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L’intero Anello del Nibelungo di Wagner in 70 minuti: l’Orchestra musicAeterna, diretta da Teodor Currentzis, eseguirà la famosa suite sinfonica Der Ring Ohne Worte (L’Anello senza parole), realizzata nel 1987 dal direttore d’orchestra Lorin Maazel. La struttura della suite segue rigorosamente la cronologia degli eventi musicali del ciclo wagneriano, dall’introduzione de L’oro del Reno fino agli ultimi accordi del Crepuscolo degli dei. The Ring without Words conserva tutti i principali leitmotiv della tetralogia e la musica di ogni opera è presentata in proporzione al luogo e al tempo che occupa nel ciclo. Famosi brani sinfonici come La cavalcata delle Valchirie, Il viaggio di Sigfrido sul Reno e La marcia funebre di Sigfrido sono armoniosamente intrecciati nel corso complessivo dell’azione musicale. Il Ring senza parole, come altre fantasie sinfoniche basate sulla musica operistica di Wagner, persegue obiettivi che vanno oltre quelli puramente pratici. In assenza di parti vocali, personaggi o una trama lineare da seguire, gli ascoltatori sono invitati a immergersi completamente nell’orchestra, vera protagonista dell’universo operistico wagneriano. La sua scrittura sinfonica densa, colorata, infinitamente mutevole e creativa è simile a un oceano. È nella profondità di questo oceano musicale che nascono tutte le emozioni e i sentimenti, tutti i movimenti mentali, tutti i motivi che spingono i personaggi dell’opera ad agire.

PROGRAMMA
Richard Wagner,  Der Ring ohne Worte – L’anello senza parole

Durata: 74 minuti

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La nuova edizione di Lezioni di Storia, il progetto dedicato alla storia organizzato dal Teatro Grande in collaborazione con Editori Laterza, è dedicato alle Invenzioni.

Per capire come è nata la scrittura dobbiamo fare un salto indietro di più di 5000 anni, e percorrere decine di migliaia di chilometri tra Cina, Mesopotamia, Egitto e i popoli Maya; per poi finire il nostro viaggio sull’isola di Pasqua, dove una scrittura sembra essere stata inventata da zero. Ma non basta: dobbiamo andare ancora più indietro nel tempo per capire come sono stati inventati i primi segni e come questi ci parlino della nostra immaginazione, della nostra percezione visiva e del rapporto con ciò che ci circonda.

Silvia Ferrara insegna Filologia micenea e Civiltà egee all’Università di Bologna.

Con la partecipazione dell’attrice Elena Vanni.

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La pianista Costanza Principe propone un programma audace e raffinato che accosta le pagine scelte di Johann Sebastian Bach — in versioni trascritte per pianoforte, includendo la monumentale Ciaccona dalla Partita n. 2 BWV 1004 — alle Sonate e Interludi di John Cage per pianoforte preparato. La contrapposizione tra la rigida architettura del contrappunto bachiano e le timbriche sperimentali di Cage trova nella sua lettura una sorprendente consonanza, tra silenzio e suono, struttura e casualità.

Costanza Principe pianoforte

PROGRAMMA

Johann Sebastian Bach Arr. Egon Petri Schafe können sicher weiden BWV 208
John Cage Sonata III, Fourth Interlude, Sonata V
Johann Sebastian Bach Toccata in sol maggiore BWV 916
John Cage Sonata IX
 Johann Sebastian Bach Concerto italiano BWV 971
 John Cage Sonata VIII, Second Interlude, Sonata XIV e XV, “Gemini, after the work of Richard Lippold” 
 Johann Sebastian Bach Arr. Ferruccio Busoni Ciaccona dalla Partita n. 2 per violino in re minore BWV 1004

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Nico, Desertshore è un concerto di danza ispirato alla musica, alla voce e all’universo di Christa Päffgen, in arte Nico. Le tracce del suo album culto Desertshore (1970) diventano la partitura sonora della performance, in cui i corpi dei danzatori costruiscono un paesaggio visivo denso, inquieto, attraversato da echi di memoria e poesia. Giovanfrancesco Giannini presenta al Teatro Grande la prima emersione di questa nuova ricerca, in un allestimento concepito appositamente per il Salone delle Scenografie. In uno spazio circolare, due figure non si sfiorano mai: sono custodi silenziosi del peso dell’esistenza e dell’incomunicabilità. Nei loro gesti affiora una frattura con il reale, una cicatrice interiore che li sospinge altrove. Immersi in una dimensione sospesa, dialogano con i propri fantasmi e danzano dentro la loro solitudine. Il tempo si dilata in un’atemporalità rarefatta, amplificata dai suoni, dai rumori e dalle canzoni interpretate da Nico, tratte da Desertshore. Un viaggio poetico tra suono, memoria e danza. Desertshore vibra di un’austerità radicale, di una delicata angoscia esistenziale. Il suo avanzare richiama un’umanità incapace di sottrarsi al proprio destino; la sua solennità è quella di un grido che sembra levarsi da un luogo remoto, proveniente dal fondo dei secoli.

