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La Filarmonica della Scala, fondata da Claudio Abbado insieme ai musicisti scaligeri nel 1982, è una delle più importanti orchestre internazionali.
Riccardo Chailly è Direttore Principale del Teatro alla Scala dal gennaio 2015 e della Filarmonica della Scala da novembre 2015. Nel 1988 Chailly ha assunto la carica di Direttore Principale dell’Orchestra del Royal Concertgebouw di Amsterdam, incarico mantenuto per sedici anni. Allo stesso tempo è stato Direttore Musicale del Teatro Comunale di Bologna e dell’Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi di Milano. Nel 2017 si concluderà, dopo 12 anni, il suo impegno come Kapellmeister del Gewandhausorchester di Lipsia, la compagine sinfonica più antica d’Europa. Dirige regolarmente le maggiori orchestre sinfoniche europee: Wiener Philharmoniker, Berliner Philharmoniker, Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks, London Symphony Orchestra, Orchestre de Paris. Negli Stati Uniti ha diretto New York Philharmonic, Cleveland Orchestra, Philadelphia Orchestra e Chicago Symphony Orchestra.
Dall’agosto 2016 succederà a Claudio Abbado come Direttore Musicale dell’Orchestra del Festival di Lucerna.

 

PROGRAMMA

G. Rossini Ouverture da Guglielmo Tell
L. Cherubini Sinfonia in re maggiore
G. Verdi “Le quattro stagioni” Balletto da I Vespri siciliani
G. Verdi Ouverture da I Vespri siciliani

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Laboratori, installazioni e attività per l’infanzia. Sabato 20 febbraio, dalle 15.00 alle 18.30, torna l’attesissimo appuntamento con “Il Grande per i Piccoli”.

Ormai giunto alla sesta edizione, Il Grande per il Piccoli rappresenta un modo assolutamente innovativo di avvicinare i più piccoli al mondo del teatro e ai linguaggi della contemporaneità. Per questa occasione professionisti di varie discipline (non solo artistiche) mettono infatti a disposizione le loro competenze adeguandole con creatività al mondo dell’infanzia.

Il Grande per i Piccoli è inoltre un appuntamento speciale per vivere in modo diverso la propria città e scoprirla attraverso nuovi punti di vista: un modo insolito per il giovane pubblico e per le famiglie di abitare gli spazi del Teatro Grande, anche quelli solitamente meno conosciuti. Le varie iniziative che comporranno il pomeriggio del 20 febbraio saranno infatti dislocate nei diversi spazi del Teatro: non solo quindi la Sala Grande, ma anche il Ridotto, la Saletta Butterfly, il Salone delle Scenografie, la Prima Galleria e persino la sartoria Teatrale.

Dalle 15.00 alle 18.30 sono previsti cinque laboratori, due installazioni interattive, una zona playroom e uno spettacolo per bambini. Il Grande per i piccoli è rivolto in prevalenza a bambini under11, anche se questa edizione riserva alcune importanti novità come il laboratorio per le mamme in dolce attesa e per i loro bimbi “under zero”. Nel Ridotto i piccoli visitatori potranno iniziare a divertirsi con i laboratori “Play”, “Face-o-Mat” e l’installazione interattiva “Patatap”. In Saletta Butterfly invece “Costruttori di Paesaggi” consentirà ai bambini di creare nuovi scenari dando vita alla loro immaginazione. Dal Ridotto si potrà poi accedere direttamente al Salone delle Scenografie dove bambini e famiglie troveranno ad attenderli la curiosa piattaforma “Il Ricettario Magico”, il laboratorio “Non è tutt’oro quel che luccica” e la “Playroom”. Due saranno i laboratori a numero chiuso per cui è richiesta l’iscrizione obbligatoria: in Prima Galleria si terrà “Mentre aspetti, yoga!” dedicato alle future mamme e ai loro piccoli ancora nel pancione, nella Sartoria teatrale sarà invece ospitato “Il videogame di carta” che consentirà ai bambini di creare un videogame con le proprie mani e pochi strumenti.

A coronare il pomeriggio lo spettacolo “Butterfly”, liberamente tratto dal capolavoro di Giacomo Puccini, della compagnia di ricerca Kinkaleri che si terrà in Sala Grande. Questa opera in tre atti intende far riscoprire a un pubblico di giovanissimi l’opera come forma attuale di rappresentazione, indagata attraverso il lavoro di ricerca sui linguaggi contemporanei. Butterfly di Kinkaleri si sviluppa in un continuo ribaltamento di piani di visione, caratterizzati da personaggi ed effetti creati a vista: un sofisticato gioco di costruzione e videoproiezioni della scena, una organica successione di ambientazioni pop e coinvolgenti affondi lirici per arrivare, in cinquanta minuti abbondanti, al compimento del dramma e alla maestosa catarsi finale.

