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Insieme alla biologa e divulgatrice scientifica Antonella Viola, partendo dalla biologia, cercheremo di capire perché la scienza deve analizzare le differenze di sesso e genere per creare nuova conoscenza, nuove tecnologie e una vera medicina di precisione.

#nonsoloscienza 2 è un progetto di Fondazione della Comunità Bresciana in partnership con Fondazione del Teatro Grande di Brescia, supportato da Fondazione Alessandra Bono, per avvicinare gli studenti di Brescia e provincia alle materie scientifiche attraverso il teatro. Il progetto si pone in continuità con l’azione in contrasto alla povertà educativa che beneficia del sostegno di Fondazione Cariplo.

 

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STOP MAKING SENSE. 40 ANNIVERSARY EXPERIENCE è il progetto speciale che celebra i 40 anni dall’uscita del più grande film concerto di tutti i tempi, una pietra miliare dei documentari rock, STOP MAKING SENSE dei Talking Heads diretto dal regista premio Oscar Jonathan Demme. Nell’ambito dello Stop Making Sense Tour Party nei club e nei teatri italiani, il Teatro Grande ospiterà in Sala Grande martedì 29 ottobre alle 20.00 un’esclusiva proiezione della storica pellicola.

STOP MAKING SENSE racconta la performance della band al Pantages Theater di Hollywood nel dicembre del 1983, quando David Byrne, Tina Weymouth, Chris Frantz e Jerry Harrison, insieme a un ensemble di eccezionali musicisti di supporto, si esibiscono all’apice del successo. La nuova edizione del film – completamente restaurata in 4K, supervisionata da James Mockoski di American Zoetrope e distribuita in Italia grazie alla collaborazione tra Nexo Studios e A24 – include una colonna sonora totalmente rimasterizzata, curata dallo stesso chitarrista e tastierista dei Talking Heads, Jerry Harrison, ed è stata presentata lo scorso anno al Toronto International Film Festival.

La serata del 29 ottobre è un modo per far rivivere e approfondire la band che più di tutte ha rivoluzionato l’apparato creativo nel mondo della musica, fondendo influenze musicali disparate, creando strutture compositive non convenzionali e amplificando la creatività di visual e performance.

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Un castrato controcorrente: Filippo Finazzi nell’Europa musicale del Settecento

Il concerto offre la riscoperta del soprano castrato e compositore Filippo Finazzi, tra i cantanti preferiti di Antonio Vivaldi, attivo nella prima metà del ‘700 a Venezia, e poi a Praga, Lipsia e Amburgo. La musica di Finazzi è influenzata dalla Scuola Napoletana, di cui il concerto offre perle sconosciute.

Dolci Affetti Ensemble

Nicolò Balducci controtenore
Dan Laurin flauti dolci e direzione
Maria Lindal violino barocco
Joel Sundin viola barocca
Anna Paradiso Laurin clavicembalo
Gioacchino De Padova viola da gamba

PROGRAMMA

Filippo Finazzi, da 6 Cantate per voce e quartetto d’archi, Cantata n.3 D’amore il primo dardo
Giuseppe Porsile, da Il ritorno di Ulisse alla patria, Tu sei crudel così
Giuseppe Porsile, da Il ritorno di Ulisse alla patria, Apri Cirene i lumi
Filippo Finazzi, da 6 Cantate per voce e quartetto d’archi,
Cantata n. 2 Pianger vidi

Georg Philip Telemann, da Nouvelles sonatines à clavessin ou violon ou traversièere, dont 2 sont accomodées pur la flute à bêc, Sonata in la minore per flauto dolce e basso continuo TWV 41:A4
Giuseppe Porsile, da Il ritorno di Ulisse alla patria, Mi preparo a trionfar

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Enrico Rava torna sul palco del Teatro Grande per un concerto di beneficenza a favore delle famiglie in condizione di povertà energetica. L’evento charity è organizzato dalla Fondazione Teatro Grande di Brescia e dalla Fondazione Banco dell’Energia, in collaborazione con A2A.

Il celebre jazzista italiano Enrico Rava si esibirà insieme al suo ensemble, i The Fearless Five. Un quintetto composto da una nuova generazione di musicisti, che mette insieme energie giovani e creative, insieme all’enorme esperienza del band leader. Il gruppo schiera una serie di interpreti di grande spessore: Matteo Paggi al trombone (l’ultima sorprendente scoperta di Rava), la spinta propulsiva del contrabbasso di Francesco Ponticelli, la straordinaria batterista e cantante Evita Polidoro e la conferma dell’indispensabile chitarrista Francesco Diodati, già al fianco di Rava da una decina di anni e vero e proprio baricentro di questo quintetto di jazzisti impavidi e “senza paura”.

