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Con L’Heure Exquise, basato su Oh, les beaux jours (Giorni felici), uno dei momenti più alti del teatro di Samuel Beckett, Alessandra Ferri celebra i quarant’anni di carriera interpretando un ruolo significativo, giusto e emozionante per l’artista che è ora: Winnie, la ballerina “âgée” immaginata nel 1998 da Maurice Bejart che nella sua malinconica solitudine vive nei gioiosi ricordi dei suoi giorni felici.
Willy, impersonato da Thomas Whitehead, è un ex-partner di Lei, sommersa non dalla famosa collina di sabbia, ma da una montagna di vecchie scarpette da punta.
Un altro personaggio femminile per Alessandra Ferri, come Virginia Woolf, Eleonora Duse e Léa di Chéri, tutte donne eccezionali che appartengono a questo capitolo della sua vita.

 

L’HEURE EXQUISE
Variazioni su un tema di Samuel Beckett “Oh, les beaux jours”

 

Regia e coreografia Maurice Béjart
Rimontata da Maina Gielgud
su gentile concessione di Fondation Maurice Béjart
Musiche di Anton Webern, Gustav Mahler, Wolfgang Amadeus Mozart, Franz Lehar
Scene Roger Bernard
Luci Maina Gielgud, Marcello Marchi
Costumi Luisa Spinatelli

 

Interpreti
Lei                          Alessandra Ferri
Lui                          Thomas Whitehead


Durata 70 minuti

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Il lavoro Save the last dance for me del pluripremiato coreografo e danzatore Alessandro Sciarroni nasce in collaborazione con Giancarlo Stagni, un maestro di balli Filuzziani che ha ridato vita all’antica tradizione bolognese della Polka Chinata grazie alla riscoperta e allo studio di alcuni video di documentazione risalenti agli anni ’60. Alessandro Sciarroni scopre questa danza nel dicembre 2018 quando era praticata in Italia solo da cinque persone. Una performance sul corpo e sulla memoria con l’obiettivo di diffondere e ridare vita a questa tradizione popolare in via d’estinzione.

 

 

Invenzione Alessandro Sciarroni
Con Gianmaria Borzillo e Giovanfrancesco Giannini
Collaborazione artistica Giancarlo Stagni
Musica Aurora Bauzà e Pere Jou (Telemann Rec.)
Abiti Ettore Lombardi


Durata 30 minuti

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Cosa resta oggi di un’opera coreografica considerata una pietra miliare della storia della danza occidentale dell’inizio del XX secolo? In che forme e in quali corpi è sopravvissuta nel tempo? Chi ne raccoglie l’eredità e perché? In quali contesti culturali e geografici può riemergere? Come è stata trasformata dalle molte rivisitazioni susseguitesi nel corso di oltre un secolo? Come risuona nei coreografi di oggi e che valori può trasmettere in futuro?

Il progetto Swans never die invita il pubblico a pensare a La morte del cigno, un solo considerato una pietra miliare della storia della danza del XX secolo, come un’opportunità per conoscere stili, tecniche, identità e culture. Le istituzioni partner del progetto propongono una programmazione congiunta (in presenza e online) che alterna spettacoli, workshop, incontri con gli artisti, webinar e residenze artistiche per invitare il pubblico a scoprire le diverse possibilità di mettersi sulle tracce di un classico grazie alle sue riletture contemporanee. Seguendo le tappe di questo viaggio tra storia e memoria lo spettatore avrà modo di scoprire un’opera coreografica del passato e le molte forme di esistenza della danza nel tempo da quando fu coreografato da Michel Fokine per Anna Pavlova nel 1905.


Swaën
Coreografia e danza di Camilla Monga
Musica Filippo Vignato, Emanuele Maniscalco
Disegno luci e allestimento scenico Camilla Monga
Consulenza tecnica Walter Ballini

Open drift
Coreografia Philippe Kratz
Performer Antonio Tafuni e Nagga Baldina
Musica Borderline Order

La morte del cigno
Danza Virna Toppi
Coreografia Michel Fokine
Musica Camille Saint-Saëns


Partner del progetto: Fondazione Piemonte Dal Vivo, APS Arcigay Il Cassero di Bologna, Comune di Bassano del Grappa, Fondazione Haydn di Bolzano e Trento, Triennale Milano Teatro (Fondazione CRT/Teatro dell’Arte), Fondazione del Teatro Grande di Brescia, Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali – Università Ca’ Foscari Venezia, DAMS – Università degli Studi di Torino.

