Secondo appuntamento con l’opera, in scena nei giorni 15 e 17 ottobre, sarà quello con Il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini che non si rappresenta a Brescia dal 2011. La celebre opera buffa di Rossini è sicuramente tra le opere più amate: nei due secoli trascorsi dalla sua prima messa in scena, Il Barbiere di Siviglia ha conquistato le platee di tutto il mondo e si è prestato alle più diverse contestualizzazioni senza perdere negli anni la straordinaria verve comica che lo contraddistingue. Regia, scene e costumi del nuovo allestimento saranno affidati a Ivan Stefanutti, affermato regista d’opera italiano che spazia dal grande repertorio ai titoli meno frequenti, sino all’opera contemporanea. Il Maestro Jacopo Rivani, già assistente del Maestro Zedda per la produzione de Il Barbiere di Siviglia in occasione del bicentenario della composizione a Pesaro, coordinerà musicisti e cantanti sulle note della partitura rossiniana. Le luci saranno curate dalla light designer Fiammetta Baldiserri. Il cast artistico – composto da alcuni dei vincitori del 71° Concorso As.Li.Co. per Giovani Cantanti Lirici d’Europa – vedrà nel ruolo del protagonista Gianni Luca Giuga e al suo fianco Chiara Tirotta (Rosina), Matteo Roma (Conte), Enrico Maria Marabelli (Bartolo), Alberto Comes (Basilio), Pierpaolo Martella (Fiorello), Tiberia Monica Naghi (Berta), Federico Pinna (Ambrogio) e Pietro Miedico (Ufficiale).
test
test
In collaborazione con Settimane Barocche di Brescia
Prendendo come ispirazione le opere vocali e strumentali di compositori italiani della fine del XVI e dell’inizio del XVII secolo come de Wert, Caccini, Kapsberger, Frescobaldi e d’India, l’ensemble Concerto di Margherita presenta una favola di un amante archetipico, colto, come Amaryllis in La commedia di Guarini, in un gioco crudele di Blind Man’s Bluff. I musicisti suonano e cantano contemporaneamente durante tutto il concerto, accompagnando il pubblico sul sentiero dell’amante: nato nell’innocenza arcadica, accecato e deluso dall’amore, perso e disorientato nel buio e confortato nell’oscurità.
ENSEMBLE CONCERTO DI MARGHERITA
Francesca Benetti tiorba, chitarra barocca, voce
Tanja Vogrin arpa, voce
Giovanna Baviera viola da gamba, voce
Ricardo Leitão Pedro tiorba, chitarra barocca, liuto, voce
Rui Stäehelin tiorba, liuto, voce
test
MICHELE CILIBERTO. Machiavelli, il potere della parola e delle armi
Sulla scena dell’azione politica l’uomo di potere deve essere capace di far leva anche sull’ambizione e sulle debolezze dei suoi interlocutori, destreggiandosi con abilità e astuzia nei momenti favorevoli come negli improvvisi rovesci della fortuna. Per il raggiungimento dei propri fini, la forza della parola di certo non è meno importante di quella delle armi. Un messaggio che, se già ci viene dalla retorica classica e umanistica, a maggior ragione risulta attualissimo oggi, nell’epoca della comunicazione.
Michele Ciliberto è presidente dell’Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento e socio nazionale dell’Accademia dei Lincei, insegna Storia della filosofia moderna e contemporanea alla Scuola Normale Superiore.
Il potere è ambivalente. Ha associato o diviso gli uomini, si è sposato con la giustizia o si è manifestato nel modo più brutale. Nelle forme più diverse ha attraversato la storia, incarnandosi in un ristretto numero di persone che sono divenute simboli destinati a proiettarsi nei secoli. Nel passato, come oggi, il potere non si personifica soltanto nelle azioni di scaltri simulatori, trascinatori di folle, dittatori feroci: sono molteplici i suoi volti e gli strumenti per esercitarlo. Quattro grandi storici ci raccontano cosa è avvenuto nel mutare dei secoli.
test
In collaborazione con Casa della Memoria e Conservatorio Luca Marenzio di Brescia
La Fondazione del Teatro Grande inserisce in cartellone la riprogrammazione del concerto per il Giorno della Memoria 2020 che a causa della pandemia non si era potuto svolgere. Realizzato in collaborazione con il Conservatorio Luca Marenzio di Brescia e con Casa della Memoria, l’evento sarà offerto gratuitamente alla Città e vedrà protagonista l’Orchestra STU.D.I.O. del Conservatorio Luca Marenzio di Brescia diretta dal Maestro Pier Carlo Orizio. Il progetto STU.D.I.O. nasce come un laboratorio/bottega di pratica professionale orchestrale in cui insegnanti e studenti si esibiscono fianco a fianco.
