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Sabato 25 febbraio si terrà la sesta edizione della seguitissima maratona dedicata alla musica jazz e alle sue innumerevoli connessioni musicali. La programmazione jazz della Fondazione del Teatro Grande si sviluppa infatti all’interno della Stagione annuale, ma trova il suo apice con La Grande Notte del Jazz, una non-stop che propone specifici percorsi in cui il pubblico ha la possibilità di ascoltare artisti italiani e internazionali in spazi diversi del Teatro. Un’immersione totale nella musica jazz, una maratona notturna di 7 ore di musica con artisti provenienti dal contesto italiano e internazionale. Per l’occasione, il Conservatorio Luca Marenzio ospiterà una Lectio Magistralis di un importante artista jazz ospite della manifestazione.

Progetto realizzato con la collaborazione artistica di Emanuele Maniscalco e Luigi Radassao.

 

SCARICA IL PROGRAMMA DELLA GRANDE NOTTE DEL JAZZ 2023

ISCRITIVI QUI ALLA LECTIO MAGISTRALIS CON JOËLLE LÉANDRE (sabato mattina alle 11.00 presso il Conservatorio Luca Marenzio di Brescia).

 

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Israel Galván si è formato nel flamenco classico fin dalla giovane età ed è oggi uno dei danzatori e coreografi più conosciuti al mondo. Seguendo le orme delle celeberrime esibizioni di Vaslav Nijinski, Galván sovverte e ricostruisce la tradizione, intrecciando questa volta il flamenco con l’imponente capolavoro La Sagra della Primavera di Igor Stravinsky e con altri due brani della tradizione classica, la Sonata K87 di Domenico Scarlatti e Out of Doors di Béla Bartók, per concludersi con una Sevillana della città andalusa in cui Galván è nato. Accompagnato sul palco dai pianisti Andrea Rebaudengo e Valentina Messa, Galván usa il suo corpo come una cassa armonica, consumandosi nella partitura di Stravinsky, dove il ritmo è la forza motrice.

Ideazione e Coreografia Israel Galván
Con Israel Galván (danza), Andrea Rebaudengo e Valentina Messa (pianoforte)
Musica Le Sacre du Printemps di Igor Stravinsky, nella riduzione per pianoforte a quattro mani, realizzata dal compositore | Sonata K87 di Domenico Scarlatti | Out of Doors di Bela Bartok | Sevillana del siglo XVIII (canzone tradizionale spagnola)
Costumi Micol Notarianni
Direzione tecnica e Suono Pedro León
Luci Valentin Donaire
Direzione di scena Balbi Parra
Management Rosario Gallardo
Distribuzione Rial&Eshelman
Produzione IGalván Company
Coproduzione Théâtre de la Ville – Paris, Sadlers Wells – London, Mû-Lausanne, Théâtre de Nîmes, Scène conventionnée dintérêt national, Teatro della Pergola – Fondazione Teatro della Toscana – Florence, MA scène nationale – Pays de Montbéliard, Théâtre de VidyLausanne
Con il supporto di INAEM-Instituto Nacional de las Artes Escénicas y de la Música, La Loterie Romande, Pro Helvetia, Fondation suisse pour la culture du Canton de Vaud, Fondation Leenaards, Flamenco Biënnale Nederland

DURATA: 70 minuti senza intervallo

 

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All’inizio del 1964 San Francisco non ha una grande tradizione musicale alle spalle: non ci sono case discografiche; non ci sono studi di registrazione; non ci sono locali notturni che diano particolare spazio alla musica. Eppure, nel giro di pochissimi anni la città diventa una delle più importanti capitali mondiali della nuova musica rock, il luogo da cui spiccano il volo Janis Joplin, i Jefferson Airplane, i Grateful Dead, i Quicksilver Messenger Service e molte altre band. Cosa è successo? Chi ha reso possibile tutto ciò? Ebbene, la lezione cercherà di rispondere a queste domande, dando nomi e volti ai ragazzi e alle ragazze che costruirono, praticamente dal nulla, la formidabile scena rock della Bay Area.

Alberto Mario Banti è professore di Storia contemporanea all’Università di Pisa.

