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All’inizio del 1964 San Francisco non ha una grande tradizione musicale alle spalle: non ci sono case discografiche; non ci sono studi di registrazione; non ci sono locali notturni che diano particolare spazio alla musica. Eppure, nel giro di pochissimi anni la città diventa una delle più importanti capitali mondiali della nuova musica rock, il luogo da cui spiccano il volo Janis Joplin, i Jefferson Airplane, i Grateful Dead, i Quicksilver Messenger Service e molte altre band. Cosa è successo? Chi ha reso possibile tutto ciò? Ebbene, la lezione cercherà di rispondere a queste domande, dando nomi e volti ai ragazzi e alle ragazze che costruirono, praticamente dal nulla, la formidabile scena rock della Bay Area.

Alberto Mario Banti è professore di Storia contemporanea all’Università di Pisa.

 

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In occasione del 250° anniversario dei viaggi di Mozart in Italia

Nel settembre del 1837 esce a Bologna un libretto di 35 pagine dal titolo Mozart, senza indicazione dell’autore. Una biografia di Mozart, una delle prime in italiano. Anonima. Quattro copie del libro si conservano nella biblioteca dell’Archiginnasio di Bologna, una in casa Leopardi a Recanati. La casa di chi quella biografia l’ha scritta: Paolina, l’amata sorella di Giacomo. In casa Leopardi si è sempre saputo che era di Paolina quel Mozart, ed è lei stessa a dichiararlo in una lettera del 1838 a un’amica bolognese: un documento che dice molto dell’autrice e di questa sua biografia mozartiana. Ci dice, per esempio, che «la censura ne tolse i più piccanti pezzi e mi fece gran rabbia». La censura ecclesiastica. Che rilascia l’imprimatur, ma solo dopo che il testo è stato emendato. Emendato dei “più piccanti pezzi”. Che non conosceremo mai, perché il manoscritto è perduto.

Paolina Leopardi racconta Mozart è un recital per attrice e pianoforte, acuto e sorprendente, che si snoda attraverso la voce di una testimone d’eccezione.

Con Sonia Bergamasco
Marco Scolastra Pianoforte
Una proposta di Nino Criscenti
Dal libro Mozart di Paolina Leopardi
Musiche di Wolfgang Amadeus Mozart
Drammaturgia Sonia Bergamasco
Prima esecuzione assoluta: Recanati, Orto “Colle dell’infinito”, 28 agosto 2020

In caso di maltempo l’evento si sposterà all’Auditorium Santa Giulia con ingresso da via Giovanni Piamarta 4. L’orario di inizio resta invariato.

 

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Nell’ambito dei progetti di inclusione che attraverso la cultura favoriscono l’incremento dell’accessibilità del pubblico al Teatro e alle sue attività, la Fondazione del Teatro Grande collabora con Festival ORLANDO di Bergamo e Accademia Carrara a Dance Well Diffuso, un progetto composto da otto incontri che dall’1 aprile all’8 luglio porterà la pratica Dance Well in alcuni meravigliosi spazi della cultura nelle province di Bergamo e Brescia.

La prima tappa del progetto si terrà l’1 aprile presso il Salone delle Scenografie: un’occasione, questa come le successive, di vivere in modo inconsueto gli spazi della cultura delle nostre province e di provare l’esperienza Dance Well per chi ancora non la conosce.

Scopri tutti gli appuntamenti di Dance Well Diffuso.

COS’È DANCE WELL?
Dance Well – Movement Research for Parkinson è una pratica artistica, creata e promossa dal CSC – Centro per la Scena Contemporanea di Bassano del Grappa a partire dal 2013, che dialoga con uno spazio di cultura al fine di consentire una stimolazione motoria, sensoriale ed emozionale attraverso l’espressione libera del corpo per sviluppare benessere e integrazione trasversale tra persone con differenti necessità, bisogni, fragilità e punti di forza. La pratica al suo interno include varie strategie riabilitative (esercizio aerobico, immaginazione motoria, tecniche di cueing, training propriocettivo e sensitivo-motorio) in grado di avere effetti positivi sui sintomi e sulla qualità di vita delle persone con Parkinson. Nata per persone con Parkinson ma aperta a tutti, questa praticar viene svolta regolarmente negli spazi del Teatro Grande da marzo 2023.

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Ad accompagnare la Stagione, non mancheranno le consuete iniziative di promozione dell’Opera che offrono percorsi di approfondimento e iniziative aperte al pubblico più trasversale.

Proseguirà quindi il tradizionale ciclo di conferenze Pazzi per l’Opera con i melomani che raccontano le trame d’Opera e ne tratteggiano caratteristiche ed elementi distintivi. Come per le scorse Stagioni, anche nel 2022 tutte le opere in programma saranno accompagnate dai sopratitoli, utile ausilio anche per i disabili uditivi. Verranno inoltre riproposte le iniziative in collaborazione con il Teatro alla Scala: In diretta dalla Scala – che offrirà gratuitamente la trasmissione in streaming della prima del 7 dicembre – e Alla Scala con il Grande, grazie al quale gli abbonati della Stagione Opera e Balletto del Teatro Grande potranno assistere a prezzi agevolati ad alcuni spettacoli del Teatro scaligero.