Ideazione e coreografia Giovanfrancesco Giannini
Performance Roberta Racis, Giovanfrancesco Giannini
Ambiente sonoro F. De Isabella
Direzione tecnica e disegno luci Valeria Foti
Produzione, management e distribuzione Körper Centro Nazionale di Produzione della danza
Con il sostegno di Le Alleanze dei Corpi – ZEIT, IRA Institute, NAOcrea 2025 – Arte, territorio e partecipazione – Ariella Vidach Aiep

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Al confine sfumato tra organico e inorganico, tra vita e non-vita, il fossile è una testimonianza materiale e poetica dello scorrere e dello stratificarsi del tempo. I pianti e i lamenti dei pesci fossili tenta di costruire relazioni tra corpi e tempi incommensurabilmente distanti e differenti, piangendo il ciclo eterno della trasformazione della materia, della vita e della morte, nel contesto della Sesta Estinzione. Le possibilità della relazione sono esplorate dai corpi della danzatrici attraverso due interfacce: la pelle o membrana, che funge da motore del movimento connettendo l’interno e l’esterno del corpo; e l’aria, che viene attraversata dalle loro voci e trasformata in uno “spazio prima di ogni localizzazione”. Lo spettacolo prende la forma di una progressiva stratificazione di pratiche corporee e vocali che richiama la struttura stessa del fossile.

Danza e voce Annamaria Ajmone, Veza Maria Fernandez
Set e immagini Natália Trejbalová
Ricerca, collaborazione drammaturgica Stella Succi
Vestiti Fabio Quaranta
Disegno luci Elena Vastano
Consulenza set sonoro Attila Faravelli
Progetto web Giulia Polenta
Organizzazione Francesca d’Apolito
Diffusione Alessandra Simeoni
Produzione Associazione L’Altra
Co-produzione Triennale Milano Teatro; Fondazione del Teatro Grande di Brescia; Festival Aperto/Fondazione i Teatri Reggio Emilia; Centro Nazionale di Produzione della Danza Virgilio Sieni; Snaporazverein; Short Theatre
In collaborazione con Dialoghi – Residenze delle arti performative a Villa Manin 2022 – 2024; nell’ambito del progetto residenze coreografiche Lavanderia a Vapore; con il sostegno di Primavera dei Teatri.
Compagnia finanziata da MiC – Ministero della cultura

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La 3° edizione di #NONSOLOSCIENZA, progetto realizzato da Fondazione della Comunità Bresciana e Fondazione del Teatro Grande di Brescia – in collaborazione con Cooperativa Il Calabrone, presenterà conferenze sceniche, incontri scientifici, spettacoli multimediali e laboratori per le scuole secondarie di primo e secondo grado per tutto l’anno scolastico 2025-2026.

L’intelligenza artificiale è ormai parte della nostra quotidianità, ma ciò che crediamo di sapere su di essa è spesso frutto di miti, semplificazioni e fantascienza. In questo incontro esploreremo cosa sia davvero l’IA, come si è evoluta e come funziona oggi: dalle reti neurali alle intelligenze generative che creano testi e immagini. Attraverso 7 falsi miti, proveremo a distinguere realtà e leggenda, riflettendo anche sulle implicazioni etiche e sociali di questa tecnologia. Perché il suo futuro, e il nostro, dipendono soprattutto dalle domande che sceglieremo di porci.

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Da sempre le dinamiche del cuore trovano spazio ideale nella voce e nel canto: dai primi troubadour medievali fino all’esplosione della canzone rock e pop del ‘900 – passando dal Lied tedesco e la Chanson francese del periodo romantico – le migliori storie sono cantate. Il programma Sing me your story esplora l’evoluzione di questo genere, intersecando musica di un passato lontano con la musica popolare più recente. Gli originali arrangiamenti di Paolo Gorini, che spesso fanno uso di elettronica e tastiere, espandono la tavolozza dei suoni che vanno a tingere questo viaggio nel tempo.

Paolo Gorini pianoforte ed elettronica
Elisabeth Hetherington soprano

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La Grande Notte del Jazz è pronta a trasformare ancora una volta il Teatro Grande in una cittadella del jazz: sabato 7 marzo 2026, il Ridotto, la Sala Palcoscenico Borsoni, il Salone delle Scenografie e la Sala Grande saranno le suggestive cornici che anche per questa nona edizione accoglieranno una pluralità di interpreti del contesto nazionale e internazionale, per offrire al pubblico di neofiti e appassionati una speciale serata con oltre sette ore di musica dal vivo.