Con questo gruppo – racconta Enrico Rava – mi sento come su un’isola ideale, dove ognuno dà e ognuno riceve quello di cui ha bisogno. C’è grandissima libertà ma rispetto reciproco, ognuno è in ascolto dell’altro, come in una democrazia perfetta che solo il jazz può rappresentare”.

Il ricavato della vendita dei biglietti sarà devoluto alla Fondazione Banco dell’energia, l’ente filantropico promosso da A2A e dalle sue Fondazioni Aem, Asm e Lgh, che sostiene le persone in situazioni di vulnerabilità economica e sociale, con particolare attenzione alla povertà energetica. Per saperne di più: www.bancodellenergia.it

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Una delle orchestre più affermate del panorama internazionale guidata da uno dei Direttori d’orchestra più amati e ammirati al mondo. Un programma dedicato alla musica francese e americana del Novecento con la partecipazione di un pluripremiato pianista rendono questo appuntamento uno dei più importanti della Stagione del Teatro Grande.

Chamber Orchestra of Europe
Sir Antonio Pappano Direttore
Bertrand Chamayou Pianoforte

PROGRAMMA

Darius Milhaud, La création du monde, op. 81
Maurice Ravel, Concerto in sol maggiore per pianoforte e orchestra
***
George Gershwin, Variazioni su I Got Rhythm per pianoforte e orchestra
Leonard Bernstein, Fancy Free (partitura completa)

 

Sponsor della serata

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DUSK
Prendendo piccoli spunti da Aspettando Godot di Samuel Beckett del 1952, il duetto Dusk di Philippe Kratz – uno dei danzatori e coreografi più affascinanti della scena contemporanea – è una conversazione tra due esseri che, sospesi nello spazio, aspettano il buio (o piuttosto l’alba?) mentre intorno a loro la presenza del perenne crepuscolo segna il non-passare del tempo. Le musiche per organo della compositrice svedese contemporanea Anna von Hausswolff riempiono l’aria dando fiato ai due corpi in dialogo, l’atmosfera è leggera e vibrante quanto pregna di potere allusivo.

Coreografia, luci, costumi Philippe Kratz
Musica Anna von Hausswolff (Sacro Bosco & Theatre of Nature)
Danzatrici/danzatori del Nuovo Balletto di Toscana

PROMISE
Sharon Eyal, acclamata coreografa dalla firma inconfondibile, combina qui l’estetica classica e la fisicità del balletto con la musica elettronica. Promise è la sua terza creazione per la compagnia Tanzmainz, un lavoro in cui i danzatori diventano corpo unico, muovendosi, nell’ombra, tra vicinanza e desiderio, estasi e solitudine. Ancor più che gli altri lavori, Promise è come un sogno: immagini si susseguono in scena e lasciano un’impronta nella memoria dello spettatore, come frammenti di eternità.

Coreografia Sharon Eyal
Consulente artistico Gai Behar
Costumi Rebecca Hytting
Composizione Ori Lichtik
Luci e scena Alon Cohen
Assistenza coreografica Rebecca Hytting, Keren Lurie Pardes
Direzione prove e produzione Natalia Rodina
Danzatori Amber Pansters, Maasa Sakano, Marija Slavec-Neeman; Zachary Chant, Finn Lakeberg, Cornelius Mickel, Matti Tauru
Direzione tanzmainz Honne Dohrmann
Direzione produzione artistica Lisa Besser
Assistente direzione danza e coordinamento tournée Hannah Meyer-Scharenberg
Direttore di scena Matthew Tusa
Produzione Staatstheater Mainz

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Il “mistero” è l’esperienza più bella che possiamo fare, diceva Albert Einstein, culla dell’arte e della scienza. E la scienza affronta l’ignoto per aiutarci a scoprire ciò che ancora non conosciamo. Tra fenomeni inspiegati e classici del “mistero”, una cavalcata per scoprire perché la scienza, nonostante i suoi limiti, è quanto di più prezioso l’uomo sia riuscito a inventare. Spesso crediamo alla magia, ai fenomeni paranormali o alle notizie più improbabili perché, in qualche modo, i nostri sensi e il modo in cui funziona la nostra mente ci hanno spinto a credere all’incredibile. Crediamo, insomma, quello che vedono i nostri occhi, che sentono le nostre orecchie o che ci sembra a una prima impressione: dimenticando, però, che talvolta possiamo tutti cadere in errore. Un viaggio tra paradossi percettivi e trabocchetti cognitivi che ci farà toccare “con mano” come la nostra mente può trarci in inganno e farci credere a fenomeni inesistenti. Ma ci farà anche scoprire come ragionare “da scienziati” sia forse la carta vincente per non lasciarsi ingannare.

Scrittore, docente universitario e divulgatore scientifico, Massimo Polidoro è noto per le sue indagini scientifiche su bufale e presunti misteri che racconta sulla carta, in TV, sui social e da qualche tempo anche in teatro.

