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Væver è un progetto che offre un punto di vista inedito e stimolante nel campo della performance d’improvvisazione. Emanuele Maniscalco, polistrumentista affermato di origini bresciane, sviluppa un linguaggio profondo ed essenziale, prendendo spunto da diverse influenze che spaziano dal jazz all’ambient music, dalla musica popolare brasiliana a quella colta del Novecento, da Bach all’art pop. Ogni idea musicale è tradotta attraverso le azioni coreografiche di Camilla Monga e il risultato è tanto potente quanto delicato: Væver diviene un luogo in cui il limite diventa forza, coabitato da danza e musica. La coreografia è concepita come una trama in continua evoluzione in cui la ripetizione diviene forma di cambiamento. Il corpo è alter-ego della performance musicale che tramite una combinazione ciclica di immagini si fa interprete di come vede il mondo o lo vorrebbe vedere.

Progetto di Camilla Monga ed Emanuele Maniscalco
Coreografia e danza Camilla Monga
Musica (batteria e synth) Emanuele Maniscalco
Coproduzione Cango Virgilio Sieni – VAN Associazione Culturale
Produzione Fondazione Teatro Grande di Brescia

 

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Ghost è la nuova creazione ideata dal duo composto dalla coreografa e danzatrice Sonia Brunelli e dalla musicista Leila Gharib, con la collaborazione del regista-designer londinese Simon Vincenzi. Ghost prende ispirazione dalla cultura footwork, genere di street dance nata a Chicago verso la fine degli anni ’90 che si è imposta come una tendenza delle sottoculture urbane. La compagnia Barokthegreat reinterpreta questa ritmica in un processo di astrazione in cui gli arti sembrano prendere una vita propria, facendo emergere l’aspetto più fantasmatico di gambe e piedi di un corpo danzante.

Concept Barokthegreat
Danza e coreografia Sonia Brunelli
Musica Leila Gharib
Cooperazione artistica Simon Vincenzi
Coproduzione Schauspiel Leipzig, Xing/Live Arts Week
Con il supporto di CiCi Centro interdisciplinare di Cultura italiana – Universität Leipzig

 

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La Natura delle cose di Virgilio Sieni è ispirato al De rerum natura di Lucrezio e incontra lo spirito e gli intenti del filosofo latino, riflettendo sull’oggi: la danza, partendo dalla costruzione coreografica e dalla riflessione sul movimento del corpo nella scena, arriva a definire una poesia fisica che richiama uno sguardo pronto ad aprirsi su accadimenti estremi e impressionanti, che sfuggono al dominio della razionalità.
Lo spettacolo si avvale per la drammaturgia della prestigiosa collaborazione di Giorgio Agamben – tra i più importanti e originali filosofi del nostro tempo – e per le musiche del compositore Francesco Giomi, oltre alla collaborazione con Nada per i testi registrati che accompagnano lo spettacolo.

Dal De rerum natura di Lucrezio
Regia, coreografia, scene Virgilio Sieni
Collaborazione alla drammaturgia e traduzioni Giorgio Agamben
Con Ramona Caia, Jari Boldrini, Nicola Cisternino, Maurizio Giunti, Andrea Palumbo
Musiche originali Francesco Giomi
Voce Nada Malanima
Costumi Geraldine Tayar ed Elena Bianchini
Strutture gonfiabili Fly In Balloons s.r.l.
Maschere animali Chiara Occhini
Prosthesis e consulenza meccanismi, automazioni Giovanna Amoroso e Istvan Zimmermann-Plastikart
Si ringrazia Tempo Reale Firenze

 

 


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Il lavoro Save the last dance for me del pluripremiato coreografo e danzatore Alessandro Sciarroni nasce in collaborazione con Giancarlo Stagni, un maestro di balli Filuzziani che ha ridato vita all’antica tradizione bolognese della Polka Chinata grazie alla riscoperta e allo studio di alcuni video di documentazione risalenti agli anni ’60. Alessandro Sciarroni scopre questa danza nel dicembre 2018 quando era praticata in Italia solo da 5 persone. Il progetto prevede una performance eseguita dai due danzatori e ha l’obiettivo di diffondere e ridare vita a questa tradizione popolare in via d’estinzione.