Progetto realizzato con la collaborazione artistica di Emanuele Maniscalco e Luigi Radassao.

Scarica qui il programma completo della serata.

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La Stagione 2026 dell’Ensemble del Teatro Grande vuole rendere omaggio al grande compositore amburghese Johannes Brahms, accostandolo a compositori del ‘900 che hanno certamente avuto a che fare con la sua lezione. Accogliendola, respingendola, tenendosi a stretto contatto o standone lontani, per non farsi avvolgere da quelle seducenti spire. Il 10 marzo si inaugura col più germanico dei mondi, quello dei Lieder. E qui la linfa comune tra Brahms e Mahler è evidente: la lingua tedesca, così adatta a questa forma musicale, così poetica e con testi così forieri di immagini che ci riportano al pieno romanticismo: la natura e le pulsioni umane più profonde.

Mauro Borgioni baritono
Andrea Rebaudengo  pianoforte

PROGRAMMA
Johannes BrahmsVier ernste Gesänge, op.121
Johannes Brahms, Intermezzi, op.117

Gustav MahlerDes Antonius von Padua Fischpredigt
Gustav Mahler, Rückert Lieder

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In Il Cimento dell’Armonia e dell’Inventione, Anne Teresa De Keersmaeker e Radouan Mriziga intraprendono l’esplorazione de Le Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi. Il punto di partenza di questa nuova creazione coreografica è l’incisione del celebre ciclo vivaldiano realizzata dalla violinista Amandine Beyer insieme al suo ensemble, Gli Incogniti. De Keersmaeker e Mriziga condividono la preoccupazione per il nostro rapporto mutevole con l’ambiente e decidono di contemplare le quattro stagioni in natura attraverso l’analisi della struttura musicale, cercando nuove esplorazioni dei pattern presenti nel mondo naturale e nelle configurazioni celesti come possibili matrici coreografiche, ma portando anche alla luce, con forza, l’urgenza della crisi climatica in atto. In Il Cimento dell’Armonia e dell’Inventione, molteplici fili si intrecciano per creare un linguaggio coreografico unico. Il lavoro mira a tornare al nucleo, alla struttura della celebre composizione di Vivaldi e alle innumerevoli associazioni ed emozioni che essa evoca, offrendo al tempo stesso un controcanto coreografico. Parallelamente, la danza mette in evidenza come nelle Quattro Stagioni, nella loro familiarità così come nella familiarità della natura, possa ancora risiedere qualcosa di profondamente contemplativo.

Coreografie Anne Teresa De Keersmaeker, Radouan Mriziga
Creato con e danzato da Boštjan Antončič, Nassim Baddag, Lav Crnčević, José Paulo dos Santos
Musica Antonio Vivaldi, Le quattro stagioni
Registrazione Amandine Beyer, Gli Incogniti – Alpha Classics/Outhere Music 2015
Analisi musicale Amandine Beyer
Poesie Asmaa Jama, We, the salvage; Antonio Vivaldi, Le quattro stagioni
Scenografia e luci Anne Teresa De Keersmaeker, Radouan Mriziga
Costumi Aouatif Boulaich
Direzione delle prove Eleni Ellada Damianou
Assistente alla direzione artistica Martine Lange
Coordinamento artistico e pianificazione Anne Van Aerschot
Tour Manager Louise Drijkoningen
Direttore tecnico Thomas Verachtert
Tecnici Dag Jennes, Jan-Simon De Lille
Coordinatrice costumi Veerle Van den Wouwer con l’aiuto di Chiara Mazzarolo ed Els Van Buggenhout
Guardaroba Els Van Buggenhout
Managing Director Lies Martens
Distribuzione Frans Brood Productions
Trasporto Frank Verhagen
Produzione Rosas
Co-produzione Berliner Festspiele, Charleroi danse – centre chorégraphique de Wallonie-Bruxelles, Concertgebouw Brugge, De Munt/La Monnaie, Festival d’Automne à Paris, Festival de Marseille, ImPulsTanz, Sadler’s Wells, Théâtre de la Ville-Paris
Con il supporto di Dance Reflections by Van Cleef & Arpels
Questa produzione è realizzata con il supporto di Tax Shelter del Governo Federale Belga, in collaborazione con Casa Kafka Pictures
La Compagnia Rosas è supportata da Flemish Community, Flemish Community Commission (VGC)
Gli Incogniti è supportato da DRAC Nouvelle-Aquitaine, Région Nouvelle-Aquitaine, Département de la Gironde, Centre National de la Musique