fbpx

test

Il beneducato avvocato di una cittadina di provincia è il simbolo della Rivoluzione francese, delle sue illusioni, dei suoi orrori. Non sappiamo quando il disagio di un animo borghese si sia manifestato in una “incorruttibilità” poi incarnatasi nei sacri principi di una Rivoluzione, suo malgrado, inevitabilmente destinata a corrompersi.

Luigi Mascilli Migliorini è docente di Storia moderna all’Università L’Orientale di Napoli.

In collaborazione con Editori Laterza.
Con la partecipazione di Elena Vanni e Chiara Continisio.

test

La stagione 2024 dell’Ensemble del Teatro Grande è imperniata sulla figura di Ludwig van Beethoven. Uno degli “inventori” della musica da camera come la intendiamo oggi.

Il concerto di febbraio prende in esame l’organico del Trio, che con Beethoven vive una vera rivoluzione: si esce dai ruoli ancora legati alla musica barocca, la voce del violoncello si rende autonoma e dialogante alla pari con gli altri strumenti. Il trio assume la potenza di un’orchestra e la profondità espressiva del quartetto d’archi. Il pianoforte ne è il motore, ma nel dialogo con gli archi si raggiungono i momenti più emozionanti.

ENSEMBLE DEL TEATRO GRANDE

Marco Mandolini violino
Paolo Bonomini violoncello
Andrea Rebaudengo pianoforte

PROGRAMMA

Ludwig van Beethoven, Trio per archi e pianoforte in re maggiore, op. 70 n. 1, Gli spettri
Ludwig van Beethoven, Trio per pianoforte in mi bemolle maggiore, op. 70 n. 2

test

Per la prima volta al Teatro Grande, il duo internazionale Lorenzo Bianchi Hoesch e Ballaké Sissoko si esibisce sul palcoscenico bresciano in un concerto di contaminazione tra virtuosismo jazz, sonorità etniche e composizioni dal sound elettronico. L’incontro tra uno strumento antico e ancestrale come la Kora e un’elettronica consonante ma complessa che amplia le possibilità dello strumento stesso è il cuore di questo progetto. Un viaggio attraverso territori musicali privi di confini, alla ricerca di nuove radici tra acustico ed elettronico, antico e contemporaneo, in cui pubblico e artisti si ritrovano immersi nello stesso universo sonoro.

Ballaké Sissoko kora
Lorenzo Bianchi Hoesch elettronica e composizioni

test

Come i re cattolici fonde politica e religione, arrivando a concepire una religione ‘politica’. Non crea una comunità politica ma una comunità di fede, inclusiva verso i fedeli, spietata con gli eretici. E i suoi nemici sono gli stessi della Spagna cattolica: la civiltà protestante e l’Illuminismo, ora ribattezzati ‘capitalismo’ e ‘liberalismo’.

Loris Zanatta è docente di Storia dell’America Latina all’Università di Bologna.

In collaborazione con Editori Laterza.
Con la partecipazione di Elena Vanni e Chiara Continisio.

test

Turandot è una favola che ci porta a scoprire una Cina magica e grandiosa, dove – tra enigmi da risolvere, principi d’oriente, gong del destino, boia e fastosi palazzi imperiali – prende vita la storia della Principessa dal cuore di ghiaccio. Il regista Andrea Bernard sceglie come ambientazione della vicenda un museo, dove tra i visitatori ci sono anche il giovane Calaf, con il padre Timur e Liù. Il misterioso mondo di Turandot si materializza e riverbera tra statue, ceramiche pregiate, costumi tradizionali e stampe d’epoca. La lettura di un antico manoscritto anima le opere d’arte del museo e i visitatori vengono catapultati tra gli enigmi della Principessa Turandot, che – con l’aiuto di Ping, Pong e Pang, tre statue dell’esercito di terracotta – altro non aspetta che trovare il vero amore ed essere ricordata per sempre.