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La Natura delle cose di Virgilio Sieni è ispirato al De rerum natura di Lucrezio e incontra lo spirito e gli intenti del filosofo latino, riflettendo sull’oggi: la danza, partendo dalla costruzione coreografica e dalla riflessione sul movimento del corpo nella scena, arriva a definire una poesia fisica che richiama uno sguardo pronto ad aprirsi su accadimenti estremi e impressionanti, che sfuggono al dominio della razionalità.
Lo spettacolo si avvale per la drammaturgia della prestigiosa collaborazione di Giorgio Agamben – tra i più importanti e originali filosofi del nostro tempo – e per le musiche del compositore Francesco Giomi, oltre alla collaborazione con Nada per i testi registrati che accompagnano lo spettacolo.

Dal De rerum natura di Lucrezio
Regia, coreografia, scene Virgilio Sieni
Collaborazione alla drammaturgia e traduzioni Giorgio Agamben
Con Ramona Caia, Jari Boldrini, Nicola Cisternino, Maurizio Giunti, Andrea Palumbo
Musiche originali Francesco Giomi
Voce Nada Malanima
Costumi Geraldine Tayar ed Elena Bianchini
Strutture gonfiabili Fly In Balloons s.r.l.
Maschere animali Chiara Occhini
Prosthesis e consulenza meccanismi, automazioni Giovanna Amoroso e Istvan Zimmermann-Plastikart
Si ringrazia Tempo Reale Firenze

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Nel 2020 Hofesh Shechter ha festeggiato il decimo anniversario del suo iconico capolavoro Political Mother, creandone una nuova e potente versione per la compagnia giovanile Shechter II. Basandosi su una originale composizione musicale a cura dello stesso Shechter, Political Mother Unplugged evoca la ferocia e lo spirito della prima versione, trasportandola in una nuova era e per una nuova generazione di danzatori, scelti tra i più talentuosi del mondo. Political Mother Unplugged conduce lo spettatore in un universo di rare emozioni e di intense sensazioni in cui i movimenti tribali di Shechter, le incredibili doti dei suoi danzatori, la musica vibrante e un raffinato gioco di luci e proiezioni creano un’esperienza unica.

Coreografia e musica Hofesh Shechter
Designer video proiezioni Shay Hamias
Disegno luci originale Lee Curran
Disegno costumi originale Merle Hensel
Collaborazione musicale originale Nell Catchpole e Yaron Engler

 

La performance prevede musica ad alto volume, effetto fumo e 30 secondi di luci strobo.

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Dopo la calorosa accoglienza ricevuta dal pubblico, il Teatro Grande ripropone Joseph Kids in cartellone. Alessandro Sciarroni, coreografo italiano contemporaneo più rappresentato a livello internazionale, ha la geniale abilità di mostrare con leggerezza e sostanza la forza indagatrice dell’artista nei confronti dell’universo infantile.

Joseph Kids è uno spettacolo che sa divertire e far riflettere, che sa far maturare l’idea di potersi muovere in uno spazio performativo in una maniera mai scontata, acquisendo maggior consapevolezza di sé e dell’altro. È un lavoro che prende in considerazione la profonda intelligenza e intuizione che ogni giovane spettatore (e possibile performer) porta con sé. In scena un unico interprete, un uomo solo, davanti ad un computer portatile. L’interprete va alla ricerca della sua immagine che, di volta in volta, viene proiettata, deformata, raddoppiata e scomposta attraverso una webcam e alcuni semplici effetti video. Il giovane pubblico in sala viene inglobato in una grande videoproiezione che riproduce fedelmente la schermata del computer, per poi venir ulteriormente sorpreso da un finale inaspettato.

Spettacolo consigliato a un pubblico dai 5 anni in su.

Invenzione Alessandro Sciarroni
Con Michele Di Stefano e Marco D’Agostin
Ufficio stampa Beatrice Giongo
Amministrazione Chiara Fava
Cura, promozione, sviluppo Lisa Gilardino
Produzione corpoceleste_C.C.00#
Coproduzione ARMUNIA/FESTIVAL INEQUILIBRIO
Con il sostegno di MARCHE TEATRO
In collaborazione con Teatro Pubblico Pugliese/La scena dei ragazzi

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Coreografia Dada Masilo
Musica Tlale Makhene, Leroy Mapholo, Ann Masina, Nathi Shongwe

Dopo i suoi Swan Lake, Carmen e Giselle, Dada Masilo torna ad interpretare i grandi classici del balletto facendosi ispirare questa volta dalla Sagra della Primavera di Stravinskij.
Ma non è la fusione e la sovrapposizione di danze e bagagli culturali differenti a muovere questa volta la coreografa, che sembra invece rivolgersi al minimalismo e all’energia della danza Tswana, nata nel Botswana e unica per ritmo ed espressività. «Malgrado la mia formazione fino a oggi non ho mai studiato il movimento Tswana – racconta – eppure è parte della mia cultura e delle mie origini».
Cosa è oggi un sacrificio? Ed è davvero necessario per il cambiamento? A partire da queste domande la coreografa costruisce un nuovo tessuto narrativo che la conduce a lavorare sulla sua identità: i canti collettivi, i riti ma anche il dolore e la sofferenza che gli umani possono infliggersi vicendevolmente.
Con una comunità di 12 interpreti in scena, Dada Masilo presenta il suo spettacolo come un punto interrogativo sulla possibilità di raccontare e scrivere una nuova Storia che possa liberarci dalla crudeltà.

