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DUSK
Prendendo piccoli spunti da Aspettando Godot di Samuel Beckett del 1952, il duetto Dusk di Philippe Kratz – uno dei danzatori e coreografi più affascinanti della scena contemporanea – è una conversazione tra due esseri che, sospesi nello spazio, aspettano il buio (o piuttosto l’alba?) mentre intorno a loro la presenza del perenne crepuscolo segna il non-passare del tempo. Le musiche per organo della compositrice svedese contemporanea Anna von Hausswolff riempiono l’aria dando fiato ai due corpi in dialogo, l’atmosfera è leggera e vibrante quanto pregna di potere allusivo.

Coreografia, luci, costumi Philippe Kratz
Musica Anna von Hausswolff (Sacro Bosco & Theatre of Nature)
Danzatrici/danzatori del Nuovo Balletto di Toscana

PROMISE
Sharon Eyal, acclamata coreografa dalla firma inconfondibile, combina qui l’estetica classica e la fisicità del balletto con la musica elettronica. Promise è la sua terza creazione per la compagnia Tanzmainz, un lavoro in cui i danzatori diventano corpo unico, muovendosi, nell’ombra, tra vicinanza e desiderio, estasi e solitudine. Ancor più che gli altri lavori, Promise è come un sogno: immagini si susseguono in scena e lasciano un’impronta nella memoria dello spettatore, come frammenti di eternità.

Coreografia Sharon Eyal
Consulente artistico Gai Behar
Costumi Rebecca Hytting
Composizione Ori Lichtik
Luci e scena Alon Cohen
Assistenza coreografica Rebecca Hytting, Keren Lurie Pardes
Direzione prove e produzione Natalia Rodina
Danzatori Amber Pansters, Maasa Sakano, Marija Slavec-Neeman; Zachary Chant, Finn Lakeberg, Cornelius Mickel, Matti Tauru
Direzione tanzmainz Honne Dohrmann
Direzione produzione artistica Lisa Besser
Assistente direzione danza e coordinamento tournée Hannah Meyer-Scharenberg
Direttore di scena Matthew Tusa
Produzione Staatstheater Mainz

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Il “mistero” è l’esperienza più bella che possiamo fare, diceva Albert Einstein, culla dell’arte e della scienza. E la scienza affronta l’ignoto per aiutarci a scoprire ciò che ancora non conosciamo. Tra fenomeni inspiegati e classici del “mistero”, una cavalcata per scoprire perché la scienza, nonostante i suoi limiti, è quanto di più prezioso l’uomo sia riuscito a inventare. Spesso crediamo alla magia, ai fenomeni paranormali o alle notizie più improbabili perché, in qualche modo, i nostri sensi e il modo in cui funziona la nostra mente ci hanno spinto a credere all’incredibile. Crediamo, insomma, quello che vedono i nostri occhi, che sentono le nostre orecchie o che ci sembra a una prima impressione: dimenticando, però, che talvolta possiamo tutti cadere in errore. Un viaggio tra paradossi percettivi e trabocchetti cognitivi che ci farà toccare “con mano” come la nostra mente può trarci in inganno e farci credere a fenomeni inesistenti. Ma ci farà anche scoprire come ragionare “da scienziati” sia forse la carta vincente per non lasciarsi ingannare.

Scrittore, docente universitario e divulgatore scientifico, Massimo Polidoro è noto per le sue indagini scientifiche su bufale e presunti misteri che racconta sulla carta, in TV, sui social e da qualche tempo anche in teatro.

#nonsoloscienza 2 è un progetto di Fondazione della Comunità Bresciana in partnership con Fondazione del Teatro Grande di Brescia, supportato da Fondazione Alessandra Bono, per avvicinare gli studenti di Brescia e provincia alle materie scientifiche attraverso il teatro. Il progetto si pone in continuità con l’azione in contrasto alla povertà educativa che beneficia del sostegno di Fondazione Cariplo.

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La stagione 2024 dell’Ensemble del Teatro Grande è imperniata sulla figura di Ludwig van Beethoven. Uno degli “inventori” della musica da camera come la intendiamo oggi.

Le Sonate per violino e pianoforte prendono con Beethoven una direzione diversa: il pianoforte non si ricorda nemmeno più di essere stato un basso continuo, la costruzione della musica parte da altri presupposti e la potenza tellurica della Settima Sonata è certamente già da ascrivere al primo romanticismo, dove sono vinte le regolari forme neoclassiche in virtù di un acceso fuoco espressivo.

PROGRAMMA

Ludwig van Beethoven, Sonata per violino e pianoforte n. 3 in mi bemolle maggiore, op. 12
Ludwig van Beethoven, Sonata per violino e pianoforte n. 7 in do minore, op. 30

ENSEMBLE DEL TEATRO GRANDE

Marco Mandolini violino
Andrea Rebaudengo pianoforte

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In occasione del trentennale, la Fondazione del Teatro Grande invita la Spellbound Contemporary Ballet con un programma ideato dal coreografo fondatore della compagnia Mauro Astolfi e da Jacopo Godani, affermato coreografo ora Direttore e coreografo della Dresden Frankfurt Dance Company.

“Viviamo in un pianeta pieno di ricordi. Abbiamo impiegato circa trent’anni per imparare come assemblare i nostri e non diventarne schiavi. Il ricordo della prima caduta, quell’attimo prima e soprattutto quell’attimo dopo che ci ha fatto capire che è stato un bene spingerci verso esperienze più profonde. Questo è il nostro punto di partenza, nato dall’idea e dal tentativo di parlare dell’interconnessione di tutto quello che abbiamo attraversato. Trent’anni per capire che non saremo mai delle isole indipendenti ma parte di un tutto. Probabilmente avremo ricordi più ricchi di cui nutrirci , forse sempre più disordinati, ma pur sempre qualcosa che mettiamo dentro e poi tiriamo fuori da noi stessi. Recollection of a falling è il nostro sistema di dati accessibili e infinitamente espandibili. Come esseri umani abbiamo fornito prove sufficienti delle nostre capacità di distruggere tutto: il ricordo di una caduta, piccola o pericolosamente grande può essere il modo per riconnetterci al mondo naturale, saltarci dentro e ricostruirlo ogni giorno”.

