La Stagione Opera e Balletto si chiude nei giorni 5 e 6 dicembre con il tradizionale balletto classico che nel 2015 sarà La Sylphide, uno dei titoli più famosi della tradizione romantica. Danzato dal Balletto dell’Opera di Tirana che oggi vanta una forte esperienza nei grandi titoli del repertorio classico e contemporaneo, La Sylphide sarà per la prima volta sul palco del Teatro Grande. Dal corpo di ballo dell’Opera di Tirana sono usciti solisti di grande talento che si sono distinti sulle scene internazionali. La Sylphide è un balletto in due atti su musiche di Herman Løvenskiold e libretto di Adolphe Nourrit. Sarà danzato sulla coreografia di Ilir Kerni rielaborata da Augusto Bournonville. La Sylphide ha rivoluzionato la storia del balletto: per la prima volta la ballerina usa le punte alla ricerca dell’eleganza e bellezza innaturale che si plasma perfettamente con il carattere del personaggio. Il balletto rappresenta una visione lirica del mondo soprannaturale, parallelamente con la realtà in cui gli esseri umani sono intoccabili come se fosse un sogno.
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Ultimo titolo d’opera del 2015, che ritorna al Teatro Grande dopo quindici anni di assenza, è Un Ballo in maschera di Giuseppe Verdi. Le recite si svolgeranno nei giorni 11 dicembre alle 20.30 e 13 dicembre alle 15.30. Nel nuovo allestimento proposto la regia sarà firmata da Nicola Berloffa, regista che si è affermato con originalità nel panorama italiano e internazionale e che per la prima volta affronta con questa produzione il grande repertorio verdiano. Completeranno l’allestimento le scene di Fabio Cherstich, i costumi di Valeria Donata Bettella e le luci di Marco Giusti. La direzione sarà affidata al Maestro Pietro Mianiti che guiderà un cast di voci acclamate nel panorama del mondo operistico: tra queste ritroviamo nei ruoli primari quelle di Anna Maria Chiuri (Ulrica), Angelo Veccia (che debutta il ruolo di Renato), Sergio Escobar (Riccardo), Daria Masiero (Amelia). Al loro fianco Shoushik Barsoumian, Carlo Checchi, Mariano Buccino, Alessandro Spina e Giuseppe Distefano.
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28 febbraio ore 17.00
INTORNO ALLA MUSICA CONTEMPORANEA
ospite Giancarlo Facchinetti
21 febbraio ore 17.00
INTORNO A MOZART
ospite Umberto Benedetti Michelangeli
Tornano le Conversazioni al Grande nella nuova veste di “Conversazioni sulla musica”, appuntamenti volti ad indagare mondi diversi del panorama musicale di ieri e di oggi. Il progetto ha l’obiettivo di far vivere il Teatro Grande al di là della sua proposta di spettacolo, aprendolo ad iniziative culturali collaterali che avvicinino un pubblico diverso da quello della fruizione strettamente teatrale.
I due incontri, in programma per il mese di febbraio, saranno condotti dal Maestro Carlo Boccadoro che di volta in volta dialogherà con ospiti illustri, eccellenze intellettuali della città e protagonisti del panorama musicale italiano con i quali approfondire una riflessione culturale di alto profilo. Un percorso divulgativo che vuole essere contemporaneamente didattico e coinvolgente: generi e forme musicali diverse, ma anche dei focus su alcuni grandi compositori della storia della musica.
Tutte le Conversazioni sulla Musica sono ad ingresso libero fino ad esaurimento posti.
