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Venerdì 20 e domenica 22 novembre andrà in scena per la prima volta al Teatro Grande la farsa rossiniana La scala di seta per la regia di Damiano Michieletto che sarà ripresa dal giovanissimo Andrea Bernard. Le scene e i costumi saranno curati da Paolo Fantin e le luci da Alessandro Carletti registico Anche con questo titolo il Teatro Grande assicura uno spettacolo di grande impatto: nella tradizione del buffo emergerà sia il genio rossiniano sia il talento di un regista italiano che ha consegnato al ROF (Rossini Opera Festival di Pesaro) nel 2009 uno degli spettacoli più riusciti e di riferimento delle ultime generazioni. A sostenere il percorso di innovazione, ancora una volta un direttore e un cast giovane ed emergente: Manuel Pierattelli, Bianca Tognocchi, Laura Verrecchia, Francisco Brito, Leonardo Galeazzi e Filippo Fontana saranno condotti dalla bacchetta di Francesco Ommassini, recentemente nominato Direttore Musicale dell’Orchestra Regionale del Veneto Filarmonia veneta.

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La Stagione Opera e Balletto si chiude nei giorni 5 e 6 dicembre con il tradizionale balletto classico che nel 2015 sarà La Sylphide, uno dei titoli più famosi della tradizione romantica. Danzato dal Balletto dell’Opera di Tirana che oggi vanta una forte esperienza nei grandi titoli del repertorio classico e contemporaneo, La Sylphide sarà per la prima volta sul palco del Teatro Grande. Dal corpo di ballo dell’Opera di Tirana sono usciti solisti di grande talento che si sono distinti sulle scene internazionali. La Sylphide è un balletto in due atti su musiche di Herman Løvenskiold e libretto di Adolphe Nourrit. Sarà danzato sulla coreografia di Ilir Kerni rielaborata da Augusto Bournonville. La Sylphide ha rivoluzionato la storia del balletto: per la prima volta la ballerina usa le punte alla ricerca dell’eleganza e bellezza innaturale che si plasma perfettamente con il carattere del personaggio. Il balletto rappresenta una visione lirica del mondo soprannaturale, parallelamente con la realtà in cui gli esseri umani sono intoccabili come se fosse un sogno.

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Ultimo titolo d’opera del 2015, che ritorna al Teatro Grande dopo quindici anni di assenza, è Un Ballo in maschera di Giuseppe Verdi. Le recite si svolgeranno nei giorni 11 dicembre alle 20.30 e 13 dicembre alle 15.30. Nel nuovo allestimento proposto la regia sarà firmata da Nicola Berloffa, regista che si è affermato con originalità nel panorama italiano e internazionale e che per la prima volta affronta con questa produzione il grande repertorio verdiano. Completeranno l’allestimento le scene di Fabio Cherstich, i costumi di Valeria Donata Bettella e le luci di Marco Giusti. La direzione sarà affidata al Maestro Pietro Mianiti che guiderà un cast di voci acclamate nel panorama  del mondo operistico: tra queste ritroviamo nei ruoli primari quelle di Anna Maria Chiuri (Ulrica), Angelo Veccia (che debutta il ruolo di Renato), Sergio Escobar (Riccardo), Daria Masiero (Amelia). Al loro fianco Shoushik Barsoumian, Carlo Checchi, Mariano Buccino, Alessandro Spina e Giuseppe Distefano.

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Domenica 7 dicembre la Fondazione del Teatro Grande trasmette in diretta via satellite l’opera Fidelio di Ludwig van Beethoven, prima rappresentazione della Stagione d’Opera e Balletto 2014-2015 del Teatro alla Scala di Milano. La proiezione si terrà nel Ridotto del teatro Grande a partire dalle ore 18.00.

