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Per la prima volta a Brescia e in prima italiana, il nuovo lavoro di ZOO / Thomas Hauert, figura storica della scena coreografica internazionale.
Conosciuto per la profondità e il rigore del suo movimento coreografico, Hauert ama esplorare e cercare connessioni. Da qui anche il rapporto con la musica che gioca un ruolo importante nel suo lavoro.
Nel suo nuovo solo, Thomas Hauert approfondisce un processo creativo già presente nelle sue ultime due creazioni: fare della psiche, delle emozioni e dell’inconscio la forza motrice del movimento. Il punto di partenza di Troglodyte è una sorta di complesso enigma psicologico, incentrato sull’esperienza della posizione dell’outsider, di colui che non fa parte del gruppo, di colui che guarda dall’esterno.

PRIMA ITALIANA

Concept, direzione, coreografia, danza Thomas Hauert
Musiche Mauro Lanza – Discorso di Gagarin attorno alla Terra, Salvatore Sciarrino – Frantumi, Greenwood Popcorn – Superhet Receiver: Pt. 2A, 2B, Gustav Mahler – Sinfonia n.9 in re maggiore Adagio. Sehr langsam und noch zurükhalten, Talk Talk – I believe in you, Salvatore Sciarrino – Autoritratto nella notte, Duval Timothy & Rosie Lowe – Gonna Be
Costumi Chevalier-Masson
Scene Thomas Hauert, Bert Van dijck
Luci Bert Van Dijck
Suono Bart Celis
Produzione ZOO/Thomas Hauert
Coproduzione La Bâtie – Festival de Genève (CH), Le Grütli – Centre de Production et de diffusion des Arts vivents (CH), Mercat de les Flors (ES), Fondazione Teatro Grande di Brescia (IT), Centro Nazionale di Produzione della Danza Virgilio Sieni (IT)
Con il sostegno di Fédération Wallonie-Bruxelles – Service de la danse, Pro Helvetia – Fondation suisse pour les arts, Ein Kulturengagement des Lotterie – Fonds des Kantons Solothurn
Residenza Studio Thor, Charleroi Danse

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DUSK
Prendendo piccoli spunti da Aspettando Godot di Samuel Beckett del 1952, il duetto Dusk di Philippe Kratz – uno dei danzatori e coreografi più affascinanti della scena contemporanea – è una conversazione tra due esseri che, sospesi nello spazio, aspettano il buio (o piuttosto l’alba?) mentre intorno a loro la presenza del perenne crepuscolo segna il non-passare del tempo. Le musiche per organo della compositrice svedese contemporanea Anna von Hausswolff riempiono l’aria dando fiato ai due corpi in dialogo, l’atmosfera è leggera e vibrante quanto pregna di potere allusivo.

Coreografia, luci, costumi Philippe Kratz
Musica Anna von Hausswolff (Sacro Bosco & Theatre of Nature)
Danzatrici/danzatori del Nuovo Balletto di Toscana

PROMISE
Sharon Eyal, acclamata coreografa dalla firma inconfondibile, combina qui l’estetica classica e la fisicità del balletto con la musica elettronica. Promise è la sua terza creazione per la compagnia Tanzmainz, un lavoro in cui i danzatori diventano corpo unico, muovendosi, nell’ombra, tra vicinanza e desiderio, estasi e solitudine. Ancor più che gli altri lavori, Promise è come un sogno: immagini si susseguono in scena e lasciano un’impronta nella memoria dello spettatore, come frammenti di eternità.

Coreografia Sharon Eyal
Consulente artistico Gai Behar
Costumi Rebecca Hytting
Composizione Ori Lichtik
Luci e scena Alon Cohen
Assistenza coreografica Rebecca Hytting, Keren Lurie Pardes
Direzione prove e produzione Natalia Rodina
Danzatori Amber Pansters, Maasa Sakano, Marija Slavec-Neeman; Zachary Chant, Finn Lakeberg, Cornelius Mickel, Matti Tauru
Direzione tanzmainz Honne Dohrmann
Direzione produzione artistica Lisa Besser
Assistente direzione danza e coordinamento tournée Hannah Meyer-Scharenberg
Direttore di scena Matthew Tusa
Produzione Staatstheater Mainz

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In occasione del trentennale, la Fondazione del Teatro Grande invita la Spellbound Contemporary Ballet con un programma ideato dal coreografo fondatore della compagnia Mauro Astolfi e da Jacopo Godani, affermato coreografo ora Direttore e coreografo della Dresden Frankfurt Dance Company.

