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Se si fosse messo per mare e, con pazienza e fortuna, ne avesse percorso un lungo tratto, un uomo greco vissuto ai tempi di Omero sarebbe giunto ai confini di Oceano, in un luogo perennemente avvolto dalla nebbia e dalle nubi, mai riscaldato dai raggi del sole. Nel profondo Nord, forse, ma chissà: difficile, se non impossibile, individuare con precisione la geografia omerica. Attraverso il filo rosso della letteratura, un viaggio per scoprire i confini del mondo secondo i Greci.

Laura Pepe insegna Istituzioni di diritto romano e Diritto greco antico all’Università degli Studi di Milano.

In collaborazione con Editori Laterza.

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Lo straordinario concerto della Budapest Festival Orchestra inaugura la Stagione 2025 del Teatro Grande. Sotto la direzione del Maestro Iván Fischer, l’Orchestra eseguirà un ricercato programma esibendosi in una eccezionale veste di coro per interpretare il brano Schnell Fliehen die Schatten der Nacht di Fanny Mendelssohn. La serata proseguirà con il Concerto per violino e orchestra, op. 64 che vedrà protagonista al violino Renaud Capuçon, e la splendida Sinfonia n.5 di Mahler.

PROGRAMMA

Fanny Mendelssohn, Schnell Fliehen die Schatten der Nacht

Felix Mendelssohn Bartoldy, Concerto in mi minore per violino e orchestra, op. 64

Renaud Capuçon violino solista

***

Gustav Mahler, Sinfonia n. 5

DURATA: 40minuti + 25minuti + 40minuti

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Lunedì 27 gennaio la Sala Grande ospiterà il dèdalo ensemble in un concerto organizzato in collaborazione con Casa della Memoria. Per la prima volta in Sala Grande, il tradizionale concerto in occasione del Giorno della Memoria per la commemorazione delle vittime dell’Olocausto porterà sulla scena l’esecuzione in forma di concerto di Der Kaiser Von Atlantis, opera di Viktor Ullmann, tra le più toccanti partiture scritte da compositori di origine ebrea. Composta durante l’internamento nel ghetto di Theresienstadt (Terezín) nel 1943, l’opera fu pesantemente soggetta alla censura nazista, che ne vietò la rappresentazione. La sua rappresentazione oggi offre al pubblico una riflessione importante e profonda sulla natura umana.

dèdalo Ensemble

Vittorio Parisi Direttore

Daniela Cima flauto e ottavino
Silvano Scanziani oboe
Nicola Zuccalà clarinetto
Alberto Frugoni tromba
Gianni Alberti saxofono
Giacomo Invernizzi, Michela Dapretto violini
Carlo Costalbano viola
Matteo Zurletti violoncello
Gianpiero Fanchini contrabbasso
Leopoldo Saracino chitarra e banjo
Elena Pasotti, Chiara Rizza pianoforte, clavicembalo e armonium
Luca Gusella, Matteo Este percussioni

 Kaiser Overall Joaho Koo
Der Tod Stefano Paradiso
Ein Soldat Flavio D’Ambra
Harlekin Flavio D’Ambra
Bubikopf Claudia Ceraulo
Der Trommler Benedetta Mazzetto
Der Lautsprecher Nicola Ciancio

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È intorno a Johann Sebastian Bach che si sviluppa la serata di musica e poesia, quel Bach sul quale un Pasolini ancora adolescente scrisse un saggio dalla forza e profondità sbalorditive. Vergato su un quadernetto a righe, gli esempi musicali di pugno del giovanissimo Pasolini, il saggio su Bach (la prima stesura risale al 1944-45) rivela un mondo poetico già straordinario, e una penetrazione dell’arte dei suoni di eccezionale maturità. Il saggio, una vera rarità nella letteratura pasoliniana, sarà letto da Guido Barbieri, studioso, musicologo, voce di Radio3, e insieme alla lettura del saggio su Bach, ascolteremo, nell’interpretazione di Mario Brunello gli esempi bachiani citati nel testo Pasoliniano riguardanti la Prima Sonata e la Terza Partita per violino solo, una sonorizzazione del pensiero originalissimo del giovane Pasolini. Segue l’esecuzione integrale delle musiche Bachiane analizzate da Pasolini, questa volta sul violoncello piccolo o “violincello”, rarissimo strumento in uso all’epoca di Bach, accordato come un violino, ovviamente all’ottava bassa.

Mario Brunello violoncello piccolo
Guido Barbieri voce recitante

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Quanto spazio c’è per il ricordo e la memoria nel chiuso di una cella? Davvero poca. Eppure è proprio in questo spazio minuscolo che Marco Polo elabora tutto il racconto del suo Milione: la storia di uno spazio infinito e pressoché senza confini, oltre qualunque immaginazione per ogni uomo del Medioevo; e di un viaggio da rivivere, e su cui fantasticare, ben oltre il mondo conosciuto d’allora.