TURANDOT. ENIGMI AL MUSEO

da Turandot
Musica Giacomo Puccini
Libretto Giuseppe Adami e Renato Simoni
Adattamento musicale e drammaturgico a cura di AsLiCo
con i cantanti vincitori e finalisti delle ultime edizioni del Concorso AsLiCo

Direttore Sieva Borzak
Regia Andrea Bernard

Orchestra 1813
Produzione AsLiCo

Opera domani XXVIII edizione
Progetto per la produzione di opere liriche introdotte da percorsi didattici

 

Scarica il kit dello spettacolo per partecipare all’opera: KIT PER SPETTATORI E SPETTATRICI

test

“Noi amiamo la natura quando è lasciata a sé, e altrettanto quando è ordinata dalla mano dell’uomo, perché è in quell’intervento che leggiamo noi stessi. Anche i poeti amano i vincoli che si impongono, che – spiegano – permettono di meglio esprimere, di meglio capire. I musicisti fanno qualcosa di simile con la forma delle variazioni. È una forma apparentemente neutra, squadrata a priori, come le aiuole simmetriche del giardino all’italiana o le formelle del tappeto orientale, che però nel tempo si è rivelata adatta ad accogliere l’indagine delle forze necessarie ad instaurare quell’ordine: il segno lasciato dell’uomo. E allora il passo a ritroso dal Duo Concertante di Stravinskij, che utilizza le forme della poesia bucolica dell’antichità, l’egloga, il ditirambo, alle variazioni della Fantasia di Schubert e a quelle quasi agresti, arcadiche, dell’ultima Sonata di Beethoven, è quasi un percorrere il giardino di casa, un itinerario privato dentro sé.” Fulvio Luciani

PROGRAMMA

Igor Stravinskij, Duo concertante per violino e pianoforte
Franz Schubert, Fantasia in do maggiore per violino e pianoforte, op. 159 D. 934 sul lied Sei mir gegrüsst, D 741
Ludwig van Beethoven, Sonata per violino e pianoforte n. 10 in sol maggiore, op. 96

test

Un Discreto Protagonista è il racconto di un istante, l’istante del tempo che va fuori dai cardini, o prima ancora, in cui equilibrio e simmetria si rompono per dare inizio al tempo. Nessun bang, nessun rumore, solo una temporanea vibrazione dell’aria. La simmetria si frantuma e presenze sfocate si sovrappongono, si mescolano. Si tramutano e cambiano in una espansione costante. Sono resti e frammenti sparsi, che in uno spazio fluido tentano di ricomporsi in forme e rapporti geometrici, generando relazioni sempre diverse. All’interno di una pagina bianca, prende forma una narrazione, che va al di là di una storia visibile: danza pura e frammenti narrativi irrompono attraverso immagini legate ad alcune fra le storie più antiche, come pezzi di un’unica storia.

Un discreto protagonista

Concetto e direzione Alessandra Paoletti & Damiano Ottavio Bigi/FRITZ Company

Danzatori Damiano Ottavio Bigi, Lukasz Przytarski
Composizione e progettazione sonora David Blouin
Collaborazione al disegno luci Evina Vassilakopoulou / Amador Artiga Tuset / David Blouin
Musica Antonio Vivaldi, Brian Eno, Antonio Caldara, The Nicholas Brothers & Cab Calloway, David Blouin
Foto e video Amador Artiga Tuset, @velislavvelislav, Pavlos Kosmidis
Co-produzione Compagnia Simona Bucci/Degli Istanti; TORINODANZA Festival, ONE DANCE WEEK Festival – Plovdiv
Con il supporto di 2WORKS / DIMITRIS PAPAIOANNOU, il FUNARO / Pistoia, Fabbrica Europa / PARC Performing Arts Research Centre – NRW Ministerium für Kultur und Wissenschaft, Teatro-Biblioteca Quarticciolo – Roma

test

Shechter II è la compagnia di giovani danzatori di Hofesh Shechter, uno dei più dirompenti coreografi della nuova scena internazionale.
From England with love è un’ode a questo intricato e stupendo Paese. Nella coreografia di Shechter i danzatori evocano il paradosso profondo di questo Paese, aperto, generoso e alla ricerca della sua anima, sempre in conflitto tra la sua storia buia e il forte attaccamento alle vecchie tradizioni. Ci coinvolgono nella loro ricerca d’identità e di conoscenza di se stessi mentre lottano con questo complesso sistema di valori e messaggi contrastanti. Una ricca partitura che combina i suoni mozzafiato dei compositori inglesi, presentati in contrasto con un rock scatenato accostato a echi di coro e musica elettronica in una cacofonia all’avanguardia. Giocosa e accattivante, carica d’orgoglio e di paradosso, From England with Love si presenta come una lettera indirizzata a ‘Dear John’ … una nota di addio ad amici e nemici e una sbirciatina nel cuore e nell’anima di questo Paese, bellissimo ma al tempo stesso complicato.

