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Veduta è una riflessione sulla città e sulla visione prospettica del paesaggio urbano realizzata da una delle compagnie più interessanti della coreografia internazionale diretta da Michele Di Stefano, Leone d’Argento alla Biennale Danza. Il progetto gioca con l’idea cinematografica della “camera con vista” in cui una veduta urbana è trasformata dall’incontro con una traccia sonora e con il movimento dei performer dislocati nello spazio, da vicino a lontanissimo. Lo spettatore, anche tramite l’ascolto in cuffia, s’immerge in un paesaggio che non è più semplicemente ciò che gli si staglia davanti, ma – così come in una allegoria sacra – un concentrato di coincidenze e configurazioni che sembrano rimandare ad altro. La danza è dunque un punto di vista sul mondo, suggerendo allo stesso tempo una via di fuga.

 

VEDUTA
di Michele Di Stefano e Lorenzo Bianchi Hoesch
Produzione mk 2016
In collaborazione con festival Danza Urbana Bologna
Con il sostegno di ResiDance – Dance Haus Milano e MIBAC
Con Biagio Caravano, Roberta Mosca, Laura Scarpini
Musica Lorenzo Bianchi Hoesch
Coreografia Michele Di Stefano
Organizzazione Carlotta Garlanda
Sistema audio LEM International – Silentsystem

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Animale è un lavoro potente e poetico firmato dalla coreografa italiana Francesca Foscarini, vincitrice del premio Danza & Danza 2018 per coreografi emergenti, e dal drammaturgo Cosimo Lopalco. Creato per il danzatore francese Roman Guion, il solo – che ha debuttato alla Biennale Danza di Venezia nel 2018 – si ispira alle opere del pittore Antonio Ligabue, alle sue scene animali e ai suoi autoritratti. Gli artisti esplorano la radice etimologica che accomuna “anima” e “animale”, riflettendo sul significato di alterità, e compongono scene di dirompente emozione in cui il mondo umano e quello animale sono dipinti in un intreccio di istinti, timori e speranze.

ANIMALE
Ideazione, Creazione Francesca Foscarini e Cosimo Lopalco
Coreografia Francesca Foscarini
Interpretazione, Co­-creazione Romain Guion
Drammaturgia Cosimo Lopalco
Musiche originali Andrea Cera
Video Licorne  Maider Fortune
Disegno Luci, Cura della Tecnica Luca Serafini
Consulenza e programmazione videoproiezione Andrea Santini
Costumi Giuseppe Parisotto
Voci Miki Seltzer in Genesi 2 (19-20), Bela Lugosi in Bride of the Monster Ed Wood
Suoni Seals Martin Clarke, Summer Sunset Eckhard Kuchenbecker, Tikal Dawn Andreas Bick

Ringraziamenti a Chiara Bortoli, Alfonso Cariolato, Rocco Giansante, Perrine Villemur, Fiorenzo Zancan
Produzione VAN Ente sostenuto dal Ministero dei Beni Culturali
Co-produzione La Biennale Danza di Venezia
Con il sostegno di CSC Centro per la Scena Contemporanea Bassano del Grappa, Tanzhaus Zurich, Istituto Italiano di Cultura Parigi, Teatro Stabile del Veneto

 

Si segnala al gentile che lo spettacolo contiene nudità.

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First love è un risarcimento messo in busta e indirizzato al primo amore. È la storia di un giovane degli anni Novanta al quale non piaceva il calcio ma lo sci di fondo – e la danza, anche, ma siccome non conosceva alcun movimento si divertiva a replicare quelli dello sci, nel salotto, in camera, inghiottito dal verde perenne di una provincia del Nord Italia. Quel ragazzo ora cresciuto, non più sciatore ma danzatore, non più sulla neve ma in scena, non più agonista ma ancora agonista, per via di un’attitudine competitiva alla coreografia che non si scolla mai, nostalgica e ricorsiva, ha incontrato il suo mito di bambino, la campionessa olimpica Stefania Belmondo, ed è tornato sui passi della montagna. È giunto il tempo di gridare al mondo che quel primo amore aveva ragione d’esistere, che strappava il petto come e più di qualsiasi altro. In una rilettura della più celebre gara della campionessa piemontese, la 15 km a tecnica libera delle Olimpiadi di Salt Lake City 2002, First love si fa grido di vendetta, disperata esultanza, smembramento della nostalgia.

