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Quando, il 7 gennaio 1610, Galileo puntò il telescopio verso Giove e vide tre misteriose stelline vicino al pianeta, comprese presto l’enormità di questa scoperta: Giove aveva delle lune che gli orbitavano attorno, così come la nostra Luna fa con la Terra. I confini del mondo si erano spostati di colpo dalla Terra ai pianeti. Oggi abbiamo scoperto una fascia di milioni di nuovi corpi celesti a distanze enormi dal Sole, e poi ancora più lontano, abbiamo raggiunto il limite della tenue ma turbolenta atmosfera solare. Abbiamo trovato il nuovo confine del mondo.

Paolo Ferri, fisico teorico, ha lavorato per quasi 40 anni al centro spaziale dell’Agenzia Spaziale Europea a Darmstadt, in Germania e nella sua carriera ha vissuto direttamente gran parte della storia dell’esplorazione spaziale europea.

In collaborazione con Editori Laterza.

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Schubert, Brahms e Haydn con le loro composizioni pianistiche scritte durante il periodo della maturità permettono all’ascoltarore di intraprendere un percorso verso la sintesi del pensiero musicale nel quale ogni elemento è necessario, strutturalmente imprescindibile. Nei brani di questo concerto, profondità e ironia, malinconie d’abisso e squarci luminosi di rasserenata leggerezza convivono nella complessità del sentire umano.

PROGRAMMA

Franz Schubert, Drei Klavierstücke, D. 946
Johannes Brahms, Klavierstücke op. 76
Franz Joseph Haydn, Sonata n. 52 in mi bemolle maggiore Hob:XVI:52

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L’ORCHESTRA DELL’OSPEDALE DELLA PIETÀ

“Per questo progetto la nostra orchestra sarà guidata da me e dall’eccellente e virtuosa solista e violinista di origini tartare Alfia Bakieva: insieme condurremo questo ensemble verso l’eccellenza, la scoperta e la compartecipazione. Questo nuovo Ospedale musicale del XXI secolo si propone di seguire l’esempio delle formazioni di giovani cantanti e strumentisti dell’antico Ospedale della Pietà veneziano, con la creazione di un nuovo spazio di incontro esclusivamente femminile, che sarà un luogo di studio, di dialogo rispettoso, di perfezionamento di diffusione di un repertorio che spazia dall’epoca pre-vivaldiana agli albori del Romanticismo (1600-1850). Con l’inestimabile sostegno della Commissione Europea, della Commissione Europea, della Direction Régionale des Affaires Culturelles (DRAC) della regione Occitania (Ministero della Cultura di Francia), del Departament de Cultura de la Generalitat de Catalunya e della Diputació di Barcellona, Les Musiciennes du Concert des Nations si propone di accogliere ogni anno le migliori interpreti di strumenti d’epoca del nostro continente e del mondo che siano interessate alla condivisione e alla diffusione del patrimonio musicale europeo, a tutti i livelli della nostra società e con un’attenzione particolare ai giovani e alle minoranze.”
Jordi Savall


Les Musiciennes du Concert des Nations
Jordi Savall
Direttore
Alfia Bakieva violino solista
Lucia
Caponetto voce recitante

PROGRAMMA

Antonio Vivaldi, L’Orchestra dell’Ospedale della Pietà
L’estro armonico, Op. 3
Concerto n.4
Concerto n.11
Concerto n.10 

Concerto con 4 violini e violoncello in si maggiore RV 544; Le Quattro Stagioni

DURATA: 2 ore circa, incluso intervallo (25 min.)

 

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“Ero cosciente circa l’impossibilità di creare un lavoro in danza partendo da questo capolavoro letterario, tuttavia questa difficoltà è stata la chiave per approcciare e creare qualcosa di completamente nuovo. Una danza che possa esistere solo qui. Senza utilizzo alcuno del testo, un pezzo di pura danza. Non solo impersonando il carattere legato al testo originale, ma l’incarnazione del movimento esistente all’interno delle parole. Voci silenti che si sentono tra le parole, urla e gemiti, mormorii e sussurri tutto diventa movimento e danza. Provenienti dall’interno e che muovono il corpo. La danza di una vita in movimento nella forma di un corpo umano. Un corpo senza risposte che continua ad interrogare la vita attraverso il continuo movimento. Il potere delle voci silenti e di un corpo rumoroso sono la struttura dell’interno lavoro. The Idiot raccontato dal corpo e non dalle parole.” Saburo Teshigawara

