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Nome di punta della scena indie internazionale, il cantante compositore svedese Kristian Matsson, alias The Tallest Man on Earth, conosciuto sia dai critici che dai suoi fan per la sua carismatica presenza scenica, è stato spesso paragonato a Bob Dylan per l’abilità nel comporre le canzoni e per lo stile vocale. È conosciuto anche per il suo modo di registrare e produrre i propri dischi, perché lo fa in casa, in qualsiasi casa abiti in quel momento. Ha sempre affermato che la connessione tra la sua voce e la sua chitarra è così forte che raramente le registra come tracce separate. Il suo nuovo album There’s No Leaving Now è un viaggio raccontato attraverso le storie di speranza e di sconfitta, di perdita e di amore.

 

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Sabato 27 ottobre ore 21.00

Ridotto del Teatro Grande

CAFÉ ZIMMERMANN

Johann Sebastian Bach
Suite e concerti

Lunedì 19 novembre ore 21.00

Ridotto del Teatro Grande

EMANUELA GALLI, SOPRANO
GHISLIERI CONSORT

Händel e Bononcini
Cantate d’amor tradito

Domenica 2 dicembre ore 21.00

Sala Grande

ORCHESTRA BAROCCA DELL’UNIONE EUROPEA
Huw Daniel, konzertmeister
Paul Agnew, direttore

Purcell, The Fairy Queen
Rameau, Pygmalion
Opera barocca tra magia e mito

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Arvo Pärt è uno dei più conosciuti e apprezzati autori contemporanei, noto al grande pubblico per il suo originale percorso e per la sua musica potente intessuta di misticismo e sacralità. La sonorità arcaica del suo linguaggio musicale appare agli ascoltatori di oggi carica di una grande suggestione evocativa.

Sentieri selvaggi
Piercarlo Sacco violino
Enrica Meloni violino
Laura Riccardi viola
Aya Shimura violoncello
Andrea Rebaudengo pianoforte

Sentieri selvaggi è un gruppo formato da alcuni tra i migliori musicisti italiani uniti nel progetto di avvicinare la musica contemporanea al grande pubblico. È stato fondato nel 1997 da Carlo Boccadoro, Filippo Del Corno e Angelo Miotto.

 

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WAYNE SHORTER – sassofoni
DANILO PEREZ – piano
JOHN PATITUCCI – contrabbasso
BRIAN BLADE– batteria

Strumentista eccelso, fra i più grandi compositori nella storia della musica jazz, Wayne Shorter rappresenta una leggenda del jazz. I suoi lavori, in continua evoluzione, sono strettamente connessi con la storia della musica moderna. La sua musica trascende ogni genere, mantenendo vivo l’ardore dell’improvvisazione e la sorpresa del jazz.

Nel corso della sua carriera Wayne Shorter ha raccolto un numero incredibile di riconoscimenti artistici: tra i tanti, ricordiamo i 6 Grammy Awards e altre 13 nomination e nel 1997 il prestigioso Jazz Master Award.

Il Wayne Shorter Quartet è una delle formazioni che segnano la storia del jazz contemporaneo e ascoltarlo è una delle più intense esperienze che si possano sperimentare oggi dal vivo.

Il Wayne Shorter Quartet, composto da musicisti di eccezionale caratura, è da poco stato insignito del JAZZIT AWARDS 2011 come miglior gruppo straniero e Wayne Shorter come miglior sax tenore.

L’evento è realizzato in collaborazione con JazzInEden.

 

…. TRA I PIÙ AMMIRATI, TRA I NUMERI UNO. (CORRIERE DELLA SERA)

IL PIÙ IMPORTANTE COMPOSITORE VIVENTE DEL JAZZ. (NEW YORK TIMES)

IL PRINCIPALE SASSOFONISTA JAZZ… UN INTREPIDO ASTRONAUTA CHE NAVIGA IL COSMO DELLA MUSICA CON IL BRIO DELL’IMPROVVISAZIONE. (BILLBOARD)

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New York è sempre stata e continua a essere il cuore pulsante della creatività musicale americana. Dallo spunto del titolo di un brano di Michael Torke il programma del concerto vuol essere una sorta di “elenco telefonico” dei più rappresentativi compositori contemporanei di New York: dagli ormai celeberrimi Steve Reich e Philip Glass a Michael Gordon e David Lang, fondatori di Bang On A Can, la più brillante e innovativa realtà musicale della città, passando per Annie Gosfield, figura estremamente rappresentativa della vitalità musicale underground, dal linguaggio molto originale e graffiante, per arrivare appunto a Michael Torke e al suo raffinato e divertente Telephone book.

Steve Reich Clapping Music
Michael Gordon acdc
Annie Gosfield Cranks and Cactus needles
Philip Glass Façades
John Cage Story da Living Room Music
David Lang Sweet air
Michael Torke The telephone book

SENTIERI SELVAGGI
Paola Fre flauto
Mirco Ghirardini clarinetto
Andrea Rebaudengo pianoforte
Piercarlo Sacco violino
Aya Shimura violoncello
Carlo Boccadoro direzione

Sentieri selvaggi è un gruppo formato da alcuni tra i migliori musicisti italiani uniti nel progetto di avvicinare la musica contemporanea al grande pubblico. È stato fondato nel 1997 da Carlo Boccadoro, Filippo Del Corno e Angelo Miotto.

 

 

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A trent’anni non ancora compiuti, il pianista e compositore berlinese Nils Frahm si è già affermato quale figura centrale della scena elettronico-neoclassica. Le sue numerose collaborazioni, l’esplicito apprezzamento da parte di numerosi ed affermati artisti (come Thom Yorke dei Radiohead) e il lavoro in sede di produzione e registrazione hanno reso il suo studio berlinese luogo natale prediletto di molti artisti.

