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Per l’edizione 2022 il Teatro Grande torna ad essere una piccola cittadella del jazz: dopo il concerto di apertura che ospiterà il pubblico in Sala Grande, tutte le sale del Teatro Grande saranno coinvolte contemporaneamente per la seconda e terza tranche di spettacoli.

Tutti i percorsi si apriranno in Sala Grande dalle 19.00 alle 20.00 con il concerto di apertura che vedrà sul palco del Massimo cittadino Greg Cohen, uno dei più grandi contrabbassisti del mondo. Virtuoso dello strumento, compositore di musiche per teatro e cinema e uno dei musicisti più poliedrici della scena jazz americana, Greg Cohen si esibirà alla Grande Notte del Jazz 2022 con la chitarrista Eleonora Strino e con il batterista  Zeno De Rossi.

Per chi sceglierà il percorso Ground, la serata proseguirà nel Ridotto del Teatro con due appuntamenti che si susseguiranno a partire dalle 21.30. Il primo vedrà protagonista la voce di Costanza Alegiani accompagnata dai due componenti del suo trio – Marcello Allulli al sax tenore e Riccardo Gola al contrabbasso e basso elettrico – oltre alla partecipazione del batterista Fabrizio Sferra. Cantante e compositrice romana, laureata in jazz al Conservatorio di Frosinone e in filosofia alla Sapienza di Roma, Costanza Alegiani ha pubblicato nel 2021 Folkways, progetto musicale che dà nome anche al concerto proposto per La Grande Notte del Jazz. Tra le sue influenze e i suoi riferimenti musicali spiccano numi tutelari del folk e del cantautorato quali Joni Mitchell, Joan Baez, Richie Lee Jones, Leonard Cohen, Johnny Cash, Barbara Dane, Jacob Niles, Odetta e Folkways è un viaggio nelle tradizioni musicali degli Stati Uniti, rilette dalla sensibilità acuta e introspettiva di questa autentica storyteller.

Dopo un breve intervallo, alle 22.45 prenderà la scena il Nazareno Caputo Phylum Trio composto dai musicisti Nazareno Caputo (vibrafono, percussioni), Ferdinando Romano (contrabbasso) e Mattia Galeotti (batteria). Il progetto del giovane vibrafonista di Firenze testimonia la particolare ricerca di questo ipnotico trio: il fascino principale della sua musica risiede nel primario interesse verso l’equilibrio e la coerenza formale, guidato dalla ricerca di elementi comuni nel confronto con la diversità. Si delinea un percorso musicale tra elementi, sistemi e concetti legati all’idea di struttura. Un percorso immaginato quale successione di eventi con un inizio e una fine, ma senza, necessariamente, una predeterminata successione cronologica.

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Per l’edizione 2022 il Teatro Grande torna ad essere una piccola cittadella del jazz: dopo il concerto di apertura che ospiterà il pubblico in Sala Grande, tutte le sale del Teatro Grande saranno coinvolte contemporaneamente per la seconda e terza tranche di spettacoli.

Tutti i percorsi si apriranno in Sala Grande dalle 19.00 alle 20.00 con il concerto di apertura che vedrà sul palco del Massimo cittadino Greg Cohen, uno dei più grandi contrabbassisti del mondo. Virtuoso dello strumento, compositore di musiche per teatro e cinema e uno dei musicisti più poliedrici della scena jazz americana, Greg Cohen si esibirà alla Grande Notte del Jazz 2022 con la chitarrista Eleonora Strino e con il batterista  Zeno De Rossi.

Per coloro che si lasceranno invece affascinare dal percorso Fire, la serata proseguirà alle 21.30 nel Salone delle Scenografie con il progetto Musiche Invisibili di ARE – Andrea Ruggeri Ensemble, una formazione nata nel 2014 che vede coinvolti tredici musicisti italiani provenienti da diversi progetti e formazioni. Musiche invisibili è la trasposizione in musica del romanzo Le città invisibili di Italo Calvino e rappresenta la sintesi dei molteplici linguaggi sonori che sono parte del background del leader sardo, trapiantato in Veneto: jazz, rock, musica popolare, composizione colta e libera improvvisazione. Accanto ad Andrea Ruggeri (batteria, live electronics) si esibiranno Elsa Martin (voce), Mirko Onofrio (flauti, sax tenore, voce), Gabriele Mitelli (pocket trumpet), Francesco Ganassin (clarinetti, sax alto), Christian Thoma (oboe, corno inglese, clarinetto basso), Francesco Saiu (chitarra classica ed elettrica), Elia Casu (chitarra elettrica, live electronics), Nazareno Caputo (vibrafono), Oscar Del Barba (pianoforte, fisarmonica), Daniele Richiedei (violino, viola), Annamaria Moro (violoncello) e Giulio Corini (contrabbasso).

