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TEMPESTA/THE SPIRITS
Coreografia: Cristina Rizzo
Ideazione costumi: Cristina Rizzo
Musiche: Autori Vari
Consulenza sonora e mixage: Spartaco Cortesi
Luci: Carlo Cerri
Realizzazione costumi: Sartoria Aterballetto

E-INK
Coreografia, luci e costumi: Michele Di Stefano
Musica: Paolo Sinigaglia
Produzione: mk 99 in collaborazione con Festival Teatri 90 Milano
Ricostruzione coreografica: Michele Di Stefano e Biagio Caravano
Riallestimento nell’ambito del Progetto RIC.CI (Reconstruction Italian Contemporary Choreography)

UPPER-EAST-SIDE
Coreografia: Michele Di Stefano
Musica: Lorenzo Bianchi Hoesch
Luci: Carlo Cerri

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Jan Fabre è uno degli artisti più originali e affascinanti degli ultimi decenni nel campo dell’arte scenica e dell’arte visiva. I suoi lavori evocano immagini potenti, disturbanti, di profonda bellezza e inquietudine.
ATTENDS, ATTENDS, ATTENDS… (POUR MON PÈRE), ispirato dalla vita del suo eccezionale danzatore performer Cédric Charron, è un dialogo tra un figlio e un padre, tra la vita e la morte, tra la realtà e i suoi fantasmi. Una corporeità debordante, animalesca, che scuote e cattura lo spettatore.

Un assolo tra i più intensi mai visti per forza e potenza evocativa, per identificazione poetica e umana.
Il Sole 24 Ore

Strepitoso Charron
delteatro.it

 

Testo, regia, coreografia Jan Fabre
Interprete Cédric Charron
Musica Tom Tiest
Drammaturgia Miet Martens
Luci Jan Fabre e Geert Van der Auwera
Costumi Andrea Kränzlin e Jan Fabre

 

Co-produzione Festival Montpellier Danse
Tournée in Italia Aldo Grompone

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L’affascinante, misterioso, onirico balletto “Giselle” sulla musica del compositore francese Adolphe Adam (1803_1856) si colloca tra i classici più popolari del balletto. Questa coreografia è considerata immortale per la musica, i costumi, le danze eteree, la storia d’amore.
Il Balletto di Maribor è la principale compagnia di balletto in Slovenia. Fa parte del Teatro Nazionale Sloveno che è la più grande istituzione culturale e artistica in Slovenia con una media di 200.000 spettatori l’anno.

 

Balletto romantico in due atti
Libretto Vernoy de Saint-Georges, Théophile Gautier e Jean Coralli
Musica Adolphe Adam
Coreografia Rafael Avnikjan da Jean Coralli, Jules Perrot e Marius Petipa
Scene Juan Guillermo Nova
Costumi Luca Dall’Alpi
Luci Pascal Mérat

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Per En avant, marche! i direttori Frank Van Laecke e Alain Platel hanno preso ispirazione dalla tradizione dei gruppi musicali che da decenni sono parte della vita culturale e sociale. In ogni città, ai quattro performer e sette musicisti si uniscono sul palcoscenico musicisti della banda locale. A Brescia, la Banda Isidoro Capitanio. La musica, da Beethoven a Mahler, da Verdi all’inno nazionale, la storia de L’uomo dal fiore in bocca di Pirandello creano un affresco straordinario, energico e commovente di musica, danza e teatro dove ciascuno, nella propria solitudine, cerca una direzione comune. En avant, marche! ha vinto nel 2015 l’Herald Angel Award all’Edinburgh International Festival.

Lo spettacolo si snoda in un contrappunto continuo, meraviglioso e straziante.
Roberta Ferraresi Doppiozero

Fondata nel 1984, “les ballets C de la B” è una delle più influenti compagnie di performing arts al mondo grazie all’eclettico mix di danza contemporanea, testo, teatro e musica. Il suo direttore Alain Platel è unanimemente considerato uno dei più grandi artisti degli ultimi trent’anni. Nel maggio 2015 Platel è stato nominato “Commandeur de l’Ordre des Arts et des Lettres” della Repubblica francese; nel mese di settembre ha ottenuto il “Flemish Cultural Award” dal Ministero della Cultura fiammingo e nel mese di ottobre ha vinto il “Grand Prix de la Danse” a Montréal in Canada. Per En avant, marche! ha collaborato con il regista Frank van Laecke e con il compositore Steven Prengels. Con loro aveva già creato nel 2010 il meraviglioso progetto Gardenia.

Lo spettacolo è recitato in lingua originale con sopratitoli in italiano.

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Secondo anno del progetto triennale Dittici sulla passione di Virgilio Sieni e Fondazione del Teatro Grande.