Il suo ultimo album, Felt, è un lavoro particolarmente suggestivo e reso ulteriormente intimo dalla peculiare modalità di registrazione che, data l’estrema delicatezza e le basse frequenze dei suoni prodotti, è avvenuta collocando i microfoni all’interno dello strumento e, a volte, inserendo spessi strati di feltro tra le sue corde. Suoni così delicati e naturali che da soli richiamano l’origine di questo lavoro: nel cuore della notte, nella solitudine e nel silenzio del suo studio berlinese, Frahm studia nuovi suoni e cerca nuove fonti di ispirazione.


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L’Ensemble Berlin nasce nel 1999 per iniziativa dell’oboista Christoph Hartmann, oboe solista dei Berliner Philharmoniker e di un gruppo di solisti della grande orchestra tedesca. Da allora  ha effettuato numerosi concerti, esibendosi nei più importanti festival e sale da concerto d’Europa. L’Ensemble Berlin è una formazione aperta e flessibile che può includere archi, fiati e talvolta il pianoforte, fino a contemplare numerose altre possibilità d’assieme strumentali, espressioni del vasto repertorio cameristico dal periodo classico in poi.

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Il giovane pianista armeno Tigran Hamasyan è tra i nuovi talenti emergenti sulla scena jazzistica internazionale.

Tigran Hamasyan cavalca oggi l’onda del successo, segnato inequivocabilmente dal suo ultimo brillante album di pianoforte solo A Fable (che ha ricevuto il French Grammy Award per Miglior Album Internazionale con Produzione francese), dalle collaborazioni con diversi musicisti di punta (incluso Trilok Gurtu e Dhafer Youssef, tra gli altri), dalle esibizioni nei maggiori palcoscenici internazionali fra cui il Montreux Jazz Festival e dalle onorificenze ricevute da leggende del pianoforte jazz come Herbie Hancock e Chick Corea.

La musica di Tigran è pervasa della sua personalità ed è accesa dalla sua passione. La potente improvvisazione jazz si fonde con la ricchezza della musica popolare della nativa Armenia, creando un suono fresco segnato da dinamiche cariche di emozioni.

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In perfetto equilibrio tra rigore e immaginazione, con la passione interpretativa e divulgativa che lo contraddistingue, Mario Brunello rilegge J.S. Bach, ovvero lo legge tuffandosi nei più segreti meandri di una musica infinitamente geniale e enigmatica.

Una sedia in policarbonato completamente trasparente, una pedana con struttura in ferro e pavimento in mattonelle di plexiglass che nascondono un originale sistema di illuminazione fredda: un vero e proprio Cubo Magico su cui diverse ma sincronizzate proiezioni giocano con la figura umana posta al centro della struttura, creando un effetto tridimensionale. In questa delicata atmosfera di tanto in tanto appaiono le parole, la voce e il volto di un ispirato Vinicio Capossela che suggerisce, tratteggia, sussurra una traiettoria capace di toccarci l’anima.

Mario Brunello è uno dei più grandi violoncellisti di oggi, aperto ad esperienze musicali che lo portano a cimentarsi anche nel repertorio contemporaneo. La sua grande capacità interpretativa e la qualità totale della sua musica gli hanno permesso di esibirsi con tutte le più grandi orchestre del mondo e con direttori del calibro di Claudio Abbado, Riccardo Muti, Zubin Mehta.

idea e progetto Saul Beretta e Mario Brunello
regia Francesco Frongia
regia audio Massimo Mariani
produzione Musicamorfosi in collaborazione con Antiruggine

 

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Dopo il significativo successo della scorsa primavera, tornano i concerti della domenica mattina con l’Ensemble del Teatro Grande di Brescia. Nato con la Stagione 2012, l’Ensemble del Teatro Grande di Brescia è una formazione da camera che vuole affermarsi come una tra le più poliedriche del contesto musicale italiano. È composto da due violini, viola e violoncello accompagnati dal pianoforte.

Nella Stagione ottobre-dicembre 2012 l’Ensemble del Teatro Grande si esibirà in quattro concerti nel Ridotto del Teatro Grande.

 

PROGRAMMA

21 OTTOBRE h 11.00
IL CLARINETTO, IN TRIO CON PIANOFORTE E VIOLONCELLO
J. Brahms, Trio op. 114
N. Rota, Trio

Enrico Maria Baroni, clarinetto
Sandro Laffranchini, violoncello
Andrea Rebaudengo, pianoforte

 

18 NOVEMBRE
VISTA SUL MEDITERRANEO, SPAGNA E FRANCIA NEL ‘900
J. Turina, Quartetto con pianoforte in la minore op. 67
M. Ravel, Sonata per violino e pianoforte
M. De Falla, Sette canzoni popolari per violoncello e pianoforte
D. Milhaud, La creation du monde per pianoforte e quartetto d’archi

Roberto Baraldi, primo violino
Daniele Richiedei, secondo violino
Alfredo Zamarra, viola
Sandro Laffranchini, violoncello
Andrea Rebaudengo, pianoforte

 

25 NOVEMBRE
IL CORNO
W. A. Mozart, Quintetto per corno e quartetto d’archi
G. Facchinetti, Tre invenzioni per violino, violoncello e pianoforte
J. Brahms, Trio per violino, corno e piano in Mi bemolle maggiore op. 40

9 DICEMBRE
OMAGGIO A GIUSEPPE VERDI
F. Mendelssohn Bartholdy, Quartetto in La minore op. 13
G. Facchinetti, Trio per archi
G. Verdi, Quartetto per archi (1873)