Amedeo Feniello insegna Storia medievale al Dipartimento di Scienze Umane dell’Università dell’Aquila.

In collaborazione con Editori Laterza.

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Le produzioni del Fontamar Consort prendono spunto dalle canzoni del poeta e pianista parigino Jean Fontamar (aka Cyrille Doublet). Sono canzoni d’amore, scritte e composte per la voce della sua consorte, Laurianne Langevin. Questo il nucleo. Questa la radice. Ma lungo quasi vent’anni di vita in Italia, i due artisti francesi, ben conosciuti ormai dal pubblico bresciano, hanno dato forma al loro lavoro a stretto contatto con musicisti di spicco della scena jazz italiana: il contrabbasso di Marco Bardoscia, la chitarra baritono di Valerio Daniele, le percussioni di Vito de Lorenzi e il sassofono di Roberto Gagliardi. Un filo conduttore unisce inoltre, a vari titoli, questi sei musicisti: la figura di Paolo Fresu. Il grande trombettista non ha solo lasciato un segno indelebile nella storia recente del jazz da musicista. Lo sta anche facendo, da quasi quindici anni, da produttore. Con la sua casa discografica Tǔk ha deciso di produrre il primo disco del Fontamar Consort, intitolato Ramour (“Riamore”, in italiano) riconoscendo in queste canzoni d’amore l’ideale di poesia, di luminosità e di energia che ispira da tempo la sua ricchissima storia musicale. In questo consorzio, ove il fior fiore della scena jazz italiana incontra due stelle nascenti della canzone francese, musicisti parigini e musicisti del Sud Italia decidono di far confluire in un unico abbraccio le acque della Senna e quelle del Mediterraneo. Un grande importante incontro in prima mondiale al Teatro Grande di Brescia.

FONTAMAR CONSORT

Jean Fontamar pianoforte, testi e musiche
Laurianne Langevin voce
Marco Bardoscia contrabbasso
Valerio Daniele chitarra baritono ed elettronica
Roberto Gagliardi sassofono
Vito de Lorenzi percussioni

Paolo Fresu tromba, flicorno, effetti

 

SPETTACOLO INSERITO TRA LE INIZIATIVE REALIZZATE IN OCCASIONE DELLE FESTIVITÀ DEI SANTI FAUSTINO E GIOVITA, PATRONI DI BRESCIA.

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Il Cinquecento è stato un secolo di cambiamento radicale e traumatico. Tra le sfide più vertiginose di quei decenni vi fu l’espansione europea verso i nuovi continenti: America, Asia e Africa. Furono tanti gli attori coinvolti in questa esperienza: missionari, esploratori, mercanti, soldati. Il corsaro Francis Drake incarnò molte, se non tutte queste figure: mercante di schiavi, guerriero al servizio della regina Elisabetta I, fervente predicatore protestante, ma anche esploratore, scienziato, geografo, la sua figura è tra le più affascinanti della storia europea.

David Salomoni è storico modernista; insegna all’Università per Stranieri di Siena.

In collaborazione con Editori Laterza.

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CATHEDRAL
Creato nell’ottobre 2019 per lo Scapino Ballet Rotterdam, questa coreogragfia è entrata a far parte del repertorio del Ballet Junior de Genève nel maggio 2023. Accompagnata dalla musica spirituale di Arvo Pärt, pura come un battito del cuore, Cathedral ci chiede di riflettere sulla natura dell’esistenza. Sul mistero dell’uomo in mezzo alla grandezza della natura e dell’universo infinito. Marcos Morau colloca i danzatori in un’atmosfera suggestiva, scenario perfetto per le sue coreografie splendidamente disegnate e per il linguaggio inventivo del movimento. Si possono quasi percepire i dodici danzatori che si muovono e scattano, passando da un movimento staccato all’altro. Il coreografo immagina i danzatori come giocattoli rotti all’interno di una sala giochi.

Coreografia Marcos Morau, rimontata da Valentin Goniot
Assistente alla coreografia Alma Munteanu
Musica Arvo Pärt
Luci Mårten K. Axelsson
Scene e Costumi Silvia Delaugnea
Marionette Christopher Kiss
Performer Maxim Detouillon Dandreu, Blandine Janthial, Bailey Kager, Carolina Lopes, Saraï Martens, Aris Papaioannou, Anastasia Pavliuk, Anton Pontet, Marie-Lou Pivoteau, Zoé Raoul, Ivo Santos, Mafalda Soares Costa, Nina Vanhout, Spyros Zikos

TOUCH BASE
Touch Base viene creata nell’agosto 2019 in occasione del Summer Intensive al Nederlands Dans Theater ed entra nel repertorio del Junior Ballet Genève nel dicembre 2024.

