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Per la prima volta a Brescia, Svetlana Zakharova è da molti considerata la più importante étoile al mondo.
Prima ballerina del Bol’šoj di Mosca e ballerina étoile del Teatro alla Scala di Milano, Svetlana Zakharova ha uno stile che racchiude bellezza, eleganza e perfezione tecnica. Una serata straordinaria per ammirare il talento e la grazia di un’artista sublime che si esibirà con lo storico Balletto dell’Opera di Kiev in Carmen Suite.

 

SHÉHÉRAZADE
Balletto in un atto
Libretto: Léon Bakst e Michail Fokin da Le mille e una notte
Coreografia: Michail Fokin (1910)
Musica: Nikolaj Rimskij-Korsakov
Scene e costumi: Marija Levicka e Daniil Taranin
Maître: Viktor Jaremenko

CARMEN SUITE
Balletto in un atto
Libretto: Alberto Alonso basato sulla novella Carmen di Prosper Mérimée
Coreografia: Alberto Alonso
Musica: Georges Bizet, Rodion Ščedrin
Scene: Boris Messerer
Maître: Azarij Pliseckij, Aleksandr Pliseckij

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Rufus Wainwright è uno dei più grandi cantautori della sua generazione e come pochi ha saputo approcciare il pop rimodellandolo secondo diverse attitudini e una scrittura sapiente. Le canzoni di Rufus traboccano di vita e verità. A tal proposito, Elton John lo ha definito “il più grande songwriter sul pianeta”.
L’approccio sonoro dell’artista newyorchese, totalmente unico nel suo genere, gli ha permesso di spaziare dal rock, all’opera, al teatro, alla danza e alle colonne sonore, registrando così alla voce “premi vinti” un BRIT Award per Best International Male Artist e due Juno Awards per Best Alternative Album.
Nel concerto al Teatro Grande porterà i brani tratti dal suo primo e tanto atteso Greatest Hits: “Vibrate: The Best Of”, una raccolta che celebrerà gli ormai 15 anni di carriera di questo incredibile artista newyorkese.
Uno dei più attesi concerti dell’anno, in sole tre date italiane.

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Ripensare la grande tradizione europea del quartetto d’archi in modo assolutamente innovativo e radicale: questa l’operazione effettuata da Steve Reich attraverso i tre lavori per quartetto d’archi e nastro che si potranno ascoltare nel concerto al Teatro Grande. Le testimonianze dei sopravvissuti all’Olocausto si trasformano in sorgente per idee musicali in Different Trains, uno sconvolgente documento e allo stesso tempo una delle pagine più importanti ed espressive per quartetto degli ultimi cinquant’anni. Il quartetto dialoga con la registrazione di se stesso in Triple Quartet, con risultati poliritmici e contrappuntistici di grande interesse, mentre in WTC 9/11 l’accento è ancora sulla drammaticità del mondo
contemporaneo, dove suoni, rumori e voci estratte della cronache della tragedia dell’11 Settembre a New York si mescolano alla voce del quartetto con risultati impressionanti per potenza evocativa.

Steve Reich     Differents trains
                                Triple Quartet
                                WTC 9/11

Sentieri selvaggi ensemble
Piercarlo Sacco violino
Enrica Meloni violino
Paolo Fumagalli viola
Aya Shimura violoncello

 

SENTIERI SELVAGGI

Sentieri selvaggi è un gruppo formato da alcuni tra i migliori musicisti italiani uniti nel progetto di avvicinare la musica contemporanea al grande pubblico. È stato fondato nel 1997 da Carlo Boccadoro, Filippo Del Corno e Angelo Miotto. Fin dall’esordio i concerti di Sentieri selvaggi si caratterizzano per le informali presentazioni parlate di ogni brano. Sentieri selvaggi stringe in 15 anni collaborazioni con i più importanti compositori della scena internazionale, come Lang, Andriessen, MacMillan, Glass, Bryars, Nyman, Wolfe, Vacchi, che scrivono partiture per l’ensemble o gli affidano le prime italiane dei loro lavori. Accanto a loro il gruppo promuove e diffonde una nuova generazione di compositori italiani, a partire dai fondatori Boccadoro e Del Corno per arrivare a Antonioni, Colasanti, Mancuso, Montalbetti e Verrando. Dal 1998 Sentieri selvaggi è regolarmente ospite delle più prestigiose stagioni musicali italiane (Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Teatro alla Scala, Biennale di Venezia), dei maggiori eventi culturali del nostro paese (Festival della Letteratura di Mantova, Notte Bianca di Roma, Festival della Scienza di Genova) e di importanti festival internazionali (Bang On A Can Marathon di New York, SKIF Festival di San Pietroburgo). A Milano il gruppo è partner dal 1998 con Teatridithalia, che ospita i concerti nelle proprie sedi teatrali e dal 2005 organizza una stagione di musica contemporanea con un cartellone di concerti, incontri, masterclass, incentrata ogni anno su uno specifico nucleo tematico. Per diffondere la musica contemporanea in contesti inusuali, Sentieri selvaggi collabora anche con scrittori, architetti, scienziati, video-maker, attori, registi, musicisti rock e jazz, abitando con i propri progetti spazi alternativi come gallerie d’arte, piazze, strade, centri commerciali e università.