 

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In Botanica il collettivo di artisti DeProducers e Telmo Pievani – filosofo e storico della biologia ed esperto di teoria dell’evoluzione – attraverso canzoni e temi musicali inediti, video proiezioni originali e speciali scenografie sveleranno “i sensi” delle piante e li trasformeranno in racconto. Davanti al pubblico, un lato sconosciuto del mondo vegetale viene svelato nel corso di un incontro divulgativo ma rigoroso, comprensibile a tutti. I musicisti accompagnano il viaggio disegnando mondi sonori pulsanti e coinvolgenti, che potenziano la comunicazione dello scienziato. Le piante “sentono”, provano emozioni, elaborano strategie e prendono decisioni. Chitarra, basso e tastiere si scambiano continuamente i ruoli per dare voce ai respiri delle piante, alle gocce di pioggia che cadono sulle foglie o agli animali che si muovono nella foresta.

#nonsoloscienza è un progetto di Fondazione della Comunità Bresciana in partnership con Fondazione del Teatro Grande di Brescia, supportato da Intesa Sanpaolo e Fondazione CESVI, per avvicinare gli studenti di Brescia e provincia alle materie scientifiche attraverso il teatro.

 

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Da sempre impegnato nel repertorio contemporaneo e del Novecento, dèdalo ensemble presenta un programma che mette a confronto due assoluti capolavori della musica della prima metà del Novecento. Accomunati dall’ambientazione popolare e dalla caratteristica di essere eseguiti da un organico cameristico allargato, Appalachian Spring di Aaron Copland e El Amor Brujo di Manuel de Falla tratteggiano in musica due differenti contesti: da un lato l’America rurale e la scena di un matrimonio in cui contrastano la cupa religiosità penitenziale e la gioia di vivere, dall’altro l’ambientazione andalusa e gitana e la storia di un amore che non riesce a realizzarsi.

PROGRAMMA

Aaron Copland Appalachian Spring, Suite dal balletto, prima versione per 13 strumenti
Manuel de Falla Suite da El Amor Brujo, gitaneria, prima versione per mezzosoprano e 15 strumenti

 

dèdalo ensemble

Elena Belfiore mezzosoprano
Vittorio Parisi direttore
Daniela Cima flauto
Silvano Scanziani oboe
Nicola Zuccalà clarinetto
Leonardo Dosso fagotto
Brunello Gorla corno
Alberto Frugoni tromba
Giacomo Invernizzi, Daniele Richiedei, Francesco Melis, Annalisa Cobelli violini
Carlo Costalbano, Davide Bravo viole
Matteo Zurletti, Enrico Cocco violoncelli
Gianpiero Fanchini contrabbasso
Elena Pasotti pianoforte
Luca Gusella percussioni

 

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Il Ridotto accoglie un particolare progetto che intende illustrare lo stretto legame che nell’era moderna ha unito musica e filosofia. Un recital pianistico con presentazione che proporrà brani composti dal filosofo bresciano Emanuele Severino, recentemente scomparso. Una occasione per scoprire composizioni inedite da poco ritrovate.
In collaborazione con il Centro Casa Severino.

Augusto Mazzoni relatore
Ruggero Ruocco pianoforte

PROGRAMMA

Emanuele Severino
Notturno
Sette pezzi per pf.
I pensieri delle Parche

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Un pezzo di danza nato in piena pandemia ed eseguito sulla registrazione di uno dei più famosi assoli di pianoforte di tutti i tempi, The Köln Concert di Keith Jarrett. Così Trajal Harrell – performer di fama mondiale, noto per il suo particolarissimo stile che unifica danza postmoderna e voguing – riporta alla memoria la necessità di rimanere vicini, di portare rispetto e ricorda che esistono innumerevoli storie di persone che raramente sono viste o sentite, persone lasciate nell’ombra che con orgoglio e bellezza sfidano il loro abbandono. È a loro che appartiene questa serata.

