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Il Teatro Grande di Brescia sarà capofila di un titolo tra i più preziosi del repertorio italiano: La Fanciulla del West, opera composta da Giacomo Puccini nel 1910 per il Metropolitan di New York, diretta in quell’occasione da Arturo Toscanini e accolta con un successo clamoroso dal pubblico. A Brescia la Fanciulla pucciniana non si rappresenta dal 1978. L’opera debutterà al Teatro Grande venerdì 24 settembre, con replica domenica 26 settembre e con una Anteprima studenti il 22 settembre alle 18.00 che sarà dedicata a ragazze e ragazzi che vorranno liberamente partecipare allo spettacolo.

La Fanciulla del West è sicuramente uno tra i titoli più affascinanti del melodramma del Novecento, linea di confine tra opera lirica e colonna sonora di quel nuovo mezzo artistico che stava nascendo: il cinema. Sono proprio la voglia di innovazione, la curiosità per l’esotismo, il momento di grande irrequietezza che stava vivendo il compositore di Lucca, a fare da contesto alla creazione di questo capolavoro del Teatro d’opera del secolo scorso, un capolavoro che prende spunto dal dramma di David Belasco The Girl of the Golden West. Nel cast alcune tra le voci più interessanti del panorama lirico contemporaneo: Rebeka Lokar (Minnie), Angelo Villari (Dick Johnson) e Devid Cecconi (Jack Rance). Completano la locandina Andrea Concetti nel ruolo di Ashby, Didier Pieri (Nick il barista), Valdis Jansons (Sonora), Marco Miglietta, Federico Cavarzan, Ramiro Maturana, Antonio Mandrillo, Giuseppe Raimondo, Matteo Loi, Maurizio Lo Piccolo (i minatori), Gaetano Triscari (Billy Jackrabbit), Candida Guida (Wowkle), Alessio Verna (Wallace), Marco Tomasoni (Castro), Alessandro Mundula (Un postiglione). I numerosi ruoli previsti dalla partitura – che necessitano di una caratterizzazione forte e precisa e una preparazione rigorosa nelle loro parti – verranno affiancati da 24 artisti del coro uomini di OperaLombardia, a completare un quadro di interpreti di livello per questa nuova produzione. Sul podio, alla guida dell’Orchestra de I Pomeriggi Musicali, il talento lucchese Valerio Galli, tra gli esecutori e interpreti contemporanei pucciniani più apprezzati e che a Brescia ha già diretto Tosca nel 2018. La regia è di Andrea Cigni che per il circuito OperaLombardia ha firmato riusciti allestimenti tra cui Roméo et Juliette nel 2011 e Tosca nel 2018, affiancato per le scene da Dario Gessati, per i costumi da Tommaso Lagattolla e per le luci da Fiammetta Baldiserri.

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MARIA GIUSEPPINA MUZZARELLI. Caterina da Siena, il potere di una madre non madre

Si nega il cibo fino allo sfinimento per non subire la volontà altrui. Parla con i potenti, financo col Papa, quando la prerogativa femminile era il silenzio. Si sposta nel mondo quando le sue sorelle restano recluse. Comanda, suggerisce, motiva, restando spesso in seconda linea, a tratti quasi annullandosi. Una donna che perfettamente combina la capacità di essere al tempo stesso dentro e fuori gli schemi della società del suo tempo.

Maria Giuseppina Muzzarelli insegna Storia medievale e Storia delle città all’Università di Bologna.


Il potere è ambivalente. Ha associato o diviso gli uomini, si è sposato con la giustizia o si è manifestato nel modo più brutale. Nelle forme più diverse ha attraversato la storia, incarnandosi in un ristretto numero di persone che sono divenute simboli destinati a proiettarsi nei secoli. Nel passato, come oggi, il potere non si personifica soltanto nelle azioni di scaltri simulatori, trascinatori di folle, dittatori feroci: sono molteplici i suoi volti e gli strumenti per esercitarlo. Quattro grandi storici ci raccontano cosa è avvenuto nel mutare dei secoli.

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La Stagione d’Opera si dedica come sempre anche ai più piccoli: nei giorni 9 e 10 ottobre si svolgeranno le tre recite per le famiglie del progetto Opera Domani che quest’anno porterà in scena Rigoletto. I misteri del Teatro, un adattamento del celebre capolavoro verdiano.

