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Questo Cuore non ha intenti morali. Tra i suoi compiti non vi è quello di educare i ragazzi ai buoni valori con la “V” maiuscola, per cui il famoso libro è tanto amato, quanto criticato. Non vuole fare l’elogio dei buoni e la condanna dei cattivi e non vuole neppure spingere sulla leva del sentimentalismo.
Cuore è un lavoro inattuale su un libro inattuale: questa è la sfida che lo spettacolo vuole raccogliere.
Il carattere ottocentesco è cioè una forma da interpretare con la distanza di una rappresentazione teatrale.
Rimane il piacere di conoscere una vera e propria estetica dei sentimenti, retaggio di un passato che consideriamo oggi come primitivo. Lo spettacolo sarà come un viaggio in quell’epoca.
Il linguaggio di Cuore sarà quello che si avvale dei colori sbiaditi dei grembiuli, dell’odore del cuoio delle cartelle, delle macchie d’inchiostro sui libri, dei cigolii dei banchi di legno e della polvere del gesso; non ci sono gli effetti speciali del moralismo ottocentesco. Si tratta di attirare il pubblico infantile con la forza invincibile del racconto del passato, giocando con quella “distanza” che viene dallo stupefacente anacronismo di questi racconti. La pompa magna della scrittura retorica di De Amicis non è qualcosa da liquidare con una prevedibile ironia. Al contrario: il gioco scoperto è quello di crederci per un’ora, come nell’imperfetto ludico dei giochi infantili. Facciamo che io ero una piccola vedetta lombarda…

 

RECITE RISERVATE ALLA SCUOLA PRIMARIA E ALLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO

Liberamente tratto dal libro Cuore di Edmondo De Amicis
ideazione e regia Silvia Costa
musica originale Lorenzo Tomio
assistente alla regia e cura dei costumi Laura Dondoli
disegni esecutivi e sviluppo della scena Maroussia Vaes
produzione Fondazione Teatro Grande di Brescia

SCARICA LA LOCANDINA

 

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Due grandi interpreti del cinema e del teatro italiano – Sonia Bergamasco e Fabrizio Gifuni – accompagnati dal talento musicale di Rodolfo Rossi, restituiscono voci e suoni al capolavoro senza tempo di Antoine de Saint-Exupéry.

Misterioso e lunare, il Piccolo Principe è un affascinante rompicapo che ipnotizza da settant’anni adulti e bambini di ogni latitudine. Poniamoci in ascolto del suo mistero, consapevoli che solo l’infanzia è in grado di svelare e rivelare “ciò che è invisibile agli occhi”.

 

 IL PICCOLO PRINCIPE IN CONCERTO
da Antoine de Saint-Exupéry
un’idea di Fabrizio Gifuni e Sonia Bergamasco
suoni di scena Rodolfo Rossi
disegno luci Cesare Accetta

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CON VITTORIO COSMA, GIANNI MAROCCOLO, RICCARDO SINIGALLIA, MAX CASACCI E FABIO PERI

Dall’incontro di quattro produttori del calibro di Vittorio Cosma, Gianni Maroccolo, Riccardo Sinigallia e Max Casacci nasce un progetto innovativo e coinvolgente, un connubio riuscito tra musica e scienza. Deproducers è una sorta di collettivo, al quale ha collaborato anche il celebre produttore Howie B e lo strabiliante batterista Dodo Nkishi, che si ripropone di musicare dal vivo conferenze scientifiche raccontate in maniera rigorosa ma accessibile.

Planetario, il primo capitolo di questa “collana”, unisce la musica alle conferenze spaziali dell’astrofisico e direttore del Planetario di Milano Fabio Peri. L’Astrofisico illustra le meraviglie del cosmo e il mistero della sua nascita, le costellazioni e la loro mitologia, il rapporto tra l’Uomo e l’Infinito, il tutto veicolato da un’incredibile capacità di coinvolgere il pubblico con un linguaggio semplice ed accessibile. Con lui, i quattro produttori insieme alla batteria di Dodo Nkishi ed alla direzione “cosmonautica” di Howie B stenderanno un tappeto sonoro dal vivo che trascinerà l’ascoltatore dritto nel centro della volta celeste, rendendo il concerto un vero e proprio viaggio intergalattico.

“UN VIAGGIO TRA LE STELLE CHE METTE IN MUSICA CIELO, GALASSIE, PIANETI, ENERGIA E GRAVITA'”
(Corriere della Sera)

 

Per PLANETARIO è prevista una recita interamente dedicata alle scuole secondarie di primo e secondo grado che si svolgerà il 18 dicembre alle ore 10,00. Per informazioni clicca qui.

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Già alla fine degli anni ’80 Arthur Miller definì Eimuntas Nekrosius un “genio”. Un regista visionario e potente capace di affreschi visivi di straordinaria intensità e bellezza. Pluripremiato in Italia e nel mondo, Nekrosius è uno dei più grandi Maestri contemporanei. Amleto è uno dei suoi capolavori, una pietra miliare del teatro che ha contribuito a consacrare la fama del regista lituano, autore di messe in scena dalle immagini stupefacenti e dalle soluzioni figurative inaspettate. Al centro di questa sua personalissima interpretazione della tragedia shakespeariana si percepisce fortemente l’idea del mondo contemporaneo: Nekrosius sceglie per l’enigmatico principe di Danimarca Andrius Mamontovas, popstar lituana che si ispira ai Depeche Mode, e immerge il mondo danese di Shakespeare in un universo rude, barbarico, privo d’ogni conforto e grazia se non quella dello spirito. Uno spettacolo conturbante, per la prima volta a Brescia.

Testi in lingua originale con sopratitoli in italiano.