Coreografia e musica Hofesh Shechter
Luci Tom Visser
Ideazione costumi Hofesh Shechter
Musica aggiuntiva composizioni inglesi di Edward Elgar, Tomas Talis, Henry Purcell & William H. Monk
Produzione Hofesh Shechter Company
Co-commissionata da Château Rouge, scène conventionnée – Annemasse, Espace 1789, scène conventionnée danse – Saint-Ouen, Scène nationale de Bourg-en-Bresse, Düsseldorf Festival, Escales Danse
Con il supporto del Théâtre de la Ville Paris, Fondazione I Teatri Reggio Emilia. Residenza creativa a DanceEast, Ipswich.

Hofesh Shechter Company riceve il supporto per il programma Shechter II 2024 dalla John Ellerman Foundation e la Harold Hyam Wingate Foundation, e dalla sezione “supporto progetti” della Jerwood Arts towards Jerwood 🖤 SII – attraverso il Continued Professional Development offerto ai danzatori.

Hofesh Shechter Company è sostenuta da fondi pubblici dell’Arts Council England e beneficia del sostegno di BNP Paribas Foundation per la realizzazione dei suoi progetti.

test

A2A e Fondazione Teatro Grande propongono un’imperdibile Charity Night con una grande anteprima del Tour Italiano del Danish Trio, che unisce il pianista di fama internazionale Stefano Bollani e due musicisti di punta della scena scandinava: Jesper Bodilsen al contrabbasso e Morten Lund alla batteria. Nei live Bollani, Bodilsen e Lund si uniscono per interpretare, improvvisare e creare momenti unici, in grado di trasmettere agli ascoltatori la felicità di vivere, la musica senza pregiudizi. E senza una scaletta preordinata. Alla base di tutto c’è sempre la gioia di vivere: quella “Gleda” – come la chiamano i norvegesi – che dà il titolo ad uno dei più fortunati album del trio.

Il ricavato della vendita dei biglietti sarà devoluto al Banco dell’energia – Fondazione, creata nel 2016 da A2A e dalle sue Fondazioni – che sostiene le persone in situazioni di vulnerabilità economica e sociale, con particolare attenzione alla povertà energetica. Per saperne di più: www.bancodellenergia.it.

Stefano Bollani Danish Trio

Stefano Bollani piano e voce
Jesper Bodilsen contrabbasso
Morten Lund batteria

test

Dall ‘800 scienza e arte si sono incrociate con modalità complesse, articolate, contraddittorie. Sovente le scienze esatte hanno abbracciato la mistica, apparentemente contraria all’impianto intellettuale della ricerca, ma con molte tangenze, come ricorda bene la ricerca teorica di Norbert Wiener sull’origine del computer, in cui la teologia è un punto di riferimento. Una storia non canonica dell’arte, quindi, che trae il proprio titolo da una opera capitale, e molto misteriosa di Giacomo Balla, di cui gli studiosi non hanno ancora decodificato tutte le allusioni, passando per Maurits Escher, Lucio Saffaro, Paul Klee, il mondo optical degli anni ’60 e esiti recenti delle arti.

Luca Scarlini è scrittore, drammaturgo per teatri e musica, narratore, performance artist, raccontatore d’arte, collabora con numerosi musei.

#nonsoloscienza 2 è un progetto di Fondazione della Comunità Bresciana in partnership con Fondazione del Teatro Grande di Brescia, supportato da Fondazione Alessandra Bono, per avvicinare gli studenti di Brescia e provincia alle materie scientifiche attraverso il teatro. Il progetto si pone in continuità con l’azione in contrasto alla povertà educativa che beneficia del sostegno di Fondazione Cariplo.