FIRST LOVE
Un progetto di e con Marco D’Agostin
Suono LSKA
Consulenza scientifica Stefania Belmondo e Tommaso Custodero
Consulenza drammaturgica Chiara Bersani
Luci Alessio Guerra
Direzione tecnica Paolo Tizianel
Promozione Marco Villari
Organizzazione Eleonora Cavallo, Damien Modolo
Progetto grafico Isabella Ahmadzadeh
Produzione VAN 2018
Coproduzione Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale / Torinodanza festival e Espace Malraux – scène nationale de Chambéry et de la Savoie, nell’ambito del progetto Corpo Links Cluster, sostenuto dal Programma di Cooperazione PC INTERREG V A – Italia-Francia (ALCOTRA 2014-2020)
In collaborazione con Centro Olimpico del Fondo di Pragelato
Progetto realizzato in residenza presso la Lavanderia a Vapore, Centro Regionale per la Danza
Con il supporto di ResiDance XL, inTeatro

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Maestro del corpo, la cui danza è stata definita una scultura d’aria, di luoghi, di tempo, Saburo Teshigawara è riconosciuto non solo come coreografo e danzatore, ma anche per le sue qualità nel campo delle arti visive. Al Teatro Grande di Brescia presenta la sua recente creazione Tristan and Isolde ispirata all’opera di Richard Wagner. Lo spettacolo – magistralmente interpretato dallo stesso Teshigawara e dalla danzatrice Rihoko Sato – incarna la celebre storia degli infelici amanti, in un continuo dialogo tra i corpi dei due danzatori che diventano messaggeri di un’esperienza sensoriale altrimenti indicibile.

 

 

Musica in un ondeggiante continuo e corpi che riempiono lo spazio.
Nasce un’incessante melodia modulare che non raggiunge alcun luogo.
Così sono impossibili l’amore e la morte.
Saburo Teshigawara

Musica estratti dall’opera Tristan und Isolde di Richard Wagner
Coreografia e design luci Saburo Teshigawara
Interpreti Rihoko Sato, Saburo Teshigawara
Coordinatore tecnico e assistenza alle luci Sergio Pessanha
Assistente di produzione e sartoria Emiko Murayama
Produzione KARAS
Distribuzione International Music and Arts
Prima assoluta 8, giugno 2016, Tokyo_KARAS APPARATUS
Prima italiana 31 ottobre 2017, Reggio Emilia_Teatro Ariosto

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PRIMA ITALIANA

William Forsythe è uno dei più importanti artisti del nostro tempo. Per questa inusuale combinazione di titoli dal repertorio e nuove creazioni, il coreografo ha immaginato qualcosa di simile a un concerto di musica da camera, ideato per essere ascoltato. Le creazioni spaziano dalla concentrazione analitica minimale al contrappunto di ispirazione barocca, alternando momenti di grande intensità espressiva a espressioni di pura gioia. I sette danzatori invitano il pubblico negli ingranaggi della danza e nella mente dell’uomo che ha dedicato il suo lavoro a questo compito.

PROLOGUE
CATALOGUE (Second Edition)
EPILOGUE
Musica Morton Feldman, Nature Pieces from Piano No.1

DIALOGUE (DUO2015)

SEVENTEEN / TWENTY ONE
Musica Jean-Philippe Rameau, Hippolyte et Aricie: Ritournelle

 

A QUIET EVENING OF DANCE

Una produzione Sadler’s Wells London di William Forsythe
e Brigel Gjoka, Jill Johnson, Christopher Roman, Parvaneh Scharafali, Riley Watts, Rauf “RubberLegz” Yasit e Ander Zabala
Co-produzione Théâtre de la Ville, Théâtre du Châtelet e Festival d’Automne di Parigi; Festival Montpellier Danse 2019; Les Théâtres de la Ville de Luxembourg; The Shed, New York; Onassis Cultural Centre-Athens; deSingel international arts campus, Anversa