“Viviamo in un pianeta pieno di ricordi. Abbiamo impiegato circa trent’anni per imparare come assemblare i nostri e non diventarne schiavi. Il ricordo della prima caduta, quell’attimo prima e soprattutto quell’attimo dopo che ci ha fatto capire che è stato un bene spingerci verso esperienze più profonde. Questo è il nostro punto di partenza, nato dall’idea e dal tentativo di parlare dell’interconnessione di tutto quello che abbiamo attraversato. Trent’anni per capire che non saremo mai delle isole indipendenti ma parte di un tutto. Probabilmente avremo ricordi più ricchi di cui nutrirci , forse sempre più disordinati, ma pur sempre qualcosa che mettiamo dentro e poi tiriamo fuori da noi stessi. Recollection of a falling è il nostro sistema di dati accessibili e infinitamente espandibili. Come esseri umani abbiamo fornito prove sufficienti delle nostre capacità di distruggere tutto: il ricordo di una caduta, piccola o pericolosamente grande può essere il modo per riconnetterci al mondo naturale, saltarci dentro e ricostruirlo ogni giorno”.

Spettacolo inserito nelle celebrazioni per il centenario della nascita di Vittoria Ottolenghi promosse da Ministero della Cultura e AGIS.

RECOLLECTION OF A FALLING
Postiamo il futuro

Programma in due parti

FORMA MENTIS
Coreografia, Art direction, luci e costumi Jacopo Godani
Musica originale Ulrich Müller
Musica dal vivo Sergey Sadovoy
Assistente alle coreografie Vincenzo De Rosa

DAUGHTERS AND ANGELS
Coreografia e regia Mauro Astolfi
Set e disegno luci Marco Policastro
Musica originale Davidson Jaconello
Costumi Anna Coluccia
Assistente alla coreografie Elena Furlan

Interpreti Maria Cossu, Giuliana Mele, Lorenzo Beneventano, Alessandro Piergentili, Anita Bonavida, Roberto Pontieri, Martina Staltari, Miriam Raffone, Filippo Arlenghi
Produzione Spellbound
In collaborazione con Comune di Pesaro & AMAT per Pesaro Capitale italiana della Cultura 2024, Festival Torinodanza

 

Sponsor della serata

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Che cosa facciamo? Come stiamo? Che cosa ce ne facciamo di questa vita, in questo corpo, in questa situazione?

Dopo la coreografia My Body solo, Stefania Tansini ancora una volta si sofferma su alcune questioni esistenziali andando a completare con My Body trio un percorso legato alla composizione umana, alla ricerca della verità intima tra tre esseri umani. I movimenti dei tre danzatori ricamano incessantemente lo spazio in una tensione duplice: da un lato mantenere intatta la dimensione comunitaria, dall’altro tenere salda la propria autonomia e libertà individuale. Due prospettive complementari, due modalità di essere, di stare, di fare che creano un continuo desiderio di incontro.
Stefania Tansini ha vinto il Premio UBU 2022 come migliore attrice/performer under35.

Progetto, coreografia Stefania Tansini
Danzatori Barbara Carulli, Filippo Porro, Stefania Tansini
Luci Matteo Crespi
Coproduzione Romaeuropa Festival, Fondazione Teatro Grande di Brescia, Nanou Associazione Culturale
Con il sostegno di Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto, Bando Toscana Terra Accogliente promosso da RAT Residenze Artistiche della Toscana (Anghiari Dance Hub, Con.Cor.D.A. Sosta Palmizi), in collaborazione con Teatro Metastasio di Prato, Fondazione Toscana Spettacolo e Centro di Produzione della Danza Virgilio Sieni, Teatro Petrella di Longiano, Masque Teatro
Foto e video Luca Del Pia
Tecnico luci Omar Scala 

DURATA: 45 minuti

 

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Il gesto e la musica creano uno spazio di improvvisazione e condivisione in cui i due artisti dialogano alla ricerca di punti di contatto e di fuga. Le sonorità di Saturnino, compositore e bassista tra i più acclamati della sua generazione, e il movimento di Nicola Galli, giovane e pluripremiato coreografo italiano, disegnano una partitura coreografica e sonora di grande intensità.

