

LA GRANDE NOTTE DEL JAZZ – PROGRAMMA

Dopo il grande successo delle prime due edizioni, torna sabato 13 aprile La Grande Notte del Jazz che dal tardo pomeriggio fino a notte inoltrata accoglierà nelle sale del Teatro una non-stop dedicata alla musica jazz e alle sue innumerevoli sfaccettature. Un’immersione totale nella musica jazz, una maratona notturna che si preannuncia ancora una volta imperdibile per gli appassionati del genere: 7 ore di musica non-stop, 16 concerti, e 42 artisti provenienti da Italia, Olanda, Danimarca, Svizzera, Inghilterra e Giappone.

Per partecipare alla Grande Notte del Jazz il pubblico sarà nuovamente invitato a scegliere uno dei tre affascinanti percorsi di ascolto intorno ai quali si snoda il programma: Air, Ground, Fire. Il primo, Air, prevede lavori più evanescenti, meditativi, intimi; Ground è invece prevalentemente legato ai linguaggi del passato (tradizione jazz, canzone folk, rock), anche se non in via esclusiva; infine, il percorso Fire si concentra su musiche più “espansive”, decise e audaci.

I tre percorsi si apriranno alle ore 19.00 in Sala Grande con il concerto della ICP Orchestra che proporrà sia brani classici di Thelonious Monk e Duke Ellington, sia momenti di pura improvvisazione e brani originali. Un forte richiamo per gli appassionati, ma anche un omaggio a una generazione di musicisti che ha saputo unire la tradizione con la sperimentazione.

Dopo l’evento di apertura in Sala Grande, al pubblico che avrà scelto il percorso Air verrà proposto come secondo appuntamento della serata il concerto del Jesper Zeuthen Trio, alle 20.30 nel Salone delle Scenografie: il danese Zeuthen, uno degli improvvisatori più originali e coraggiosi della sua generazione, è affiancato dal bresciano Roberto Bordiga (contrabbasso) – da alcuni anni residente a Copenhagen – e dal batterista Thomas Præstegaard. Nel Ridotto del Teatro alle 22.15 la voce di Elena Tavernini e il basso di Giacomo Papetti porteranno in scena “All the world is green”, un progetto che si confronta con la musica di Tom Waits. Ultima tappa nella Sala Palcoscenico Borsoni alle ore 24.00 per ascoltare Federica Colangelo e il suo progetto “Acquaphonica” con Michele Tino (sassofono), Marco Zenini (contrabbasso) e Ermanno Baron (batteria).

Per chi sceglierà il percorso Ground, la serata proseguirà alle 20.30 nel Ridotto del Teatro con il trio della violinista e compositrice Eloisa Manera, con i musicisti Simone Zanchini (fisarmonica) e Marco Remondini (violoncello, elettronica). A seguire alle 22.15 nella Sala Palcoscenico Borsoni verrà presentato il progetto “Solo Piano” di Kit Downes. Infine, alle ore 24.00, il Salone delle Scenografie ospiterà Enrico Terragnoli Trio. Terragnoli (chitarra, tastiera) si affianca a quello dei colleghi Danilo Gallo (contrabbasso) e Zeno De Rossi (batteria).

Gli spettatori che opteranno per il percorso Fire, subito dopo il concerto in Sala Grande verranno condotti verso la Sala Palcoscenico Borsoni dove alle 20.30 si esibirà il Nicolas Masson Quartet composto dai musicisti Nicolas Masson (sax tenore e soprano, clarinetto), Colin Vallon (pianoforte), Patrice Moret (contrabbasso) e Lionel Friedli (batteria). Alle 22.15 il Salone delle Scenografie ospiterà Roger Rota “Octo”, ensemble di otto elementi, animato da alcuni dei migliori musicisti della nuova generazione: Eloisa Manera (violino), Francesco Chiapperini (sax alto, clarinetti), Andrea Ferrari (sax baritono, clarinetto basso), Andrea Baronchelli (trombone), Alberto Zanini (chitarra), Roberto Frassini Moneta (basso), Filippo Sala (batteria), oltre allo stesso Roger Rota (sax soprano, composizioni, arrangiamenti). Federica Michisanti, contrabbassista romana, vincitrice del referendum “Top Jazz 2018” come miglior nuovo talento, sarà protagonista con il suo Trio della performance in programma alle ore 24.00 nel Ridotto del Teatro. Al suo fianco Francesco Bigoni (sax tenore) e Antonello Sorrentino (tromba).

