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Sabato 14 novembre Il Grande per i piccoli farà il suo ritorno anche nella nuova Stagione per trasformare gli ambienti principali del Teatro Grande in uno spazio multidisciplinare con laboratori, aree gioco, attività tematiche e narrazioni.

Maggiori informazioni disponibili prossimamente.

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L’Ensemble del Teatro Grande eseguirà, per il suo concerto finale della Stagione 2026, il possente Quartetto op. 60 con pianoforte. Massima espressione del camerismo e della ricchezza sonora, fa il paio con il regno del silenzio e della rarefazione: Giya Kancheli, compositore georgiano, ha preferito prendere un’altra strada, pur mantenendo lo stesso piacere per il bel suono e per le perfette proporzioni, e si è avventurato per un sentiero differente, a purificare il nostro ascolto.

ENSEMBLE DEL TEATRO GRANDE
Marco Mandolini violino
Margherita Sarchini viola
Paolo Bonomini violoncello
Andrea Rebaudengo pianoforte

PROGRAMMA
Gyia Kancheli, Quartetto in l’istesso tempo
Johannes Brahms, Quartetto con pianoforte, op. 60

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Attraverso il recupero di perle nascoste della canzone italiana e un approccio personale all’improvvisazione e alla sperimentazione, la voce di Beatrice Sberna e il pianoforte di Emanuele Maniscalco danno nuova vita a storie che rischierebbero di essere dimenticate, ma che meritano di essere ancora ascoltate. La scelta del repertorio è caratterizzata da un filo conduttore che unisce epoche e stili diversi (dal canto di protesta al cantautorato indie, toccando il jazz e la tradizione popolare), a cui il duo conferisce una forte coerenza narrativa ed espressiva, facendo anche ricorso a momenti estemporanei che mantengono sia la componente musicale, sia quella testuale. Grazie a queste premesse e a una comunicazione diretta e a tratti giocosa, il duo dialoga con il pubblico con naturalezza e intensità.

Beatrice Sberna voce
Emanuele Maniscalco pianoforte

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I due artisti fiorentini presenteranno un programma tutto dedicato al tema del delicato rapporto fra musica e natura, e in particolare ai capolavori che parlano di boschi, foreste, alberi. I brani scelti illustreranno gli aspetti più vari dell’universo verde: la maestosità accogliente delle foreste tedesche nei Lieder di Robert Schumann, Robert Franz, Joseph Marx e Alban Berg; la solitudine delle Alpi norvegesi in un misterioso brano di Grieg, e quella della foresta boema nella musica di Dvorak; la spiritualità dell’ora meridiana o l’ignoto notturno, genialmente definiti da Max Reger; il vento fra le cime dei cedri in una deliziosa visione dell’americano MacDowell, ed altre. Si potranno, inoltre, ascoltare canzoni di carattere popolare, opera di Mieczyslaw Karlowicz (dedicata all’acero), Harry Carroll (al pino), Karol Szymanowski (alla quercia), accanto a composizioni, rarissimamente eseguite, di romantici di fine secolo come Ludwig Meinardus e Anton Rückauf, e ad una melodia di Ernest Bloch ancora inedita. Le scelte letterarie sono di alto valore: Eichendorff, Heine, Lenau, Dehmel, Garcia Lorca, e due brevi testi di Bertolt Brecht interpretati con esemplare sensibilità da Hanss Eisler. Si tratta dunque di un viaggio poetico emozionante attraverso due secoli di musica; una magnifica occasione per entusiasmarsi e farsi coinvolgere da sensazioni nuove, all’ascolto di opere rare e appassionate.

Giulia Peri soprano
Gregorio Nardi pianoforte