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Gesù intese esplicitamente rompere con la Legge? Sì e no. Sì, perché venne giustiziato per la sua dura contestazione della tradizione religiosa e del suo annuncio del regno di Dio in radicale opposizione ai poteri di questo mondo. No, perché la sua ribellione fu il risultato di una più profonda obbedienza. Quale? A chi, a che cosa?

Vito Mancuso è un teologo italiano. Insegna al master di Meditazione e neuroscienze dell’Università di Udine.

In collaborazione con Editori Laterza.
Con la partecipazione di Elena Vanni e Chiara Continisio.

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Carla, 19 anni: padre antifascista morto in Albania e due fratelli piccoli da mantenere. Rosario, studente di medicina, “fuorilegge” per riscattare la Patria. Voci e volti di ribelli cresciuti all’ombra del culto del littorio, fortemente convinti della necessità di un atto di disobbedienza radicale. Tra dubbi, paure, tormenti interiori.

Michela Ponzani, storica, scrittrice, autrice e conduttrice televisiva, si occupa da sempre di storia della Resistenza.

In collaborazione con Editori Laterza.
Con la partecipazione di Elena Vanni e Chiara Continisio.

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L’Ensemble del Teatro Grande affronta, in un concerto intenso e musicalmente emozionante, il tema del Giorno della Memoria, scandagliando la cultura musicale ebraica del passato e del presente.
Evento realizzato in collaborazione con Casa della Memoria.

PROGRAMMA
Programma dedicato a Erwin Schulhoff

Erwin Schulhoff, Sonata per flauto e pianoforte
Erwin Schulhoff, Hot Sonata, per saxofono e pianoforte
Erwin Schulhoff, Concertino per flauto, viola e contrabbasso

ENSEMBLE DEL TEATRO GRANDE

Sonia Formenti flauto e ottavino
Mario Marzi saxofono
Joël Imperial viola
Alberto Lo Gatto contrabbasso
Andrea Rebaudengo pianoforte

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L’ultima regina della dinastia tolemaica giunge nell’Urbe per la prima volta e alloggia nella villa di Cesare. La storia di Roma di quegli anni s’interseca non solo con i destini dell’Egitto ma anche con le storie della Palestina, dell’Africa e dell’Asia. Inizia una stagione che avrà enorme incidenza sulla cultura e sui gusti dei romani.

Francesca Cenerini insegna Storia romana ed Epigrafia e Istituzioni romane all’Università di Bologna.

In collaborazione con Editori Laterza.
Con la partecipazione dell’attrice Elena Vanni.

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“L’anatomia del gesto si espande al concetto di spazio tattile, di aura, e include la percezione del corpo e il tono dei tessuti e dei muscoli coinvolti. Danza cieca si fonda sullo spazio aptico tra i due interpreti e l’alone di energia che i movimenti creano intorno a loro. L’aura non è solo una sorta di alone intorno alla persona, è molto di più: comprende l’essenza della persona capace di raccogliere in sé l’indincibilità della sua origine, trasmettendo verso il fuori questa potenza. Sembrerebbe che l’aura scaturisca da questo continuo rimandare all’altro, trasmettere e travasare, portare via e rinnovare”. Virgilio Sieni

Coreografia Virgilio Sieni
Interpreti Virgilio Sieni e Giuseppe Comuniello
Musica dal vivo Spartaco Cortesi (elettronica)
Produzione Fondazione Matera-Basilicata 2019, Compagnia Virgilio Sieni

Nell’ambito del progetto Danza Cieca il coreografo Virgilio Sieni e la Fondazione del Teatro Grande propongono un laboratorio di avvicinamento ai linguaggi del corpo mercoledì 7 febbraio dalle 17.00 alle 18.30 nel Salone delle scenografie. Scopri di più qui.

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L’appuntamento inaugurale della Stagione 2024 vede il ritorno sul palcoscenico del Teatro Grande della prestigiosa Mahler Chamber Orchestra. In occasione della serata la celebre pianista giapponese Mitsuko Uchida e il violinista José Maria Blumenschein si esibiranno entrambi in veste di Maestri concertatori per dirigere l’Orchestra su un affascinante programma dedicato a Wolfgang Amadeus Mozart e Jörg Widmann.

Mahler Chamber Orchestra
Mitsuko Uchida
Pianista e Maestro Concertatore (Mozart)
José Maria Blumenschein Primo Violino e Maestro Concertatore (Widmann)

PROGRAMMA

Wolfgang Amadeus Mozart, Concerto per pianoforte n. 17 in sol maggiore, K. 453
Jörg Widmann, Choral Quartet (versione per Orchestra da camera)

***
Wolfgang Amadeus Mozart, Concerto per pianoforte n. 22 in mi bemolle maggiore, K 482

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È una ragazza, ma combatte come un uomo; è una vergine cristiana, ma veste abiti maschili; si sente in rapporto diretto con Dio, ma non riconosce la mediazione della Chiesa. Venerata come santa, è diventata un mito, e non solo per i francesi. Molte domande restano però aperte su questa giovane in armi arsa sul rogo a 19 anni.

