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La stampa a caratteri mobili viene inventata in Germania, ma si sviluppa in Italia, in particolare a Venezia, la città che nel Cinquecento diventa l’indiscussa capitale dell’editoria. A Venezia si pubblicavano la metà delle edizioni europee e i tre quarti di quelle italiane. A Venezia si sono stampati il primo libro greco della storia (1486), il primo libro armeno (1512), la prima Bibbia in volgare italiano (1471), il primo Talmud (1520), il primo Corano in arabo (1538), il primo libro di medicina illustrato (1494) e il primo libro pornografico (1527).

Alessandro Marzo Magno è giornalista, storico e scrittore.

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Che cosa facciamo? Come stiamo? Che cosa ce ne facciamo di questa vita, in questo corpo, in questa situazione?

Dopo la coreografia My Body solo, Stefania Tansini ancora una volta si sofferma su alcune questioni esistenziali andando a completare con My Body trio un percorso legato alla composizione umana, alla ricerca della verità intima tra tre esseri umani. I movimenti dei tre danzatori ricamano incessantemente lo spazio in una tensione duplice: da un lato mantenere intatta la dimensione comunitaria, dall’altro tenere salda la propria autonomia e libertà individuale. Due prospettive complementari, due modalità di essere, di stare, di fare che creano un continuo desiderio di incontro.
Stefania Tansini ha vinto il Premio UBU 2022 come migliore attrice/performer under35.

Progetto, coreografia Stefania Tansini
Danzatori Barbara Carulli, Filippo Porro, Stefania Tansini
Luci Matteo Crespi
Coproduzione Romaeuropa Festival, Fondazione Teatro Grande di Brescia, Nanou Associazione Culturale
Con il sostegno di Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto, Bando Toscana Terra Accogliente promosso da RAT Residenze Artistiche della Toscana (Anghiari Dance Hub, Con.Cor.D.A. Sosta Palmizi), in collaborazione con Teatro Metastasio di Prato, Fondazione Toscana Spettacolo e Centro di Produzione della Danza Virgilio Sieni, Teatro Petrella di Longiano, Masque Teatro
Foto e video Luca Del Pia
Tecnico luci Omar Scala 

DURATA: 45 minuti

 

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Con una memorabile immagine, Walter Benjamin definì la Parigi ottocentesca come “capitale del XIX secolo”. Al di là della splendida idea (proiettare il primato di una città in una dimensione cronologica invece che geografica), l’enunciazione coglie bene la superiorità della cultura francese nel panorama europeo dell’epoca. Basti pensare a parole quali flâneurboulevarddandybohémien, che in pochi anni giunsero a ridisegnare romanzo e poesia, musica e pittura, urbanistica e sociologia.

Valerio Magrelli è scrittore, traduttore e professore di Letteratura francese all’Università Roma Tre.

 

 

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Luna, Marte e poi…

Amalia Ercoli Finzi, una delle più straordinarie scienziate, ci introduce alla scoperta dello spazio. Un viaggio nella conoscenza e nel mistero. Cosa conosciamo e cosa stiamo scoprendo. E cosa di meraviglioso ci riserverà, forse, il futuro dello studio dello spazio. Un incontro sull’amore per la scienza e l’umanità.

#nonsoloscienza è un progetto di Fondazione della Comunità Bresciana in partnership con Fondazione del Teatro Grande di Brescia, supportato da Intesa Sanpaolo e Fondazione CESVI, per avvicinare gli studenti di Brescia e provincia alle materie scientifiche attraverso il teatro.

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Il gesto e la musica creano uno spazio di improvvisazione e condivisione in cui i due artisti dialogano alla ricerca di punti di contatto e di fuga. Le sonorità di Saturnino, compositore e bassista tra i più acclamati della sua generazione, e il movimento di Nicola Galli, giovane e pluripremiato coreografo italiano, disegnano una partitura coreografica e sonora di grande intensità.

Coreografia e interpretazione Nicola Galli
Musiche Saturnino

 

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«Le ragazze, quelle che camminano con stivali di occhi neri sui fiori del mio cuore. Le nuvole. La sede del KGB. Un edificio di mattoni, di là dal fiume: la più grande prigione dell’Unione Sovietica. La luce anche di notte. Un gruppo jazz che suona con i guanti senza la punta delle dita. Le sigarette con lunghi filtri di cartone. Il cane randagio. Il Palazzo d’Inverno. Il Museo Russo. Il ‘quando compri un uccello, guarda se ci sono i denti o se non ci sono. Se ci sono i denti, non è un uccello’». Un racconto dei fermenti di rinnovamento artistico e culturale nel periodo della Rivoluzione.

Paolo Nori è scrittore e traduttore.