Il progetto Dittici sulla Passione rappresenta un percorso tecnico-umanistico di formazione e trasmissione, diretto da Virgilio Sieni, che propone nella città di Brescia e sul territorio un travaso di esperienze coreografiche inedite che si rivolgono a giovani danzatori e non professionisti della danza. Obiettivo del progetto lo studio del gesto e l’approccio alla danza contemporanea come a una geografia espansa di saperi e pratiche che guardano alle altre arti.
Ogni percorso di creazione darà luogo alla presentazione di un evento in prima assoluta composto da un insieme di coreografie: quadri coreografici presentati all’unisono e nello stesso spazio.

VISITAZIONE è un percorso di pratiche verso la creazione rivolto a giovani danzatori di età compresa tra i 9 e i 25 anni. Il tema dell’incontro, del farsi prossimi e del riconoscersi nella condivisione delle minuscole declinazioni del corpo quale fonte di dialogo sottile, riporta il tutto al senso dell’ascolto. Nasce un nuovo affresco “popolare” dove gli interpreti ci lasciano intravedere una geografia inedita di gesti come scoperta dell’altro.

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Secondo anno del progetto triennale Dittici sulla passione di Virgilio Sieni e Fondazione del Teatro Grande.

Il progetto Dittici sulla Passione rappresenta un percorso tecnico-umanistico di formazione e trasmissione, diretto da Virgilio Sieni, che propone nella città di Brescia e sul territorio un travaso di esperienze coreografiche inedite che si rivolgono a giovani danzatori e non professionisti della danza. Obiettivo del progetto è lo studio del gesto e l’approccio alla danza contemporanea come a una geografia espansa di saperi e pratiche che guardano alle altre arti.
Ogni percorso di creazione darà luogo alla presentazione di un evento in prima assoluta composto da un insieme di coreografie: quadri coreografici presentati all’unisono e nello stesso spazio.

Ultima Cena è un percorso di pratiche verso la creazione rivolto a 26 persone di tutte le età e danzatori.
Si sviluppa nella creazione di due azioni coreografiche, interpretate da 13 persone ciascuna e ispirate all’iconografia dell’ultima cena del racconto evangelico. Le due azioni sono rappresentate allo stesso momento e nello stesso spazio, ricercando la risonanza tra un corpo e l’altro, la similarità e le tenui divergenze delle due scene adiacenti.

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Sabato 16 aprile alle ore 21.00 Eva Yerbabuena, la straordinaria e carismatica interprete di flamenco, si esibirà sul palco del Teatro Grande sostituendo la performance di Israel Galvàn che ha annullato il suo spettacolo causa malattia.

Il flamenco espressivo ed intenso della Yerbabuena ha girato il mondo grazie alle tante tournée internazionali e si è conquistato molti premi e riconoscimenti. La tecnica impressionante, i ritmi travolgenti e le interpretazioni profonde e introspettive hanno reso Eva Yerbabuena una delle più grandi “bailaoras” del flamenco internazionale.

Già Premio Nazionale di Danza, Eva Yerbabuena, accompagnata da un eccellente ensemble di 5 musicisti (chitarra, percussioni, canto, violino), presenterà al Teatro Grande il più intimo dei suoi spettacoli: Ay!.

“Ay” è il grido-simbolo del flamenco, allo stesso tempo grido universale – di dolore, di rabbia, ma anche di allegria e festa – un grido che ci identifica tutti indistintamente come esseri umani, uniti sotto lo stesso “ay”. La sensibilità e la grande forza interpretativa di quest’artista, adorata da Pina Bausch (con cui ha collaborato nel 1998) e da Carolyn Carlson (con la quale ha condiviso il palcoscenico in varie occasioni), cattura e coinvolge profondamente in uno spettacolo dal significato universale in cui vengono esplorate le possibilità del baile flamenco. Uno spettacolo in cui, ancora una volta, Eva Yerbabuena si conferma formidabile interprete, mostrando movimenti di gambe precisi e sfumati, rivelando allo stesso tempo la potenza delle sue coreografie e della sua visione artistica.

I biglietti per lo spettacolo di Eva Yerbabuena in programma per sabato 16 aprile sono in vendita da giovedì 7 aprile alla Biglietteria del Teatro Grande, sui siti teatrogrande.it e vivaticket.it e in tutte le filiali di Brescia e provincia di Ubi Banco di Brescia. 

Ricordiamo che tutti coloro che hanno acquistato un biglietto per Israel Galvàn e desiderano assistere allo spettacolo di Eva Yerbabuena, possono utilizzare il biglietto già acquistato e presentarsi direttamente in Teatro la sera dello spettacolo. È possibile invece richiedere il rimborso del biglietto acquistato per Israel Galvàn entro giovedì 14 aprile contattando la Biglietteria del Teatro Grande al numero 030 2979333 (lun-ven 13.30-19.00, sab 15.30-19.00) o all’indirizzo mail biglietteria@teatrogrande.it.