I biglietti per partecipare all’iniziativa Il Grande per i Piccoli sono in vendita dal 17 febbraio alla Biglietteria del Teatro Grande: intero €10, ridotto under11 €3, ingresso gratuito fino ai 3 anni. È possibile prenotarsi ai laboratori ad iscrizione obbligatoria esclusivamente al punto informazioni all’interno del Teatro Grande il
giorno dell’evento. Ricordiamo gli orari della Biglietteria: mar-ven 13.30-19.00, sab 15.30-19.00. Il giorno dell’evento la Biglietteria sarà aperta dalle ore 13.30.

SCARICA IL PROGRAMMA COMPLETO QUI

Per scaricare i videogame di carta realizzati in occasione del Grande per i Piccoli cliccare QUI

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MERCOLEDÌ 27 GENNAIO
(GIORNO DELLA MEMORIA)

In occasione delle celebrazioni per il Giorno della Memoria, mercoledì 27 gennaio alle ore 21.00 l’Ensemble del Teatro Grande si esibirà in uno speciale concerto nel Ridotto del Teatro con un programma particolarmente intenso. Il brano proposto è Quatuor pour la fin du Temps, del compositore francese Olivier Messiaen.

La Francia era invasa dalla Germania quando nel 1940 Messiaen fu fatto prigioniero durante una offensiva delle truppe tedesche. Venne quindi internato nel campo di concentramento di Görlitz (al tempo entro i confini della Germania, oggi territorio polacco). Proprio all’interno del campo a Olivier Meassiaen fu concesso di comporre un brano pensato inizialmente per tre musicisti, suoi compagni di prigionia, cui poi si aggiunse egli stesso al pianoforte. Il Quatuor pour la fin du temps fu eseguito per la prima volta il 15 gennaio del 1941 di fronte a prigionieri e guardie del campo Stalag VIII-A di Görlitz.

Strutturato in otto movimenti, l’esibizione prevede continui passaggi dal quartetto al terzetto fino all’assolo di clarinetto nel terzo movimento (Abîme des Oiseaux – Abisso degli uccelli) e al duo, violoncello e pianoforte nel quinto movimento (Louange à l’Éternité de Jésus – Lode all’Eternità di Gesù) e violino accompagnato da pianoforte nell’ultimo movimento (Louange à l’Immortalité de Jésus – Lode all’Immortalità di Gesù).

Un suggestivo concerto quello proposto dall’Ensemble per la Giornata della Memoria, istituita nel luglio del 2000 a ricordo della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, avvenuta il 27 gennaio 1945, quando le truppe sovietiche dell’Armata Rossa ne varcarono i cancelli.

La formazione vedrà Laura Marzadori al violino, Sandro Laffranchini al violoncello e Andrea Rebaudengo al pianoforte, con la straordinaria partecipazione di Giampiero Sobrino al clarinetto.

Sotto il coordinamento di Sandro Laffranchini, primo violoncello della Scala, l’Ensemble prosegue anche nella Stagione gennaio – giugno 2016 l’esplorazione del repertorio cameristico nelle formazioni dal duo fino al quintetto, con l’accompagnamento del pianoforte. Nei concerti dell’Ensemble particolare attenzione viene data all’aspetto divulgativo dei capolavori della musica, dal ‘700 al contemporaneo – senza tralasciare opere di autori cosiddetti minori – nonché alle nuove proposte di compositori italiani e di autori sia emergenti sia già affermati del territorio bresciano.

I biglietti per il concerto del 27 gennaio sono in vendita alla Biglietteria del Teatro Grande, sui siti teatrogrande.it e vivaticket.it e in tutte le filiali di Brescia e provincia di Ubi Banco di Brescia (orari di apertura della Biglietteria del Teatro Grande: dal martedì al venerdì dalle 13.30 alle 19.00 e il sabato dalle 15.30 alle 19.00. Nel giorno dell’evento la Biglietteria sarà aperta dalle ore 15.30 fino all’inizio del concerto).