Direzione, luci, design Saburo Teshigawara
Danza Saburo Teshigawara, Rihoko Sato
Musica Claude Debussy, Pëtr Il’ič Tchaikovsky, Oval, Frédéric Chopin, Nocturnal Emissions, Dmitrij Šostakovič, Franz Schubert, John Balance, Peter Christopherson, Drew McDowall, The Beloved , Geir Jenssen, Beequeen, Johann Sebastian Bach, Giuseppe Tartini
Produzione KARAS

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Nell’anno scolastico 2024/2025 Opera domani propone come titolo protagonista della sua XXIX edizione Falstaff, l’opera buffa di Giuseppe Verdi riletta e adattata per il pubblico dai 6 ai 14 anni della scuola primaria e secondaria di I grado.

Falstaff. Gli allegri giocattoli di Windsor debutta sulla scena del Teatro Grande domenica 16 marzo, con due rappresentazioni aperte al pubblico delle famiglie alle ore 16.00 e alle 19.30 – e quindici repliche per le scuole che si terranno da lunedì 17 a venerdì 21 marzo.

Falstaff. Gli allegri giocattoli di Windsor
da Falstaff

Musica di Giuseppe Verdi
Adattamento drammaturgico Andrea Piazza
con Cantanti AsLiCo
Direttore Massimo Fiocchi Malaspina
Regia Andrea Piazza
Scene Alice Vanini
Costumi Rosario Martone
Orchestra 1813
Nuovo allestimento Produzione AsLiCo in coproduzione con Opéra Grand Avignon

Opera domani – XXIX edizione

SCARICA QUI IL KIT DELLO SPETTATORE!

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Durante l’anno 2025 quattro saranno gli appuntamenti con l’Ensemble del Teatro Grande, formazione musicale residente della Fondazione del Teatro Grande, che da sempre affronta il repertorio cameristico con raffinate esecuzioni che spaziano dai grandi capolavori alle partiture contemporanee. Il 16 marzo alle ore 11.00 si esibiranno la flautista Sonia Formenti, il violinista Marco Mandolini e il pianista Andrea Rebaudengo in un programma tutto dedicato al Novecento che mette a confronto le musiche di Luciano Berio e Luigi Dallapiccola, nel ricordo del centenario della nascita di Berio e dei 50 anni dalla morte di Luigi Dallapiccola.

Sonia Formenti flauto
Marco Mandolini violino
Andrea Rebaudengo pianoforte  

PROGRAMMA

Luciano Berio, Six Encores per pianoforte
Luciano Berio, Sequenza I per flauto
Luigi Dallapiccola, Tartiniana seconda per violino e pianoforte
Luigi Dallapiccola, Sonatina canonica per pianoforte sui Capricci di Paganini
Luigi Dallapiccola, Due studi per violino e pianoforte N. 1 Sarabanda N.2 fanfara e fuga

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Alessandro “Asso” Stefana, chitarrista, compositore e polistrumentista italiano, intreccia folk, sonorità cinematografiche e ambient in trame sonore di intenso fascino. Negli ultimi due decenni ha costruito un percorso atipico, lontano dai riflettori, ma ricco di collaborazioni con grandi artisti italiani e internazionali come PJ Harvey, Mike Patton, Micah P. Hinson, Vinicio Capossela, Calexico, Penguin Cafè, e molti altri. Il suo ultimo lavoro solista, pubblicato da Ipecac Recordings, è un viaggio sonoro di profonda introspezione che parte dalle terre polverose del folk fino ad innalzarsi alla polvere di stelle. A sostenere questo progetto è stata proprio PJ Harvey, in veste di produttrice esecutiva, che nelle note di copertina del disco ha definito la sua musica “misteriosa e bellissima”.

Il polistrumentista Alessandro “Asso” Stefana presenta il suo nuovo album accompagnato da Emanuele Maniscalco.

