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Nel 2020 Hofesh Shechter ha festeggiato il decimo anniversario del suo iconico capolavoro Political Mother, creandone una nuova e potente versione per la compagnia giovanile Shechter II. Basandosi su una originale composizione musicale a cura dello stesso Shechter, Political Mother Unplugged evoca la ferocia e lo spirito della prima versione, trasportandola in una nuova era e per una nuova generazione di danzatori, scelti tra i più talentuosi del mondo. Political Mother Unplugged conduce lo spettatore in un universo di rare emozioni e di intense sensazioni in cui i movimenti tribali di Shechter, le incredibili doti dei suoi danzatori, la musica vibrante e un raffinato gioco di luci e proiezioni creano un’esperienza unica.

Coreografia e musica Hofesh Shechter
Designer video proiezioni Shay Hamias
Disegno luci originale Lee Curran
Disegno costumi originale Merle Hensel
Collaborazione musicale originale Nell Catchpole e Yaron Engler

 

La performance prevede musica ad alto volume, effetto fumo e 30 secondi di luci strobo.

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Sentieri selvaggi torna al minimalismo, corrente artistica che ha segnato la storia dell’ensemble, a partire dalle intuizioni dei suoi pionieri: dal “processo additivo” di Philip Glass agli happening di Terry Riley e alle illusioni acustiche di Steve Reich. Nei loro lavori della seconda metà degli anni ’60 il materiale musicale è estremamente ridotto, il tempo diventa terreno di sperimentazione e la musica un flusso di energia. A chi ascolta non resta che prestare attenzione, fin nei minimi dettagli, a un apparentemente semplice “gesto” musicale e al suo dispiegarsi nel tempo.

 

PROGRAMMA
Philip Glass
Music in Fifths
Music in similar Motion

Terry Riley
Keyboard Study n° 2

Steve Reich
Phase Patterns
Music for pieces of wood
Four Organs

 

SENTIERI SELVAGGI
Valentina Messa, Giovanni Mancuso, Carlo Boccadoro, Andrea Rebaudengo Organi elettrici
Mirco Ghirardini Maracas

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Dopo la calorosa accoglienza ricevuta dal pubblico, il Teatro Grande ripropone Joseph Kids in cartellone. Alessandro Sciarroni, coreografo italiano contemporaneo più rappresentato a livello internazionale, ha la geniale abilità di mostrare con leggerezza e sostanza la forza indagatrice dell’artista nei confronti dell’universo infantile.

Joseph Kids è uno spettacolo che sa divertire e far riflettere, che sa far maturare l’idea di potersi muovere in uno spazio performativo in una maniera mai scontata, acquisendo maggior consapevolezza di sé e dell’altro. È un lavoro che prende in considerazione la profonda intelligenza e intuizione che ogni giovane spettatore (e possibile performer) porta con sé. In scena un unico interprete, un uomo solo, davanti ad un computer portatile. L’interprete va alla ricerca della sua immagine che, di volta in volta, viene proiettata, deformata, raddoppiata e scomposta attraverso una webcam e alcuni semplici effetti video. Il giovane pubblico in sala viene inglobato in una grande videoproiezione che riproduce fedelmente la schermata del computer, per poi venir ulteriormente sorpreso da un finale inaspettato.

Spettacolo consigliato a un pubblico dai 5 anni in su.

Invenzione Alessandro Sciarroni
Con Michele Di Stefano e Marco D’Agostin
Ufficio stampa Beatrice Giongo
Amministrazione Chiara Fava
Cura, promozione, sviluppo Lisa Gilardino
Produzione corpoceleste_C.C.00#
Coproduzione ARMUNIA/FESTIVAL INEQUILIBRIO
Con il sostegno di MARCHE TEATRO
In collaborazione con Teatro Pubblico Pugliese/La scena dei ragazzi

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Coreografia Dada Masilo
Musica Tlale Makhene, Leroy Mapholo, Ann Masina, Nathi Shongwe

Dopo i suoi Swan Lake, Carmen e Giselle, Dada Masilo torna ad interpretare i grandi classici del balletto facendosi ispirare questa volta dalla Sagra della Primavera di Stravinskij.
Ma non è la fusione e la sovrapposizione di danze e bagagli culturali differenti a muovere questa volta la coreografa, che sembra invece rivolgersi al minimalismo e all’energia della danza Tswana, nata nel Botswana e unica per ritmo ed espressività. «Malgrado la mia formazione fino a oggi non ho mai studiato il movimento Tswana – racconta – eppure è parte della mia cultura e delle mie origini».
Cosa è oggi un sacrificio? Ed è davvero necessario per il cambiamento? A partire da queste domande la coreografa costruisce un nuovo tessuto narrativo che la conduce a lavorare sulla sua identità: i canti collettivi, i riti ma anche il dolore e la sofferenza che gli umani possono infliggersi vicendevolmente.
Con una comunità di 12 interpreti in scena, Dada Masilo presenta il suo spettacolo come un punto interrogativo sulla possibilità di raccontare e scrivere una nuova Storia che possa liberarci dalla crudeltà.