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Questo Cuore non ha intenti morali. Tra i suoi compiti non vi è quello di educare i ragazzi ai buoni valori con la “V” maiuscola, per cui il famoso libro è tanto amato, quanto criticato. Non vuole fare l’elogio dei buoni e la condanna dei cattivi e non vuole neppure spingere sulla leva del sentimentalismo.
Cuore è un lavoro inattuale su un libro inattuale: questa è la sfida che lo spettacolo vuole raccogliere.
Il carattere ottocentesco è cioè una forma da interpretare con la distanza di una rappresentazione teatrale.
Rimane il piacere di conoscere una vera e propria estetica dei sentimenti, retaggio di un passato che consideriamo oggi come primitivo. Lo spettacolo sarà come un viaggio in quell’epoca.
Il linguaggio di Cuore sarà quello che si avvale dei colori sbiaditi dei grembiuli, dell’odore del cuoio delle cartelle, delle macchie d’inchiostro sui libri, dei cigolii dei banchi di legno e della polvere del gesso; non ci sono gli effetti speciali del moralismo ottocentesco. Si tratta di attirare il pubblico infantile con la forza invincibile del racconto del passato, giocando con quella “distanza” che viene dallo stupefacente anacronismo di questi racconti. La pompa magna della scrittura retorica di De Amicis non è qualcosa da liquidare con una prevedibile ironia. Al contrario: il gioco scoperto è quello di crederci per un’ora, come nell’imperfetto ludico dei giochi infantili. Facciamo che io ero una piccola vedetta lombarda…

 

RECITE RISERVATE ALLA SCUOLA PRIMARIA E ALLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO

Liberamente tratto dal libro Cuore di Edmondo De Amicis
ideazione e regia Silvia Costa
musica originale Lorenzo Tomio
assistente alla regia e cura dei costumi Laura Dondoli
disegni esecutivi e sviluppo della scena Maroussia Vaes
produzione Fondazione Teatro Grande di Brescia

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Il 9 maggio, giornata nazionale dedicata alle vittime delle stragi e del terrorismo, debutta al Teatro Grande di Brescia l’opera lirica Il Sogno di una cosa realizzata in occasione dei 40 anni dalla strage di Piazza Loggia. Un lavoro corale affidato a tre artisti italiani di straordinario talento: Mauro Montalbetti, affermato compositore contemporaneo, Marco Baliani, attore, drammaturgo e regista teatrale tra i più noti in Italia e Alina Marazzi, una delle firme più importanti del panorama cinematografico italiano.

Una commemorazione non può che fondarsi su un atto forte di memoria, ma Il Sogno di una cosa  vuole anche percorrere un tragitto diverso, diventando riflessione universale sulla violenza, sul potere, sull’infamia. È rimasta, di quella giornata, la registrazione del comizio in piazza che viene interrotto dallo scoppio della bomba con le voci del caos e della disperazione che ne seguirono: è un documento unico che fissa l’attimo della strage in una dimensione sonora. Noi vorremmo che quell’interruzione si trasformasse in un atto di resurrezione, proprio nel luogo simbolo della polis, il Teatro. Il Sogno di una cosa assume così la tenacia della memoria e lo sguardo dolce e fiero del futuro.

 

Nuova commissione
Prima rappresentazione assoluta
Brescia, 9 maggio 2014

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MERCOLEDÌ 7 MAGGIO ORE 17.00
PROVA APERTA DELL’OPERA
IL SOGNO DI UNA COSA
Riservato al pubblico delle scuole previa prenotazione

L’opera Il sogno di una cosa sarà ripresa in autunno all’interno della Stagione d’Opera 2014.

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Virgilio Sieni è il più importante coreografo italiano. Artista straordinario, ha ricevuto numerosi premi per la sua attività e dal 2013 è Direttore della Biennale Danza a Venezia.
Lo spettacolo nasce nel 2012, su invito del Museo della Memoria di Bologna, come testimonianza e denuncia della tragedia di Ustica del 27 giugno 1980; partendo da questa esperienza, è nata la volontà di continuare il percorso attraverso nuove opportunità d’incontro.
Di fronte agli occhi degli altri è un progetto raro, che si costruisce partendo dall’incontro con persone e comunità.
La struttura del lavoro si articola in un passaggio da mano a mano che avviene tra Sieni e gli ospiti: i partecipanti sono
coinvolti pienamente in danze adiacenti, a contatto, come risonanze continue dal di dentro, trame che di volta in volta si compongono rispetto alle singole identità. Tutto fa riferimento al vissuto di ciascuno, agli avvenimenti che hanno  tracciato, nel dolore e nella forza del resistere, le diverse esistenze.

Coreografia e Interpretazione Virgilio Sieni
Musica eseguita dal vivo Naomi Berrill (violoncello)
Produzione Compagnia Virgilio Sieni, Theatre Le Merlan Scene Nationale à Marseille

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La Fondazione del Teatro Grande ospita i concerti dei più interessanti allievi del Conservatorio Luca Marenzio offrendo loro la possibilità di esibirsi “da protagonisti” nei prestigiosi spazi del Teatro Grande all’interno della Stagione ufficiale della Fondazione.