#nonsoloscienza 2 è un progetto di Fondazione della Comunità Bresciana in partnership con Fondazione del Teatro Grande di Brescia, supportato da Fondazione Alessandra Bono, per avvicinare gli studenti di Brescia e provincia alle materie scientifiche attraverso il teatro. Il progetto si pone in continuità con l’azione in contrasto alla povertà educativa che beneficia del sostegno di Fondazione Cariplo.

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La stagione 2024 dell’Ensemble del Teatro Grande è imperniata sulla figura di Ludwig van Beethoven. Uno degli “inventori” della musica da camera come la intendiamo oggi.

Le Sonate per violino e pianoforte prendono con Beethoven una direzione diversa: il pianoforte non si ricorda nemmeno più di essere stato un basso continuo, la costruzione della musica parte da altri presupposti e la potenza tellurica della Settima Sonata è certamente già da ascrivere al primo romanticismo, dove sono vinte le regolari forme neoclassiche in virtù di un acceso fuoco espressivo.

PROGRAMMA

Ludwig van Beethoven, Sonata per violino e pianoforte n. 3 in mi bemolle maggiore, op. 12
Ludwig van Beethoven, Sonata per violino e pianoforte n. 7 in do minore, op. 30

ENSEMBLE DEL TEATRO GRANDE

Marco Mandolini violino
Andrea Rebaudengo pianoforte

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In occasione del trentennale, la Fondazione del Teatro Grande invita la Spellbound Contemporary Ballet con un programma ideato dal coreografo fondatore della compagnia Mauro Astolfi e da Jacopo Godani, affermato coreografo ora Direttore e coreografo della Dresden Frankfurt Dance Company.

“Viviamo in un pianeta pieno di ricordi. Abbiamo impiegato circa trent’anni per imparare come assemblare i nostri e non diventarne schiavi. Il ricordo della prima caduta, quell’attimo prima e soprattutto quell’attimo dopo che ci ha fatto capire che è stato un bene spingerci verso esperienze più profonde. Questo è il nostro punto di partenza, nato dall’idea e dal tentativo di parlare dell’interconnessione di tutto quello che abbiamo attraversato. Trent’anni per capire che non saremo mai delle isole indipendenti ma parte di un tutto. Probabilmente avremo ricordi più ricchi di cui nutrirci , forse sempre più disordinati, ma pur sempre qualcosa che mettiamo dentro e poi tiriamo fuori da noi stessi. Recollection of a falling è il nostro sistema di dati accessibili e infinitamente espandibili. Come esseri umani abbiamo fornito prove sufficienti delle nostre capacità di distruggere tutto: il ricordo di una caduta, piccola o pericolosamente grande può essere il modo per riconnetterci al mondo naturale, saltarci dentro e ricostruirlo ogni giorno”.

Spettacolo inserito nelle celebrazioni per il centenario della nascita di Vittoria Ottolenghi promosse da Ministero della Cultura e AGIS.

RECOLLECTION OF A FALLING
Postiamo il futuro

Programma in due parti

FORMA MENTIS
Coreografia, Art direction, luci e costumi Jacopo Godani
Musica originale Ulrich Müller
Musica dal vivo Sergey Sadovoy
Assistente alle coreografie Vincenzo De Rosa

DAUGHTERS AND ANGELS
Coreografia e regia Mauro Astolfi
Set e disegno luci Marco Policastro
Musica originale Davidson Jaconello
Costumi Anna Coluccia
Assistente alla coreografie Elena Furlan

Interpreti Maria Cossu, Giuliana Mele, Lorenzo Beneventano, Alessandro Piergentili, Anita Bonavida, Roberto Pontieri, Martina Staltari, Miriam Raffone, Filippo Arlenghi
Produzione Spellbound
In collaborazione con Comune di Pesaro & AMAT per Pesaro Capitale italiana della Cultura 2024, Festival Torinodanza

 

Sponsor della serata

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Perché fare divulgazione scientifica è così importante al giorno d’oggi? In che modo questa passione può diventare un lavoro? Stefano Gandelli di Geopop ci racconterà per quale motivo la “scienza spiegata in modo semplice” è un elemento chiave per comprendere il mondo che ci circonda e, soprattutto, come fa ad essere una tra le più grandi armi che abbiamo per difenderci dalle fake news.

Stefano Gandelli è content creator di Geopop, tra i progetti di divulgazione scientifica più seguiti sul web (Youtube, Tik Tok e Instagram).

#nonsoloscienza 2 è un progetto di Fondazione della Comunità Bresciana in partnership con Fondazione del Teatro Grande di Brescia, supportato da Fondazione Alessandra Bono, per avvicinare gli studenti di Brescia e provincia alle materie scientifiche attraverso il teatro. Il progetto si pone in continuità con l’azione in contrasto alla povertà educativa che beneficia del sostegno di Fondazione Cariplo.