Alessandro “Asso” Stefana lap steel, chitarra acustica, armonica, organo
Emanuele Maniscalco batteria, synth

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Dieci danzatori in timido equilibrio sulle punte con le spalle rivolte al pubblico si muovono sulle note di Le Cygne di Camille Saint-Saëns: così si apre HATCHED ENSEMBLE. Mentre nascondono i loro volti, mostrano piccole sculture in ferro lavorate a mano. La coreografia è sviluppata dall’artista sudafricana Mamela Nyamza, nota per aver demistificato e decostruito la storia della danza, calpestando le norme e gli standard dei classici. Utilizzando materiali domestici di poco valore quali mollette, uno stendibiancheria, un telo di plastica e alcuni grembiuli rossi, i danzatori evocano immagini che ricordano il lavoro che si fa in casa, muovendosi in modo eccezionalmente preciso e toccante. Ispirandosi alla musica classica occidentale, alla danza e alle partiture vocali sudafricane, comparano il vocabolario del movimento delle loro diverse culture. I danzatori raccontano storie profondamente personali che sfidano le norme razziali e di genere, mentre i loro movimenti sono costellati da momenti di balletto miniaturizzato, eseguiti con frenesia e gioia. Con piccoli gesti e grande sensibilità, si apre un intero universo, di cui la storia della danza non avrebbe mai sospettato l’esistenza, traboccante di urgenza e sottile virtuosismo.

Co-produttori National Arts Council of South Africa (NAC) e Makhanda National Arts Festival of South Africa (NAF)
Concept, Coreografia e Direzione Mamela Nyamza
Coordinatrice prove Kirsty Ndawo
Luci Buntu Tyali
Costumi Mamela Nyamza & Bhungane Mehlomakulu
Cantante lirica Litho Nqai
Strumenti tipici africani Given “Azah” Mphago
Danzatori Kearabetswe Mogotsi, Khaya Ndlovu, Thamsanqa Tshabalala, Dineo Mapoma, Itumeleng Chiloane, Mbali Brandt, Noluyanda Mqulwana, Zandile Constable, Pavishen Paideya, Thimna Sitokisi

 

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Durante l’anno quattro saranno gli appuntamenti con l’Ensemble del Teatro Grande, formazione musicale residente della Fondazione del Teatro Grande, che da sempre affronta il repertorio cameristico con raffinate esecuzioni che spaziano dai grandi capolavori alle partiture contemporanee. Il 6 aprile, sempre alle ore 11.00, si esibiranno per l’Ensemble Sonia Formenti (flauto), Francesca Rodomonti (oboe), Anton Dressler (clarinetto), Carmen Maccarini (fagotto), Maria Elisa Aricò (corno) e Andrea Rebaudengo (pianoforte). Il programma monografico sarà interamente dedicato a Francis Poulenc con l’esecuzione del Trio per oboe, fagotto e pianoforte, della Sonata per clarinetto e pianoforte e del Sestetto per flauto, oboe, clarinetto, fagotto, corno e pianoforte.

ENSEMBLE DEL TEATRO GRANDE

Sonia Formenti flauto
Francesca Rodomonti oboe
Anton Dressler clarinetto
Carmen Maccarini fagotto
Maria Elisa Aricò corno
Andrea Rebaudengo pianoforte

PROGRAMMA

Francis Poulenc, Trio per oboe, fagotto e pianoforte
Francis Poulenc, Trio per oboe, fagotto e pianoforte
Francis Poulenc, Sonata per clarinetto e pianoforte
Francis Poulenc, Sestetto per flauto, oboe, clarinetto, fagotto, corno e pianoforte

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La Grande Notte del Jazz è pronta a trasformare ancora una volta il Teatro Grande in una cittadella del jazz: sabato 12 aprile dal tardo pomeriggio fino a mezzanotte e mezza, il Ridotto, la Sala Palcoscenico Borsoni, il Salone delle Scenografie e la Sala Grande saranno le suggestive cornici che anche per questa ottava edizione accoglieranno una pluralità di interpreti del contesto nazionale e internazionale, per offrire al pubblico di neofiti e appassionati una speciale serata con oltre sette ore di musica dal vivo.

Progetto realizzato con la collaborazione artistica di Emanuele Maniscalco e Luigi Radassao.

SCARICA QUI IL PROGRAMMA