test

La Fondazione del Teatro Grande comunica che lo spettacolo di danza del 18 febbraio con la Batsheva Dance Company è annullato causa limitazioni ai viaggi internazionali legate alla pandemia.

Tutti coloro che hanno acquistato in Biglietteria il biglietto per la serata possono chiedere il rimborso alla Biglietteria del Teatro Grande fino a venerdì 18 febbraio compreso.

La Biglietteria sarà aperta nei consueti orari: dal martedì al venerdì dalle 13.30 alle 19.00 e il sabato dalle 15.30 alle 19.00.

I biglietti acquistati online o attraverso i punti vendita Vivaticket verranno rimborsati direttamente dalla piattaforma Vivaticket.com.

Per ulteriori informazioni è possibile inviare una mail all’indirizzo biglietteria@teatrogrande.it.

 


La Batsheva Dance Company è una delle compagnie di danza contemporanea più famose e acclamate al mondo. YAG è una performance che unisce i sei danzatori attraverso un filo esistenziale trasformandoli in una famiglia che condivide lo stesso DNA di movimento. In YAG Ohad Naharin sfiora la spirale, quasi compulsiva, dei movimenti che generano gli alti e bassi della vita. Una spirale che descrive come ci allontaniamo dai nostri genitori e come ci riavviciniamo a loro anche dopo che li abbiamo persi, l’iterazione del movimento che abbiamo nel sangue, una danza viva che si erge come antitesi alla morte.

Coreografia di Ohad Naharin
Danzato alternativamente da: Chen Agron, Billy Barry, Yael Ben Ezer, Matan Cohen, Ben Green, Chiaki Horita, Sean Howe, Londiwe Khoza, Chun Woong Kim, Shir Levi, Adrienne Lipson, Ohad Mazor, Eri Nakamura, Gianni Notarnicola, Igor Ptashenchuk, Yoni (Yonathan) Simon, Hani Sirkis, Amalia Smith
Luci e Scenografia Avi Yona Bueno (Bambi)
Costumi Eri Nakamura
Musiche di John Zorn (Naked City), Gaetano Donizetti, John Taverner, Ran Slavin
“Sweet and Sour”: Tommy Shles Shafrir, dal libro “Me and My Little Sister” di Dan Timor, Am Oved Publishers Ltd., 2003
Originariamente creato per Batsheva Dance Company, 6 luglio 1996 Suzanne Dellal Centre, Tel-Aviv
Dedicato a Roni Azgad e alla sua famiglia

test

Premiato dal New York Times come una delle migliori performance del 2019 e acclamato dalla stampa europea come uno degli eventi culturali più importanti dell’anno, Dance of the Sun è un viaggio ipnotico e stupefacente tra musica e danza, un’ode alla vita, alla perdita, alla speranza e all’amore. Sul palco, trenta musicisti ballano eseguendo capolavori memorabili da Jean-Baptiste Lully a Wolfgang Amadeus Mozart. Insieme a loro Juan Kruz Díaz de Garaio Esnaola, ballerino, coreografo, musicista audace ed eclettico, considerato uno degli artisti più affascinanti di oggi nel campo della danza contemporanea. Alla guida dell’Orchestra il direttore David Greilsammer, pluripremiato artista dalla creatività poliedrica e travolgente che ama accostare stili e discipline differenti costruendo nuovi modi di “fare musica”.
Uno spettacolo mozzafiato, una performance indimenticabile.

 

PROGRAMMA
Jean-Baptiste Lully
Suite da Le Bourgeois Gentilhomme

***

Wolfgang Amadeus Mozart
Sinfonia n. 40 in sol minore, K 550

Durata: 90 minuti con intervallo

test

La notte è il mio giorno preferito è una riflessione sul rapporto con l’Altro attraverso una meditazione sugli animali e gli ecosistemi in cui vivono. La danza si dispiega in una serie di esperimenti, scomponendo e ricomponendo la pratica animale di tracciare ed essere tracciati, di ricercare e nascondersi. Segnali e strumenti percettivi misteriosi, ispirati a diverse specie, ne costituiscono il tessuto connettivo. L’animale e il vegetale, l’organico e l’inorganico si fondono nello spazio oscuro della foresta notturna; frane e richiami irrompono spezzandone la quiete. Una foresta né vergine né idealizzata, ma tecnonaturale, che include e trasforma i segni lasciati dai propri abitanti.

 

Ideazione, danza Annamaria Ajmone
Set, styling, immagini Natália Trejbalová
Ricerca, collaborazione drammaturgica Stella Succi
Musiche Flora Yin Wong
Costume Jules Goldsmith
Direzione tecnica, disegno luci Giulia Pastore
Preparazione voce VEZA e Paola Stella Minni
Progetto web Giulia Polenta
Organizzazione Martina Merico
Amministrazione Francesca d’Apolito

Durata: 60 minuti

test

Tre luci che sottolineano la profondità di uno spazio metà nero e metà oro.
Un suono che accoglie l’ingresso del pubblico.
La voce e il corpo di Stefania Tansini che ha intrapreso un percorso di messa a nudo della propria esistenza attraverso il movimento.
L’espressione individuale è spinta verso l’incontro con l’altro nel modo più essenziale e autentico possibile. Un’esperienza solistica che va a toccare, in modo visibile e sensibile, territori collettivi come il respiro e il corpo. Un incontro diretto e intimo tra se stessa e chi la osserva e la ascolta.