Durante gli intervalli tra i concerti nelle sale minori, gli spettatori dei tre percorsi saranno invitati a incontrarsi in Sala Grande per due esibizioni estemporanee di Yoshitake Expe (chitarra, elettronica ed effetti): direttamente da Osaka, uno straordinario musicista che sa unire senza timori jazz, funk, techno, musica brasiliana, sperimentazione e ambient music. Le sue esibizioni solitarie possiedono la perizia strumentale di un recital acustico, l’imprevedibilità di una session improvvisata e la potenza di un dj set.

Yoshitake Expe sarà inoltre protagonista della performance “Space Guitar” rivolta a tutta la città che si terrà alle ore 17.30 in Corso Zanardelli. È questo uno degli appuntamenti satellite della Grande Notte che, oltre alla maratona notturna, disperderà nella città pillole di jazz già dal giorno precedente.

Per il 12 aprile alle ore 19.00 è infatti previsto nella splendida Chiesa di Santa Maria della Carità uno straordinario concerto offerto alla città (ingresso libero fino a esaurimento posti). Protagonista sarà il pianista Kit Downes, il cui più recente lavoro in solo, denominato “Obsidian”, è una ricerca personale e altamente suggestiva, un ritorno allo strumento studiato nella giovinezza: l’organo a canne. Kit Downes porta “Obsidian” a Brescia in prima assoluta: un lavoro profondo, caratterizzato da una fine potenza comunicativa in grado di suscitare, anche nelle generazioni più giovani e nel pubblico meno avvezzo al repertorio liturgico classico, curiosità verso uno degli strumenti più affascinanti e complessi mai creati da mano umana.

La giornata del 13 aprile partirà alle ore 10.00 con gli “Ascolti Jazz” che proseguiranno fino alle 17.00 nella Sala delle Statue del Teatro, liberamente accessibile: grazie ai raffinati dispositivi di riproduzione sonora messi a disposizione da STEREO BOX, i visitatori potranno ascoltare in cuffia una sequenza di tracce selezionate tra i lavori degli artisti della Grande Notte del Jazz.

Alle ore 11.00 sarà riservata alle scuole secondarie di primo e secondo grado la Prova aperta del concerto di Eloisa Manera Trio che nel suo progetto fonde musica classica, ma anche libera improvvisazione, suoni acustici ed elettronici, jazz. I ragazzi potranno quindi entrare in contatto diretto con gli artisti e dialogare con loro in una sorta di lezione-concerto. I posti sono limitati e la partecipazione è gratuita previa prenotazione al numero 030 2979324 o alla mail didattica@teatrogrande.it entro mercoledì 4 aprile.

Dopo la maratona di concerti, a fine serata verrà infine riproposta la “Late Night Jam“: alle ore 01.15 gli artisti della Grande Notte del Jazz si ritroveranno per una chiusura di serata in stile jazz club. I posti per partecipare alla “Late Night Jam” sono limitati e acquistabili in Biglietteria al costo di 5,00 euro solo in abbinamento a un carnet.

 

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La compagnia di Montpellier presenta per la prima volta a Brescia La Grande Phrase, una performance itinerante di grande impatto che avrà come suggestiva scenografia l’arteria principale del centro cittadino, Corso Zanardelli. I danzatori si muoveranno con i loro enormi costumi gonfiabili creando un caleidoscopio di forme e un effetto singolare di grande straniamento tra i corpi e le architetture urbane. Una performance di danza partecipata rivolta a un pubblico curioso e trasversale.

 

LA GRANDE PHRASE
Creazione 2013, Zone Artistique Temporaire di Montpellier
Primo Premio alla Setouchi Triennale 2013
Direzione artistica e coreografia Didier Théron
Concetto Donald Becker & Didier Theron

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La Fondazione Teatro Grande di Brescia e UBI Banca promuovono l’educazione musicale attraverso la quarta edizione del progetto Facciamo la Banda, realizzato con l’Associazione Filarmonica “Isidoro Capitanio” Banda cittadina di Brescia. Facciamo la Banda offre la possibilità a 30 giovanissimi di imparare a suonare uno strumento e formare una nuova banda di piccoli musicisti. Nel concerto conclusivo del percorso si esibiranno sul palco del Teatro Grande tutti gli allievi che in questi anni hanno partecipato al progetto.