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L’Ensemble del Teatro Grande è nato nel 2012 come formazione musicale residente della Fondazione del Teatro Grande. Il gruppo esplora il repertorio cameristico nelle varie formazioni, anche quelle più desuete. Nei concerti dell’Ensemble particolare attenzione viene data all’aspetto divulgativo dei capolavori della musica, dal ‘700 a oggi – affrontando dei viaggi musicali che si svolgono o sotto forma di omaggi a compositori che hanno fatto la storia della musica, o per aree geografiche, o mettendo in risalto un particolare strumento e affrontando un programma che lo metta nel giusto risalto. L’Ensemble ospita nei suoi concerti giovani talenti e musicisti illustri del panorama nazionale e internazionale.

 

PROGRAMMA
Alexander Glazunov
Rêverie Orientale

Johannes Brahms
Quintetto in si minore per clarinetto e archi, op. 115

 

ENSEMBLE DEL TEATRO GRANDE
Igor Armani clarinetto
Marco Mandolini violino
Daniele Richiedei violino
Joël Imperial viola
Sandro Laffranchini violoncello

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In collaborazione Settimane Barocche di Brescia 

Nello sterminato catalogo delle composizioni di Antonio Vivaldi si evidenzia un cospicuo gruppo di composizioni definite “Concerti da camera”, ovvero scritte per un numero limitato di strumenti e senza la parte dell’orchestra. L’Ensemble Zefiro – punto di riferimento in ambito internazionale per il repertorio di musica da camera del ‘700 e ‘800 con strumenti d’epoca – presenta una selezione di questi ventidue concerti che Vivaldi compose fra il 1717 e i successivi anni Venti, concerti che si caratterizzano non solo per la loro varietà, ma soprattutto per l’impiego di strumenti a fiato le cui peculiarità evidenziano il grande virtuosismo degli esecutori del tempo.

 

PROGRAMMA
Antonio Vivaldi
Concerto RV 94 per flauto, violino, oboe, fagotto e basso continuo
Trio RV 103 per flauto, oboe e fagotto
Sonata n. 2 RV31 per violino e basso continuo
Concerto La Tempesta di Mare RV98 per flauto, violino, oboe, fagotto e basso continuo
Quartetto RV 801 per violino, oboe, fagotto e basso continuo
Concerto RV 107 per flauto, violino, oboe, fagotto e basso continuo

 

ENSEMBLE ZEFIRO
Lorenzo Cavasanti flauto dolce
Paolo Grazzi oboe
Rossella Croce violino
Alberto Grazzi fagotto
Paolo Zuccheri violone
Anna Fontana clavicembalo

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Terza proposta, in cartellone il 5 novembre con replica pomeridiana domenica 7 novembre, sarà Iphigénie en Tauride, opera di Christoph Willibald Gluck, mai rappresentata a Brescia. Il personaggio di Ifigenia raffigura la protagonista – ignara delle sorti della sua famiglia – nella terra dei barbari Tauri come sacerdotessa. Proprio a lei verrà affidato in sacrificio il fratello fatto prigioniero e da qui si susseguiranno numerose vicissitudini. Il musicista tedesco riuscì a creare da questa tormentata trama, ispirata alla tragedia di Euripide, un’opera altamente drammatica e di intensa suggestione emotiva. Per questa nuova produzione del Circuito OperaLombardia, è previsto un cast di cantanti affermati tra cui spicca la straordinaria voce di Anna Caterina Antonacci per il ruolo della protagonista. Insieme a lei sul palco Bruno Taddia (Oreste), Mert Süngü (Pylade), Michele Patti (Thoas) e Marta Leung (Diane/Una donna greca). La regia sarà affidata alla celebre regista siciliana Emma Dante che si avvarrà della collaborazione di Carmine Maringola per le scene, di Vanessa Sannino per i costumi, di Cristian Zucaro per le luci e di Sandro Campagna per le coreografie. Cantanti, orchestra e coro saranno coordinati dalla bacchetta del Maestro Diego Fasolis.

Opera rappresentata in lingua originale con sopratitoli in italiano.