PROGRAMMA
FRANZ LISZT
DANTE-SYMPHONIE PER ORCHESTRA E CORO FEMMINILE S109
Coro femminile del Conservatorio
Silvio Baracco Maestro del coro
test
La Natura delle cose di Virgilio Sieni è ispirato al De rerum natura di Lucrezio e incontra lo spirito e gli intenti del filosofo latino, riflettendo sull’oggi: la danza, partendo dalla costruzione coreografica e dalla riflessione sul movimento del corpo nella scena, arriva a definire una poesia fisica che richiama uno sguardo pronto ad aprirsi su accadimenti estremi e impressionanti, che sfuggono al dominio della razionalità.
Lo spettacolo si avvale per la drammaturgia della prestigiosa collaborazione di Giorgio Agamben – tra i più importanti e originali filosofi del nostro tempo – e per le musiche del compositore Francesco Giomi, oltre alla collaborazione con Nada per i testi registrati che accompagnano lo spettacolo.
Dal De rerum natura di Lucrezio
Regia, coreografia, scene Virgilio Sieni
Collaborazione alla drammaturgia e traduzioni Giorgio Agamben
Con Ramona Caia, Jari Boldrini, Nicola Cisternino, Maurizio Giunti, Andrea Palumbo
Musiche originali Francesco Giomi
Voce Nada Malanima
Costumi Geraldine Tayar ed Elena Bianchini
Strutture gonfiabili Fly In Balloons s.r.l.
Maschere animali Chiara Occhini
Prosthesis e consulenza meccanismi, automazioni Giovanna Amoroso e Istvan Zimmermann-Plastikart
Si ringrazia Tempo Reale Firenze
test
L’Ensemble del Teatro Grande è nato nel 2012 come formazione musicale residente della Fondazione del Teatro Grande. Il gruppo esplora il repertorio cameristico nelle varie formazioni, anche quelle più desuete. Nei concerti dell’Ensemble particolare attenzione viene data all’aspetto divulgativo dei capolavori della musica, dal ‘700 a oggi – affrontando dei viaggi musicali che si svolgono o sotto forma di omaggi a compositori che hanno fatto la storia della musica, o per aree geografiche, o mettendo in risalto un particolare strumento e affrontando un programma che lo metta nel giusto risalto. L’Ensemble ospita nei suoi concerti giovani talenti e musicisti illustri del panorama nazionale e internazionale.
PROGRAMMA
Alexander Glazunov
Rêverie Orientale
Johannes Brahms
Quintetto in si minore per clarinetto e archi, op. 115
ENSEMBLE DEL TEATRO GRANDE
Igor Armani clarinetto
Marco Mandolini violino
Daniele Richiedei violino
Joël Imperial viola
Sandro Laffranchini violoncello
test
In collaborazione Settimane Barocche di Brescia
Nello sterminato catalogo delle composizioni di Antonio Vivaldi si evidenzia un cospicuo gruppo di composizioni definite “Concerti da camera”, ovvero scritte per un numero limitato di strumenti e senza la parte dell’orchestra. L’Ensemble Zefiro – punto di riferimento in ambito internazionale per il repertorio di musica da camera del ‘700 e ‘800 con strumenti d’epoca – presenta una selezione di questi ventidue concerti che Vivaldi compose fra il 1717 e i successivi anni Venti, concerti che si caratterizzano non solo per la loro varietà, ma soprattutto per l’impiego di strumenti a fiato le cui peculiarità evidenziano il grande virtuosismo degli esecutori del tempo.