Un inno al matrimonio è un po’ sospetto da parte di uno scapolo. Ma per Beethoven l’idealizzazione della donna-sposa era sentita e sincera. E da sempre l’unicum operistico con protagonista una moglie coraggiosa entusiasma il pubblico. Fidelio è un titolo etico, legato agli ideali di libertà dell’illuminismo francese. Nobili e plebei vi sono uniti nella comune sete di giustizia contro le angherie del potere. Per una volta che la fida consorte di un desaparecido vince la sua battaglia contro un infido tiranno, la gioia collettiva è davvero “senza nome”, come si canta in scena. Soprattutto perché l’arrivano i nostri finale è raccontato dal trionfale sinfonismo del musicista per definizione. Beethoven fa veramente crollare il mondo, concludendo quest’opera, che inizia come una deliziosa commediola, ma scala e supera tutte le vette dell’arte drammatico-musicale. Daniel Barenboim ha passato la vita ad approfondire ogni nota di Beethoven e la sua maturità ci riserva senz’altro qualche toccante sorpresa emotiva. Grande attesa per le scelte della raffinatissima regista inglese Deborah Warner, che aveva incantato qualche anno fa con una meravigliosa messa in scena di Morte a Venezia di Britten. È ben riposta anche la difficoltà canora del capolavoro, con un cast di nomi importantissimi della lirica internazionale. Lo spettacolo è inserito nel palinsesto “Milano Cuore d’Europa” promosso dal Comune di Milano in occasione del semestre di presidenza italiana dell’UE: nessun titolo avrebbe potuto meglio rappresentare i valori e la cultura dell’Europa.

La partecipazione all’evento è gratuita previo ritiro dei coupon d’ingresso che verranno distribuiti alla Biglietteria del Teatro Grande il giorno dell’evento (dalle 15.30) fino ad esaurimento posti disponibili (100).  Ricordiamo che è consentito il ritiro fino ad un massimo di 2 coupon per persona.

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Nuovi appuntamenti con le Conversazioni al Grande: attraverso la lente d’ingrandimento di cittadini bresciani di rilievo internazionale, si cerca di stimolare una riflessione sulle trasformazioni della società contemporanea e si esplorano, nella splendida cornice del Ridotto del Teatro Grande di Brescia, le novità della scena editoriale italiana.

L’ingresso agli incontri è libero fino ad esaurimento posti.


GIOVEDI’ 20 NOVEMBRE h18.00
IL PROVOCATORE GENTILE. VITA E MUSICA DI GIANCARLO FACCHINETTI
Presentazione del libro di Andrea Faini, Lilium Editions.

Intervengono
Umberto Angelini
Giancarlo Facchinetti
Andrea Faini
Francesco Gorio

Se esiste un uomo che riassuma, nella sua vicenda biografica e artistica, la parabola frammentata e contraddittoria
del Novecento musicale, questi è certamente Giancarlo Facchinetti. Nato a Brescia nel 1936, formatosi tra i
Conservatori di Parma e Milano con alcuni dei migliori maestri dell’epoca, stimato insegnante e direttore d’orchestra,
nella sua ancora oggi vivacissima carriera di compositore ha saputo armonizzare almeno tre atteggiamenti dissonanti:
la convinta adesione alla dodecafonia, la passione per il teatro e le musiche di scena e il gusto per la provocazione e
l’umorismo straniante.

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In occasione dei 110 anni della prima e fortunata rappresentazione al Teatro Grande di Madama Butterfly, la Fondazione del Teatro Grande propone ELETTROBUTTERFLY, concerto del duo elettronico bresciano TwoMonkeys. Tradizione e innovazione si mischiano per generare nuovi esperimenti musicali in una decostruzione dell’opera “Madama Butterfly”.

Campionamenti estratti dall’opera originale, manipolazione in tempo reale del giradischi e di nastri magnetici, in dialogo con l’elettronica avant-garde tipica della duo elettro-acustico. L’obiettivo è l’esaltazione stupefacente della lirica come massima espressione vocale del sentimento, in una ri-costruzione contemporanea nella quale la voce campionata diventa materia prima da riutilizzare in maniera libera e spontanea, una “geisha contemporanea” perduta nei nuovi linguaggi dell’elettronica sperimentale.

 

IN COLLABORAZIONE CON

FESTIVAL DELL’INNOVAZIONE SUPERNOVA

LATTERIA MOLLOY

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Incontri dedicati agli appassionati e a tutti coloro che desiderano approfondire la conoscenza del belcanto: ogni sabato mattina della settimana precedente la messa in scena dell’opera, i “melomani”  analizzano gli aspetti testuali e musicali delle opere, con ascolto dei brani salienti.
Oltre ai consueti 5 appuntamenti fissati per il sabato mattina della settimana precedente la messa in scena dell’opera, il calendario degli incontri si arricchisce di due appuntamenti aggiuntivi per le iniziative in collaborazione con il Teatro alla Scala di Milano.