 

Invenzione Alessandro Sciarroni
Con Gianmaria Borzillo e Giovanfrancesco Giannini
Collaborazione artistica Giancarlo Stagni
Musica Aurora Bauzà e Pere Jou (Telemann Rec.)
Abiti Ettore Lombardi
Direzione tecnica Valeria Foti
Promozione, consiglio, sviluppo Lisa Gilardino
Amministrazione, produzione esecutiva Chiara Fava
Comunicazione Damien Modolo


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Com’è costruito un assolo? Qual è la relazione dell’emozione con il movimento? Quand’è che il gesto diventa danza? Qual è la relazione tra il danzatore e la scenografia? E soprattutto, come si crea il misterioso e magico legame tra l’artista e il pubblico? Eseguendo dal vivo alcuni estratti del repertorio del Tanztheater, Cristiana Morganti racconta il suo percorso artistico e umano con la grande coreografa tedesca e ci fa scoprire quanta dedizione, fantasia e cura del dettaglio sono racchiusi nel linguaggio di movimento creato da Pina Bausch. Un omaggio a una delle artiste più importanti del Novecento.

Di e con Cristiana Morganti
Direttore tecnico Simone Mancini
Produzione Il Funaro – Pistoia
Con l’accordo e il sostegno della Pina Bausch Foundation – Wuppertal


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Bermudas è un lavoro coreografico basato su regole semplici e rigorose che producono un moto perpetuo, adottabile da ogni performer come una condizione per esistere accanto agli altri e costruire un mondo ritmicamente condiviso. Il lavoro è ispirato dalle teorie del caos, dalla generazione di insiemi complessi a partire da condizioni semplici, dai sistemi evolutivi della fisica e della meteorologia. Il risultato finale è una danza che permette continuamente alla danza di qualcun altro di trovare spazio, creando una forte tensione relazionale, un campo energetico molto intenso.

PREMIO DANZA&DANZA COME MIGLIOR PRODUZIONE ITALIANA 2018
PREMIO UBU 2019 COME MIGLIOR SPETTACOLO DI DANZA
SELEZIONATO ALLA NEW ITALIAN DANCE (NID) PLATFORM 2019

Ideazione e coreografia Michele Di Stefano
Musica Kaytlin Aurelia Smith, Juan Atkins/Moritz Von Oswald, Underworld
Luci Giulia Broggi in collaborazione con Cosimo Maggini
Meteo Antonio Rinaldi
Custom styling Marco Mazzoni e Michele Di Stefano
Consulenza matematica Damiano Folli
Management Carlotta Garlanda
Distribuzione Jean François Mathieu
Coproduzione mk e Bolzano Danza / Tanz Bozen
In collaborazione con AMAT Civitanova Casa della Danza, Residance/DanceHaus PIù Milano, Dialoghi – residenze delle arti performative a Villa Manin Udine, Una diversa geografia/Villa Pravernara Valenza, AngeloMai Roma, L’ Arboreto – Teatro Dimora di Mondaino
Con il contributo Regione Lazio – Assessorato alla Cultura e Politiche Giovanili e MIBACT
Première il 19 luglio 2018 a Bolzano Danza / Tanz Bozen Festival


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Nel 2020 Hofesh Shechter festeggia il decimo anniversario del suo iconico capolavoro Political Mother, creandone una nuova e potente versione per la compagnia giovanile Shechter II. Basandosi su una originale composizione musicale a cura dello stesso Shechter, POLITICAL MOTHER UNPLUGGED evoca la ferocia e lo spirito della prima versione, trasportandola in una nuova era e per una nuova generazione di danzatori, scelti tra i più talentuosi del mondo. POLITICAL MOTHER UNPLUGGED conduce lo spettatore in un universo di rare emozioni e di intense sensazioni in cui i movimenti tribali di Shechter, le incredibili doti dei suoi danzatori, la musica vibrante e un raffinato gioco di luci e proiezioni creano un’esperienza unica.