Debutto Sadler’s Wells, Londra, 4 ottobre 2018

Vincitore del premio Fedora – Van Cleef & Arpels Prize for Ballet 2018

Danzatori Brigel Gjoka, Jill Johnson, Christopher Roman, Parvaneh Scharafali, Riley Watts, Rauf “RubberLegz“ Yasit, Cyril Baldy (sostituto di Ander Zabala per il tour di febbraio 2019)
Compositore/Musica Morton Feldman, Nature Pieces from Piano No.1. From, First Recordings (1950s) – The Turfan Ensemble, Philipp Vandré © Mode (per Epilogue)
Compositore/Musica Jean‐Philippe Rameau, Hippolyte et Aricie: Ritournelle, da Une Symphonie Imaginaire, Marc Minkowski & Les Musiciens du Louvre © 2005 Deutsche Grammophon GmbH, Berlin (per Seventeen/Twenty One)
Design luci Tanja Rühl e William Forsythe
Design costumi Dorothee Merg e William Forsythe
Tecnico del suono Niels Lanz

Per il Sadler’s Wells
Direttore esecutivo e artistico Alistair Spalding
Produttore esecutivo Suzanne Walker
Responsabile Produzione e Touring Bia Oliveira
Produttore del Tour Aristea Charalampidou
Coordinamento Produzione e Touring Florent Trioux
Responsabile Marketing Daniel King
Ufficio stampa Senior Caroline Ansdell
Responsabile costumi Miwa Mitsuhashi

Staff tecnico
Direttore di produzione/Luci Adam Carré
Direttore di palcoscenico Bob Bagley

Ph credit Bill Cooper

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Annamaria Ajmone, una delle più straordinarie performer italiane, presenta Trigger, sistema mobile che si organizza in modo differente in base al luogo in cui viene ospitato. Il sistema ridisegna la geometria degli spazi e, viceversa, lo spazio trasforma l’azione performativa. Il pubblico è disposto lungo i lati della figura, condividendo lo spazio scenico con la performance. Trigger è un’esplorazione personale orientata alla trasformazione di uno spazio in un luogo che, per un tempo limitato, diventa dimora, luogo di passaggio, tana di un corpo che, in ascolto continuo, amplifica gli spazi interni ed esterni a sé.

 

TRIGGER
di e con Annamaria Ajmone
Musiche Palm Wine
Costumi Jules Goldsmith
Direzione tecnica Giulia Pastore
Produzione CAB 008
Con il sostegno di Regione Toscana e MIBAC
Co-produzione Cango / Umano – Cantieri internazionali sui linguaggi del corpo e della danza
In collaborazione con Teatro della Toscana

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Il 2019 celebra la sessantacinquesima stagione della Paul Taylor Dance Company che nel corso della sua esistenza ha calcato i palcoscenici di oltre 500 teatri in 64 Paesi del mondo. Gli straordinari danzatori della compagnia – fondata da Paul Taylor e diretta attualmente da Michael Novak – porteranno in scena alcuni dei più rappresentativi successi della compagnia dagli anni ’60 ad oggi. Le coreografie Aureole, Esplanade e Promethean Fire rappresentano l’essenza estetica e poetica del grande coreografo statunitense, icona della modern dance.

CELEBRATION TOUR 2019
Direttore artistico Michael Novak 

ESPLANADE
Musica di Johann Sebastian Bach:
Concerto in mi maggiore per violino e orchestra, BWV 1042
Concerto in re minore per due violini e orchestra, BWV 1043
Coreografia Paul Taylor
Costumi John Rawlings
Luci Jennifer Tipton
Prima rappresentazione: 1975

 

AUREOLE
Musica Georg Friedrich Händel
Estratti dai Concerti Grossi op. 6 in do minore, fa maggiore e dall’Oratorio Jephtha
Coreografia Paul Taylor
Costumi George Tacet
Luci Thomas Skelton
Prima rappresentazione: 1962