Coreografia e interpretazione Nicola Galli
Musiche Saturnino

 

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Israel Galván si è formato nel flamenco classico fin dalla giovane età ed è oggi uno dei danzatori e coreografi più conosciuti al mondo. Seguendo le orme delle celeberrime esibizioni di Vaslav Nijinski, Galván sovverte e ricostruisce la tradizione, intrecciando questa volta il flamenco con l’imponente capolavoro La Sagra della Primavera di Igor Stravinsky e con altri due brani della tradizione classica, la Sonata K87 di Domenico Scarlatti e Out of Doors di Béla Bartók, per concludersi con una Sevillana della città andalusa in cui Galván è nato. Accompagnato sul palco dai pianisti Andrea Rebaudengo e Valentina Messa, Galván usa il suo corpo come una cassa armonica, consumandosi nella partitura di Stravinsky, dove il ritmo è la forza motrice.

Ideazione e Coreografia Israel Galván
Con Israel Galván (danza), Andrea Rebaudengo e Valentina Messa (pianoforte)
Musica Le Sacre du Printemps di Igor Stravinsky, nella riduzione per pianoforte a quattro mani, realizzata dal compositore | Sonata K87 di Domenico Scarlatti | Out of Doors di Bela Bartok | Sevillana del siglo XVIII (canzone tradizionale spagnola)
Costumi Micol Notarianni
Direzione tecnica e Suono Pedro León
Luci Valentin Donaire
Direzione di scena Balbi Parra
Management Rosario Gallardo
Distribuzione Rial&Eshelman
Produzione IGalván Company
Coproduzione Théâtre de la Ville – Paris, Sadlers Wells – London, Mû-Lausanne, Théâtre de Nîmes, Scène conventionnée dintérêt national, Teatro della Pergola – Fondazione Teatro della Toscana – Florence, MA scène nationale – Pays de Montbéliard, Théâtre de VidyLausanne
Con il supporto di INAEM-Instituto Nacional de las Artes Escénicas y de la Música, La Loterie Romande, Pro Helvetia, Fondation suisse pour la culture du Canton de Vaud, Fondation Leenaards, Flamenco Biënnale Nederland

DURATA: 70 minuti senza intervallo

 

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Un pezzo di danza nato in piena pandemia ed eseguito sulla registrazione di uno dei più famosi assoli di pianoforte di tutti i tempi, The Köln Concert di Keith Jarrett. Così Trajal Harrell – performer di fama mondiale, noto per il suo particolarissimo stile che unifica danza postmoderna e voguing – riporta alla memoria la necessità di rimanere vicini, di portare rispetto e ricorda che esistono innumerevoli storie di persone che raramente sono viste o sentite, persone lasciate nell’ombra che con orgoglio e bellezza sfidano il loro abbandono. È a loro che appartiene questa serata.

Di Trajal Harrell / Schauspielhaus Zürich Dance Ensemble
Sulle musiche di Keith Jarrett e Joni Mitchell
Utilizzate in accord con la ECM Records
Con New Kyd, Maria Ferreira Silva, Trajal Harrell, Nojan Bodas Mair, Thibault Lac, Songhay Toldon, Ondrej Vidlar
Messa in scena, coreografia, scene, colonna sonora e costumi Trajal Harrell
Musiche di Keith Jarrett, Joni Mitchell
Luci Sylvain Rausa
Drammaturgia Katinka Deecke
Audience development Mathis Neuhaus
Pedagogia teatrale Manuela Runge
Assistenti di produzione Camille Roduit, Maja Renn
Assistenti alle scene Ann-Kathrin Bernstetter, Natascha Leonie Simons
Assistenti ai costumi Ulf Brauner, Miriam Schliehe
Stage Manager Michael Durrer
Stagista di produzione Moritz Lienhard
Stagista alle scene Reina Guyer
Coordinamento tour e relazioni internazionali Björn Pätz, ART HAPPENS
Team tecnico Leandro Gianini, Andreas Greiner, Judith Janser Ruckstuhl, Sara Mathiasson
Produzione Schauspielhaus Zürich