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PAOLO GALLUZZI. Galileo, il potere della scienza

Marzo 1610. Galileo pubblica il Sidereus Nuncius, l’opera che afferma la validità della teoria eliocentrica delineata da Copernico. Il drammatico cambiamento di scenario segna l’inizio di un’età nuova – animata da personalità di straordinaria caratura intellettuale, quali Keplero, Cartesio, Newton – un’età nella quale sono rimessi in questione non solo i principi della cosmologia, ma anche quelli della fisica e della filosofia, della religione e dell’antropologia. Una rivoluzione epocale!

Paolo Galluzzi è Direttore del Museo Galileo di Firenze.


Il potere è ambivalente. Ha associato o diviso gli uomini, si è sposato con la giustizia o si è manifestato nel modo più brutale. Nelle forme più diverse ha attraversato la storia, incarnandosi in un ristretto numero di persone che sono divenute simboli destinati a proiettarsi nei secoli. Nel passato, come oggi, il potere non si personifica soltanto nelle azioni di scaltri simulatori, trascinatori di folle, dittatori feroci: sono molteplici i suoi volti e gli strumenti per esercitarlo. Quattro grandi storici ci raccontano cosa è avvenuto nel mutare dei secoli.

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ALBERTO MARIO BANTI. Napoleone, il potere delle idee

È con lui che si afferma la prima dittatura “democratica”, formalmente ratificata da un plebiscito popolare; è lui che compie il gesto inaudito di incoronarsi “Imperatore” da solo; è sempre lui che, distribuendo potere ai suoi familiari, pare riconfermare il valore ereditario del sangue… Tutto questo dallo stesso uomo che, prima di ogni battaglia, per anni aveva caricato di entusiasmo e infinita fiducia i suoi soldati, facendo leva sul valore universale delle idee egualitarie della Rivoluzione.

Alberto Mario Banti insegna Storia contemporanea all’Università di Pisa.


Il potere è ambivalente. Ha associato o diviso gli uomini, si è sposato con la giustizia o si è manifestato nel modo più brutale. Nelle forme più diverse ha attraversato la storia, incarnandosi in un ristretto numero di persone che sono divenute simboli destinati a proiettarsi nei secoli. Nel passato come oggi il potere non si personifica soltanto nelle azioni di scaltri simulatori, trascinatori di folle, dittatori feroci: sono molteplici i suoi volti e gli strumenti per esercitarlo. Quattro grandi storici ci raccontano cosa è avvenuto nel mutare dei secoli.

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Nel 2020 Hofesh Shechter ha festeggiato il decimo anniversario del suo iconico capolavoro Political Mother, creandone una nuova e potente versione per la compagnia giovanile Shechter II. Basandosi su una originale composizione musicale a cura dello stesso Shechter, Political Mother Unplugged evoca la ferocia e lo spirito della prima versione, trasportandola in una nuova era e per una nuova generazione di danzatori, scelti tra i più talentuosi del mondo. Political Mother Unplugged conduce lo spettatore in un universo di rare emozioni e di intense sensazioni in cui i movimenti tribali di Shechter, le incredibili doti dei suoi danzatori, la musica vibrante e un raffinato gioco di luci e proiezioni creano un’esperienza unica.

Coreografia e musica Hofesh Shechter
Designer video proiezioni Shay Hamias
Disegno luci originale Lee Curran
Disegno costumi originale Merle Hensel
Collaborazione musicale originale Nell Catchpole e Yaron Engler

 

La performance prevede musica ad alto volume, effetto fumo e 30 secondi di luci strobo.

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Sentieri selvaggi torna al minimalismo, corrente artistica che ha segnato la storia dell’ensemble, a partire dalle intuizioni dei suoi pionieri: dal “processo additivo” di Philip Glass agli happening di Terry Riley e alle illusioni acustiche di Steve Reich. Nei loro lavori della seconda metà degli anni ’60 il materiale musicale è estremamente ridotto, il tempo diventa terreno di sperimentazione e la musica un flusso di energia. A chi ascolta non resta che prestare attenzione, fin nei minimi dettagli, a un apparentemente semplice “gesto” musicale e al suo dispiegarsi nel tempo.