 

SABATO 24 SETTEMBRE Salone delle Scenografie – ore 11.00
ROBERTO TAGLIANI (filologo) racconta NORMA di Vincenzo Bellini

 

SABATO 8 OTTOBRE Salone delle Scenografie – ore 11.00
PIERGIORGIO VITTORINI (avvocato penalista) racconta DON GIOVANNI di Wolfgang Amadeus Mozart

 

SABATO 12 NOVEMBRE Salone delle Scenografie – ore 11.00
ROBERTO GAZICH (latinista) racconta LA GIOCONDA di Amilcare Ponchielli

 

SABATO 26 NOVEMBRE Salone delle Scenografie – ore 11.00
ROBERTO GAZICH (latinista) racconta BORIS GODUNOV di Modest Petrovič Musorgskij in attesa di IN DIRETTA DALLA SCALA

 

LUNEDÌ 7 DICEMBRE Ridotto del Teatro Grande – ore 18.00
IN DIRETTA DALLA SCALA

 

SABATO 10 DICEMBRE Salone delle Scenografie – ore 11.00
MARCO DEGIOVANNI (matematico) racconta LA TRAVIATA di Giuseppe Verdi

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Nel primo semestre di Stagione la Fondazione del Teatro Grande proporrà un nuovo ciclo delle Lezioni di Storia realizzate in collaborazione con la Casa Editrice Laterza. Il ciclo 2022 sarà dedicato al tema La guerra dei sessi, quattro incontri in cui si racconterà il conflitto tra donne e uomini nel corso della storia dell’umanità, nelle sue tante forme: dalla famiglia alla politica, dall’economia alla letteratura, dall’arte allo spettacolo. Storie straordinarie e controverse, dalle più note a quelle sconosciute, dimostreranno soprattutto la forza, il talento, l’astuzia e l’immaginazione di alcune grandi donne che hanno combattuto le disuguaglianze di genere nei vari campi, allontanandosi dagli stereotipi sociali delle diverse epoche. Gli appuntamenti, fissati nella giornata di sabato alle ore 11.00 nei mesi di febbraio/marzo/aprile, saranno ospitati nella Sala Grande e vedranno impegnati alcuni dei più rilevanti storici italiani affiancati dall’attrice Elena Vanni.

Costantino D’Orazio 
VIOLENZA FAMILIARE: ARTEMISIA, AGOSTINO E ORAZIO

Il talento di Artemisia Gentileschi è spesso oscurato dalla fama del processo pubblico seguito alla violenza subita da ragazza ad opera di un amico di famiglia, il paesaggista Agostino Tassi. Una vicenda ancora piena di nodi irrisolti, legati soprattutto al ruolo di suo padre, il pittore Orazio Gentileschi.

 

Durata 70 minuti

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Nel primo semestre di Stagione la Fondazione del Teatro Grande proporrà un nuovo ciclo delle Lezioni di Storia realizzate in collaborazione con la Casa Editrice Laterza. Il ciclo 2022 sarà dedicato al tema La guerra dei sessi, quattro incontri in cui si racconterà il conflitto tra donne e uomini nel corso della storia dell’umanità, nelle sue tante forme: dalla famiglia alla politica, dall’economia alla letteratura, dall’arte allo spettacolo. Storie straordinarie e controverse, dalle più note a quelle sconosciute, dimostreranno soprattutto la forza, il talento, l’astuzia e l’immaginazione di alcune grandi donne che hanno combattuto le disuguaglianze di genere nei vari campi, allontanandosi dagli stereotipi sociali delle diverse epoche. Gli appuntamenti, fissati nella giornata di sabato alle ore 11.00 nei mesi di febbraio/marzo/aprile, saranno ospitati nella Sala Grande e vedranno impegnati alcuni dei più rilevanti storici italiani affiancati dall’attrice Elena Vanni.

Maria Giuseppina Muzzarelli
VENIA, VENUS, VENENUM: STORIE DI AVVELENATRICI

A fine Settecento a Palermo si celebra il processo contro Giovanna Bonanno, una vedova accusata di vivere vendendo veleno alle malmaritate, perché potessero somministrarlo agli uomini attraverso gustose pietanze. Ma la storia delle avvelenatrici inizia molto prima…

Durata 70 minuti

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Nel primo semestre di Stagione la Fondazione del Teatro Grande proporrà un nuovo ciclo delle Lezioni di Storia realizzate in collaborazione con la Casa Editrice Laterza. Il ciclo 2022 sarà dedicato al tema La guerra dei sessi, quattro incontri in cui si racconterà il conflitto tra donne e uomini nel corso della storia dell’umanità, nelle sue tante forme: dalla famiglia alla politica, dall’economia alla letteratura, dall’arte allo spettacolo. Storie straordinarie e controverse, dalle più note a quelle sconosciute, dimostreranno soprattutto la forza, il talento, l’astuzia e l’immaginazione di alcune grandi donne che hanno combattuto le disuguaglianze di genere nei vari campi, allontanandosi dagli stereotipi sociali delle diverse epoche. Gli appuntamenti, fissati nella giornata di sabato alle ore 11.00 nei mesi di febbraio/marzo/aprile, saranno ospitati nella Sala Grande e vedranno impegnati alcuni dei più rilevanti storici italiani affiancati dall’attrice Elena Vanni.