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ANNULLATO LO SPETTACOLO DI ISRAEL GALVÁN

e sostituito con

AY! DI EVA YERBABUENA

Per informazioni cliccare QUI

Creatore di uno stile virtuoso e innovatore all’interno della grammatica flamenca, Israel Galván, unanimemente riconosciuto oggi come il più importante interprete del flamenco, ha sviluppato un’estetica che ne unifica in modo significativo i due approcci contemporaneo e tradizionale.
Premio ‘Vicente Escudero’ al Concurso Nacional de Arte Flamenco di Córdoba (1995); Premio ‘El Desplante’ del Festival Internacional del Cante de las Minas di La Unión (1996); Premio del ‘I Concurso de Jóvenes Interpretes’ alla IX Biennale di Flamenco di Siviglia (1996); Premio Flamenco ‘Hoy’ al miglior ballerino, concesso dalla critica (2001 e 2005); Premio ‘Giraldillo’ al miglior protagonista interprete del Baile, alla XIII Biennale di Flamenco di Siviglia (2004); Premio nazionale per la Danza nella categoria ‘Creazione’ assegnato dal Ministro della Cultura spagnolo; Grand Prix de Danse 2009-2010 (Francia); Premio MAX al miglior ballerino, concesso dalla Società spagnola Autori e Editori (2011); Premio MAX al miglior ballerino e migliore coreografia (2012); Bessie Award (New York, 2012); Medaglia d’oro dal Consiglio dei Ministri spagnolo (2012).

La Edad de Oro. Questo è flamenco. E ti toglie il respiro.
Chris O’Rourke

Coreografia e danza ISRAEL GALVÁN
Canto DAVID LAGOS
Chitarra ALFREDO LAGOS

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Il progetto – costruito con giovanissimi danzatori del territorio tra gli 8 e i 15 anni – nasce allo scopo di creare e sviluppare un percorso di trasmissione e di avvicinamento alla creazione articolato in varie tappe: lo studio del movimento e della tecnica appropriata per assimilare la coreografia, gli incontri con altre esperienze ed altri gruppi del progetto, la visione al pubblico. Attraverso lo studio dei repertori pittorici delle Deposizioni, delle Pietà e delle Resurrezioni, l’incontro tra il coreografo e i corpi splendidamente diversi degli interpreti immetterà nel lavoro coreografico un confronto tra le fragilità dei giovanissimi danzatori e i motivi figurativi che hanno cullato la tradizione visiva delle scene evangeliche, come metafora del cammino dell’uomo sul mondo.

 

Lo studio dei motivi figurativi – Deposizioni, Pietà e Resurrezioni – che hanno segnato la tradizione pittorica ispirata alla Passione, si incarna attraverso un percorso di studio sul corpo in azioni presentate in contemporanea. Il pubblico è invitato a muoversi liberamente tra le azioni, tracciando in piena autonomia il proprio itinerario e la propria drammaturgia.

Ideazione e Coreografia: Virgilio Sieni
Musiche originali eseguite dal vivo dall’autore: Roberto Cecchetto
Interpreti: Davide Belotti, Velia Bianconi, Anna Bonassi, Costanza Covelli, Fanny De Ponti, Lorenzo Dotta, Emma Fedele, Caterina Ferrari, Filippo Gualandris, Theo Guatta, Margherita Maccarini, Maria Mazzotti, Elena Pineda Ortiz, Giulia Porta, Valentina Pozzati, Gabriele Rotondo, Carlotta Sorrentino, Martina Sudati, Eleonora Zani
Assistenti alla coreografia: Chelo Zoppi, Asia Pucci
Assistenti: Elisabetta Consonni, Elena Molon

 

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Un affresco sull’indicibilità del corpo, sul senso dell’identico, del simile, dell’origine.
L’immagine di madri, padri e figli da un punto di vista visivo richiama alla memoria una ben nota tradizione iconografica occidentale che delinea una specifica forma dell’intimità, del dolore e della bellezza, immediatamente riconoscibile all’interno di un immaginario collettivamente condiviso. Seguendo le pieghe che tale segno generatore ha prodotto nella nostra stessa idea di genere e di identità, l’esperienza ideata da Virgilio Sieni e realizzata con non professionisti porta la riflessione della danza verso una nuova antropologia della relazione.

Madri, padri e figli: coppie che dispiegano una complessa trama di gesti in cui risuonano strutture comportamentali familiari che evocano una specifica forma dell’intimità, del dolore e della bellezza. La coreografia evoca l’origine e rivela un’infinita stratificazione iconografica, pittorica e scultorea. Seguendone le pieghe, la danza si protende verso una nuova antropologia.

Ideazione e Coreografia: Virgilio Sieni
Musica eseguita dal vivo: Naomi Berrill
Interpreti: Annachiara Barone, Camilla Benini, Alessandro Brugaletta, Roberta Brugnoli, Francalba Calandra, Matias Carvelli, Cecilia Garini, Luciana Gozzini Turelli, Gioele Guatta, Giuliano Guatta, Isabella Manenti, Raffaella Marini, Elena Otelli, Silvia Peroni, Maria Gabriela Sbiglio, Lupo Matteo Zoccarato
Assistenti alla coreografia: Chelo Zoppi, Asia Pucci
Assistenti: Elisabetta Consonni, Elena Molon