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“Non esistono proprie montagne, si sa, esistono però proprie esperienze. Sulle montagne possono salirci molti altri, ma nessuno potrà mai invadere le esperienze che sono e rimangono nostre”. Walter Bonatti

Il prossimo 4 luglio il Club Alpino Italiano di Brescia compirà 150 anni. Per questo storico traguardo, Teatro Grande e CAI presentano quattro incontri, quattro diversi modi per esplorare cosa la montagna rappresenti oggi nella nostra cultura e immaginazione, intrecciando avventura, sport e ambiente.

Un invito per una riflessione intima, personale e profonda sulla montagna, un luogo dove imparare a rispettare i propri limiti, ma anche a superarli. Un luogo dove godere della bellezza della natura, raggiungere obiettivi e trovare il proprio equilibrio. La montagna raccontata come saggia maestra che regala libertà, ma che esige rispetto e sacrificio, un po’ come la vita.

In collaborazione con Club Alpino Italiano

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Senza titolo è una performance che assume forme, durate e toni ogni volta differenti. Lo spazio viene lasciato intatto e innesca la danza, che si costruisce nell’effettivo e immediato incontro tra gli elementi agenti: i rudimenti delle architetture, il movimento e la postura del pubblico. Anche l’ambiente sonoro è quello offerto dal luogo, a cui non viene aggiunta alcuna elaborazione musicale. La composizione coreografica non segue a priori scrittura, task o linee guida, ma viene costruita simultaneamente all’azione e ogni elemento informa nell’istante ogni scelta. Il pubblico è invitato a spostarsi, distrarsi, annoiarsi o fare altro. Collocandosi e muovendosi nello spazio, lo spettatore introduce nuovi elementi alla performance, alimentandone la composizione. Gli abiti, immaginati da Fabio Quaranta per Senza titolo, rientrano nella trama di stimoli e suggestioni che declinano le azioni.

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Per la prima volta a Brescia e in prima italiana, il nuovo lavoro di ZOO | Thomas Hauert, figura storica della scena coreografica internazionale. Conosciuto per la profondità e il rigore del suo movimento coreografico, Hauert ama esplorare e cercare connessioni. Da qui anche il rapporto con la musica, dal pop al contemporaneo, dal jazz al barocco, gioca un ruolo importante nel suo lavoro. Questo suo ultimo lavoro, ancora in fase di creazione e coprodotto anche dalla Fondazione del Teatro Grande di Brescia, accoglie e sviluppa un processo creativo in cui l’indagine psicologica, vita interiore, le emozioni, l’inconscio rappresentano il motore del movimento.

“Il mio fascino per la danza è strettamente legato ai suoi aspetti sensuali, alla sensazione della danza, del movimento nel corpo e di ciò che si prova guardandola. Una parte importante dei miei processi creativi, e per estensione della mia metodologia di insegnamento, deriva dal mio desiderio di esplorare e massimizzare le possibilità creative del corpo in movimento e in interazione – con altri corpi, con forze interne ed esterne, con la musica – e di andare oltre le abitudini inscritte in esso. Si tratta di un approccio molto concreto in cui la materia emerge direttamente dai nostri corpi confrontati con le forze e lo spazio. Si sviluppa una drammaturgia astratta ma espressiva, più vicina alla composizione musicale che alla narrazione teatrale. Il pubblico viene condotto in un viaggio sensoriale ed emotivo che coinvolge l’inconscio tanto quanto la mente analitica.” (Thomas Hauert)

PRIMA ITALIANA

Concept, direzione, coreografia, danza Thomas Hauert
Musiche in via di definizione
Costumi, scene Chevalier-Masson
Luci Bert Van Dijck
Suono Bart Celis
Produzione ZOO/Thomas Hauert
Coproduzione in via di definizione Festival de la Bâtie, Mercat de les Flors, GREC Festival Studio: Grand Studio, studio Thor, Charleroi danse, Tictac art center, Fondazione Teatro Grande di Brescia
Grazie al supporto di Tax Shelter of the Federal Belgian government