 

Progetto, coreografia, danza Stefania Tansini
Luci Matteo Crespi
Tecnico luci Omar Scala
Suono Claudio Tortorici
Prodotto da Nanou Associazione Culturale

Con il sostegno di Centro di Residenza Emilia-Romagna Teatro Petrella di Longiano
DNA appunti coreografici 2020 (Centro nazionale di produzione – Compagnia Virgilio Sieni di Firenze, Centro per la Scena Contemporanea/Operaestate Festival del Comune di Bassano del Grappa, Gender Bender Festival di Bologna, Triennale Milano Teatro, Centro di Residenza Emilia-Romagna (L’arboreto Teatro Dimora | La Corte Ospitale)

Foto e video Luca Del Pia

Durata: 60 minuti

test

Come direbbe Francis Bacon, “La natura è spesso nascosta, qualche volta sopraffatta, molto raramente estinta”. La scrittura compositiva di questo solo di Raffaella Giordano – una delle più sensibili interpreti della danza contemporanea – declina per analogia frammenti del mondo naturale: il cammino si inscrive nel linguaggio del corpo, altrimenti intraducibile, e l’io diviene solo il punto d’origine della visione. Le prime radici di questo lavoro si rintracciano ne L’estate della collina di J. A. Baker, bizzarro e misterioso scrittore inglese che racconta e descrive unicamente la natura. Il suo sguardo è posato sulla sua più piccola manifestazione, fino alla vertiginosa grandezza che la comprende.

 

Incipit e musiche per pianoforte Arturo Annecchino
Incontri straordinari, complicità e pensieri Danio Manfredini e Joelle Bouvier
Editing e composizioni astratte Lorenzo Brusci
Luci Luigi Biondi
Costume realizzato da Giovanna Buzzi, dipinto da Gianmaria Sposito
Esecuzione tecnica Piermarco Lunghi, Alberto Malusardi
Foto Andrea Macchia

 

Un ringraziamento a Filippo Barraco, Sandra Zabeo, Romana Walther
Primo studio aperto Complesso Santa Croce Prospettiva Nevskij, Bisceglie (BT)

 

Produzione Associazione Sosta Palmizi
Con il sostegno di MiC, Direzione generale per lo spettacolo dal vivo; Regione Toscana/Sistema Regionale dello Spettacolo

 


Durata 45 minuti

test

Con L’Heure Exquise, basato su Oh, les beaux jours (Giorni felici), uno dei momenti più alti del teatro di Samuel Beckett, Alessandra Ferri celebra i quarant’anni di carriera interpretando un ruolo significativo, giusto e emozionante per l’artista che è ora: Winnie, la ballerina “âgée” immaginata nel 1998 da Maurice Bejart che nella sua malinconica solitudine vive nei gioiosi ricordi dei suoi giorni felici.
Willy, impersonato da Thomas Whitehead, è un ex-partner di Lei, sommersa non dalla famosa collina di sabbia, ma da una montagna di vecchie scarpette da punta.
Un altro personaggio femminile per Alessandra Ferri, come Virginia Woolf, Eleonora Duse e Léa di Chéri, tutte donne eccezionali che appartengono a questo capitolo della sua vita.

 

L’HEURE EXQUISE
Variazioni su un tema di Samuel Beckett “Oh, les beaux jours”

 

Regia e coreografia Maurice Béjart
Rimontata da Maina Gielgud
su gentile concessione di Fondation Maurice Béjart
Musiche di Anton Webern, Gustav Mahler, Wolfgang Amadeus Mozart, Franz Lehar
Scene Roger Bernard
Luci Maina Gielgud, Marcello Marchi
Costumi Luisa Spinatelli

 

Interpreti
Lei                          Alessandra Ferri
Lui                          Thomas Whitehead


Durata 70 minuti

test

Il lavoro Save the last dance for me del pluripremiato coreografo e danzatore Alessandro Sciarroni nasce in collaborazione con Giancarlo Stagni, un maestro di balli Filuzziani che ha ridato vita all’antica tradizione bolognese della Polka Chinata grazie alla riscoperta e allo studio di alcuni video di documentazione risalenti agli anni ’60. Alessandro Sciarroni scopre questa danza nel dicembre 2018 quando era praticata in Italia solo da cinque persone. Una performance sul corpo e sulla memoria con l’obiettivo di diffondere e ridare vita a questa tradizione popolare in via d’estinzione.