PROGRAMMA
Antonio Vivaldi
Concerto RV 94 per flauto, violino, oboe, fagotto e basso continuo
Trio RV 103 per flauto, oboe e fagotto
Sonata n. 2 RV31 per violino e basso continuo
Concerto La Tempesta di Mare RV98 per flauto, violino, oboe, fagotto e basso continuo
Quartetto RV 801 per violino, oboe, fagotto e basso continuo
Concerto RV 107 per flauto, violino, oboe, fagotto e basso continuo
ENSEMBLE ZEFIRO
Lorenzo Cavasanti flauto dolce
Paolo Grazzi oboe
Rossella Croce violino
Alberto Grazzi fagotto
Paolo Zuccheri violone
Anna Fontana clavicembalo
test
Terza proposta, in cartellone il 5 novembre con replica pomeridiana domenica 7 novembre, sarà Iphigénie en Tauride, opera di Christoph Willibald Gluck, mai rappresentata a Brescia. Il personaggio di Ifigenia raffigura la protagonista – ignara delle sorti della sua famiglia – nella terra dei barbari Tauri come sacerdotessa. Proprio a lei verrà affidato in sacrificio il fratello fatto prigioniero e da qui si susseguiranno numerose vicissitudini. Il musicista tedesco riuscì a creare da questa tormentata trama, ispirata alla tragedia di Euripide, un’opera altamente drammatica e di intensa suggestione emotiva. Per questa nuova produzione del Circuito OperaLombardia, è previsto un cast di cantanti affermati tra cui spicca la straordinaria voce di Anna Caterina Antonacci per il ruolo della protagonista. Insieme a lei sul palco Bruno Taddia (Oreste), Mert Süngü (Pylade), Michele Patti (Thoas) e Marta Leung (Diane/Una donna greca). La regia sarà affidata alla celebre regista siciliana Emma Dante che si avvarrà della collaborazione di Carmine Maringola per le scene, di Vanessa Sannino per i costumi, di Cristian Zucaro per le luci e di Sandro Campagna per le coreografie. Cantanti, orchestra e coro saranno coordinati dalla bacchetta del Maestro Diego Fasolis.
Opera rappresentata in lingua originale con sopratitoli in italiano.
test
PAOLO GALLUZZI. Galileo, il potere della scienza
Marzo 1610. Galileo pubblica il Sidereus Nuncius, l’opera che afferma la validità della teoria eliocentrica delineata da Copernico. Il drammatico cambiamento di scenario segna l’inizio di un’età nuova – animata da personalità di straordinaria caratura intellettuale, quali Keplero, Cartesio, Newton – un’età nella quale sono rimessi in questione non solo i principi della cosmologia, ma anche quelli della fisica e della filosofia, della religione e dell’antropologia. Una rivoluzione epocale!
Paolo Galluzzi è Direttore del Museo Galileo di Firenze.
Il potere è ambivalente. Ha associato o diviso gli uomini, si è sposato con la giustizia o si è manifestato nel modo più brutale. Nelle forme più diverse ha attraversato la storia, incarnandosi in un ristretto numero di persone che sono divenute simboli destinati a proiettarsi nei secoli. Nel passato, come oggi, il potere non si personifica soltanto nelle azioni di scaltri simulatori, trascinatori di folle, dittatori feroci: sono molteplici i suoi volti e gli strumenti per esercitarlo. Quattro grandi storici ci raccontano cosa è avvenuto nel mutare dei secoli.
test
ALBERTO MARIO BANTI. Napoleone, il potere delle idee
È con lui che si afferma la prima dittatura “democratica”, formalmente ratificata da un plebiscito popolare; è lui che compie il gesto inaudito di incoronarsi “Imperatore” da solo; è sempre lui che, distribuendo potere ai suoi familiari, pare riconfermare il valore ereditario del sangue… Tutto questo dallo stesso uomo che, prima di ogni battaglia, per anni aveva caricato di entusiasmo e infinita fiducia i suoi soldati, facendo leva sul valore universale delle idee egualitarie della Rivoluzione.
Alberto Mario Banti insegna Storia contemporanea all’Università di Pisa.
Il potere è ambivalente. Ha associato o diviso gli uomini, si è sposato con la giustizia o si è manifestato nel modo più brutale. Nelle forme più diverse ha attraversato la storia, incarnandosi in un ristretto numero di persone che sono divenute simboli destinati a proiettarsi nei secoli. Nel passato come oggi il potere non si personifica soltanto nelle azioni di scaltri simulatori, trascinatori di folle, dittatori feroci: sono molteplici i suoi volti e gli strumenti per esercitarlo. Quattro grandi storici ci raccontano cosa è avvenuto nel mutare dei secoli.