Con il supporto di

 

 

 

DURATA: 50 minuti senza intervallo

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Lo spettacolo Monumentum. The Second Sleep | Prima parte / Il Solo della coreografa Cristina Kristal Rizzo sarà sostituto dalla seconda parte del medesimo progetto coreografico dell’artista, dal titolo Monumentum. The second sleep | Seconda Parte 
La seconda parte del progetto coreografico Monumentum The second sleep ha un andamento temporale racchiuso nella danza pura di un ensemble, espressione di un andamento plurale delle relazioni. Attraversato da visioni cromatiche ed esperienze corporali non verbali, Monumentum The second sleep si accorda con il ritmo cardiaco di un lunghissimo loop e ci fa sentire che esistono altri livelli di comunicazione o di linguaggio, la possibilità di vivere oltre il recinto dell’utile.

Concept, coreografia, costumi Cristina Kristal Rizzo
Danza Jari Boldrini, Sara Sguotti, Cristina Kristal Rizzo
Elaborazione sonora Cristina Kristal Rizzo
Disegno luci Gianni Staropoli
Collaborazione teorica Lucia Amara
Creative Producer Silvia Albanese
Datore luci Omar Scala
Collaborazione artistica Laura Pante
Produzione TIR Danza
Progetto vincitore del bando Abitante supportato dal Centro Nazionale di produzione della Danza Virgilio Sieni e dalla Fondazione CR di Firenze
Residenze creative SpazioK, PARC

DURATA: 70 minuti ca.

 

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E così, lei gira a vuoto riflettendo sulle eventuali possibilità. Dovrebbe accontentarsi di una pozzanghera o decidere di attraversare il campo? Aspettare l’intervento di un qualcosa in grado di riordinare la trama? Inciamparsi oltre il limite? O tirare fuori un urlo e costringere uno spostamento? Mrawrrrr… Ma poi resta arenata in un solco e si avvita ancora di più. Lasciando l’incerto irrisolto. Dopotutto, ciò che davvero conta è che si muova, che si muova davvero. E le risposte i suoi passi impercettibili confidano.
Questo assolo è un rivolgimento di negatività per l’ottimista irrequieto, per colei che balla ovunque arrivi, con tutto da temere e niente da perdere. Come se fosse una scena spettrale, innocua e piuttosto patetica.

Di e con Cristina Caprioli
Musiche di Asher Tuil e Alessandro Cortini
Scary solo è una produzione ccap 2020, finanziata dalla Città e la Regione Stockholm, The Swedish Arts Council e Sweden’s National Touring Theatre.

DURATA: 35 minuti

 

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Nel 2021, la compagnia di danza Sasha Waltz & Guests inizia un innovativo processo artistico che si traduce nella produzione continua di formati sia digitali che live. In C (1964) di Terry Riley costituisce il fondamento musicale di questo lavoro, una composizione considerata rivoluzionaria. Su questa pietra miliare della storia della musica, la grande coreografa tedesca Sasha Waltz e i danzatori della sua compagnia hanno sviluppato un lavoro coreografico che segue una struttura altrettanto variabile, volutamente progettata per non essere un pezzo scenico finito, ma in continua evoluzione. Il risultato è un sistema sperimentale di 53 figure coreografiche che si inseriscono all’interno di una improvvisazione strutturata, un sistema dinamico e modulare adattabile in tempi e formati diversi.

Concept / Coreografia Sasha Waltz
Costumi Jasmin Lepore
Luci Olaf Danilsen
Concept / Drammaturgia Jochen Sandig
Danza / Coreografia Sasha Waltz & Guests
Musica In C di Terry Riley eseguita da Bang on a Can All-Stars dall’album Terry Riley In C (CA21004)
Registrazione per gentile concessione di Cantaloupe Music
Produzione Sasha Waltz & Guests creata presso Radialsystem

DURATA: 50 minuti