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MARIA GIUSEPPINA MUZZARELLI. Caterina da Siena, il potere di una madre non madre

Si nega il cibo fino allo sfinimento per non subire la volontà altrui. Parla con i potenti, financo col Papa, quando la prerogativa femminile era il silenzio. Si sposta nel mondo quando le sue sorelle restano recluse. Comanda, suggerisce, motiva, restando spesso in seconda linea, a tratti quasi annullandosi. Una donna che perfettamente combina la capacità di essere al tempo stesso dentro e fuori gli schemi della società del suo tempo.

Maria Giuseppina Muzzarelli insegna Storia medievale e Storia delle città all’Università di Bologna.


Il potere è ambivalente. Ha associato o diviso gli uomini, si è sposato con la giustizia o si è manifestato nel modo più brutale. Nelle forme più diverse ha attraversato la storia, incarnandosi in un ristretto numero di persone che sono divenute simboli destinati a proiettarsi nei secoli. Nel passato, come oggi, il potere non si personifica soltanto nelle azioni di scaltri simulatori, trascinatori di folle, dittatori feroci: sono molteplici i suoi volti e gli strumenti per esercitarlo. Quattro grandi storici ci raccontano cosa è avvenuto nel mutare dei secoli.

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MICHELE CILIBERTO. Machiavelli, il potere della parola e delle armi

Sulla scena dell’azione politica l’uomo di potere deve essere capace di far leva anche sull’ambizione e sulle debolezze dei suoi interlocutori, destreggiandosi con abilità e astuzia nei momenti favorevoli come negli improvvisi rovesci della fortuna. Per il raggiungimento dei propri fini, la forza della parola di certo non è meno importante di quella delle armi. Un messaggio che, se già ci viene dalla retorica classica e umanistica, a maggior ragione risulta attualissimo oggi, nell’epoca della comunicazione.

Michele Ciliberto è presidente dell’Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento e socio nazionale dell’Accademia dei Lincei, insegna Storia della filosofia moderna e contemporanea alla Scuola Normale Superiore.


Il potere è ambivalente. Ha associato o diviso gli uomini, si è sposato con la giustizia o si è manifestato nel modo più brutale. Nelle forme più diverse ha attraversato la storia, incarnandosi in un ristretto numero di persone che sono divenute simboli destinati a proiettarsi nei secoli. Nel passato, come oggi, il potere non si personifica soltanto nelle azioni di scaltri simulatori, trascinatori di folle, dittatori feroci: sono molteplici i suoi volti e gli strumenti per esercitarlo. Quattro grandi storici ci raccontano cosa è avvenuto nel mutare dei secoli.

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PAOLO GALLUZZI. Galileo, il potere della scienza

Marzo 1610. Galileo pubblica il Sidereus Nuncius, l’opera che afferma la validità della teoria eliocentrica delineata da Copernico. Il drammatico cambiamento di scenario segna l’inizio di un’età nuova – animata da personalità di straordinaria caratura intellettuale, quali Keplero, Cartesio, Newton – un’età nella quale sono rimessi in questione non solo i principi della cosmologia, ma anche quelli della fisica e della filosofia, della religione e dell’antropologia. Una rivoluzione epocale!

Paolo Galluzzi è Direttore del Museo Galileo di Firenze.


Il potere è ambivalente. Ha associato o diviso gli uomini, si è sposato con la giustizia o si è manifestato nel modo più brutale. Nelle forme più diverse ha attraversato la storia, incarnandosi in un ristretto numero di persone che sono divenute simboli destinati a proiettarsi nei secoli. Nel passato, come oggi, il potere non si personifica soltanto nelle azioni di scaltri simulatori, trascinatori di folle, dittatori feroci: sono molteplici i suoi volti e gli strumenti per esercitarlo. Quattro grandi storici ci raccontano cosa è avvenuto nel mutare dei secoli.

