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Turandot è una favola che ci porta a scoprire una Cina magica e grandiosa, dove – tra enigmi da risolvere, principi d’oriente, gong del destino, boia e fastosi palazzi imperiali – prende vita la storia della Principessa dal cuore di ghiaccio. Il regista Andrea Bernard sceglie come ambientazione della vicenda un museo, dove tra i visitatori ci sono anche il giovane Calaf, con il padre Timur e Liù. Il misterioso mondo di Turandot si materializza e riverbera tra statue, ceramiche pregiate, costumi tradizionali e stampe d’epoca. La lettura di un antico manoscritto anima le opere d’arte del museo e i visitatori vengono catapultati tra gli enigmi della Principessa Turandot, che – con l’aiuto di Ping, Pong e Pang, tre statue dell’esercito di terracotta – altro non aspetta che trovare il vero amore ed essere ricordata per sempre.

TURANDOT. ENIGMI AL MUSEO

da Turandot
Musica Giacomo Puccini
Libretto Giuseppe Adami e Renato Simoni
Adattamento musicale e drammaturgico a cura di AsLiCo
con i cantanti vincitori e finalisti delle ultime edizioni del Concorso AsLiCo

Direttore Sieva Borzak
Regia Andrea Bernard

Orchestra 1813
Produzione AsLiCo

Opera domani XXVIII edizione
Progetto per la produzione di opere liriche introdotte da percorsi didattici

Scarica il kit dello spettacolo per partecipare all’opera: KIT PER SPETTATORI E SPETTATRICI

DURATA: 70 minuti ca.

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Dall ‘800 scienza e arte si sono incrociate con modalità complesse, articolate, contraddittorie. Sovente le scienze esatte hanno abbracciato la mistica, apparentemente contraria all’impianto intellettuale della ricerca, ma con molte tangenze, come ricorda bene la ricerca teorica di Norbert Wiener sull’origine del computer, in cui la teologia è un punto di riferimento. Una storia non canonica dell’arte, quindi, che trae il proprio titolo da una opera capitale, e molto misteriosa di Giacomo Balla, di cui gli studiosi non hanno ancora decodificato tutte le allusioni, passando per Maurits Escher, Lucio Saffaro, Paul Klee, il mondo optical degli anni ’60 e esiti recenti delle arti.

Luca Scarlini è scrittore, drammaturgo per teatri e musica, narratore, performance artist, raccontatore d’arte, collabora con numerosi musei.

#nonsoloscienza 2 è un progetto di Fondazione della Comunità Bresciana in partnership con Fondazione del Teatro Grande di Brescia, supportato da Fondazione Alessandra Bono, per avvicinare gli studenti di Brescia e provincia alle materie scientifiche attraverso il teatro. Il progetto si pone in continuità con l’azione in contrasto alla povertà educativa che beneficia del sostegno di Fondazione Cariplo.

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Il regno del lupo è avvolto da un velo di mistero e fascino, è un mondo dove la scienza incontra le leggende. Ma cosa sappiamo veramente di questo maestoso predatore? La sua esistenza è una danza tra realtà e mito, in un equilibrio delicato che sfida la nostra comprensione. Gli strumenti della scienza possono aiutarci a svelare i segreti della biologia, del comportamento e della conservazione del lupo e a comprendere come questi animali influenzino gli ecosistemi e la cultura umana, sfatando miti e malintesi. Ma c’è di più: parlare di lupi è anche un tributo al potere e alla determinazione delle donne nella scienza. In un campo dominato tradizionalmente dagli uomini, possiamo scoprire come la passione, la curiosità e la perseveranza possano aprire nuove frontiere nella comprensione del mondo naturale. Esamineremo come il pensiero scientifico unito alla sensibilità femminile, privo di pregiudizi e aperto alle nuove scoperte, sia essenziale per affrontare le sfide della conservazione e promuovere una coesistenza equilibrata tra l’uomo e la natura selvaggia. Un viaggio in cui la scienza si fa strumento di verità e scoperta, dove i lupi ci insegnano lezioni di sopravvivenza e adattamento, e dove le donne nella scienza dimostrano che il vero mistero è nella profondità della conoscenza.

Zoologa specializzata in conservazione della biodiversità animale, Mia Canestrini da oltre 15 anni si dedica a progetti di conservazione del lupo, la specie più iconica della natura selvaggia.

#nonsoloscienza 2 è un progetto di Fondazione della Comunità Bresciana in partnership con Fondazione del Teatro Grande di Brescia, supportato da Fondazione Alessandra Bono, per avvicinare gli studenti di Brescia e provincia alle materie scientifiche attraverso il teatro. Il progetto si pone in continuità con l’azione in contrasto alla povertà educativa che beneficia del sostegno di Fondazione Cariplo.