Spettacolo inserito nelle celebrazioni per il centenario della nascita di Vittoria Ottolenghi promosse da Ministero della Cultura e AGIS.

RECOLLECTION OF A FALLING
Postiamo il futuro

Programma in due parti

FORMA MENTIS
Coreografia, Art direction, luci e costumi Jacopo Godani
Musica originale Ulrich Müller
Musica dal vivo Sergey Sadovoy
Assistente alle coreografie Vincenzo De Rosa

DAUGHTERS AND ANGELS
Coreografia e regia Mauro Astolfi
Set e disegno luci Marco Policastro
Musica originale Davidson Jaconello
Costumi Anna Coluccia
Assistente alla coreografie Elena Furlan

Interpreti Maria Cossu, Giuliana Mele, Lorenzo Beneventano, Alessandro Piergentili, Anita Bonavida, Roberto Pontieri, Martina Staltari, Miriam Raffone, Filippo Arlenghi
Produzione Spellbound
In collaborazione con Comune di Pesaro & AMAT per Pesaro Capitale italiana della Cultura 2024, Festival Torinodanza

 

Sponsor della serata

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Perché fare divulgazione scientifica è così importante al giorno d’oggi? In che modo questa passione può diventare un lavoro? Stefano Gandelli di Geopop ci racconterà per quale motivo la “scienza spiegata in modo semplice” è un elemento chiave per comprendere il mondo che ci circonda e, soprattutto, come fa ad essere una tra le più grandi armi che abbiamo per difenderci dalle fake news.

Stefano Gandelli è content creator di Geopop, tra i progetti di divulgazione scientifica più seguiti sul web (Youtube, Tik Tok e Instagram).

#nonsoloscienza 2 è un progetto di Fondazione della Comunità Bresciana in partnership con Fondazione del Teatro Grande di Brescia, supportato da Fondazione Alessandra Bono, per avvicinare gli studenti di Brescia e provincia alle materie scientifiche attraverso il teatro. Il progetto si pone in continuità con l’azione in contrasto alla povertà educativa che beneficia del sostegno di Fondazione Cariplo.

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La Stagione autunnale della Fondazione del Teatro Grande si arricchisce di un appuntamento musicale dalla duplice valenza, artistica e benefica, organizzato in collaborazione con il Comune di Brescia e con il Festival della Pace.

Protagonista sarà l’Orchestra del mare, una compagine di musicisti del territorio bresciano riuniti per questa occasione e per poter suonare gli strumenti che verranno messi appositamente a disposizione per il concerto di sabato 30 novembre alle ore 20.00 nella Sala Grande del Teatro. I musicisti selezionati utilizzeranno infatti strumenti realizzati nella liuteria del carcere di Opera, con il legno delle barche con cui i migranti hanno attraversato il Mediterraneo.

Con questo appuntamento la Fondazione del Teatro Grande, il Comune di Brescia e il Festival della Pace intendono infatti sostenere l’attività della Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti  – fondata nel 2012 da Arnoldo Mosca Mondadori e Marisa Baldoni – dedicata a progetti che tentano di offrire opportunità di riscatto e sostegno a persone detenute e in stato di grande fragilità attraverso la formazione e il lavoro.

Il concerto intende inoltre porre l’attenzione sul dramma dei migranti che, fuggendo da guerre, cambiamento climatico, carestie o anche solo in cerca di un futuro diverso, sfidano la morte nel Mediterraneo.

Quello di sabato 30 novembre sarà quindi un appuntamento benefico: il ricavato della serata sarà destinato al progetto Metamorfosi della Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti che finanzia i laboratori di liuteria nelle carceri di Opera, Secondigliano, e Monza.

PROGRAMMA

ORCHESTRA DEL MARE
Aram Khacheh Direttore

Arvo Pärt, Fratres
Yuki Serino violino solista

Felix Mendelssohn Bartholdy, Sinfonia n. 10 in si minore per archi

Mieczysław Weinberg, Concertino Op. 43.
Giovanni Gnocchi violoncello solista

Luigi Boccherini, Fandango dal quintetto in Re Maggiore
Carlotta Dalia chitarra solista

Giovanni Sollima, Hide in Orchestra

Il programma verrà inframmezzato da letture dell’attrice Elena Vanni.

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La stagione 2024 dell’Ensemble del Teatro Grande è imperniata sulla figura di Ludwig van Beethoven. Uno degli “inventori” della musica da camera come la intendiamo oggi.

Beethoven esplora anche nuovi e inaspettati organici, è il caso del Settimino op. 20, brano che ebbe fin da subito un grande successo nella sua nuova città, Vienna. Il rapporto con la scrittura orchestrale è evidente, ma in un brano cameristico di questo tipo le possibilità di contrappunto, leggerezza, e virtuosismo sono ancora più spiccate.

ENSEMBLE DEL TEATRO GRANDE

Daniele Richiedei violino
Margherita Sarchini viola
Paolo Bonomini violoncello
Alberto Lo Gatto contrabbasso
Anton Dressler clarinetto
Carmen Maccarini fagotto
Natalino Ricciardo corno

PROGRAMMA

Ludwig Van Beethoven, Settimino op. 20 in Mi bemolle maggiore

 

Sponsor della serata