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ALBERTO MARIO BANTI. Napoleone, il potere delle idee

È con lui che si afferma la prima dittatura “democratica”, formalmente ratificata da un plebiscito popolare; è lui che compie il gesto inaudito di incoronarsi “Imperatore” da solo; è sempre lui che, distribuendo potere ai suoi familiari, pare riconfermare il valore ereditario del sangue… Tutto questo dallo stesso uomo che, prima di ogni battaglia, per anni aveva caricato di entusiasmo e infinita fiducia i suoi soldati, facendo leva sul valore universale delle idee egualitarie della Rivoluzione.

Alberto Mario Banti insegna Storia contemporanea all’Università di Pisa.


Il potere è ambivalente. Ha associato o diviso gli uomini, si è sposato con la giustizia o si è manifestato nel modo più brutale. Nelle forme più diverse ha attraversato la storia, incarnandosi in un ristretto numero di persone che sono divenute simboli destinati a proiettarsi nei secoli. Nel passato come oggi il potere non si personifica soltanto nelle azioni di scaltri simulatori, trascinatori di folle, dittatori feroci: sono molteplici i suoi volti e gli strumenti per esercitarlo. Quattro grandi storici ci raccontano cosa è avvenuto nel mutare dei secoli.

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Anche nel 2021 proseguono, a completamento della Stagione, le iniziative di formazione e alfabetizzazione del pubblico all’Opera attraverso percorsi di approfondimento e iniziative aperte al pubblico più trasversale.

In particolare verrà riproposto l’apprezzato ciclo di conferenze Pazzi per l’Opera: cinque appassionati melomani raccontano le opere in cartellone attraverso ascolti guidati e un racconto delle caratteristiche e delle vicende che negli anni hanno contraddistinto ogni titolo.

 

PAZZI PER L’OPERA
I MELOMANI RACCONTANO LE TRAME D’OPERA

SABATO 18 SETTEMBRE
Salone delle Scenografie – ore 11.00
Paolo Bolpagni (Storico dell’arte) e Roberto Gazich (Latinista)
raccontano LA FANCIULLA DEL WEST di Giacomo Puccini

SABATO 9 OTTOBRE
Salone delle Scenografie – ore 11.00
Piergiorgio Vittorini (Avvocato penalista)
racconta IL BARBIERE DI SIVIGLIA di Gioachino Rossini

SABATO 30 OTTOBRE
Salone delle Scenografie – ore 11.00
Marco Degiovanni (Matematico) e Roberto Tagliani (Filologo)
raccontano IPHIGÉNIE EN TAURIDE di Christoph Willibald Gluck

SABATO 27 NOVEMBRE
Salone delle Scenografie – ore 11.00
Roberto Tagliani (Filologo)
racconta MACBETH di Giuseppe Verdi
in attesa di IN DIRETTA DALLA SCALA

SABATO 4 DICEMBRE
Salone delle Scenografie – ore 11.00
Marco Degiovanni (Matematico)
racconta IL TROVATORE di Giuseppe Verdi


Verrà riproposta anche l’iniziativa In diretta dalla Scala che – in collaborazione con il Teatro alla Scala – offrirà gratuitamente la trasmissione in streaming dell’opera inaugurale il 7 dicembre alle 18.00 in Ridotto. In preparazione dell’iniziativa In Diretta dalla Scala è previsto un appuntamento extra di Pazzi per l’Opera che si svolgerà sabato 27 novembre alle ore 11.00.

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Libertà, frontiera, industria, solitudine: il treno come straordinaria metafora della modernità americana.

Cos’ha significato il treno per un paese come l’America? La modernità è penetrata in un mondo rurale attraverso i binari, cambiando per sempre il paesaggio naturale come quello antropologico. Nella seconda metà dell’Ottocento e fino agli anni ‘50 del secolo scorso, la ferrovia è una protagonista assoluta dell’immaginario americano, come simbolo di libertà ma anche di solitudine, di progresso ma anche di lotte e scontri fra diverse classi sociali. Ed è senza dubbio al centro della produzione musicale folk, blues e rock.  Da Woody Guthrie a Bruce Springsteen, da Nathaniel Hawthorne a Emily Dickinson, da Hawthorne a Elvis Presley e Johnny Cash.