Maria Giuseppina Muzzarelli è docente di Storia medievale all’Università di Bologna.

In collaborazione con Editori Laterza.
Con la partecipazione di Elena Vanni Chiara Continisio.

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UniVerse: A Dark Crystal Odyssey è una meditazione consapevole sulla crisi climatica, che affronta temi quali lo sfruttamento, la distruzione, l’apatia e infine la speranza. Ispirata originariamente da The Dark Crystal, il film fantasy cult di Jim Henson su un pianeta sofferente e una razza divisa, l’opera descrive una terra lacerata dagli estremi con un urgente bisogno di essere salvata.
Ambienti digitali immersivi e costumi innovativi creano un sorprendente blend di fantasy e documentario. La coreografia ad alta tensione in dialogo con la parola, evoca in maniera straordinaria l’inseparabilità dell’umanità dalla natura. Questo moderno mito ecologico che si chiede come possiamo convivere e salvarci è eseguito con maestria dagli straordinari danzatori della Company Wayne McGregor.

Direttore e coreografo Wayne McGregor
Musica Joel Cadbury
Film Design Ravi Deepres
Lighting Design Lucy Carter
Costumi e copricapi Philip Delamore, Alex Box
Poesia orale Isaiah Hull
Drammaturgia Uzma Hameed
Danzatori Winnie Asawakanjanakit, Rebecca Bassett-Graham, Naia Bautista, Jordan James Bridge, Chia-Yu Hsu, Hannah Joseph, Jasiah Marshall, Salomé Pressac, Salvatore De Simone, Mariano Zamora Gonzalez
Una co-produzione The Royal Ballet e Studio Wayne McGregor in associazione con The Jim Henson Company

Prima italiana

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ANTEPRIMA ITALIANA

L’ombelico dei limbi è un testo giovanile di Antonin Artaud nel quale troviamo visoni e pensieri che andrà a maturare negli scritti successivi. L’alienazione dal mondo, la mancanza di nostalgia per il senso perso, la creazione di un linguaggio nuovo, il dolore della frammentazione dell’identità. In questa messa in scena il corpo e la voce sono testimonianza lucida dell’angoscia del reale, sono realtà viva e carnale che esplode e implode, che dice quello che non si nomina, che procede ossessivamente verso una non fine. Un percorso performativo che questiona la relazione tra le cose a partire dalla vita e dai testi di Antonin Artaud. Un percorso che procede in una tensione contraddittoria: da una parte la volontà di liberarsi, di farsi a pezzi, di tenersi fuori dal mondo, dall’altra il desiderio di ricostituzione e di condivisione del tormento del corpo.

Progetto, coreografia, danza costumi Stefania Tansini
Musiche Paolo Aralla
Luci Elena Gui
Drammaturgia Raffaella Colombo
Tutor Silvia Rampelli
Vocal care Monica Demuru
Direzione tecnica Omar Scala
Assistente ai costumi Chiara Sommariva
Un ringraziamento speciale a MeArTe_ fabrics and tailoring
In co-produzione con Fondazione Teatro Grande di Brescia, Romaeuropa Festival, Nanou associazione culturale
Con il supporto di residenza Artisti nei Territori Masque Teatro, Boarding Pass Plus Dance/Santarcangelo dei Teatri, Olinda residenza artistica, residenza da Centro nazionale di produzione della danza Virgilio Sieni, progetto Air_Artisti in residenza 2023/Lavanderia a Vapore

Artist supportata da Fondazione Teatro Grande di Brescia

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Musica in viaggio

Le pagine che si succedono nell’itinerario sonoro di questo concerto – proposto dall’Orchestra I pomeriggi musicali e dal Maestro Stefano Montanari, tra i più eclettici direttori d’orchestra italiani – hanno a che vedere, in diversa misura, con il tema del viaggio: scritte durante il percorso o al ritorno, oppure immaginando luoghi remoti, traducendo in suoni la risonanza di quelle esperienze. L’Ouverture di Haydn scandaglia un mondo interiore posseduto da una cupa frenesia e vicino al movimento letterario tedesco dello Sturm und Drang; leggerezza e trasparenza ispirano Mozart nell’intreccio di due strumenti complementari ma eterogenei; per Mendelssohn la Sinfonia rappresenta l’evocazione di quella «più grande gioia di vivere» che aveva costituito l’esperienza folgorante del nostro Paese.

Orchestra I Pomeriggi Musicali
Stefano Montanari Direttore
Claudia Lucia Lamanna
arpa
Andrea Manco flauto

PROGRAMMA
Franz Joseph Haydn, Ouverture da L’isola disabitata 
Wolfgang Amadeus Mozart, Concerto per flauto ed arpa in Do maggiore
Felix Mendelssohn-Bartholdy, Sinfonia n. 4 in La maggiore Italiana , op. 90