 

Coreografia e musica Hofesh Shechter
Design luci originale Lee Curran
Design costumi originale Merle Hensel
Design video proiezioni Shay Hamias
Collaborazione musicale originale Nell Catchpole e Yaron Engler
Arrangiamento percussioni Hofesh Shechter e Yaron Engler


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Batsheva Dance Company è una delle compagnie di danza contemporanea più famose e acclamate al mondo. In Venezuela Ohad Naharin e i suoi danzatori esplorano il dialogo e il conflitto tra il movimento e ciò che questo vuole rappresentare. Ancora una volta Ohad Naharin mette in primo piano le abilità dei suoi danzatori in una performance fisicamente sorprendente che si sviluppa su una colonna sonora eterogenea spaziando dai canti gregoriani al rap di The Notorious B.I.G., dalla musica araba ai Rage Against the Machine.

 

Disegno luci Avi Yona Bueno (Bambi)
Musiche Maxim Waratt
Consulenza musicale Nadav Barnea
Costumi Eri Nakamura
Attrezzeria Roni Azgad
Assistenza a Ohad Naharin ed Eri Nakamura Ariel Cohen
Insegnante di danza Natalia Petrova
Assistenza Omri Mishael
Si ringrazia The Israeli Ballroom Dancing Fund

Danzatori Etay Axelroad, Billy Barry, Yael Ben Ezer, Matan Cohen, Ben Green, Chiaki Horita, Chunwoong Kim, Shir Levi, Ohad Mazor, Eri Nakamura, Igor Ptashenchuk, Nitzan Ressler, Yoni (Yonatan) Simon, Kyle Scheurich, Maayan Sheynfeld, Hani Sirkis, Amalia Smith, Imre Van Opstal

Produzione Batsheva Dance Company
Co-produzione Chaillot National Theater, Paris; Hellerau – European Center for the Arts, Dresden
Con il supporto di Dalia and Eli Hurvitz Foundation, New Works Funds of Batsheva e American Friends of Batsheva

 
SPETTACOLO VINCITORE DEL GRAND PRIZE 2019 DELLA CRITICA FRANCESE COME MIGLIORE PERFORMANCE DI DANZA


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BEAT è partito dal mettere in discussione il significato di far parte di una generazione cresciuta con la promessa di infinite possibilità. Si è sviluppato in una continua ricerca su come ci identifichiamo, come ci riconosciamo (o no) nelle/negli altr* e come siamo in grado di proiettare più immagini di noi stess*. Ora immaginiamo BEAT come una celebrazione della fatica, del dolore e dell’incertezza di decidere giorno per giorno – momento per momento – chi siamo. Una persona. Sul posto. Reinventarsi continuamente.


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Ghost è la nuova creazione di Barokthegreat, ideata dal duo composto dalla coreografa e danzatrice Sonia Brunelli e dalla musicista Leila Gharib, con la collaborazione del regista-designer londinese Simon Vincenzi. Ghost prende ispirazione dalla cultura footwork, genere di street dance che è anche uno stile di vita, una forma d’espressione di catarsi dello sforzo fisico che Sonia Brunelli studia da tempo. Il footwork nasce a Chicago verso la fine degli anni ’90 imponendosi come una nuova tendenza delle sottoculture urbane. Le sessioni di footwork sono battles, eventi di gruppo in cui i danzatori al centro della scena sfidano l’occhio di chi guarda. Con una musica sparata a ritmi mozzafiato -da 155 a 165 bpm- prodotta da dj legati alla musica Juke e House, il gioco di gambe è puro esercizio di velocità. I piedi di questi virtuosi scompaiono in un flusso di movimenti scattanti come una scia, in un’ipnotica eruzione di ritmi sotto un busto praticamente fermo. I migliori footworkers leggono la musica come una mappa, riuscendo a incorporare nei movimenti le variazioni più sottili di dinamica e ritmo, in cui sincopi e convulsioni sono disegnati per scolpire il corpo del danzatore. Con Ghost, in un processo di lenta astrazione, Brunelli riesce a far emergere l’aspetto più fantasmatico di gambe e piedi di un corpo danzante, membra che sembrano prendere vita da sole uscendo dal corpo, sotto il comando di un beat a sua volta in accelerazione composto e generato con una drum machine Roland TR-8S.

 

Concept Barokthegreat
Danza e coreografia Sonia Brunelli
Musica Leila Gharib
Cooperazione artistica Simon Vincenzi
Coproduzione Schauspiel Leipzig, Xing/Live Arts Week
Con il supporto di CiCi Centro interdisciplinare di Cultura italiana – Universität Leipzig

 

 


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