RIGOLETTO. I MISTERI DEL TEATRO
Tratto da Rigoletto
Musica di Giuseppe Verdi
Libretto di Francesco Maria Piave
Adattamento musicale e drammaturgico a cura di As.Li.Co.
Direttore Cesare Della Sciucca
Regia Manuel Renga
Scene e costumi Aurelio Colombo
Orchestra 1813
Nuovo allestimento
Produzione As.Li.Co.
In coproduzione con Bregenzer Festspiele

Opera domani – XXIV edizione (dai 6 ai 13 anni)

Rigoletto. I misteri del teatro vuole raccontare che attraverso il medium del teatro si può creare la magia, si possono raccontare storie meravigliose e pericolose, si può creare l’amore, la guerra, la tempesta, anche solo con un lampo di luce, così come una lucciola appare luminosa, tutto d’un tratto nel buio del bosco.

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Secondo appuntamento con l’opera, in scena nei giorni 15 e 17 ottobre, sarà quello con Il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini che non si rappresenta a Brescia dal 2011. La celebre opera buffa di Rossini è sicuramente tra le opere più amate: nei due secoli trascorsi dalla sua prima messa in scena, Il Barbiere di Siviglia ha conquistato le platee di tutto il mondo e si è prestato alle più diverse contestualizzazioni senza perdere negli anni la straordinaria verve comica che lo contraddistingue. Regia, scene e costumi del nuovo allestimento saranno affidati a Ivan Stefanutti, affermato regista d’opera italiano che spazia dal grande repertorio ai titoli meno frequenti, sino all’opera contemporanea. Il Maestro Jacopo Rivani, già assistente del Maestro Zedda per la produzione de Il Barbiere di Siviglia in occasione del bicentenario della composizione a Pesaro, coordinerà musicisti e cantanti sulle note della partitura rossiniana. Le luci saranno curate dalla light designer Fiammetta Baldiserri. Il cast artistico – composto da alcuni dei vincitori del 71° Concorso As.Li.Co. per Giovani Cantanti Lirici d’Europa – vedrà nel ruolo del protagonista Gianni Luca Giuga e al suo fianco Chiara Tirotta (Rosina), Matteo Roma (Conte), Enrico Maria Marabelli (Bartolo), Alberto Comes (Basilio), Pierpaolo Martella (Fiorello), Tiberia Monica Naghi (Berta), Federico Pinna (Ambrogio) e Pietro Miedico (Ufficiale).

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In collaborazione con Settimane Barocche di Brescia

Prendendo come ispirazione le opere vocali e strumentali di compositori italiani della fine del XVI e dell’inizio del XVII secolo come de Wert, Caccini, Kapsberger, Frescobaldi e d’India, l’ensemble Concerto di Margherita presenta una favola di un amante archetipico, colto, come Amaryllis in La commedia di Guarini, in un gioco crudele di Blind Man’s Bluff. I musicisti suonano e cantano contemporaneamente durante tutto il concerto, accompagnando il pubblico sul sentiero dell’amante: nato nell’innocenza arcadica, accecato e deluso dall’amore, perso e disorientato nel buio e confortato nell’oscurità.

 

ENSEMBLE CONCERTO DI MARGHERITA
Francesca Benetti tiorba, chitarra barocca, voce
Tanja Vogrin arpa, voce
Giovanna Baviera viola da gamba, voce
Ricardo Leitão Pedro tiorba, chitarra barocca, liuto, voce
Rui Stäehelin tiorba, liuto, voce

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MICHELE CILIBERTO. Machiavelli, il potere della parola e delle armi

Sulla scena dell’azione politica l’uomo di potere deve essere capace di far leva anche sull’ambizione e sulle debolezze dei suoi interlocutori, destreggiandosi con abilità e astuzia nei momenti favorevoli come negli improvvisi rovesci della fortuna. Per il raggiungimento dei propri fini, la forza della parola di certo non è meno importante di quella delle armi. Un messaggio che, se già ci viene dalla retorica classica e umanistica, a maggior ragione risulta attualissimo oggi, nell’epoca della comunicazione.

Michele Ciliberto è presidente dell’Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento e socio nazionale dell’Accademia dei Lincei, insegna Storia della filosofia moderna e contemporanea alla Scuola Normale Superiore.


Il potere è ambivalente. Ha associato o diviso gli uomini, si è sposato con la giustizia o si è manifestato nel modo più brutale. Nelle forme più diverse ha attraversato la storia, incarnandosi in un ristretto numero di persone che sono divenute simboli destinati a proiettarsi nei secoli. Nel passato, come oggi, il potere non si personifica soltanto nelle azioni di scaltri simulatori, trascinatori di folle, dittatori feroci: sono molteplici i suoi volti e gli strumenti per esercitarlo. Quattro grandi storici ci raccontano cosa è avvenuto nel mutare dei secoli.