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Un grande binomio inaugura la stagione 2015 del Teatro Grande: la prestigiosa Filarmonica della Scala e Daniel Harding, uno dei più importanti direttori al mondo. Direttore Ospite Principale della London Symphony Orchestra, Direttore Musicale dell’Orchestra Sinfonica della Radio Svedese, Partner Musicale della New Japan Philharmonic, Direttore Artistico della Ohga Hall di Karuizawa, Daniel Harding è Direttore Laureato a vita della Mahler Chamber Orchestra e ospite regolare della Staatskapelle di Dresda, dei Wiener Philharmoniker, del Concertgebouw di Amsterdam, dell’Orchestra della Radio Bavarese, del Gewandhausorchester di Lipsia e della Filarmonica della Scala. Ha diretto inoltre i Berliner Philharmoniker, i Münchner Philharmoniker, l’Orchestre National de Lyon, la Filarmonica di Oslo, la London Philharmonic, la Filarmonica Reale di Stoccolma, l’Orchestra di Santa Cecilia di Roma, l’Orchestra of the Age of Enlightenment, la Filarmonica di Rotterdam, le Orchestre della Radio di Francoforte e l’Orchestre des Champs Élysées di Parigi. In America ha diretto la New York Philharmonic, la Philadelphia Orchestra, la Los Angeles Philharmonic e la Chicago Symphony Orchestra. Dal 2002 è Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres del Governo Francese. Dal 2012 è membro della Reale Accademia Musicale Svedese.
PROGRAMMA:
A. Dvořák Sinfonia n°8 in sol magg. op.88
B. Bartók Il Mandarino meraviglioso – suite
R. Strauss Danza dei sette veli dall’opera Salomé
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Il concerto vedrà riuniti per una sera alcuni degli artisti bresciani oggi più apprezzati in Italia e all’estero: oltre a Paolo Cattaneo e alla sua band, rientreranno in terra bresciana – rispettivamente da Londra, Copenaghen e Madrid – Fulvio Sigurtà, Emanuele Maniscalco e Walter Beltrami. Un live dall’atmosfera affascinante che fonde strumenti etnici e orchestrali con suoni sintetici e digitali. Verranno presentati i brani del nuovo album di Paolo Cattaneo “La Luce Nelle Nuvole”, ma anche alcuni pezzi dei primi album del cantautore per farli vibrare ed esplodere in evoluzioni rock. Brani che non possono essere considerati esclusivamente cantautorali ma ammiccano al synth pop, prendendo in prestito elementi tipici della musica classica, o del jazz, rielaborandoli in una nuova veste delicata e fresca. Canzoni che raccontano storie differenti, profonde, colorate, realizzate grazie al contributo di molti talentuosi collaboratori tra cui Mauro Montalbetti, Lele Battista e il trombettista Fulvio Sigurtà (“Best New Talent” Top Jazz 2011).
SPECIAL GUESTS:
FULVIO SIGURTA’: tromba
EMANUELE MANISCALCO: batteria
WALTER BELTRAMI: chitarra
BAND:
PAOLO CATTANEO: voce, celesta, chitarra, basso
FIDEL FOGAROLI: rhodes, piano, synth
NICOLA PANTEGHINI: chitarra, mandolino, voce
BEPPE FACCHETTI: batteria
RONNIE AMIGHETTI: chitarra acustica, basso, voce
ANDREA PONZONI: elettronica
MARCO FRANZONI: direttore di palco
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Una compagnia di danzatori superlativa, una star dell’elettronica come Ben Frost, l’installazione visiva curata dal collettivo “rAndom International” vincitore di numerosi premi internazionali di art & design, rendono FAR uno dei lavori più belli e ammirati del coreografo inglese. McGregor, appassionato studioso delle scienze, prosegue, forte del successo mondiale di Entity già ospitato al Teatro Grande, la fase creativa con il supporto di tre scienziati cognitivisti con cui testare, grazie all’ideazione di un apposito software, nuovi ed inesplorati movimenti. Una danza matematica, di meccanica precisione, in cui i corpi dei danzatori disegnano con eccezionale bravura rapidissimi movimenti e figure memorabili. Wayne McGregor | Random Dance è compagnia residente al Sadler’s Wells e Wayne McGregor è coreografo residente al Royal Ballet.
