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Il talento per essere coltivato ha bisogno di concrete opportunità per emergere; con questo spirito EY ha dato vita nel 2013 alla Young Talents Orchestra EY: un’orchestra sinfonica composta da giovanissimi, tra i 17 e i 26 anni provenienti da ogni angolo d’Italia, guidati dal direttore artistico e musicale Carlo Rizzari, che vanta numerose collaborazioni internazionali con le più importanti orchestre italiane ed europee. La Young Talents Orchestra EY collabora con giovani e raffinati solisti di caratura internazionale come la violinista Francesca Dego, considerata fra le migliori interpreti italiane di oggi. Vincitrice di numerosi concorsi internazionali, nel 2008 e’ stata la prima violinista italiana ad entrare in finale al Premio Paganini di Genova dal 1961 aggiudicandosi inoltre il premio speciale “Enrico Costa” riservato al piu’ giovane finalista. Francesca Dego suona un prezioso violino Francesco Ruggeri (Cremona 1697) e il Giuseppe Guarneri del Gesu’ ex-Ricci (Cremona 1734) per gentile concessione della “Florian Leonhard Fine Violins” di Londra.

YOUNG TALENTS ORCHESTRA EY
CARLO RIZZARI, direttore
FRANCESCA DEGO, violino solista

PROGRAMMA
L. van Beethoven Concerto per violino e orchestra in re maggiore op. 61
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F. Mendelssohn Bartholdy Sinfonia n. 4 in la maggiore op. 90, Italiana

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GUT GIFT

Francesca Foscarini, interprete vincitrice del Premio Equilibrio Roma 2013, e Yasmeen Godder, pluripremiata coreografa israeliana di formazione newyorkese, interrogano le dinamiche della creazione coreografica e la nostra percezione dell’autenticità dell’interpretazione danzata. La danza permette di sviscerare impulsi profondi e accedere a un nuovo livello di consapevolezza? O piuttosto genera un particolare effetto sul pubblico, che a sua volta influenza il percorso creativo? Con straordinaria forza scenica e rispondendo ai precisi processi fisici e performativi della coreografia, Francesca Foscarini incarna con poesia e originalità gli stereotipi femminili, dalla donna ipersensibile ed emotiva, alla donna primitiva e viscerale.

Coreografia di Yasmeen Godder creato ed interpretato da Francesca Foscarini  drammaturgia Itzik Giuli accompagnamento alla ricerca Dalia Chaimsky  musica Hajasch  disegno luci Rocco Giansante  cura della tecnica Matteo Fantoni immagini e video Matteo Maffesanti  promozione e comunicazione Silvia Albanese. Alcuni materiali per questo lavoro sono stati sviluppati con Dalia Chaimsky nella creazione Storm and Come prodotto Fondazione Musica per Roma coprodotto Rencontres chorégraphiques internationales de Seine-Saint-Denis, Centro per la Scena Contemporanea di Bassano del Grappa con il sostegno di Uovo; Next Laboratorio per la produzione e la distribuzione dello spettacolo dal vivo lombardo Edizione 2013 in collaborazione con VAN associazione culturale

 

LOVE WILL TEAR US APART

Love will tear us apart è una performance che fonde generi artistici ed espressivi, in parte concerto rock, in parte confessione, in parte pezzo di danza astratta. È la prima tappa di una trilogia dedicata alla relazione tra danza contemporanea e musica. L’amore del titolo è quello per la danza, per il danzare in sé e per sé. L’interpretazione di Petra Hrašćanec, per cui e con cui il solo è stato creato, è energetica e disarmante. Su una sequenza di canzoni d’amore post punk e rock, la danzatrice costruisce una partitura di movimenti precisi, che appaiono al contempo impulsivi e meditati. La danza come atto artistico ed evento sociale, la divisione di responsabilità del processo creativo, il ruolo attivo del pubblico nell’interpretarlo: ecco alcune delle domande a cui la performance dà corpo e voce.

Ideazione Saša Božić coreografia Saša Božić, Petra Hrašćanec  inteprete Petra Hrašćanec selezione musicale Saša Božić, Petra Hrašćanec organizzazione Andrea Remetin foto e video Danko Stjepanović produzione  de facto con il sostegno di Ministry of culture Croatia.