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Planetario è un progetto innovativo e coinvolgente, un connubio riuscito tra musica e scienza. Lo spettacolo è un viaggio indimenticabile nello spazio, raccontato con piacevole leggerezza dall’astrofisico Fabio Peri – Direttore scientifico del Planetario di Milano – e musicato dal vivo da quattro straordinari musicisti. L’Astrofisico illustrerà le meraviglie del cosmo e il mistero della sua nascita, le costellazioni e la loro mitologia, il rapporto tra l’Uomo e l’Infinito, il tutto veicolato da un’incredibile capacità di coinvolgere il pubblico con un linguaggio semplice ed accessibile. Con lui, i Deproducers, un gruppo nato dall’incontro di quattro grandi produttori e musicisti: Vittorio Cosma, Riccardo Sinigallia, Max Casacci, Gianni Maroccolo.

Il collettivo Deproducers si propone di musicare dal vivo conferenze scientifiche raccontate in maniera rigorosa ma accessibile. Con questo obiettivo i musicisti Vittorio Cosma, Riccardo Sinigallia, Gianni Maroccolo e Roberto Angelini creeranno sul palco un tappeto sonoro che trascinerà l’ascoltatore dritto nel centro della volta celeste. Immagini ufficiali dell’ESA faranno da corredo allo spettacolo.

#nonsoloscienza 2 è un progetto di Fondazione della Comunità Bresciana in partnership con Fondazione del Teatro Grande di Brescia, supportato da Fondazione Alessandra Bono, per avvicinare gli studenti di Brescia e provincia alle materie scientifiche attraverso il teatro. Il progetto si pone in continuità con l’azione in contrasto alla povertà educativa che beneficia del sostegno di Fondazione Cariplo.

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Domenica 19 maggio alle ore 17.00 gli allievi del progetto Facciamo la Banda saliranno sul palcoscenico del Teatro Grande per la tradizionale esibizione annuale di fine corso. Il progetto educativo, nato dalla proficua collaborazione tra la Fondazione del Teatro Grande e la Banda Cittadina Isidoro Capitanio, permette ogni anno ai giovani tra i 9 e i 12 anni di avvicinarsi allo studio di uno strumento musicale e di provare l’esperienza di far parte di un corpo bandistico. Le lezioni di musica, iniziate lo scorso ottobre presso gli spazi storici del Grande e presso la sede della Banda, offrono ai giovani studenti la possibilità di preparare un’esibizione conclusiva dell’anno accademico e di confrontarsi con un pubblico prestigioso come quello del Massimo cittadino. Il concerto sarà offerto gratuitamente alla città.

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La transizione energetica, focalizzandosi sullo sviluppo di tecnologie a basse emissioni di carbonio, introduce nuove possibilità di sviluppo. Ma questo porta anche ad affrontare nuove “avventure”, come per esempio capire da dove provengono i materiali che utilizziamo, per quanto saranno ancora disponibili e come trattarli a fine vita, cercando di limitare l’impatto sull’ambiente. È come quando impariamo un nuovo gioco, per cui è necessario capire nuove regole, per cercare di fare sempre meglio. Ottimizzare processi di produzione, innovare nei materiali e gestire con efficacia i rifiuti emergono come punti critici per una transizione energetica sostenibile. Affrontare queste sfide richiede una ricerca continua e una collaborazione generale per tracciare il percorso verso un futuro più pulito ed efficiente.

Esperta di economia circolare, Elza Bontempi ha una conoscenza approfondita dei materiali e degli eco-materiali; focalizza la sua ricerca sull’innovazione sostenibile, sulla gestione ambientale strategica e sul recupero sostenibile delle materie prime.

#nonsoloscienza 2 è un progetto di Fondazione della Comunità Bresciana in partnership con Fondazione del Teatro Grande di Brescia, supportato da Fondazione Alessandra Bono, per avvicinare gli studenti di Brescia e provincia alle materie scientifiche attraverso il teatro. Il progetto si pone in continuità con l’azione in contrasto alla povertà educativa che beneficia del sostegno di Fondazione Cariplo.

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Laboratori, installazioni, performance per l’infanzia

L’autunno segna il ritorno de Il Grande per i piccoli, evento dedicato alle bambine e ai bambini under11 e alle loro famiglie. Le sale del Teatro Grande saranno trasformate in un grande spazio multidisciplinare con laboratori, aree gioco, attività tematiche e narrazioni. La giornata proseguirà poi con uno spettacolo, per concludere in Sala Grande uno tra gli appuntamenti che maggiormente promuovono l’avvicinamento dei giovanissimi ai nuovi linguaggi performativi e al mondo del Teatro.

