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Il potere è ambivalente. Ha associato o diviso gli uomini, si è sposato con la giustizia o si è manifestato nel modo più brutale. Nelle forme più diverse ha attraversato la storia, incarnandosi in un ristretto numero di persone che sono divenute simboli destinati a proiettarsi nei secoli. Nel passato come oggi il potere non si personifica soltanto nelle azioni di scaltri simulatori, trascinatori di folle, dittatori feroci: sono molteplici i suoi volti e gli strumenti per esercitarlo. Sei grandi storici ci raccontano cosa è avvenuto nel mutare dei secoli.

LUCIANO CANFORA
CATILINA, IL POTERE DEL CONGIURATO

Militare e senatore, è rimasto noto soprattutto per il tentativo di sovvertire la Repubblica romana, e in particolare il potere oligarchico del Senato. Lo storico e uomo politico romano Sallustio ha voluto – nel suo celebre ritratto – evidenziarne le caratteristiche del criminale perfetto, spingendosi ben oltre il già terrificante ritratto delineato da Cicerone. Ma chi fu davvero Catilina? E perché, per un momento non breve, resta al centro della vita politica di Roma?


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Il potere è ambivalente. Ha associato o diviso gli uomini, si è sposato con la giustizia o si è manifestato nel modo più brutale. Nelle forme più diverse ha attraversato la storia, incarnandosi in un ristretto numero di persone che sono divenute simboli destinati a proiettarsi nei secoli. Nel passato come oggi il potere non si personifica soltanto nelle azioni di scaltri simulatori, trascinatori di folle, dittatori feroci: sono molteplici i suoi volti e gli strumenti per esercitarlo. Sei grandi storici ci raccontano cosa è avvenuto nel mutare dei secoli.

ALESSANDRO VANOLI
CARLO MAGNO, IL POTERE IN UNA CORONA

È la mattina di Natale dell’anno 800: Carlo Magno avanza in San Pietro e china la testa davanti al Pontefice per ricevere dalle sue mani la corona imperiale. Un evento senza precedenti: l’atto di nascita di uno spazio geopolitico completamente diverso da quello dei Romani. Un’Europa che ha perduto il Mediterraneo e che si è aperta verso il Nord. Una riflessione sul potere e sulla nascita di quello spazio politico in cui ancora oggi viviamo.


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Il potere è ambivalente. Ha associato o diviso gli uomini, si è sposato con la giustizia o si è manifestato nel modo più brutale. Nelle forme più diverse ha attraversato la storia, incarnandosi in un ristretto numero di persone che sono divenute simboli destinati a proiettarsi nei secoli. Nel passato come oggi il potere non si personifica soltanto nelle azioni di scaltri simulatori, trascinatori di folle, dittatori feroci: sono molteplici i suoi volti e gli strumenti per esercitarlo. Sei grandi storici ci raccontano cosa è avvenuto nel mutare dei secoli.

MARIA GIUSEPPINA MUZZARELLI
CATERINA DA SIENA, IL POTERE DI UNA MADRE NON MADRE

Si nega il cibo fino allo sfinimento per non subire la volontà altrui. Parla con i potenti, financo col Papa, quando la prerogativa femminile era il silenzio. Si sposta nel mondo quando le sue sorelle restano recluse. Comanda, suggerisce, motiva, restando spesso in seconda linea, a tratti quasi annullandosi. Una donna che perfettamente combina la capacità di essere al tempo stesso dentro e fuori gli schemi della società del suo tempo.


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Il potere è ambivalente. Ha associato o diviso gli uomini, si è sposato con la giustizia o si è manifestato nel modo più brutale. Nelle forme più diverse ha attraversato la storia, incarnandosi in un ristretto numero di persone che sono divenute simboli destinati a proiettarsi nei secoli. Nel passato come oggi il potere non si personifica soltanto nelle azioni di scaltri simulatori, trascinatori di folle, dittatori feroci: sono molteplici i suoi volti e gli strumenti per esercitarlo. Sei grandi storici ci raccontano cosa è avvenuto nel mutare dei secoli.

MAURIZIO VIROLI
MACHIAVELLI, IL POTERE DELLA PAROLA E DELLE ARMI

Sulla scena dell’azione politica l’uomo di potere deve essere capace di far leva anche sull’ambizione e sulle debolezze dei suoi interlocutori, destreggiandosi con abilità e astuzia nei momenti favorevoli come negli improvvisi rovesci della fortuna. Per il raggiungimento dei propri fini, la forza della parola di certo non è meno importante di quella delle armi. Un messaggio che, se già ci viene dalla retorica classica e umanistica, a maggior ragione risulta attualissimo oggi, nell’epoca della comunicazione.


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Il potere è ambivalente. Ha associato o diviso gli uomini, si è sposato con la giustizia o si è manifestato nel modo più brutale. Nelle forme più diverse ha attraversato la storia, incarnandosi in un ristretto numero di persone che sono divenute simboli destinati a proiettarsi nei secoli. Nel passato come oggi il potere non si personifica soltanto nelle azioni di scaltri simulatori, trascinatori di folle, dittatori feroci: sono molteplici i suoi volti e gli strumenti per esercitarlo. Sei grandi storici ci raccontano cosa è avvenuto nel mutare dei secoli.

PAOLO GALLUZZI
GALILEO, IL POTERE DELLA SCIENZA

Marzo 1610. Galileo pubblica il Sidereus Nuncius, l’opera che afferma la validità della teoria eliocentrica delineata da Copernico. Il drammatico cambiamento di scenario segna l’inizio di un’età nuova – animata da personalità di straordinaria caratura intellettuale, quali Keplero, Cartesio, Newton – un’età nella quale sono rimessi in questione non solo i principi della cosmologia, ma anche quelli della fisica e della filosofia, della religione e dell’antropologia. Una rivoluzione epocale!