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Nel flamenco, come in ogni altra arte, storici, specialisti e critici hanno progressivamente definito i periodi di riferimento. L’età dell’oro del Flamenco corrisponde a un periodo che va dalla fine del XIX secolo fino agli anni ‘30 del XX secolo. Questo periodo si contraddistingue in modo particolare per la danza e il canto, la chitarra subentrerà più avanti.
Nel suo spettacolo Israel Galván – considerato a livello internazionale come il più grande interprete del flamenco – fa risorgere quest’epoca meravigliosa, con la collaborazione dei fratelli David e Alfredo Lagos (rispettivamente cante e toque). Un’interpretazione che si distoglie dai percorsi battuti, stravolgendo i canoni e miscelando sapientemente tradizione e contemporaneità.

 

ISRAEL GALVÁN COMPANY
Direttore Israel Galván
Direttore artistico Pedro G. Romero
Coreografia e danza Israel Galván
Canto David Lagos
Chitarra Alfredo Lagos
Fonico Pedro León
Luci Rubén Camacho
Produzione A Negro Producciones, Cisco Casado
Debutto 26 febbraio 2005, IX Festival di Jerez

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BEAT è partito dal mettere in discussione il significato di far parte di una generazione cresciuta con la promessa di infinite possibilità. Si è sviluppato in una continua ricerca su come ci identifichiamo, come ci riconosciamo (o no) nelle/negli altr* e come siamo in grado di proiettare più immagini di noi stess*. Ora immaginiamo BEAT come una celebrazione della fatica, del dolore e dell’incertezza di decidere giorno per giorno – momento per momento – chi siamo. Una persona. Sul posto. Reinventarsi continuamente.

 

Interpretato da Margherita Elliot
DJs Martha
Luci Seth Rook Williams
Costumi KASPERSOPHIE
Drammaturgo Simon Ellis
Outside Ear Alberto Ruiz Soler
Manager di produzione Fergus Waldron
Produttrice Sarah Maguire
Movement Advisor Olmo Hidalgo
Diretto da Moreno Solinas, Igor Urzelai
Co- prodotto da Theatre de la Ville
Finanziato da National Lottery through Arts Council England
Commissionato da The Place, The Lowry and Cambridge Junction
Supportato da the Spanish Embassy Office of Cultural and Scientific Affairs, Siobhan Davies Dance, Dance4, TIR Danza, Workshop Foundation, Dantzagunea, l’Animal a l’esquena, BAD Festival, S’ALA and The Point.
Ringraziamenti: Angelica Bollettinari, Alice Elliot, Martin Holbraad, I Matti (Gameshow), Animali Domestici, Francesca Pennini, Margherita d’Aloja e Marisa Lim.

 

Avvisiamo il gentile pubblico che lo spettacolo prevede effetti strobo.

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A partire dalla versione di Marius Petipa/Lev Ivanov nel 1894, Il lago dei cigni rappresenta come pochi altri balletti l’immagine mitica della danza accademica.
Nella coreografia ideata per il Ballet de l’Opéra national du Rhin, Radhouane El Meddeb decostruisce la tessitura classica – conservandone l’eccellenza e la magia – per rendere la celebre storia d’amore più romantica ed emozionale facendo leva sulla parte più carnale ed emotiva del corpo.

LE LAC DES CYGNES o IL LAGO dei CIGNI
RADHOUANE EL MEDDEB
PIOTR ILLITCH TCHAÏKOVSKI
CCN•BALLET DE L’OPÉRA NATIONAL DU RHIN
Creazione gennaio 2019 per la compagnia

Ballet de l’Opéra national du Rhin
Direttore artistico Bruno Bouché
Coreografia Radhouane El Meddeb
Musica Piotr Ilič Čajkovskij
Scene Annie Tolleter
Costumi Celestina Agostino
Luci Éric Wurtz
Maestri di Ballo Claude Agrafeil, Adrien Boissonnet
Produzione Ballet de l’OnR | Compagnie de SOI