 

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Sabato 25 febbraio si terrà la sesta edizione della seguitissima maratona dedicata alla musica jazz e alle sue innumerevoli connessioni musicali. La programmazione jazz della Fondazione del Teatro Grande si sviluppa infatti all’interno della Stagione annuale, ma trova il suo apice con La Grande Notte del Jazz, una non-stop che propone specifici percorsi in cui il pubblico ha la possibilità di ascoltare artisti italiani e internazionali in spazi diversi del Teatro. Un’immersione totale nella musica jazz, una maratona notturna di 7 ore di musica con artisti provenienti dal contesto italiano e internazionale. Per l’occasione, il Conservatorio Luca Marenzio ospiterà una Lectio Magistralis di un importante artista jazz ospite della manifestazione.

Progetto realizzato con la collaborazione artistica di Emanuele Maniscalco e Luigi Radassao.

 

SCARICA IL PROGRAMMA DELLA GRANDE NOTTE DEL JAZZ 2023

ISCRITIVI QUI ALLA LECTIO MAGISTRALIS CON JOËLLE LÉANDRE (sabato mattina alle 11.00 presso il Conservatorio Luca Marenzio di Brescia).

 

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Israel Galván si è formato nel flamenco classico fin dalla giovane età ed è oggi uno dei danzatori e coreografi più conosciuti al mondo. Seguendo le orme delle celeberrime esibizioni di Vaslav Nijinski, Galván sovverte e ricostruisce la tradizione, intrecciando questa volta il flamenco con l’imponente capolavoro La Sagra della Primavera di Igor Stravinsky e con altri due brani della tradizione classica, la Sonata K87 di Domenico Scarlatti e Out of Doors di Béla Bartók, per concludersi con una Sevillana della città andalusa in cui Galván è nato. Accompagnato sul palco dai pianisti Andrea Rebaudengo e Valentina Messa, Galván usa il suo corpo come una cassa armonica, consumandosi nella partitura di Stravinsky, dove il ritmo è la forza motrice.

Ideazione e Coreografia Israel Galván
Con Israel Galván (danza), Andrea Rebaudengo e Valentina Messa (pianoforte)
Musica Le Sacre du Printemps di Igor Stravinsky, nella riduzione per pianoforte a quattro mani, realizzata dal compositore | Sonata K87 di Domenico Scarlatti | Out of Doors di Bela Bartok | Sevillana del siglo XVIII (canzone tradizionale spagnola)
Costumi Micol Notarianni
Direzione tecnica e Suono Pedro León
Luci Valentin Donaire
Direzione di scena Balbi Parra
Management Rosario Gallardo
Distribuzione Rial&Eshelman
Produzione IGalván Company
Coproduzione Théâtre de la Ville – Paris, Sadlers Wells – London, Mû-Lausanne, Théâtre de Nîmes, Scène conventionnée dintérêt national, Teatro della Pergola – Fondazione Teatro della Toscana – Florence, MA scène nationale – Pays de Montbéliard, Théâtre de VidyLausanne
Con il supporto di INAEM-Instituto Nacional de las Artes Escénicas y de la Música, La Loterie Romande, Pro Helvetia, Fondation suisse pour la culture du Canton de Vaud, Fondation Leenaards, Flamenco Biënnale Nederland

DURATA: 70 minuti senza intervallo

 

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All’inizio del 1964 San Francisco non ha una grande tradizione musicale alle spalle: non ci sono case discografiche; non ci sono studi di registrazione; non ci sono locali notturni che diano particolare spazio alla musica. Eppure, nel giro di pochissimi anni la città diventa una delle più importanti capitali mondiali della nuova musica rock, il luogo da cui spiccano il volo Janis Joplin, i Jefferson Airplane, i Grateful Dead, i Quicksilver Messenger Service e molte altre band. Cosa è successo? Chi ha reso possibile tutto ciò? Ebbene, la lezione cercherà di rispondere a queste domande, dando nomi e volti ai ragazzi e alle ragazze che costruirono, praticamente dal nulla, la formidabile scena rock della Bay Area.

Alberto Mario Banti è professore di Storia contemporanea all’Università di Pisa.

 

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In Botanica il collettivo di artisti DeProducers e Telmo Pievani – filosofo e storico della biologia ed esperto di teoria dell’evoluzione – attraverso canzoni e temi musicali inediti, video proiezioni originali e speciali scenografie sveleranno “i sensi” delle piante e li trasformeranno in racconto. Davanti al pubblico, un lato sconosciuto del mondo vegetale viene svelato nel corso di un incontro divulgativo ma rigoroso, comprensibile a tutti. I musicisti accompagnano il viaggio disegnando mondi sonori pulsanti e coinvolgenti, che potenziano la comunicazione dello scienziato. Le piante “sentono”, provano emozioni, elaborano strategie e prendono decisioni. Chitarra, basso e tastiere si scambiano continuamente i ruoli per dare voce ai respiri delle piante, alle gocce di pioggia che cadono sulle foglie o agli animali che si muovono nella foresta.

#nonsoloscienza è un progetto di Fondazione della Comunità Bresciana in partnership con Fondazione del Teatro Grande di Brescia, supportato da Intesa Sanpaolo e Fondazione CESVI, per avvicinare gli studenti di Brescia e provincia alle materie scientifiche attraverso il teatro.