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Il potere è ambivalente. Ha associato o diviso gli uomini, si è sposato con la giustizia o si è manifestato nel modo più brutale. Nelle forme più diverse ha attraversato la storia, incarnandosi in un ristretto numero di persone che sono divenute simboli destinati a proiettarsi nei secoli. Nel passato come oggi il potere non si personifica soltanto nelle azioni di scaltri simulatori, trascinatori di folle, dittatori feroci: sono molteplici i suoi volti e gli strumenti per esercitarlo. Sei grandi storici ci raccontano cosa è avvenuto nel mutare dei secoli.

 

ALBERTO MARIO BANTI
NAPOLEONE, IL POTERE DELLE IDEE

È con lui che si afferma la prima dittatura “democratica”, formalmente ratificata da un plebiscito popolare; è lui che compie il gesto inaudito di incoronarsi “Imperatore” da solo; è sempre lui che, distribuendo potere ai suoi familiari, pare riconfermare il valore ereditario del sangue… Tutto questo dallo stesso uomo che, prima di ogni battaglia, per anni aveva caricato di entusiasmo e infinita fiducia i suoi soldati, facendo leva sul valore universale delle idee egualitarie della Rivoluzione.


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Il Ridotto accoglie un particolare progetto che in due appuntamenti intende illustrare lo stretto legame che nell’era moderna ha unito musica e filosofia. Gli Incontri tra filosofia e musica si terranno il 7 e il 14 maggio. Il primo vedrà protagonisti Ruggero Ruocco al pianoforte e il musicologo Augusto Mazzoni in un recital pianistico con presentazione che proporrà brani composti da celebri filosofi.

Augusto Mazzoni relatore
Ruggero Ruocco pianoforte

 

PROGRAMMA

Johann Baptist Cramer Il sogno di Rousseau
Johann Friedrich Herbart Sonata
Friedrich Nietzsche Pezzi pianistici
Theodor Ludwig Wiesengrund Adorno Pezzi pianistici
Emanuele Severino I pensieri delle Parche

 

 


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Il Ridotto accoglie un particolare progetto che in due appuntamenti intende illustrare lo stretto legame che nell’era moderna ha unito musica e filosofia. Gli Incontri tra filosofia e musica si terranno il 7 e il 14 maggio. Il secondo appuntamento del ciclo è una conferenza-concerto in cui verranno illustrate le esperienze musicali del filosofo austriaco Ludwig Wittgenstein e del fratello Paul. Ospite della serata sarà il trio composto da Ruggero Ruocco ,Augusto Mazzoni e Marco Perini.

 

Augusto Mazzoni clarinetto e relatore
Marco Perini violoncello
Ruggero Ruocco pianoforte

 

PROGRAMMA

Johannes Brahms Trio in la minore per clarinetto, violoncello e pianoforte, op. 114
Aleksandr Nikolaevič Skrjabin Preludio e Notturno op. 9 n. 1-2
Max Bruch Pezzi op. 83 n. 1-2

 

 


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ALBERTO MARIO BANTI
1848-1914 L’ETÀ DEL NAZIONALISMO

Il prossimo 26 maggio sono state fissate le Elezioni europee. Comunque la si veda e qualunque sia il nostro pensiero di cittadini, si tratta di un appuntamento di storica importanza: forse per la prima volta in modo così esplicito si fronteggeranno schieramenti tra loro molto distanti e questo non sulla base delle ideologie politiche tradizionali, ma sul giudizio che negli ultimi anni è venuto maturando sul “come” e addirittura sul “se” restare in un’Europa così come costruita nel Dopoguerra.

Il ciclo “Le età dell’Europa”, pensato dagli Editori Laterza, individua quattro fasi – ognuna durata decenni –  in cui è possibile suddividere la storia d’Europa degli ultimi due secoli: l’età del nazionalismo, quella che va dai moti del ’48 fino alla Grande Guerra, l’età del totalitarismo che fa i conti col periodo che sta in mezzo e che include le due guerre, l’età del welfare che va dall’immediato dopoguerra fino al crollo del Muro nel 1989, e infine l’età dell’incertezza che arriva fino ai nostri giorni.

Ogni lezione prevede la partecipazione dell’attrice Elena Vanni.

 

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EMILIO GENTILE
1914-1945 L’ETÀ DEL TOTALITARISMO

Il prossimo 26 maggio sono state fissate le Elezioni europee. Comunque la si veda e qualunque sia il nostro pensiero di cittadini, si tratta di un appuntamento di storica importanza: forse per la prima volta in modo così esplicito si fronteggeranno schieramenti tra loro molto distanti e questo non sulla base delle ideologie politiche tradizionali, ma sul giudizio che negli ultimi anni è venuto maturando sul “come” e addirittura sul “se” restare in un’Europa così come costruita nel Dopoguerra.

Il ciclo “Le età dell’Europa”, pensato dagli Editori Laterza, individua quattro fasi – ognuna durata decenni –  in cui è possibile suddividere la storia d’Europa degli ultimi due secoli: l’età del nazionalismo, quella che va dai moti del ’48 fino alla Grande Guerra, l’età del totalitarismo che fa i conti col periodo che sta in mezzo e che include le due guerre, l’età del welfare che va dall’immediato dopoguerra fino al crollo del Muro nel 1989, e infine l’età dell’incertezza che arriva fino ai nostri giorni.

Ogni lezione prevede la partecipazione dell’attrice Elena Vanni.