 

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Una performance sussurrata per due persone alla volta, nata dall’incontro tra due delle menti più originali e sovversive della scena performativa britannica: Ant Hampton (precedentemente conosciuto per il suo lavoro come Rotozaza) e Tim Etchells (Forced Entertainment). Nella sala di lettura vengono consegnati un iPod e delle cuffie. Ti siedi di fianco al tuo compagno di avventura, hai di fronte una pila di libri e segui le istruzioni che ti vengono impartite. Il momento presente e lo spazio circostante sono sotto scrutinio: ogni rumore è amplificato, ogni movimento si riempie di significato. I segni neri sulle pagine che sei invitato a guardare e condividere si rivelano capaci di infinite possibilità. Ed ecco che una pratica tipicamente solitaria e interiore come quella della lettura si apre al mondo esterno, smantellando preconcetti e reinventando procedure. Un sensazionale pezzo di “autoteatro”, un’esperienza semplicemente magica.

 

creazione Ant Hampton, Tim Etchells – voci versione inglese Ant Hampton, Seth Etchells, Jenny Naden – produzione artistica Katja Timmerberg – registrazione binaurale TiTo Toblerone – commissione e produzione Ciudades Paralelas: a festival of portable theatre curated by Stefan Kaegi and Lola Arias, developed in co-production between HAU Berlin and Schauspielhaus Zürich, in collaboration with Goethe-Institute Warschau, Teatr Nowy and the foundation of Teatr Nowy, commissioned by Kulturstiftung des Bundes, the Swiss Cultural foundation Pro Helvetia and Goethe Institute Buenos Aires – coproduzione Vooruit Arts Centre, Belgium 

fotografia di Lorenza Daverio

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Pochi artisti hanno avuto tanta influenza sul jazz acustico ed elettronico e sul rythm&blues di quanta ne abbia avuta Herbie Hancock. Di lui Miles Davis scrisse nella sua autobiografia: ”Herbie è stato l’evoluzione dopo Bud Powell e Thelonius Monk, e ancora non ho sentito nessuno che sia andato più avanti di lui”.

Una leggenda della musica mondiale, vincitore di numerosi premi tra cui 14 Grammy Awards, un’occasione unica per ascoltare dal vivo uno dei più grandi artisti contemporanei.

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Le proposte di danza della Stagione 2014 si completano con un classico del balletto, Lo schiaccianoci, che andrà in scena il 2 dicembre alle 21.00 interpretato dal Balletto dell’Opera Nazionale di Riga la cui storia affonda le sue radici nella migliore tradizione della scuola di balletto russa.

Un classico del repertorio che dopo dieci anni di assenza torna sul palcoscenico del Grande portando il fascino di una fiaba senza tempo che, sulla grazia della partitura di Čajkovskij, racconta di un mondo poetico di delicata nostalgia, dell’infanzia che si trasforma nelle inquietudini dell’adolescenza.

 

Balletto in due atti con prologo e epilogo
Musica di P.I. Čajkovskij
Libretto di Marius Petipa dalla fiaba di E.T.A. Hoffmann “Schiaccianoci e il Re dei Topi”, rivisto da Aivars Leimanis,
Coreografia e messa in scena di Aivars Leimanis (dalla produzione originale di Vasilij Vajnonen)

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INTORNO A PIETRO ANTONIO LOCATELLI 
19 OTTOBRE 2014, h. 11.00

Ensemble Donizetti
Enrico Casazza, violino e direzione

PROGRAMMA
Arcangelo Corelli Concerto grosso in re maggiore op. 6 n. 4
Pietro Antonio Locatelli Concerto  grosso  op.1 n. 5   in D major
Antonio Vivaldi Concerto in e-moll „Il Favorito“ für Violine und Streicher
Pietro Antonio Locatelli Concerto  grosso  op.1 n. 12   in G minor
Antonio Vivaldi Concerto for  violin, strings and basso continuo in D major  RV202a
“Per  la S.S. della lingua di S.Antonio”

 

OH VOI CHE AMOR SEGUITE – GIOIE E PENE D’AMORE DA MONTEVERDI A HASSE

4 DICEMBRE 2014, h. 21.00
Ensemble “Le Musiche Nove”
Claudio Osele, direttore
Veronika Kralova, soprano

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Natürliche Dauern, l’ultimo capolavoro pianistico di Karlheinz Stockhausen, è una passeggiata attraverso l’invisibile, un paesaggio unicamente sonoro creato da uno dei compositori più significativi del XX secolo. Un ciclo pianistico di 24 brani che si susseguono senza interruzione, in un vero e proprio caleidoscopio di momenti lirici, percussivi, estreme rarefazioni del suono e improvvise accensioni. Carlo Boccadoro, compositore e pianista, fondatore dell’ensemble Sentieri selvaggi, affronta dal vivo per due ore e mezza la partitura con spirito di scoperta, rendendola enigmatica e meditativa, mentre il pubblico può ascoltare, entrare e uscire dalla sala a suo piacimento, come se osservasse il firmamento, sapendo che può interrompere la visione e riprenderla quando vuole.