Relatori: Paolo Bolpagni, Marco Degiovanni, Roberto Gazich, Roberto Tagliani, Piergiorgio Vittorini

Sabato 27 settembre
MADAMA BUTTERFLY di G. Puccini

Sabato 18 ottobre
IL SOGNO DI UNA COSA di M. Montalbetti

Sabato 25 ottobre
DON GIOVANNI di W.A. Mozart

Sabato 22 novembre
NABUCCO di G. Verdi

Sabato 29 novembre
FIDELIO di L. Van Beethoven (IN DIRETTA DALLA SCALA)

Sabato 6 dicembre
LES CONTES D’HOFFMANN di J. Hoffenbach

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Terramara coglie al suo nascere la vivacità e l’impegno progettuale di una coppia, proprio in quell’anno costituitasi in compagnia, che aveva già vissuto in Italia e non solo, le stagioni dell’innovativo fermento della scena anni Ottanta. Una meravigliosa e promettente prima prova autoriale che nell’arco di un’ora sciorinava bravura, quasi virtuosistica – a dispetto di quanti allora serbavano attenzione solo o soprattutto alla coreografia d’altri Paesi – e non certo ne mai fine a se stessa, bensì delicatamente tesa a rinforzare i caratteri di una “mediterraneità” tutta nostra, esemplare e oggi da riscoprire.

Su questo turgore espressivo e drammatico, sprigionato nel rigore di una danza comunque formale, fa leva anche la ricostruzione 2013 di Terramara. Ora verrà danzato da una coppia di giovani scelti nel bacino come ovvio italiano, e guidati dai due coreografi originari. La sua rinascita sarà, come i precedenti capisaldi di RIC.CI, non certo pura archeologia, ma esemplare e fresca rigenerazione di una pièce generosa nell’intreccio coreografico, nella costruzione anche musicale, quanto nella fisicità a tinte arancioni.  (Marinella Guatterini)

 

coreografia
Michele Abbondanza
con
Eleonora Chiocchini e Francesco Pacelli
cura del riallestimento
Antonella Bertoni
musiche
J.S. Bach, G. Yared, S. Borè e musiche della tradizione popolare
scene 1991
Lucio Diana
luci
Carlo Meloni
realizzazione costumi
Marta Griso
direzione tecnica
Andrea Gentili
organizzazione
Dalia Macii
amministrazione e ufficio stampa
Francesca Leonelli
produzione 1991
Drodesera
Centro Servizi Culturali Santa Chiara
produzione 2013
Compagnia Abbondanza/Bertoni

Riallestimento nell’ambito del progetto RIC.CI/Reconstruction Italian Contemporary Choreography Anni ‘80/ ‘90
ideazione e direzione artistica Marinella Guatterini
assistente alla direzione Myriam Dolce

in collaborazione con Amat – Associazione Marchigiana Attività Teatrali, Arteven Circuito Teatrale Regionale Veneto – Città di Venezia – Assessorato alle Attività Culturali, Teatro Pubblico Pugliese
in coproduzione con Fondazione del Teatro Grande di Brescia, Fondazione Fabbrica Europa per le arti contemporanee, Fondazione Milano Teatro Scuola Paolo Grassi, Fondazione Ravenna Manifestazioni, Fondazione Teatro Comunale di Ferrara, Torinodanza
con il sostegno di
Ministero per i Beni e le attività Culturali – Dipartimento Spettacolo
Provincia autonoma di Trento – Servizio attività culturali
Comune di Rovereto – Assessorato alla Contemporaneità
Regione autonoma Trentino – Alto Adige
Cassa Rurale di Folgaria – Filiale di Rovereto
Centro Servizi Culturali Santa Chiara
sponsor costumi
Atelier Marta Griso

 

 