Fernanda Alfieri 
AMORI IMPENSABILI: DONNE CHE SPOSANO ALTRE DONNE
 
Un giorno di aprile dell’anno 1725, Giovanna Maria Wincklerin si presenta al tribunale romano del Sant’Uffizio per autodenunciarsi. Dice di essere figlia del Re di Polonia e di avere una moglie, lasciata a Vienna. Come era potuto accadere che le due si fossero sposate? E come era possibile che una donna ne amasse un’altra? Dietro gli interrogativi delle autorità c’è un mondo di credenze antiche e ancora attuali sulla sessualità femminile, sull’identità e sul desiderio.

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Nel primo semestre di Stagione la Fondazione del Teatro Grande proporrà un nuovo ciclo delle Lezioni di Storia realizzate in collaborazione con la Casa Editrice Laterza. Il ciclo 2022 sarà dedicato al tema La guerra dei sessi, quattro incontri in cui si racconterà il conflitto tra donne e uomini nel corso della storia dell’umanità, nelle sue tante forme: dalla famiglia alla politica, dall’economia alla letteratura, dall’arte allo spettacolo. Storie straordinarie e controverse, dalle più note a quelle sconosciute, dimostreranno soprattutto la forza, il talento, l’astuzia e l’immaginazione di alcune grandi donne che hanno combattuto le disuguaglianze di genere nei vari campi, allontanandosi dagli stereotipi sociali delle diverse epoche. Gli appuntamenti, fissati nella giornata di sabato alle ore 11.00 nei mesi di febbraio/marzo/aprile, saranno ospitati nella Sala Grande e vedranno impegnati alcuni dei più rilevanti storici italiani affiancati dall’attrice Elena Vanni.

Valeria Palumbo 
PENNE COME ARMI: VIRGINIA WOOLF E LE ALTRE

Era stato loro concesso di leggere e addirittura scrivere romanzi. E ne hanno subito approfittato: Virginia Woolf scardina i principi del mondo e dello sguardo maschile, ma non è la sola intellettuale, tra la Prima e la Seconda guerra mondiale, a svelare i meccanismi del dominio degli uomini. Né l’unica a pagare per averlo sfidato.

 


Durata 90 minuti circa senza intervallo

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MARIA GIUSEPPINA MUZZARELLI. Caterina da Siena, il potere di una madre non madre

Si nega il cibo fino allo sfinimento per non subire la volontà altrui. Parla con i potenti, financo col Papa, quando la prerogativa femminile era il silenzio. Si sposta nel mondo quando le sue sorelle restano recluse. Comanda, suggerisce, motiva, restando spesso in seconda linea, a tratti quasi annullandosi. Una donna che perfettamente combina la capacità di essere al tempo stesso dentro e fuori gli schemi della società del suo tempo.

Maria Giuseppina Muzzarelli insegna Storia medievale e Storia delle città all’Università di Bologna.


Il potere è ambivalente. Ha associato o diviso gli uomini, si è sposato con la giustizia o si è manifestato nel modo più brutale. Nelle forme più diverse ha attraversato la storia, incarnandosi in un ristretto numero di persone che sono divenute simboli destinati a proiettarsi nei secoli. Nel passato, come oggi, il potere non si personifica soltanto nelle azioni di scaltri simulatori, trascinatori di folle, dittatori feroci: sono molteplici i suoi volti e gli strumenti per esercitarlo. Quattro grandi storici ci raccontano cosa è avvenuto nel mutare dei secoli.

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MICHELE CILIBERTO. Machiavelli, il potere della parola e delle armi

Sulla scena dell’azione politica l’uomo di potere deve essere capace di far leva anche sull’ambizione e sulle debolezze dei suoi interlocutori, destreggiandosi con abilità e astuzia nei momenti favorevoli come negli improvvisi rovesci della fortuna. Per il raggiungimento dei propri fini, la forza della parola di certo non è meno importante di quella delle armi. Un messaggio che, se già ci viene dalla retorica classica e umanistica, a maggior ragione risulta attualissimo oggi, nell’epoca della comunicazione.

Michele Ciliberto è presidente dell’Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento e socio nazionale dell’Accademia dei Lincei, insegna Storia della filosofia moderna e contemporanea alla Scuola Normale Superiore.


Il potere è ambivalente. Ha associato o diviso gli uomini, si è sposato con la giustizia o si è manifestato nel modo più brutale. Nelle forme più diverse ha attraversato la storia, incarnandosi in un ristretto numero di persone che sono divenute simboli destinati a proiettarsi nei secoli. Nel passato, come oggi, il potere non si personifica soltanto nelle azioni di scaltri simulatori, trascinatori di folle, dittatori feroci: sono molteplici i suoi volti e gli strumenti per esercitarlo. Quattro grandi storici ci raccontano cosa è avvenuto nel mutare dei secoli.