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In collaborazione con Casa della Memoria e Conservatorio Luca Marenzio di Brescia

La Fondazione del Teatro Grande inserisce in cartellone la riprogrammazione del concerto per il Giorno della Memoria 2020 che a causa della pandemia non si era potuto svolgere. Realizzato in collaborazione con il Conservatorio Luca Marenzio di Brescia e con Casa della Memoria, l’evento sarà offerto gratuitamente alla Città e vedrà protagonista l’Orchestra STU.D.I.O. del Conservatorio Luca Marenzio di Brescia diretta dal Maestro Pier Carlo Orizio. Il progetto STU.D.I.O. nasce come un laboratorio/bottega di pratica professionale orchestrale in cui insegnanti e studenti si esibiscono fianco a fianco.

PROGRAMMA
FRANZ LISZT
DANTE-SYMPHONIE PER ORCHESTRA E CORO FEMMINILE S109

 

Con la partecipazione del Coro femminile del Conservatorio
Silvio Baracco Maestro del coro

 

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La Natura delle cose di Virgilio Sieni è ispirato al De rerum natura di Lucrezio e incontra lo spirito e gli intenti del filosofo latino, riflettendo sull’oggi: la danza, partendo dalla costruzione coreografica e dalla riflessione sul movimento del corpo nella scena, arriva a definire una poesia fisica che richiama uno sguardo pronto ad aprirsi su accadimenti estremi e impressionanti, che sfuggono al dominio della razionalità.
Lo spettacolo si avvale per la drammaturgia della prestigiosa collaborazione di Giorgio Agamben – tra i più importanti e originali filosofi del nostro tempo – e per le musiche del compositore Francesco Giomi, oltre alla collaborazione con Nada per i testi registrati che accompagnano lo spettacolo.

Dal De rerum natura di Lucrezio
Regia, coreografia, scene Virgilio Sieni
Collaborazione alla drammaturgia e traduzioni Giorgio Agamben
Con Ramona Caia, Jari Boldrini, Nicola Cisternino, Maurizio Giunti, Andrea Palumbo
Musiche originali Francesco Giomi
Voce Nada Malanima
Costumi Geraldine Tayar ed Elena Bianchini
Strutture gonfiabili Fly In Balloons s.r.l.
Maschere animali Chiara Occhini
Prosthesis e consulenza meccanismi, automazioni Giovanna Amoroso e Istvan Zimmermann-Plastikart
Si ringrazia Tempo Reale Firenze

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L’Ensemble del Teatro Grande è nato nel 2012 come formazione musicale residente della Fondazione del Teatro Grande. Il gruppo esplora il repertorio cameristico nelle varie formazioni, anche quelle più desuete. Nei concerti dell’Ensemble particolare attenzione viene data all’aspetto divulgativo dei capolavori della musica, dal ‘700 a oggi – affrontando dei viaggi musicali che si svolgono o sotto forma di omaggi a compositori che hanno fatto la storia della musica, o per aree geografiche, o mettendo in risalto un particolare strumento e affrontando un programma che lo metta nel giusto risalto. L’Ensemble ospita nei suoi concerti giovani talenti e musicisti illustri del panorama nazionale e internazionale.

 

PROGRAMMA
Alexander Glazunov
Rêverie Orientale

Johannes Brahms
Quintetto in si minore per clarinetto e archi, op. 115

 

ENSEMBLE DEL TEATRO GRANDE
Igor Armani clarinetto
Marco Mandolini violino
Daniele Richiedei violino
Joël Imperial viola
Sandro Laffranchini violoncello

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In collaborazione Settimane Barocche di Brescia 

Nello sterminato catalogo delle composizioni di Antonio Vivaldi si evidenzia un cospicuo gruppo di composizioni definite “Concerti da camera”, ovvero scritte per un numero limitato di strumenti e senza la parte dell’orchestra. L’Ensemble Zefiro – punto di riferimento in ambito internazionale per il repertorio di musica da camera del ‘700 e ‘800 con strumenti d’epoca – presenta una selezione di questi ventidue concerti che Vivaldi compose fra il 1717 e i successivi anni Venti, concerti che si caratterizzano non solo per la loro varietà, ma soprattutto per l’impiego di strumenti a fiato le cui peculiarità evidenziano il grande virtuosismo degli esecutori del tempo.

 

PROGRAMMA
Antonio Vivaldi
Concerto RV 94 per flauto, violino, oboe, fagotto e basso continuo
Trio RV 103 per flauto, oboe e fagotto
Sonata n. 2 RV31 per violino e basso continuo
Concerto La Tempesta di Mare RV98 per flauto, violino, oboe, fagotto e basso continuo
Quartetto RV 801 per violino, oboe, fagotto e basso continuo
Concerto RV 107 per flauto, violino, oboe, fagotto e basso continuo

 

ENSEMBLE ZEFIRO
Lorenzo Cavasanti flauto dolce
Paolo Grazzi oboe
Rossella Croce violino
Alberto Grazzi fagotto
Paolo Zuccheri violone
Anna Fontana clavicembalo