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L’Ensemble del Teatro Grande, coordinato artisticamente da Sandro Laffranchini, nasce nel 2012 per volontà della Fondazione del Teatro Grande di Brescia. Il progetto mira a portare sul territorio bresciano alcuni tra i più prestigiosi musicisti del panorama italiano riuniti in una formazione da camera flessibile che possa prevedere anche la partecipazione di giovani artisti emergenti. L’Ensemble del Teatro Grande vuole affermarsi come una tra le formazioni più poliedriche del contesto musicale italiano e si caratterizza per la ricerca del bel suono, il fraseggio fluido e fantasioso inseriti in un contesto di pulizia formale. Innovazione e tradizione si sintetizzano in un’interpretazione matura “a tutto tondo”, unanimamente riconosciuta dalla stampa, dagli addetti ai lavori e dal pubblico.
La Stagione dell’Ensemble continua anche nel 2014 la proposta musicale dei concerti della domenica mattina: entrambi gli appuntamenti della Stagione autunnale saranno ospitati nel Ridotto del Teatro alle ore 11.00.

 

16 NOVEMBRE 2014 ORE 11.00
Laura marzadori, violino
Daniele Richiedei, violino
Alfredo Zamarra, viola
Sandro Laffranchini, violoncello

J. S. Bach    Sonata n. 1 in sol minore per violino, BWV 1001 (1720)
D. Shostakovich    dal Quartetto per archi n. 15 in mi bemolle minore, op. 144 “Elegia” (adagio)
J. S. Bach    Suite n. 2 in re minore per violoncello solo
I. Stravinskij    Tre Pezzi per quartetto d’archi

 

12 OTTOBRE 2014 ORE 11.00
Andrea Rebaudengo, pianoforte

Johann Sebastian Bach dal “Clavicembalo ben temperato”
Preludio in la minore BWV 889
Preludio in fa minore BWV 881
Preludio in re maggiore BWV 874

Claude Debussy da “Préludes”
La fille aux cheveux de lin
La sérénade interrompue
Bruyeres

Francesco Antonioni          Quattro Preludi Diatonici
Nino Rota                                Dieci preludi
George Gershwin                  Tre preludi

 

 

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Nel 1983 le tappe di Pupilla, di e con la performer Valeria Magli, erano scandite da riferimenti culturali inequivocabili (Hans Bellmer, Heinrich von Kleist), da immagini evocative, ora commosse, ora rarefatte. E lo sono ancora. L’odierna ricostruzione della pièce, affidata a tre ballerine della DanceHaus Company, torna a raccontare il rapporto tra bambola, infanzia, erotismo e non solo. “La bambola appartiene alla numerosa famiglia delle marionette, dei pupazzi, dei manichini, degli automi” dice Valeria Magli, “tutte effigi dell’umano che si legano agli antichi miti sulla resurrezione dei morti e sulla metamorfosi di esseri vivi in figure morte”. Ecco allora una sorta di Frankenstein al femminile, agito da piastre e pile, l’immagine di Max Ernst di una donna-macchina che qui vive solo per la durata della carica. Ecco ancora la famosa Die Puppe, dagli arti quadruplicati e dai seni ingigantiti, creata da Hans Bellmer, bambola snodabile che veniva messa in pose disarticolate e paradossali e poi fotografata. 

Lo spettacolo è prodotto da ContART/DanceHaus Company in collaborazione con Teatro Pubblico Pugliese – Comune di Bisceglie – progetto “Sistema Garibaldi”/ Amat – Associazione Marchigiana Attività Teatrali / Arteven Circuito Teatrale Regionale Veneto, e in coproduzione con Fondazione del Teatro Grande di Brescia / Fondazione Fabbrica Europa, per le arti contemporanee / Fondazione Milano Teatro Scuola Paolo Grassi / Fondazione Ravenna Manifestazioni / Fondazione Teatro Comunale di Ferrara / Torinodanza.

interpreti

Chiara Monteverde
Armida Pieretti
Susan Vettori

Musiche di C.Debussy, G.Fauré, J.Hidalgo, E.Nevin, C.J.Orth
Poesie di H.Ball, M.Graffi, L.Paolozzi, G.Pascoli, G.Prassinos, U.Saba

Luci Michelangelo Campanale
maschere e manichino Guerrino Lovato
bambola Brigitte Starczewski Deval

Riallestimento nell’ambito del Progetto RIC.CI (Reconstruction Italian Contemporary Choreography)
ideazione e direzione artistica Marinella Guatterini
assistente alla direzione Myriam Dolce