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La transizione energetica, focalizzandosi sullo sviluppo di tecnologie a basse emissioni di carbonio, introduce nuove possibilità di sviluppo. Ma questo porta anche ad affrontare nuove “avventure”, come per esempio capire da dove provengono i materiali che utilizziamo, per quanto saranno ancora disponibili e come trattarli a fine vita, cercando di limitare l’impatto sull’ambiente. È come quando impariamo un nuovo gioco, per cui è necessario capire nuove regole, per cercare di fare sempre meglio. Ottimizzare processi di produzione, innovare nei materiali e gestire con efficacia i rifiuti emergono come punti critici per una transizione energetica sostenibile. Affrontare queste sfide richiede una ricerca continua e una collaborazione generale per tracciare il percorso verso un futuro più pulito ed efficiente.

Esperta di economia circolare, Elza Bontempi ha una conoscenza approfondita dei materiali e degli eco-materiali; focalizza la sua ricerca sull’innovazione sostenibile, sulla gestione ambientale strategica e sul recupero sostenibile delle materie prime.

#nonsoloscienza 2 è un progetto di Fondazione della Comunità Bresciana in partnership con Fondazione del Teatro Grande di Brescia, supportato da Fondazione Alessandra Bono, per avvicinare gli studenti di Brescia e provincia alle materie scientifiche attraverso il teatro. Il progetto si pone in continuità con l’azione in contrasto alla povertà educativa che beneficia del sostegno di Fondazione Cariplo.

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Laboratori, installazioni, performance per l’infanzia

L’autunno segna il ritorno de Il Grande per i piccoli, evento dedicato alle bambine e ai bambini under11 e alle loro famiglie. Le sale del Teatro Grande saranno trasformate in un grande spazio multidisciplinare con laboratori, aree gioco, attività tematiche e narrazioni. La giornata proseguirà poi con uno spettacolo, per concludere in Sala Grande uno tra gli appuntamenti che maggiormente promuovono l’avvicinamento dei giovanissimi ai nuovi linguaggi performativi e al mondo del Teatro.

Programma in via di definizione.

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Tre tra le più talentuose e pluripremiate soliste italiane si esibiranno in trio nel Ridotto del Teatro Grande: la violinista premio Mozart Clarissa Bevilacqua, la violoncellista Caterina Isaia e la pianista Costanza Principe. Queste giovani soliste italiane sono unite in un progetto cameristico frutto della condivisione di percorsi artistici comuni e di numerose collaborazioni intercorse negli anni tra le artiste: Clarissa, Caterina e Costanza condividono infatti un certo modo di intendere la musica, consapevole del panorama internazionale odierno, che tutte e tre frequentano per le propria attività solistica, e allo stesso tempo fortemente immerso nella tradizione interpretativa e sonora italiana, in cui hanno le proprie radici che non rinnegano, ma, anzi, ambiscono a rappresentare.

PROGRAMMA

Wolfgang Amadeus Mozart, Trio per pianoforte n. 7 in sol maggiore, K564
Dmitri Shostakovich, Trio per pianoforte n. 1 in do minore, op. 8
Robert Schumann, Trio n. 3 in sol minore per violino, violoncello e pianoforte, op. 110

Clarissa Bevilacqua violino
Caterina Isaia violoncello
Costanza Principe pianoforte

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Un castrato controcorrente: Filippo Finazzi nell’Europa musicale del Settecento

Il concerto offre la riscoperta del soprano castrato e compositore Filippo Finazzi, tra i cantanti preferiti di A. Vivaldi, attivo nella prima metà del ‘700 a Venezia, e poi a Praga, Lipsia e Amburgo. La musica di Finazzi è influenzata dalla Scuola Napoletana, di cui il concerto offre perle sconosciute.