 

 

Invenzione Alessandro Sciarroni
Con Gianmaria Borzillo e Giovanfrancesco Giannini
Collaborazione artistica Giancarlo Stagni
Musica Aurora Bauzà e Pere Jou (Telemann Rec.)
Abiti Ettore Lombardi


Durata 30 minuti

test

Cosa resta oggi di un’opera coreografica considerata una pietra miliare della storia della danza occidentale dell’inizio del XX secolo? In che forme e in quali corpi è sopravvissuta nel tempo? Chi ne raccoglie l’eredità e perché? In quali contesti culturali e geografici può riemergere? Come è stata trasformata dalle molte rivisitazioni susseguitesi nel corso di oltre un secolo? Come risuona nei coreografi di oggi e che valori può trasmettere in futuro?

Il progetto Swans never die invita il pubblico a pensare a La morte del cigno, un solo considerato una pietra miliare della storia della danza del XX secolo, come un’opportunità per conoscere stili, tecniche, identità e culture. Le istituzioni partner del progetto propongono una programmazione congiunta (in presenza e online) che alterna spettacoli, workshop, incontri con gli artisti, webinar e residenze artistiche per invitare il pubblico a scoprire le diverse possibilità di mettersi sulle tracce di un classico grazie alle sue riletture contemporanee. Seguendo le tappe di questo viaggio tra storia e memoria lo spettatore avrà modo di scoprire un’opera coreografica del passato e le molte forme di esistenza della danza nel tempo da quando fu coreografato da Michel Fokine per Anna Pavlova nel 1905.


Swaën
Coreografia e danza di Camilla Monga
Musica Filippo Vignato, Emanuele Maniscalco
Disegno luci e allestimento scenico Camilla Monga
Consulenza tecnica Walter Ballini

Open drift
Coreografia Philippe Kratz
Performer Antonio Tafuni e Nagga Baldina
Musica Borderline Order

La morte del cigno
Danza Virna Toppi
Coreografia Michel Fokine
Musica Camille Saint-Saëns


Partner del progetto: Fondazione Piemonte Dal Vivo, APS Arcigay Il Cassero di Bologna, Comune di Bassano del Grappa, Fondazione Haydn di Bolzano e Trento, Triennale Milano Teatro (Fondazione CRT/Teatro dell’Arte), Fondazione del Teatro Grande di Brescia, Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali – Università Ca’ Foscari Venezia, DAMS – Università degli Studi di Torino.

test

La Natura delle cose di Virgilio Sieni è ispirato al De rerum natura di Lucrezio e incontra lo spirito e gli intenti del filosofo latino, riflettendo sull’oggi: la danza, partendo dalla costruzione coreografica e dalla riflessione sul movimento del corpo nella scena, arriva a definire una poesia fisica che richiama uno sguardo pronto ad aprirsi su accadimenti estremi e impressionanti, che sfuggono al dominio della razionalità.
Lo spettacolo si avvale per la drammaturgia della prestigiosa collaborazione di Giorgio Agamben – tra i più importanti e originali filosofi del nostro tempo – e per le musiche del compositore Francesco Giomi, oltre alla collaborazione con Nada per i testi registrati che accompagnano lo spettacolo.

Dal De rerum natura di Lucrezio
Regia, coreografia, scene Virgilio Sieni
Collaborazione alla drammaturgia e traduzioni Giorgio Agamben
Con Ramona Caia, Jari Boldrini, Nicola Cisternino, Maurizio Giunti, Andrea Palumbo
Musiche originali Francesco Giomi
Voce Nada Malanima
Costumi Geraldine Tayar ed Elena Bianchini
Strutture gonfiabili Fly In Balloons s.r.l.
Maschere animali Chiara Occhini
Prosthesis e consulenza meccanismi, automazioni Giovanna Amoroso e Istvan Zimmermann-Plastikart
Si ringrazia Tempo Reale Firenze

test

Nel 2020 Hofesh Shechter ha festeggiato il decimo anniversario del suo iconico capolavoro Political Mother, creandone una nuova e potente versione per la compagnia giovanile Shechter II. Basandosi su una originale composizione musicale a cura dello stesso Shechter, Political Mother Unplugged evoca la ferocia e lo spirito della prima versione, trasportandola in una nuova era e per una nuova generazione di danzatori, scelti tra i più talentuosi del mondo. Political Mother Unplugged conduce lo spettatore in un universo di rare emozioni e di intense sensazioni in cui i movimenti tribali di Shechter, le incredibili doti dei suoi danzatori, la musica vibrante e un raffinato gioco di luci e proiezioni creano un’esperienza unica.

Coreografia e musica Hofesh Shechter
Designer video proiezioni Shay Hamias
Disegno luci originale Lee Curran
Disegno costumi originale Merle Hensel
Collaborazione musicale originale Nell Catchpole e Yaron Engler

 

La performance prevede musica ad alto volume, effetto fumo e 30 secondi di luci strobo.