 

PROGRAMMA
Philip Glass
Music in Fifths
Music in similar Motion

Terry Riley
Keyboard Study n° 2

Steve Reich
Phase Patterns
Music for pieces of wood
Four Organs

 

SENTIERI SELVAGGI
Valentina Messa, Giovanni Mancuso, Carlo Boccadoro, Andrea Rebaudengo Organi elettrici
Mirco Ghirardini Maracas

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Dopo la calorosa accoglienza ricevuta dal pubblico, il Teatro Grande ripropone Joseph Kids in cartellone. Alessandro Sciarroni, coreografo italiano contemporaneo più rappresentato a livello internazionale, ha la geniale abilità di mostrare con leggerezza e sostanza la forza indagatrice dell’artista nei confronti dell’universo infantile.

Joseph Kids è uno spettacolo che sa divertire e far riflettere, che sa far maturare l’idea di potersi muovere in uno spazio performativo in una maniera mai scontata, acquisendo maggior consapevolezza di sé e dell’altro. È un lavoro che prende in considerazione la profonda intelligenza e intuizione che ogni giovane spettatore (e possibile performer) porta con sé. In scena un unico interprete, un uomo solo, davanti ad un computer portatile. L’interprete va alla ricerca della sua immagine che, di volta in volta, viene proiettata, deformata, raddoppiata e scomposta attraverso una webcam e alcuni semplici effetti video. Il giovane pubblico in sala viene inglobato in una grande videoproiezione che riproduce fedelmente la schermata del computer, per poi venir ulteriormente sorpreso da un finale inaspettato.

Spettacolo consigliato a un pubblico dai 5 anni in su.

Invenzione Alessandro Sciarroni
Con Michele Di Stefano e Marco D’Agostin
Ufficio stampa Beatrice Giongo
Amministrazione Chiara Fava
Cura, promozione, sviluppo Lisa Gilardino
Produzione corpoceleste_C.C.00#
Coproduzione ARMUNIA/FESTIVAL INEQUILIBRIO
Con il sostegno di MARCHE TEATRO
In collaborazione con Teatro Pubblico Pugliese/La scena dei ragazzi

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Coreografia Dada Masilo
Musica Tlale Makhene, Leroy Mapholo, Ann Masina, Nathi Shongwe

Dopo i suoi Swan Lake, Carmen e Giselle, Dada Masilo torna ad interpretare i grandi classici del balletto facendosi ispirare questa volta dalla Sagra della Primavera di Stravinskij.
Ma non è la fusione e la sovrapposizione di danze e bagagli culturali differenti a muovere questa volta la coreografa, che sembra invece rivolgersi al minimalismo e all’energia della danza Tswana, nata nel Botswana e unica per ritmo ed espressività. «Malgrado la mia formazione fino a oggi non ho mai studiato il movimento Tswana – racconta – eppure è parte della mia cultura e delle mie origini».
Cosa è oggi un sacrificio? Ed è davvero necessario per il cambiamento? A partire da queste domande la coreografa costruisce un nuovo tessuto narrativo che la conduce a lavorare sulla sua identità: i canti collettivi, i riti ma anche il dolore e la sofferenza che gli umani possono infliggersi vicendevolmente.
Con una comunità di 12 interpreti in scena, Dada Masilo presenta il suo spettacolo come un punto interrogativo sulla possibilità di raccontare e scrivere una nuova Storia che possa liberarci dalla crudeltà.

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L’Ensemble del Teatro Grande è nato nel 2012 come formazione musicale residente della Fondazione del Teatro Grande. Il gruppo esplora il repertorio cameristico nelle varie formazioni, anche quelle più desuete. Nei concerti dell’Ensemble particolare attenzione viene data all’aspetto divulgativo dei capolavori della musica, dal ‘700 a oggi – affrontando dei viaggi musicali che si svolgono o sotto forma di omaggi a compositori che hanno fatto la storia della musica, o per aree geografiche, o mettendo in risalto un particolare strumento e affrontando un programma che lo metta nel giusto risalto. L’Ensemble ospita nei suoi concerti giovani talenti e musicisti illustri del panorama nazionale e internazionale.

 

PROGRAMMA
Witold Lutoslawski
Dance Preludes, per clarinetto e pianoforte

Alban Berg
Adagio, per violino, clarinetto e pianoforte

Aram Khachaturian
Trio per violino, clarinetto e pianoforte

ENSEMBLE DEL TEATRO GRANDE
Daniele Richiedei violino
Mirco Ghirardini clarinetto
Andrea Rebaudengo pianoforte