 

Dolci Affetti Ensemble
Nicolò Balducci controtenore
Dan Laurin flauti dolci e direzione
Maria Lindal violino barocco
Joel Sundin viola barocca
Kate Hearne violoncello barocco
Anna Paradiso clavicembalo

PROGRAMMA

Claudio Monteverdi, Zefiro Torna

Filippo Finazzi, Cantata n. 2 Pianger vidi

Georg Philip Telemann, Sonatina in la minore per flauto dolce e basso continuo

Giuseppe Porsile, da Il ritorno di Ulisse. Arie con stromenti (1707), Tu sei crudel così

Filippo Finazzi, Cantata n. 3 D’amore il primo dardo

Leonardo Leo, Toccata per cembalo n.10 in do minore
Leonardo Leo, Toccata per cembalo n.2 in sol minore

Giuseppe Porsile da Il ritorno di Ulisse. Arie con stromenti (1707), Mi preparo a trionfar

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Una delle orchestre più affermate del panorama internazionale guidata da uno dei Direttori d’orchestra più amati e ammirati al mondo. Un programma dedicato alla musica francese e americana del Novecento con la partecipazione di un pluripremiato pianista rendono questo appuntamento uno dei più importanti della Stagione del Teatro Grande.

Chamber Orchestra of Europe
Sir Antonio Pappano Direttore
Bertrand Chamayou Pianoforte

PROGRAMMA

Darius Milhaud, La création du monde, op. 81
Maurice Ravel, Concerto in sol maggiore per pianoforte e orchestra
***
George Gershwin, Variazioni su I Got Rhythm per pianoforte e orchestra
Leonard Bernstein, Fancy Free (balletto completo)

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Sharon Eyal, acclamata coreografa dalla firma inconfondibile, combina qui l’estetica classica e la fisicità del balletto con la musica elettronica. Dopo Plafona Now e il successo internazionale Soul Chain, Promise è la sua terza creazione per la compagnia Tanzmainz, ulteriore tappa di un processo creativo comune, in questo caso durato sole sei settimane di intenso lavoro con sette danzatori della compagnia.
In scena i danzatori diventano un corpo unico, muovendosi, nell’ombra, tra vicinanza e desiderio, estasi e solitudine, in uno spazio in cui le immagini irreali scompaiono con la stessa rapidità con cui sono arrivate, eppure restano chiaramente visibili, come istantanee nella mente. Una magia tipica della danza, ma qui portata all’estremo, grazie a un complesso intreccio di disciplina e dedizione, ma anche a un lavoro di sottrazione di possibili significati. Ancor più che gli altri lavori, Promise è come un sogno: immagini si susseguono in scena e lasciano un’impronta nella memoria dello spettatore, come frammenti di eternità.

Coreografia Sharon Eyal
Consulente artistico Gai Behar
Costumi Rebecca Hytting
Composizione Ori Lichtik
Luci e scena Alon Cohen
Assistenza coreografica Rebecca Hytting, Keren Lurie Pardes
Direzione prove e produzione Natalia Rodina
Danzatori Amber Pansters, Maasa Sakano, Marija Slavec-Neeman; Zachary Chant, Finn Lakeberg, Cornelius Mickel, Matti Tauru
Direzione tanzmainz Honne Dohrmann
Direzione produzione artistica Lisa Besser
Assistente direzione danza e coordinamento tournée Hannah Meyer-Scharenberg
Direttore di scena Matthew Tusa
Produzione Staatstheater Mainz

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La stagione 2024 dell’Ensemble del Teatro Grande è imperniata sulla figura di Ludwig van Beethoven. Uno degli “inventori” della musica da camera come la intendiamo oggi.

Le Sonate per violino e pianoforte prendono con Beethoven una direzione diversa: il pianoforte non si ricorda nemmeno più di essere stato un basso continuo, la costruzione della musica parte da altri presupposti e la potenza tellurica della Settima Sonata è certamente già da ascrivere al primo romanticismo, dove sono vinte le regolari forme neoclassiche in virtù di un acceso fuoco espressivo.

PROGRAMMA

Ludwig van Beethoven, Sonata per violino e pianoforte n. 3 in mi bemolle maggiore, op. 12
Ludwig van Beethoven, Sonata per violino e pianoforte n. 7 in do minore, op. 30

ENSEMBLE DEL TEATRO GRANDE

Marco Mandolini violino
Andrea Rebaudengo pianoforte