Infine, alle 22.45, il Salone delle Scenografie darà spazio alla musica di Federico Calcagno & The Dolphians. Classe 1995, diplomato in clarinetto e clarinetto jazz al Conservatorio Verdi di Milano, Federico Calcagno vive ad Amsterdam. Nel 2020 ha vinto il “Top Jazz” di Musica Jazz quale miglior nuovo talento italiano e nel 2021 è stato selezionato da I-Jazz per il progetto “Nuova Generazione Jazz”. Il sestetto The Dolphians è nato in omaggio a Eric Dolphy: propone composizioni originali e rielaborazioni di alcuni brani dello stesso polistrumentista afroamericano. Nel sound del gruppo – composto da Gianluca Zanello al sax alto, Luca Ceribelli ai sassofoni, Andrea Mellace al vibrafono, Stefano Zambon al contrabbasso e Stefano Grasso alla batteria – echeggiano atmosfere Blue Note degli anni Sessanta, arricchite però dalla peculiare ricerca del giovane leader e dalle forti personalità dei suoi partner.

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Nel primo semestre di Stagione la Fondazione del Teatro Grande proporrà un nuovo ciclo delle Lezioni di Storia realizzate in collaborazione con la Casa Editrice Laterza. Il ciclo 2022 sarà dedicato al tema La guerra dei sessi, quattro incontri in cui si racconterà il conflitto tra donne e uomini nel corso della storia dell’umanità, nelle sue tante forme: dalla famiglia alla politica, dall’economia alla letteratura, dall’arte allo spettacolo. Storie straordinarie e controverse, dalle più note a quelle sconosciute, dimostreranno soprattutto la forza, il talento, l’astuzia e l’immaginazione di alcune grandi donne che hanno combattuto le disuguaglianze di genere nei vari campi, allontanandosi dagli stereotipi sociali delle diverse epoche. Gli appuntamenti, fissati nella giornata di sabato alle ore 11.00 nei mesi di febbraio/marzo/aprile, saranno ospitati nella Sala Grande e vedranno impegnati alcuni dei più rilevanti storici italiani affiancati dall’attrice Elena Vanni.

Valeria Palumbo 
PENNE COME ARMI: VIRGINIA WOOLF E LE ALTRE

Era stato loro concesso di leggere e addirittura scrivere romanzi. E ne hanno subito approfittato: Virginia Woolf scardina i principi del mondo e dello sguardo maschile, ma non è la sola intellettuale, tra la Prima e la Seconda guerra mondiale, a svelare i meccanismi del dominio degli uomini. Né l’unica a pagare per averlo sfidato.

 


Durata 90 minuti circa senza intervallo

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Aguyoshi è il duo giapponese composto da Aisa Shirai e KEKE.
La performance di danza di Aguyoshi è genuinamente site-specific: non è il corpo, ma il contesto urbano il centro della performance. I due performer scelgono uno spazio, lo analizzano e, quasi improvvisando, si lasciano ispirare dalle sue peculiarità nella creazione coreografica. La loro danza offre un punto di vista inaspettato sui luoghi che conosciamo, mostrandoci una città senza limiti né barriere.
Una performance che sa stupire, affascinare e divertire lo spettatore.

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Dopo l’edizione speciale del 2020 in streaming e la tre giorni del 2021, Festa dell’Opera torna in cartellone nella sua classica formulazione: dall’alba alla mezzanotte del secondo sabato di giugno, la celebre kermesse dedicata all’Opera risuonerà tra le vie di Brescia con le più note arie della tradizione e con interessanti incursioni anche in altri generi musicali. Il ricco programma di sabato 11 giugno (anteprima il 10 giugno) conquisterà ancora una volta il pubblico più trasversale portando gli spettatori a riscoprire attraverso l’Opera alcuni tra i luoghi più suggestivi della città.

Il programma è disponibile online sul sito festadellopera.it

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MARIA GIUSEPPINA MUZZARELLI. Caterina da Siena, il potere di una madre non madre

Si nega il cibo fino allo sfinimento per non subire la volontà altrui. Parla con i potenti, financo col Papa, quando la prerogativa femminile era il silenzio. Si sposta nel mondo quando le sue sorelle restano recluse. Comanda, suggerisce, motiva, restando spesso in seconda linea, a tratti quasi annullandosi. Una donna che perfettamente combina la capacità di essere al tempo stesso dentro e fuori gli schemi della società del suo tempo.

Maria Giuseppina Muzzarelli insegna Storia medievale e Storia delle città all’Università di Bologna.


Il potere è ambivalente. Ha associato o diviso gli uomini, si è sposato con la giustizia o si è manifestato nel modo più brutale. Nelle forme più diverse ha attraversato la storia, incarnandosi in un ristretto numero di persone che sono divenute simboli destinati a proiettarsi nei secoli. Nel passato, come oggi, il potere non si personifica soltanto nelle azioni di scaltri simulatori, trascinatori di folle, dittatori feroci: sono molteplici i suoi volti e gli strumenti per esercitarlo. Quattro grandi storici ci raccontano cosa è avvenuto nel mutare dei secoli.