ENSEMBLE DEL TEATRO GRANDE
Giampiero Sobrino, clarinetto
Laura Marzadori, violino
Sandro Laffranchini, violoncello
Andrea Rebaudengo, pianoforte

PROGRAMMA
Olivier Messiaen Quatuor pour la fin du temps

1. Liturgie de cristal (Liturgia di cristallo)
2. Vocalise, pour l’Ange qui annonce la fin du Temps (Vocalizzo per l’Angelo che annuncia la fine del Tempo)
3. Abîme des Oiseaux (Abisso degli uccelli)
4. Intermède(Intermezzo)
5. Louange à l’Éternité de Jésus (Lode all’Eternità di Gesù)
6. Danse de la fureur, pour les sept trompettes (Danza furiosa per le sette trombe)
7. Fouillis d’arcs-en-ciel, pour l’Ange qui annonce la fin du Temps (Vortice d’arcobaleni per l’Angelo che annuncia la fine del Tempo)
8. Louange à l’Immortalité de Jésus (Lode all’Immortalità di Gesù)

 

 

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Jan Fabre è uno degli artisti più originali e affascinanti degli ultimi decenni nel campo dell’arte scenica e dell’arte visiva. I suoi lavori evocano immagini potenti, disturbanti, di profonda bellezza e inquietudine.
ATTENDS, ATTENDS, ATTENDS… (POUR MON PÈRE), ispirato dalla vita del suo eccezionale danzatore performer Cédric Charron, è un dialogo tra un figlio e un padre, tra la vita e la morte, tra la realtà e i suoi fantasmi. Una corporeità debordante, animalesca, che scuote e cattura lo spettatore.

Un assolo tra i più intensi mai visti per forza e potenza evocativa, per identificazione poetica e umana.
Il Sole 24 Ore

Strepitoso Charron
delteatro.it

 

Testo, regia, coreografia Jan Fabre
Interprete Cédric Charron
Musica Tom Tiest
Drammaturgia Miet Martens
Luci Jan Fabre e Geert Van der Auwera
Costumi Andrea Kränzlin e Jan Fabre

 

Co-produzione Festival Montpellier Danse
Tournée in Italia Aldo Grompone

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L’affascinante, misterioso, onirico balletto “Giselle” sulla musica del compositore francese Adolphe Adam (1803_1856) si colloca tra i classici più popolari del balletto. Questa coreografia è considerata immortale per la musica, i costumi, le danze eteree, la storia d’amore.
Il Balletto di Maribor è la principale compagnia di balletto in Slovenia. Fa parte del Teatro Nazionale Sloveno che è la più grande istituzione culturale e artistica in Slovenia con una media di 200.000 spettatori l’anno.

 

Balletto romantico in due atti
Libretto Vernoy de Saint-Georges, Théophile Gautier e Jean Coralli
Musica Adolphe Adam
Coreografia Rafael Avnikjan da Jean Coralli, Jules Perrot e Marius Petipa
Scene Juan Guillermo Nova
Costumi Luca Dall’Alpi
Luci Pascal Mérat

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Raffinato e minimalista, sognante evocativo e malinconico. A due anni di distanza dal suo ultimo lavoro, Federico Albanese – italiano di nascita ma berlinese di adozione – torna a gennaio 2016 con un nuovo progetto, The Blue Hour. Accumunato ad artisti del calibro di Olafur Arnalds, Nils Frahm, Dustin O’Halloran, Max Richter, Federico Albanese crea spazi evocativi di raffinata bellezza, trasportando l’ascoltatore in uno spazio in cui il pianoforte classico si fonde naturalmente con l’elettronica.

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L’Orchestra de I Pomeriggi Musicali torna al Teatro Grande con un concerto di grande prestigio con la direzione di Corrado Rovaris, Direttore Musicale di Opera Philadelphia e direttore ospite di importanti orchestre e teatri, e la presenza di due solisti d’eccezione come Beatrice Rana e Benedetto Lupo.
A soli ventidue anni, Beatrice Rana si è già imposta nel panorama musicale internazionale ed è regolarmente ospite di serie concertistiche e festival di tutto il mondo. Nel giugno del 2013 si è aggiudicata il Secondo Premio e il “Premio del Pubblico” al prestigioso Concorso Pianistico Internazionale Van Cliburn, ennesimo riconoscimento di rilievo nella sua già sorprendente carriera. Nel 2011 aveva vinto il Primo Premio e tutti i “premi speciali” al Concorso Internazionale di Montreal.
Ospite d’istituzioni prestigiose, Benedetto Lupo ha suonato con orchestre e direttori di fama mondiale in Europa, Asia e nelle Americhe. Ha inciso per Teldec, BMG, VAI, Nuova Era, l’integrale delle composizioni per pianoforte e orchestra di Schumann per Arts e il Concerto Soirée di Nino Rota per Harmonia Mundi, ottenendo cinque premi internazionali, Diapason d’Or incluso.