Mystery Train. Un viaggio nell’immaginario americano ripercorre il rapporto dell’America con il treno attraverso una affascinante Lezione di Storia in musica.

Spettacolo prodotto dagli Editori Laterza in collaborazione con il Circolo Giovanni Bosio.

Alessandro Portelli racconto storico
Gabriele Amalfitano chitarra e voce
Margherita Laterza letture e voce
Matteo Portelli tastiera e basso

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Evento speciale “Lezioni di Storia”

Oltre alla poesia, e a Beatrice, la politica è stata la passione dominante di Dante. E non solo la politica fatta di riflessione teorica e di alti ideali, ma quella concreta e sporca, fatta di gestione del potere, di lotte fra correnti, di disciplina di partito e di appoggio agli amici, di interventi in aula e di votazioni pilotate, di scelte drammatiche e di espedienti meschini. Alla fine della sua carriera lo aspettava un processo – politico anch’esso – per malversazioni e abuso di potere, un processo che gli sarebbe costato l’esilio, e grazie a cui noi abbiamo la Commedia.


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I MELOMANI RACCONTANO LE TRAME D’OPERA
A corollario della Stagione Settembre Dicembre 2020 proseguirà il tradizionale ciclo di conferenze Pazzi per l’Opera. 

 

SABATO 31 OTTOBRE – ANNULATO
Salone delle Scenografie – ore 11.00
PAOLO BOLPAGNI (Storico dell’arte) e ROBERTO GAZICH (Latinista)
raccontano
WERTHER di Jules Massenet

 

SABATO 28 NOVEMBRE
Salone delle Scenografie – ore 11.00
MARCO DEGIOVANNI (Matematico) e ROBERTO TAGLIANI (Filologo)
in attesa di IN DIRETTA DALLA SCALA

 

SABATO 5 DICEMBRE
Salone delle Scenografie – ore 11.00
PIERGIORGIO VITTORINI (Avvocato Penalista) e ROBERTO TAGLIANI (Filologo)
raccontano
ZAIDE di Wolfgang Amadeus Mozart

INGRESSO GRATUITO FINO A ESAURIMENTO POSTI.
L’ACCESSO AL SALONE DELLE SCENOGRAFIE SI EFFETTUA DA VIA PAGANORA 19

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In diretta via satellite dal Teatro alla Scala di Milano verrà trasmessa la prima rappresentazione della Stagione d’Opera e Balletto 2020-2021. La partecipazione all’evento è gratuita fino ad esaurimento posti e previo ritiro dei coupon d’ingresso (È consentito il ritiro fino ad un massimo di 2 coupon per persona). Le modalità di ritiro dei coupon saranno rese note in seguito. In preparazione dell’iniziativa In Diretta dalla Scala è previsto un appuntamento extra di Pazzi per l’Opera che si svolgerà sabato 28 novembre.

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Due conferenze-concerto che, combinando parola e suono, intendono illustrare l’intimo rapporto che ha unito musica e filosofia nella cultura moderna.

 

Augusto Mazzoni clarinetto e relatore
Marco Perini violoncello
Ruggero Ruocco pianoforte

 

PROGRAMMA

Johannes Brahms Trio in la minore per clarinetto, violoncello e pianoforte, op. 114
Allegro (la minore)
Adagio (re maggiore)
Andantino grazioso (la maggiore). Trio (re maggiore)
Allegro (la minore)
Aleksandr Nikolaevič Skrjabin Due Pezzi per la mano sinistra, op. 9
Preludio
Notturno
Max Bruch Otto pezzi per clarinetto, viola e pianoforte, op. 83
Andante (la minore)
Allegro con moto (si minore)

 

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