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MICHELE CILIBERTO. Machiavelli, il potere della parola e delle armi

Sulla scena dell’azione politica l’uomo di potere deve essere capace di far leva anche sull’ambizione e sulle debolezze dei suoi interlocutori, destreggiandosi con abilità e astuzia nei momenti favorevoli come negli improvvisi rovesci della fortuna. Per il raggiungimento dei propri fini, la forza della parola di certo non è meno importante di quella delle armi. Un messaggio che, se già ci viene dalla retorica classica e umanistica, a maggior ragione risulta attualissimo oggi, nell’epoca della comunicazione.

Michele Ciliberto è presidente dell’Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento e socio nazionale dell’Accademia dei Lincei, insegna Storia della filosofia moderna e contemporanea alla Scuola Normale Superiore.


Il potere è ambivalente. Ha associato o diviso gli uomini, si è sposato con la giustizia o si è manifestato nel modo più brutale. Nelle forme più diverse ha attraversato la storia, incarnandosi in un ristretto numero di persone che sono divenute simboli destinati a proiettarsi nei secoli. Nel passato, come oggi, il potere non si personifica soltanto nelle azioni di scaltri simulatori, trascinatori di folle, dittatori feroci: sono molteplici i suoi volti e gli strumenti per esercitarlo. Quattro grandi storici ci raccontano cosa è avvenuto nel mutare dei secoli.

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PAOLO GALLUZZI. Galileo, il potere della scienza

Marzo 1610. Galileo pubblica il Sidereus Nuncius, l’opera che afferma la validità della teoria eliocentrica delineata da Copernico. Il drammatico cambiamento di scenario segna l’inizio di un’età nuova – animata da personalità di straordinaria caratura intellettuale, quali Keplero, Cartesio, Newton – un’età nella quale sono rimessi in questione non solo i principi della cosmologia, ma anche quelli della fisica e della filosofia, della religione e dell’antropologia. Una rivoluzione epocale!

Paolo Galluzzi è Direttore del Museo Galileo di Firenze.


Il potere è ambivalente. Ha associato o diviso gli uomini, si è sposato con la giustizia o si è manifestato nel modo più brutale. Nelle forme più diverse ha attraversato la storia, incarnandosi in un ristretto numero di persone che sono divenute simboli destinati a proiettarsi nei secoli. Nel passato, come oggi, il potere non si personifica soltanto nelle azioni di scaltri simulatori, trascinatori di folle, dittatori feroci: sono molteplici i suoi volti e gli strumenti per esercitarlo. Quattro grandi storici ci raccontano cosa è avvenuto nel mutare dei secoli.

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ALBERTO MARIO BANTI. Napoleone, il potere delle idee

È con lui che si afferma la prima dittatura “democratica”, formalmente ratificata da un plebiscito popolare; è lui che compie il gesto inaudito di incoronarsi “Imperatore” da solo; è sempre lui che, distribuendo potere ai suoi familiari, pare riconfermare il valore ereditario del sangue… Tutto questo dallo stesso uomo che, prima di ogni battaglia, per anni aveva caricato di entusiasmo e infinita fiducia i suoi soldati, facendo leva sul valore universale delle idee egualitarie della Rivoluzione.

Alberto Mario Banti insegna Storia contemporanea all’Università di Pisa.


Il potere è ambivalente. Ha associato o diviso gli uomini, si è sposato con la giustizia o si è manifestato nel modo più brutale. Nelle forme più diverse ha attraversato la storia, incarnandosi in un ristretto numero di persone che sono divenute simboli destinati a proiettarsi nei secoli. Nel passato come oggi il potere non si personifica soltanto nelle azioni di scaltri simulatori, trascinatori di folle, dittatori feroci: sono molteplici i suoi volti e gli strumenti per esercitarlo. Quattro grandi storici ci raccontano cosa è avvenuto nel mutare dei secoli.

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L’edizione 2021 de La Grande Notte del Jazz non poteva lasciarsi sfuggire un ulteriore focus con Franco D’Andrea, considerata la ricchezza e l’intensità del suo percorso artistico. Per questo motivo è stato chiesto al celebre pianista trentino di tenere una Lectio Magistralis in programma sabato 5 giugno alle ore 12.00 presso il Salone Pietro da Cemmo del Conservatorio Luca Marenzio di Brescia.

Durante la Lectio Magistralis il Maestro Franco D’Andrea approfondirà il tema delle Aree Intervallari, argomento centrale della sua ricerca artistica e produzione musicale. Un appuntamento gratuito (con iscrizione obbligatoria a partire da giovedì 27 maggio) che gli appassionati della musica jazz non potranno certamente perdersi. L’incontro sarà trasmesso in diretta anche sulla pagina Facebook del Conservatorio Luca Marenzio.

Posti limitati. La partecipazione è gratuita previa prenotazione online da giovedì 27 maggio.

Clicca QUI per iscriverti all’evento.

Una volta completata l’iscrizione i partecipanti sono tenuti a compilare e consegnare la seguente AUTODICHIARAZIONE.