Coreografia e selezione musiche Marne van Opstal
coreografia rimontata da Chloé Albaret
Musica Johann Sebastian Bach
Luci Loes Schakenbos & Arnaud Viala
Costumi Marion Schmid
Assistente alla coreografia Alma Munteanu
Performer Blandine Janthial, Bailey Kager, Carolina Lopes, Saraï Martens, Laure Minaro, Lancelot Oppici Poucet, Aris Papaioannou, Joshua Pilgrim, Marie-Lou Pivoteau, Anton Pontet, Raphaël Quintanel, Paul Raer Mackiewicz, Maëlle Roux, Vicente Sales Roger, Ivo Santos, Mafalda Soares Costa, Nina Vanhout, Léna Vaudrel, Yanis Xavier, Spyros Zikos

TENIR LE TEMPS
Creato nel luglio 2015 per il Festival Montpellier Danse ed entrato nel repertorio del Ballet Junior de Genève nel febbraio 2019,  Tenir le temps parte da un interrogatorio posto dal coreografo Rachid Ouramdane: “Chi controlla quanto accade nella nostra società che corre a più velocità?”. “Per questo brano, ho immaginato di sottoporre i 16 artisti a un meccanismo che li superi, fatto di azioni ritmiche, movimenti a domino e reazioni a catena”, dice Ouramdane. In questo impeto di danza, i corpi testimoniano una situazione di crisi, in cui il legame tra individuo e gruppo è in costante negoziazione. Insieme, senza essere all’unisono, negli sprazzi di assoli e duetti, gli interpreti dimostrano una formidabile spinta alla vita. Tra movimento continuo, vuoto e pieno, tensione e abbandono, Tenir le temps è uno dei pezzi più danzati di Rachid Ouramdane. La partitura del compositore Jean-Baptiste Julien risponde in perfetta sintonia alla scrittura del coreografo. Questi due creatori ci ricordano che l’arte della ripetizione, del canone e del leitmotiv è un concetto fondante nel mondo della danza.

Coreografia Rachid Ouramdane, rimontata da Alma Munteanu
Assistente alla coreografia Sebastien Ledig
Luci Stéphane Graillot
Musica Jean-Baptiste Julien
Costumi La Bourrée
Performer Maxim Detouillon Dandreu, Blandine Janthial, Saraï Martens, Laure Minaro, Lancelot Oppici Poucet, Aris Papaioannou, Joshua Pilgrim, Anton Pontet, Raphaël Quintanel, Paul Raer Mackiewicz, Maira Renee, Maëlle Roux, Vicente Sales Roger, Mafalda Soares Costa, Léna Vaudrel, Yanis Xavier

DURATA: 1h e 40minuti circa

 

SPETTACOLO INSERITO TRA LE INIZIATIVE REALIZZATE IN OCCASIONE DELLE FESTIVITÀ DEI SANTI FAUSTINO E GIOVITA, PATRONI DI BRESCIA.

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“Chi non ha mai sognato di portarsi dietro un pezzo di infinito? Chi non si è mai portato a casa, che so: un po’ di sabbia del suo mare preferito, o una piantina di quel meraviglioso posto di montagna, o la Torre Eiffel in miniatura? Herr Professor Hans Sitt (Praga 1850 – Vienna 1920) ha fatto una cosa simile: ha trascritto per violino e pianoforte tutte e 9 le Sinfonie di Beethoven, così da potersele suonare quando ne aveva voglia (mica c’era YouTube o Spotify, allora…). È un po’ come prendersi l’oceano e metterlo in una bottiglia, con tutti i suoi colori, le suggestioni, i suoi rimandi, la rifrazione delle sue luci, riporlo nello zainetto e portarselo a spalla: monumenti giganteschi in scatola, come sculture da viaggio. E potrete immaginare che bel viaggio stiamo facendo Emanuela Piemonti e io con il nostro progetto di suonarle tutte e inciderle per la Brilliant Classics. Buon ascolto, ma una raccomandazione: cercate di dimenticare la versione orchestrale e di arrivare vergini all’ascolto! E allora ne scoprirete delle belle…”

Mauro Loguercio

Mauro Loguercio violino
Emanuela Piemonti pianoforte

PROGRAMMA
Ludwig Van Beethoven, Sinfonia n.9 op. 125, trascrizione per violino e pianoforte di Hans Sitt

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Camilla Ravera, Sandro Pertini, Ada Gobetti, Ursula Hirschmann… sono alcuni degli uomini e delle donne  dell’antifascismo e della Resistenza che hanno scardinato l’idea dei confini (ideologici e politici) in nome dell’unità antifascista, per un Patria immaginata e per molto tempo solo immaginaria.

Michela Ponzani è storica, scrittrice, autrice e conduttrice televisiva.

In collaborazione con Editori Laterza.