“Noi amiamo la natura quando è lasciata a sé, e altrettanto quando è ordinata dalla mano dell’uomo, perché è in quell’intervento che leggiamo noi stessi. Anche i poeti amano i vincoli che si impongono, che – spiegano – permettono di meglio esprimere, di meglio capire. I musicisti fanno qualcosa di simile con la forma delle variazioni. È una forma apparentemente neutra, squadrata a priori, come le aiuole simmetriche del giardino all’italiana o le formelle del tappeto orientale, che però nel tempo si è rivelata adatta ad accogliere l’indagine delle forze necessarie ad instaurare quell’ordine: il segno lasciato dell’uomo. E allora il passo a ritroso dal Duo Concertante di Stravinskij, che utilizza le forme della poesia bucolica dell’antichità, l’egloga, il ditirambo, alle variazioni della Fantasia di Schubert e a quelle quasi agresti, arcadiche, dell’ultima Sonata di Beethoven, è quasi un percorrere il giardino di casa, un itinerario privato dentro sé.” Fulvio Luciani
PROGRAMMA
Igor Stravinskij, Duo concertante per violino e pianoforte
Franz Schubert, Fantasia in do maggiore per violino e pianoforte, op. 159 D. 934 sul lied Sei mir gegrüsst, D 741
Ludwig van Beethoven, Sonata per violino e pianoforte n. 10 in sol maggiore, op. 96
DURATA: 70 minuti ca.