Programma in via di definizione.

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Il “mistero” è l’esperienza più bella che possiamo fare, diceva Albert Einstein, culla dell’arte e della scienza. E la scienza affronta l’ignoto per aiutarci a scoprire ciò che ancora non conosciamo. Tra fenomeni inspiegati e classici del “mistero”, una cavalcata per scoprire perché la scienza, nonostante i suoi limiti, è quanto di più prezioso l’uomo sia riuscito a inventare. Spesso crediamo alla magia, ai fenomeni paranormali o alle notizie più improbabili perché, in qualche modo, i nostri sensi e il modo in cui funziona la nostra mente ci hanno spinto a credere all’incredibile. Crediamo, insomma, quello che vedono i nostri occhi, che sentono le nostre orecchie o che ci sembra a una prima impressione: dimenticando, però, che talvolta possiamo tutti cadere in errore. Un viaggio tra paradossi percettivi e trabocchetti cognitivi che ci farà toccare “con mano” come la nostra mente può trarci in inganno e farci credere a fenomeni inesistenti. Ma ci farà anche scoprire come ragionare “da scienziati” sia forse la carta vincente per non lasciarsi ingannare.

Scrittore, docente universitario e divulgatore scientifico, Massimo Polidoro è noto per le sue indagini scientifiche su bufale e presunti misteri che racconta sulla carta, in TV, sui social e da qualche tempo anche in teatro.

#nonsoloscienza 2 è un progetto di Fondazione della Comunità Bresciana in partnership con Fondazione del Teatro Grande di Brescia, supportato da Fondazione Alessandra Bono, per avvicinare gli studenti di Brescia e provincia alle materie scientifiche attraverso il teatro. Il progetto si pone in continuità con l’azione in contrasto alla povertà educativa che beneficia del sostegno di Fondazione Cariplo.

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Perché fare divulgazione scientifica è così importante al giorno d’oggi? In che modo questa passione può diventare un lavoro? Stefano Gandelli di Geopop ci racconterà per quale motivo la “scienza spiegata in modo semplice” è un elemento chiave per comprendere il mondo che ci circonda e, soprattutto, come fa ad essere una tra le più grandi armi che abbiamo per difenderci dalle fake news.

Stefano Gandelli è content creator di Geopop, tra i progetti di divulgazione scientifica più seguiti sul web (Youtube, Tik Tok e Instagram).

#nonsoloscienza 2 è un progetto di Fondazione della Comunità Bresciana in partnership con Fondazione del Teatro Grande di Brescia, supportato da Fondazione Alessandra Bono, per avvicinare gli studenti di Brescia e provincia alle materie scientifiche attraverso il teatro. Il progetto si pone in continuità con l’azione in contrasto alla povertà educativa che beneficia del sostegno di Fondazione Cariplo.

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Archi, chitarre, ocra, stagno, impressionisti e altre avventure.
Come scienza e tecnologia hanno dato vita alla nostra arte.

Fin dalla preistoria le scoperte scientifiche e tecnologiche hanno permesso di immaginare e produrre gli strumenti per esprimere i nostri sentimenti, le nostre paure e fragilità ma anche i nostri entusiasmi e le nostre ambizioni, che poi, a loro volta, ci hanno definito come esseri umani. Insomma, scienza e tecnologia disegnano da sempre il nostro modo di essere umani. Nella performance si andrà alla scoperta dell’origine della musica e poi di quella della pittura, incontrando dispositivi, scienza, intuizioni progettuali senza le quali non saremmo quello che siamo. Il viaggio aiuta a riflettere sulla coesione dei saperi, invitando a smettere di dividere le materie umanistiche da quelle scientifiche e tecniche. Sarà come riscoprire e risvegliare l’uomo rinascimentale che sonnecchia dentro di noi.

ATTO I – Homo sapiens e la tecnologia
ATTO II – L’arco da caccia e l’invenzione di armonia e melodia
ATTO III – Il tubetto di stagno e l’invenzione dell’espressionismo

#nonsoloscienza è un progetto di Fondazione della Comunità Bresciana in partnership con Fondazione del Teatro Grande di Brescia, supportato da Intesa Sanpaolo e Fondazione CESVI, per avvicinare gli studenti di Brescia e provincia alle materie scientifiche attraverso il teatro.