International Theatre Institute Award
for Excellence in Dance
Time Out Awards for Outstanding
Achievement in Dance
IMZ Dance Screen Award
Ideazione e direzione Wayne McGregor
Coreografia Wayne McGregor
in collaborazione con i danzatori
Luci Lucy Carter
Scene rAndom International
Costumi Moritz Junge
Musica originale Ben Frost
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27 novembre 1945, ore 17.30: al Teatro Nuovo di Milano debutta l’Orchestra I Pomeriggi Musicali. Il Teatro Grande celebra i 70 anni dell’Orchestra con un importante concerto che vede la partecipazione di due musicisti di fama internazionale: Ottavio Dantone e Viktoria Mullova. Ottavio Dantone è regolarmente ospite dei più prestigiosi teatri d’opera e festival internazionali. Moltissime le registrazioni radiofoniche e televisive, nonché quelle discografiche sia come solista che come direttore, per le quali ha ottenuto prestigiosi premi e riconoscimenti dalla critica internazionale.
Lo straordinario talento di Viktoria Mullova si è imposto all’attenzione internazionale quando vinse, nel 1980, il 1° Premio al Concorso Sibelius di Helsinki e nel 1982 la Medaglia d’oro al Concorso Cˇajkovskij. Da allora ha suonato in tutto il mondo con le più grandi orchestre e i più celebri direttori. È conosciuta per la straordinaria versatilità ed integrità musicale e la sua curiosità fa sì che ella abbia esplorato ed esplori tutto il repertorio per violino, dal barocco alla musica contemporanea, dalla world fusion alla musica sperimentale. Suona lo Stradivari Julius Falk del 1723 e un Guadagnini.
PROGRAMMA:
F. Haydn Ouverture da “Il mondo della luna”
F. Mendelssohn Bartholdy Concerto per violino e orchestra, op.64
Sinfonia n.4, “Italiana”, op. 90
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Artista capace di creare opere di una bellezza stupefacente, Shen Wei presenta due dei suoi lavori più famosi.
Map si costruisce sul potere dei corpi e sul ritmo della musica di Steve Reich per culminare in un magistrale vortice di velocità ed energia. Per poter creare una danza astratta fatta di puro movimento, Shen Wei sviluppa tecniche che esplorano i concetti di rotazione, salto, isolamento interiore e movimento individuale interiore, disegnando “mappe del movimento” della sua personalissima arte coreografica.
Folding mescola la danza occidentale ai movimenti dell’Opera tradizionale cinese, i canti buddisti tibetani alle melodie eteree di John Tavener. Il grande fondale dipinto a mano da Shen Wei crea un’atmosfera surreale in un universo in cui i corpi bianchi avvolti in abiti rossi e neri si trasformano continuamente. Folding è allo stesso tempo pacato ed emozionante, bello e complesso, elegante e spaventoso, umano e astratto.
MACARTHUR “GENIUS” AWARD
LES ETOILES DE BALLET AWARD, BALLET2000 MAGAZINE
BEST DANCE WORK, HELPMANN AWARD, AUSTRALIA
MAP
Ideazione, direzione e coreografia Shen Wei
Musica Steve Reich
Luci Scott Bolman
Scene e costumi Shen Wei
FOLDING
Ideazione, direzione e coreografia Shen Wei
Musica John Tavener e Canti buddisti tibetani
Luci David Ferri
Scene e costumi Shen Wei
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Il virtuosismo unico di Sentieri selvaggi si scatena in atmosfere elettriche, cariche di energia, alternate a pagine apparentemente più tranquille dove però la tensione sotterranea non viene mai meno. Un concerto esplosivo che apre una finestra su alcune delle partiture più interessanti del panorama compositivo contemporaneo: tante voci diverse, appartenenti a generazioni differenti, ci parlano di quello che significa scrivere musica oggi.
PROGRAMMA
Filippo Del Corno
Dogma#6, per 6 strumenti (2005)
Armando Gentilucci
Le clessidre di Dürer, per 4 strumenti (1985)
Mauro Montalbetti
Altre Solitudini, per violino e ensemble (2015)
Virginia Guastella
So far* so good, per ensemble (2014)
Franco Donatoni
Arpège, per ensemble (1986)
Carlo Boccadoro,
Bad Blood, per pianoforte e 5 strumenti (2002)
SENTIERI SELVAGGI ENSEMBLE
Paola Fre flauto
Mirco Ghirardini clarinetto
Andrea Dulbecco vibrafono e percussioni
Andrea Rebaudengo pianoforte
Piercarlo Sacco violino
Aya Shimura violoncello
Carlo Boccadoro direzione