Di Trajal Harrell / Schauspielhaus Zürich Dance Ensemble
Sulle musiche di Keith Jarrett e Joni Mitchell
Utilizzate in accord con la ECM Records
Con New Kyd, Maria Ferreira Silva, Trajal Harrell, Nojan Bodas Mair, Thibault Lac, Songhay Toldon, Ondrej Vidlar
Messa in scena, coreografia, scene, colonna sonora e costumi Trajal Harrell
Musiche di Keith Jarrett, Joni Mitchell
Luci Sylvain Rausa
Drammaturgia Katinka Deecke
Audience development Mathis Neuhaus
Pedagogia teatrale Manuela Runge
Assistenti di produzione Camille Roduit, Maja Renn
Assistenti alle scene Ann-Kathrin Bernstetter, Natascha Leonie Simons
Assistenti ai costumi Ulf Brauner, Miriam Schliehe
Stage Manager Michael Durrer
Stagista di produzione Moritz Lienhard
Stagista alle scene Reina Guyer
Coordinamento tour e relazioni internazionali Björn Pätz, ART HAPPENS
Team tecnico Leandro Gianini, Andreas Greiner, Judith Janser Ruckstuhl, Sara Mathiasson
Produzione Schauspielhaus Zürich

Con il supporto di

 

 

 

DURATA: 50 minuti senza intervallo

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La sostenibile leggerezza del cambiamento: come spingere verso comportamenti virtuosi

La conferenza è un’articolata riflessione sulla felicità nelle scienze sociali, con ciò che dicono economia e neuroscienze rispetto al modo di vivere una vita piena di significato e, dunque, felice. Prendendo spunto da un libro di Marco Balzano (Cosa c’entra la felicità, Feltrinelli 2022), vengono ripercorsi i principali risultati delle scienze comportamentali e dell’economia della felicità attraverso l’etimologia delle parole di 4 lingue diverse: il greco, il latino, l’ebraico e l’inglese. Con mille storie e tanti esempi da tenere a portata di cuore

#nonsoloscienza è un progetto di Fondazione della Comunità Bresciana in partnership con Fondazione del Teatro Grande di Brescia, supportato da Intesa Sanpaolo e Fondazione CESVI, per avvicinare gli studenti di Brescia e provincia alle materie scientifiche attraverso il teatro.

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Lo spettacolo Monumentum. The Second Sleep | Prima parte / Il Solo della coreografa Cristina Kristal Rizzo sarà sostituto dalla seconda parte del medesimo progetto coreografico dell’artista, dal titolo Monumentum. The second sleep | Seconda Parte 
La seconda parte del progetto coreografico Monumentum The second sleep ha un andamento temporale racchiuso nella danza pura di un ensemble, espressione di un andamento plurale delle relazioni. Attraversato da visioni cromatiche ed esperienze corporali non verbali, Monumentum The second sleep si accorda con il ritmo cardiaco di un lunghissimo loop e ci fa sentire che esistono altri livelli di comunicazione o di linguaggio, la possibilità di vivere oltre il recinto dell’utile.

Concept, coreografia, costumi Cristina Kristal Rizzo
Danza Jari Boldrini, Sara Sguotti, Cristina Kristal Rizzo
Elaborazione sonora Cristina Kristal Rizzo
Disegno luci Gianni Staropoli
Collaborazione teorica Lucia Amara
Creative Producer Silvia Albanese
Datore luci Omar Scala
Collaborazione artistica Laura Pante
Produzione TIR Danza
Progetto vincitore del bando Abitante supportato dal Centro Nazionale di produzione della Danza Virgilio Sieni e dalla Fondazione CR di Firenze
Residenze creative SpazioK, PARC

DURATA: 70 minuti ca.

 

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E così, lei gira a vuoto riflettendo sulle eventuali possibilità. Dovrebbe accontentarsi di una pozzanghera o decidere di attraversare il campo? Aspettare l’intervento di un qualcosa in grado di riordinare la trama? Inciamparsi oltre il limite? O tirare fuori un urlo e costringere uno spostamento? Mrawrrrr… Ma poi resta arenata in un solco e si avvita ancora di più. Lasciando l’incerto irrisolto. Dopotutto, ciò che davvero conta è che si muova, che si muova davvero. E le risposte i suoi passi impercettibili confidano.
Questo assolo è un rivolgimento di negatività per l’ottimista irrequieto, per colei che balla ovunque arrivi, con tutto da temere e niente da perdere. Come se fosse una scena spettrale, innocua e piuttosto patetica.

Di e con Cristina Caprioli
Musiche di Asher Tuil e Alessandro Cortini
Scary solo è una produzione ccap 2020, finanziata dalla Città e la Regione Stockholm, The Swedish Arts Council e Sweden’s National Touring Theatre.

DURATA: 35 minuti