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In “Parkin’son” gli interpreti sono un terapista di 64 anni, senza una formazione in danza e un coreografo di 34 anni: due generazioni a confronto, un padre e suo figlio per raccontarsi attraverso il corpo. Padre e figlio D’Anna, come se uscissero da una delle storie di “Vite di uomini non illustri” di Giuseppe Pontiggia, esplorano la loro relazione sul palco: una collezione di eventi personali, drammatici e non, che trovano la propria testimonianza sulle linee della pelle e sulle forme di due corpi legati dal sangue e dalla propria storia. Il Curriculum Vitae degli interpreti s’interseca al movimento creando una partitura che si muove tra teatro e astratto dove la malattia marca limiti da oltrepassare.

Il progetto nasce dal desiderio di usare “il limite” come fonte di possibilità e di raccontare le due storie con la scansione cronologica delle vite illustri, puntando all’esaltazione di momenti e fatti che, a un occhio esterno, potrebbero non sembrare degni di nota ma che rendono l’esistenza memorabile. Parkin’son è vincitore del Premio Equilibrio Roma 2011. Giulio D’Anna ha ricevuto il Premio Danza&Danza 2012.

 

 

Concept e direzione: Giulio D’Anna
Creazione e performance: Giulio e Stefano D’Anna
Assistente direzione e produzione: Agnese Rosati
Musiche originali: Maarten Bokslag
Disegno luci e scene: Theresia Knevel e Daniel Caballero
Durata: 60 minuti
Prodotto da: Fondazione Musica per Roma in collaborazione con Officina Concordia (un progetto di Comune di San Benedetto del Tronto e AMAT) e Civitanova Casa delle Danza (progetto di Civitanova Danza/AMAT).
Con il supporto di: Danceworks di Luana Bondi-Ciutti, Anna Maria Quinzi.
In collaborazione con Versiliadanza.
Giulio D’Anna fa parte di Matilde, piattaforma regionale per la nuova scena marchigiana, un progetto di Regione Marche e AMAT.

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CRISTINA ZAVALLONI, mezzosoprano
PAOLO FRESU, tromba e flicorno
STEVEN BERNSTEIN, tromba
GIANLUCA PETRELLA, trombone
MARCUS ROJAS, tuba

Barocco! vede l’incontro della voce versatile e personalissima di Cristina Zavalloni – che ha avuto una formazione jazzistica ma si dedica con uguale passione e felicità di risultati a ogni genere di musica, da Monteverdi a Britten – e di Brass Bang!, il quartetto di straordinari musicisti jazz , di talento strepitoso e di fama mondiale, a cominciare dalla tromba di Paolo Fresu.
Il loro progetto s’incentra su una fantasmagorica  rivisitazione del repertorio barocco italiano: arie vocali e brani strumentali celebri di Haendel, Pergolesi, Stradella, Vivaldi verranno interpretati dalla voce flessibile e caleidoscopica di Cristina Zavalloni in nuovi, stimolanti arrangiamenti per quartetto di ottoni, pensati per un concerto, essenzialmente acustico, che, pur mantenendo la limpidezza della scrittura originale, offrirà anche agli straordinari strumensti di Brass Bang! la possibilità di emergere ciascuno nella propria parte solistica.
Cristina e tutti i musicisti coinvolti non dimenticano il loro rapporto d’amore con la musica anglosassone e hanno accostato ai compositori italiani alcune toccanti composizioni dell’inglese John Dowland. Una vera esplosione di musica, talento, entusiasmo.

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A preludio della Stagione, torna la Festa dell’Opera, uno dei progetti più innovativi realizzati dalla Fondazione del Teatro Grande. Un disegno culturale di ampio respiro – giunto alla sua terza edizione – che per la sua importante valenza educativa ha recentemente ricevuto il prestigioso Premio Filippo Siebaneck nell’ambito del Premio Franco Abbiati della critica musicale italiana.

Sabato 13 settembre Brescia sarà quindi nuovamente invasa, per un’intera giornata, dalla musica e dai canti di una tradizione a cui il nostro Paese è legato da secoli. Attraverso la cultura, la Festa dell’Opera interesserà trasversalmente tutto il contesto urbano, dal centro alla periferia, per creare un forte coinvolgimento della Città e delle diverse realtà che in essa operano. Per celebrare l’anniversario dei 110 anni della prima rappresentazione al Teatro Grande, la Fondazione ha deciso di dedicare la Festa dell’Opera 2014 a Puccini e alla sua Madama Butterfly.

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