PROGRAMMA
A. Cara Ottavia (commissione Pomeriggi Musicali)
W.A. Mozart Concerto per due pianoforti e orchestra K 365
F. Poulenc Concerto per due pianoforti e orchestra
W.A. Mozart Sinfonia n. 40 K 550

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Per En avant, marche! i direttori Frank Van Laecke e Alain Platel hanno preso ispirazione dalla tradizione dei gruppi musicali che da decenni sono parte della vita culturale e sociale. In ogni città, ai quattro performer e sette musicisti si uniscono sul palcoscenico musicisti della banda locale. A Brescia, la Banda Isidoro Capitanio. La musica, da Beethoven a Mahler, da Verdi all’inno nazionale, la storia de L’uomo dal fiore in bocca di Pirandello creano un affresco straordinario, energico e commovente di musica, danza e teatro dove ciascuno, nella propria solitudine, cerca una direzione comune. En avant, marche! ha vinto nel 2015 l’Herald Angel Award all’Edinburgh International Festival.

Lo spettacolo si snoda in un contrappunto continuo, meraviglioso e straziante.
Roberta Ferraresi Doppiozero

Fondata nel 1984, “les ballets C de la B” è una delle più influenti compagnie di performing arts al mondo grazie all’eclettico mix di danza contemporanea, testo, teatro e musica. Il suo direttore Alain Platel è unanimemente considerato uno dei più grandi artisti degli ultimi trent’anni. Nel maggio 2015 Platel è stato nominato “Commandeur de l’Ordre des Arts et des Lettres” della Repubblica francese; nel mese di settembre ha ottenuto il “Flemish Cultural Award” dal Ministero della Cultura fiammingo e nel mese di ottobre ha vinto il “Grand Prix de la Danse” a Montréal in Canada. Per En avant, marche! ha collaborato con il regista Frank van Laecke e con il compositore Steven Prengels. Con loro aveva già creato nel 2010 il meraviglioso progetto Gardenia.

Lo spettacolo è recitato in lingua originale con sopratitoli in italiano.

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Con Concerto italiano, Sentieri selvaggi lancia uno sguardo generale sulla produzione di musica contemporanea nel nostro Paese, dando ampio spazio ad autori dell’ultima o dell’ultimissima generazione. Ai riferimenti letterari di To Muddy Death (Ophelia) di Silvia Colasanti, La tigre nella bocca del diamante di Filippo del Corno e di Da cosa nasce cosa. Omaggio a Bruno Munari di Francesco Antonioni si passa alle suggestioni elettroniche di Maurilio Cacciatore e al linguaggio impressionista di Un breve racconto notturno, pagina di Fabio Massimiliano Capogrosso dedicato a Maurice Ravel. Di Giancarlo Facchinetti, decano dei compositori bresciani, viene presentato il suo quarto Divertimento in prima esecuzione assoluta.

PROGRAMMA
Matteo Manzitti, Kokoro, il cuore invisibile
Fabio Massimo Capogrosso, Un breve racconto notturno
Silvia Colasanti, To Muddy Death (Ophelia)
Maurilio Cacciatore, Vit_Vite_Evit
Giancarlo Facchinetti, Divertimento n° 4
Filippo Del Corno, La tigre nella bocca del diamante
Francesco Antonioni, Da cosa nasce cosa. Omaggio a Bruno Munari

ENSEMBLE SENTIERI SELVAGGI
Paola Fre, flauto
Mirco Ghirardini, clarinetto
Andrea Dulbecco, vibrafono e percussioni
Andrea Rebaudengo, pianoforte
Daniele Richiedei, violino
Aya Shimura, violoncello
Carlo Boccadoro, direzione

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Secondo anno del progetto triennale Dittici sulla passione di Virgilio Sieni e Fondazione del Teatro Grande.

Il progetto Dittici sulla Passione rappresenta un percorso tecnico-umanistico di formazione e trasmissione, diretto da Virgilio Sieni, che propone nella città di Brescia e sul territorio un travaso di esperienze coreografiche inedite che si rivolgono a giovani danzatori e non professionisti della danza. Obiettivo del progetto lo studio del gesto e l’approccio alla danza contemporanea come a una geografia espansa di saperi e pratiche che guardano alle altre arti.
Ogni percorso di creazione darà luogo alla presentazione di un evento in prima assoluta composto da un insieme di coreografie: quadri coreografici presentati all’unisono e nello stesso spazio.

VISITAZIONE è un percorso di pratiche verso la creazione rivolto a giovani danzatori di età compresa tra i 9 e i 25 anni. Il tema dell’incontro, del farsi prossimi e del riconoscersi nella condivisione delle minuscole declinazioni del corpo quale fonte di dialogo sottile, riporta il tutto al senso dell’ascolto. Nasce un nuovo affresco “popolare” dove gli interpreti ci lasciano intravedere una geografia inedita di gesti come scoperta dell’altro.