 
PROMETHEAN FIRE
Coreografia Paul Taylor
Musica Johann Sebastian Bach
Toccata e Fuga in Re minore, Prelude in Mi bemolle minore e Chorale Prelude BWV 680
Orchestrata da Leopold Stokowsk
Costumi Santo Loquasto
Luci Jennifer Tipton
Prima rappresentazione: 2002

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Camilla Monga collabora con il compositore Zeno Baldi esplorando processi di accumulazione coreografica e musicale. Ogni stimolo visivo e uditivo diviene un segno riconoscibile per essere interpretato e tradotto in puro suono. Musicista e coreografa si fanno interpreti di un’unica partitura per eseguire un duetto ed evocare forme e immagini. Continuano a chiamarsi e influenzarsi a vicenda: la loro è un’associazione visiva, logica e appassionata, pensata per inventare una sequenza di eventi, combinare nuove trame, creare forme dinamiche che ingannano spazio e tempo. Corpo e suono sono i protagonisti di una polifonia di immagini che si delineano man mano, grazie a un duetto d’intesa e di piena attenzione che mette alla pari composizione coreografica e musicale.

 

DUETTO IN ASCOLTO
Progetto Camilla Monga e Zeno Baldi
Luci Alessio Guerra
Produzione Fondazione Atlantide Teatro Nuovo di Verona – Art Theater Verona
Con il supporto di Colorificio Kroen, VAN Associazione Culturale
A cura di Simone Azzoni

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Il giovanissimo Nicola Galli è oramai una consolidata certezza nel panorama performativo italiano. Deserto digitale è una creazione coreografica dedicata alla rivoluzionaria ricerca musicale del compositore Edgard Varèse. Un’atmosfera irreale e psichica accoglie lo spettatore: gestualità, movimenti e figure corporee, insieme a luci e sonorità, generano un atlante figurativo, una lente d’ingrandimento su quell’universo caleidoscopico in costante cortocircuito che è la scena. Deserto digitale racconta la rivolta silenziosa delle emozioni latenti per la sopravvivenza dell’individuo.

 

DESERTO DIGITALE
Creazione dedicata alla ricerca musicale di Edgard Varèse
Regia e coreografia Nicola Galli
Produzione Fondazione Musica per Roma, TIR Danza, Fondazione del Teatro Grande di Brescia, stereopsis
Con la collaborazione di L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino, Teatro Petrella di Longiano
Danza Alessandra Fabbri, Nicola Galli, Paolo Soloperto
Musica Edgard Varèse (Un grand sommeil noir, Poème électronique, Déserts, Ionisation, Density 21.5.)
Testi liberamente ispirati agli scritti di Edgard Varèse, Alice Miller, Gilles Clément, Marcel Proust
Scenografia Giulio Mazzacurati
Video e costumi Nicola Galli
Residenza artistica L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino, Teatro Petrella (LOngiano), CapoTrave/ Kilowatt Sansepolcro
Con il sostegno di h(abita)t – Rete di Spazi per la Danza / Leggere Strutture Art Factory, Centro di Residenza della Toscana (Armunia Castiglioncello – CapoTrave/Kilowatt Sansepolcro)

Progetto vincitore del Premio Equilibrio 2018

 

Spettacolo selezionato nell’ambito di

 

Lo spettacolo contiene nudità.

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La compagnia di Montpellier presenta per la prima volta a Brescia La Grande Phrase, una performance itinerante di grande impatto che avrà come suggestiva scenografia l’arteria principale del centro cittadino, Corso Zanardelli. I danzatori si muoveranno con i loro enormi costumi gonfiabili creando un caleidoscopio di forme e un effetto singolare di grande straniamento tra i corpi e le architetture urbane. Una performance di danza partecipata rivolta a un pubblico curioso e trasversale.

 

LA GRANDE PHRASE
Creazione 2013, Zone Artistique Temporaire di Montpellier
Primo Premio alla Setouchi Triennale 2013
Direzione artistica e coreografia Didier Théron
Concetto Donald Becker & Didier Theron