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L’Ensemble del Teatro Grande è nato nel 2012 come formazione musicale residente della Fondazione del Teatro Grande. Il gruppo esplora il repertorio cameristico nelle varie formazioni, anche quelle più desuete. Nei concerti dell’Ensemble particolare attenzione viene data all’aspetto divulgativo dei capolavori della musica, dal ‘700 a oggi – affrontando dei viaggi musicali che si svolgono o sotto forma di omaggi a compositori che hanno fatto la storia della musica, o per aree geografiche, o mettendo in risalto un particolare strumento e affrontando un programma che lo metta nel giusto risalto. L’Ensemble ospita nei suoi concerti giovani talenti e musicisti illustri del panorama nazionale e internazionale.

 

PROGRAMMA
Witold Lutoslawski
Dance Preludes, per clarinetto e pianoforte

Alban Berg
Adagio, per violino, clarinetto e pianoforte

Aram Khachaturian
Trio per violino, clarinetto e pianoforte

ENSEMBLE DEL TEATRO GRANDE
Daniele Richiedei violino
Mirco Ghirardini clarinetto
Andrea Rebaudengo pianoforte

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La serata propone musiche composte nell’arco di un secolo, a partire da fine Ottocento. Vi compaiono quattro autori stilisticamente diversi ma i cui brani condividono un’ispirazione popolare, che si presenta ora trasfigurata attraverso un filtro intellettuale (Honegger e Čajkovskij) ora riprodotta con maggiore aderenza all’originale. Il percorso culmina nel sentito e commosso omaggio al Maestro Giancarlo Facchinetti, fondatore dell’Orchestra da Camera di Brescia che sarà protagonista di questa serata insieme al Maestro Filippo Lama, primo violino e direttore artistico della compagine bresciana.

 

PROGRAMMA
Arthur Honegger
Pastorale d’été

Pëtr Il’ič Čajkovskij
Serenata op 48

Béla Bartók
Danze rumene

Giancarlo Facchinetti
5 canzoni su temi popolari cecoslovacchi

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Ultimo titolo, in cartellone nei giorni 10 dicembre ore 20.00 e 12 dicembre ore 15.30, sarà il celebre melodramma verdiano Il Trovatore, la cui ultima rappresentazione bresciana è datata 2006. Prosegue quindi il ciclo dei grandi capolavori verdiani che ha visto nel 2016 la messa in scena di Traviata, nel 2017 Rigoletto, nel 2018 Falstaff e nel 2019 Macbeth e Aida. Tra i più struggenti melodrammi verdiani, Il Trovatore racconta un mondo di potere e passione, amore, gelosia, vendetta, odio e lussuria. Nella Stagione 2021 l’opera si presenterà nell’allestimento ripreso dalla produzione dell’Ente Concerti “Marialisa De Carolis” di Sassari dello scorso dicembre, allestimento che porta la firma per la regia di Roberto Catalano, giovane regista palermitano che ha debuttato nell’opera al Teatro Sociale di Bergamo nel 2007 con il dittico Pigmalione di Donizetti e Che originali! di Mayr e ha curato per il Circuito OperaLombardia la regia di Falstaff nel 2018. Scene di Emanuele Sinisi, costumi di Ilaria Ariemme e luci di Fiammetta Baldiserri. La direzione d’orchestra sarà affidata alla bacchetta del giovane direttore Jacopo Brusa. In locandina troviamo un cast di giovani ma affermate voci: nel ruolo del Conte di Luna Leon Kim, Marigona Qerkezi nel ruolo di Leonora, Alessandra Volpe in Azucena, Matteo Falcier impersonerà Manrico, Alexey Birkus sarà Ferrando, Sabrina Sanza sarà Ines, Roberto Covatta Ruiz. Completano il cast Riccardo Dernini (vecchio zingaro) e Davide Capitanio (Messo).

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Anche nel 2021 proseguono, a completamento della Stagione, le iniziative di formazione e alfabetizzazione del pubblico all’Opera attraverso percorsi di approfondimento e iniziative aperte al pubblico più trasversale.

In particolare verrà riproposto l’apprezzato ciclo di conferenze Pazzi per l’Opera: cinque appassionati melomani raccontano le opere in cartellone attraverso ascolti guidati e un racconto delle caratteristiche e delle vicende che negli anni hanno contraddistinto ogni titolo.

 

PAZZI PER L’OPERA
I MELOMANI RACCONTANO LE TRAME D’OPERA

SABATO 18 SETTEMBRE
Salone delle Scenografie – ore 11.00
Paolo Bolpagni (Storico dell’arte) e Roberto Gazich (Latinista)
raccontano LA FANCIULLA DEL WEST di Giacomo Puccini

SABATO 9 OTTOBRE
Salone delle Scenografie – ore 11.00
Piergiorgio Vittorini (Avvocato penalista)
racconta IL BARBIERE DI SIVIGLIA di Gioachino Rossini

SABATO 30 OTTOBRE
Salone delle Scenografie – ore 11.00
Marco Degiovanni (Matematico) e Roberto Tagliani (Filologo)
raccontano IPHIGÉNIE EN TAURIDE di Christoph Willibald Gluck

SABATO 27 NOVEMBRE
Salone delle Scenografie – ore 11.00
Roberto Tagliani (Filologo)
racconta MACBETH di Giuseppe Verdi
in attesa di IN DIRETTA DALLA SCALA

SABATO 4 DICEMBRE
Salone delle Scenografie – ore 11.00
Marco Degiovanni (Matematico)
racconta IL TROVATORE di Giuseppe Verdi


Verrà riproposta anche l’iniziativa In diretta dalla Scala che – in collaborazione con il Teatro alla Scala – offrirà gratuitamente la trasmissione in streaming dell’opera inaugurale il 7 dicembre alle 18.00 in Ridotto. In preparazione dell’iniziativa In Diretta dalla Scala è previsto un appuntamento extra di Pazzi per l’Opera che si svolgerà sabato 27 novembre alle ore 11.00.

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OPEN è il progetto della Fondazione del Teatro Grande riservato alle disabilità sensoriali.

Grazie al coordinamento della Prof.ssa Elena Di Giovanni dell’Università degli Studi di Macerata, la Fondazione del Teatro Grande realizza un importante progetto con l’obiettivo di avvicinare i disabili sensoriali (visivi e uditivi) al Teatro Grande e rendere l’attività di spettacolo comprensibile e aperta a tutti.

Il progetto OPEN si sviluppa su due fronti: da un lato consente, primo in Italia, la fruizione degli spettacoli attraverso un’innovativa tecnologia Sennheiser (azienda del suono leader in campo internazionale), dall’altro prevede degli itinerari di approfondimento che sono di ausilio per la comprensione degli spettacoli e del Teatro stesso.

Per la Stagione settembre-dicembre 2021 è previsto un ricco calendario di appuntamenti a cui – previa prenotazione entro i termini indicati – sarà possibile aderire e le modalità di partecipazione.

SCARICA QUI L’INFORMATIVA PER CIECHI E IPOVEDENTI

SCARICA QUI L’INFORMATIVA PER SORDI E IPOUDENTI

SCARICA QUI L’INFORMATIVA PER IL CORSO DI GUIDE INCLUSIVE

Una volta ricevuta conferma di prenotazione, il ritiro dei biglietti per gli spettacoli può essere effettuato presso la Biglietteria del Teatro Grande a partire dal martedì precedente la rappresentazione. Per le visite in LIS e i percorsi, sarà sufficiente presentare la mail di conferma della prenotazione.

Per usufruire del sistema Sennheiser durante le rappresentazioni (sia per le audiodescrizioni, sia per l’amplificazione del suono) è sufficiente portare con sé uno smartphone/tablet con batteria carica e un paio di cuffie auricolari (cuffie auricolari aggiuntive saranno disponibili anche in loco). Basterà poi scaricare l’App gratuita MobileConnect per iOS o Android, una specifica App che converte lo smartphone in un vero e proprio ricevitore portatile. Dopo aver seguito la semplice guida per l’avvio dell’apparato, il sistema è subito pronto all’uso. In ogni caso, ulteriori indicazioni di utilizzo del sistema verranno fornite anche via e-mail e durante i percorsi tattili. Si consiglia di prendere posto a Teatro almeno 30 minuti prima dell’inizio dello spettacolo. Il personale del Teatro sarà a disposizione durante tutti gli appuntamenti per qualsiasi necessità, esigenza o difficoltà tecnica.

 


AUDIODESCRIZIONI
INTRODUZIONE IL BARBIERE DI SIVIGLIA

INTRODUZIONE LA FANCIULLA DEL WEST

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Oratorio in tre parti per soli, coro e orchestra di Georg Friedrich Händel, HWV 56.
Revisione di Wolfgang Amadeus Mozart, K572 (1789).

La Stagione si apre il 29 settembre alle 20.30 con Der Messias di Mozart, adattamento in lingua tedesca del Messiah di Händel. Con questo oratorio, nella versione del compositore di Salisburgo – con sonorità diverse, più ‘sinfoniche’ e con nuovi colori rispetto al lavoro precedente – desideriamo lanciare un messaggio di speranza al nostro pubblico, mirando, come Händel stesso sosteneva, “ai sentimenti più sublimi”. Direttore sarà Massimo Fiocchi Malaspina, già Direttore del Coro di OperaLombardia. Tra gli interpreti Marigona Qerkezi, Chiara Tirotta, Didier Pieri, Andrea Patucelli, giovani artisti che in questi anni hanno partecipato ai concorsi As.Li.Co e hanno preso parte alle produzioni d’Opera di OperaLombardia.

 

PROGRAMMA DI SALA


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