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DALL’ALBA ALLA MEZZANOTTE

Festa dell’Opera è il grande evento che ogni anno offre una 24 ore non-stop sulle note delle più celebri melodie della tradizione operistica, trasformando la città per un giorno intero in un grande palcoscenico a cielo aperto. Dall’alba alla mezzanotte, in oltre 50 luoghi cittadini, saranno più di 70 gli eventi in programma che quest’anno avranno come fil rouge il tema “Re/Regine. Potere/Passione”. L’Opera esce dal Teatro per andare incontro a un nuovo pubblico nei luoghi di vita quotidiana come le fabbriche, le case private, i luoghi del disagio sociale, gli spazi aperti della città. Oltre alle arie indimenticabili, nuovi e affascinanti esperimenti musicali si generano dall’incontro tra opera e musica contemporanea, jazz, elettronica e pop.

Il programma della Festa dell’Opera 2019 è on-line. Per tutte le informazioni: festadellopera.it

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Il Centre Chorégraphique National – Ballet de Lorraine rende omaggio al grande coreografo americano Merce Cunningham nell’anno in cui si celebra il centenario della sua nascita. Nel corso della sua carriera Merce Cunningham ha creato oltre 150 coreografie e 800 eventi. Tra i danzatori che si sono formati nella sua compagnia citiamo, in particolare, Paul Taylor, Trisha Brown, Lucinda Childs, Karole Armitage e tanti altri. La collaborazione con John Cage ha profondamente influenzato il suo modo di concepire la danza e la sua passione per l’innovazione lo ha reso un pioniere nel campo delle nuove tecnologie applicate alle arti. Il CCN-Ballet de Lorraine gli rende omaggio con lo spettacolo Histoires sans histoire(s) che fa riscoprire al pubblico la grandezza coreografica di Cunningham, considerato uno dei più significativi coreografi contemporanei.

 

FOR FOUR WALLS
Coreografia Petter Jacobsson e Thomas Caley
Musica John Cage – For Walls 1st Act
Pianista Simon Zaoui
Scene Petter Jacobsson e Thomas Caley
Costumi Petter Jacobsson, Thomas Caley, Martine Augsbourger e Annabelle Saintier
Debutto: 23 maggio 2019, Opéra national de Lorraine

RAINFOREST
Coreografia Merce Cunningham
Musica David TudorRainForest
Scenografia Andy WarholSilver Clouds
Costumi e design Jasper Johns
Luci Aaron Copp
Coreografia rimontata da Cheryl Therrien e Ashley Chen
Debutto: 9 marzo 1968, Buffalo, NY

SOUNDDANCE
Coreografia Merce Cunningham
Musica David TudorUntitled 1975/1994
Scene, costumi e luci Mark Lancaster
Coreografia rimontata da Meg Harper e Thomas Caley
Debutto Merce Cunningham Dance Company: 8 marzo 1975, Music Hall, Detroit
Debutto CCN– Ballet de Lorraine: 15 marzo 2014, Opéra national de Lorraine

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Il sogno è un incontro felice fra tre improvvisatori che condividono una visione comune: ricercare quell’equilibrio sempre teso tra jazz, sperimentazione e provocazione. Quattro anni dopo la prima apparizione italiana alla Festa dell’Opera e l’immediatamente successiva realizzazione del primo LP Birthday – coprodotto dalla Fondazione del Teatro Grande di Brescia – Maniscalco, Jacobson e Laumann tornano a confrontarsi con questa delicata formazione, portando con loro il frutto di altrettanti anni di esperienze individuali oltre i confini del jazz.

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Veduta è una riflessione sulla città e sulla visione prospettica del paesaggio urbano realizzata da una delle compagnie più interessanti della coreografia internazionale diretta da Michele Di Stefano, Leone d’Argento alla Biennale Danza. Il progetto gioca con l’idea cinematografica della “camera con vista” in cui una veduta urbana è trasformata dall’incontro con una traccia sonora e con il movimento dei performer dislocati nello spazio, da vicino a lontanissimo. Lo spettatore, anche tramite l’ascolto in cuffia, s’immerge in un paesaggio che non è più semplicemente ciò che gli si staglia davanti, ma – così come in una allegoria sacra – un concentrato di coincidenze e configurazioni che sembrano rimandare ad altro. La danza è dunque un punto di vista sul mondo, suggerendo allo stesso tempo una via di fuga.

 

VEDUTA
di Michele Di Stefano e Lorenzo Bianchi Hoesch
Produzione mk 2016
In collaborazione con festival Danza Urbana Bologna
Con il sostegno di ResiDance – Dance Haus Milano e MIBAC
Con Biagio Caravano, Roberta Mosca, Laura Scarpini
Musica Lorenzo Bianchi Hoesch
Coreografia Michele Di Stefano
Organizzazione Carlotta Garlanda
Sistema audio LEM International – Silentsystem

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L’Ensemble del Teatro Grande è nato nel 2012 come formazione musicale residente della Fondazione del Teatro Grande. Il gruppo esplora il repertorio cameristico nelle formazioni dal duo fino al quintetto con pianoforte. Nei concerti dell’Ensemble particolare attenzione viene data all’aspetto divulgativo dei capolavori della musica, dal ‘700 al contemporaneo – senza tralasciare opere di autori cosiddetti minori – nonché alle nuove proposte di compositori italiani e di autori sia emergenti, sia già affermati del territorio bresciano. L’Ensemble ospita nei suoi concerti giovani talenti e musicisti illustri del panorama nazionale e internazionale.

 

PROGRAMMA

Gabriel Fauré Trio op.120 in re minore
Gabriel Fauré Quartetto con pianoforte n.1, op.15 in do minore

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Animale è un lavoro potente e poetico firmato dalla coreografa italiana Francesca Foscarini, vincitrice del premio Danza & Danza 2018 per coreografi emergenti, e dal drammaturgo Cosimo Lopalco. Creato per il danzatore francese Roman Guion, il solo – che ha debuttato alla Biennale Danza di Venezia nel 2018 – si ispira alle opere del pittore Antonio Ligabue, alle sue scene animali e ai suoi autoritratti. Gli artisti esplorano la radice etimologica che accomuna “anima” e “animale”, riflettendo sul significato di alterità, e compongono scene di dirompente emozione in cui il mondo umano e quello animale sono dipinti in un intreccio di istinti, timori e speranze.

ANIMALE
Ideazione, Creazione Francesca Foscarini e Cosimo Lopalco
Coreografia Francesca Foscarini
Interpretazione, Co­-creazione Romain Guion
Drammaturgia Cosimo Lopalco
Musiche originali Andrea Cera
Video Licorne  Maider Fortune
Disegno Luci, Cura della Tecnica Luca Serafini
Consulenza e programmazione videoproiezione Andrea Santini
Costumi Giuseppe Parisotto
Voci Miki Seltzer in Genesi 2 (19-20), Bela Lugosi in Bride of the Monster Ed Wood
Suoni Seals Martin Clarke, Summer Sunset Eckhard Kuchenbecker, Tikal Dawn Andreas Bick

Ringraziamenti a Chiara Bortoli, Alfonso Cariolato, Rocco Giansante, Perrine Villemur, Fiorenzo Zancan
Produzione VAN Ente sostenuto dal Ministero dei Beni Culturali
Co-produzione La Biennale Danza di Venezia
Con il sostegno di CSC Centro per la Scena Contemporanea Bassano del Grappa, Tanzhaus Zurich, Istituto Italiano di Cultura Parigi, Teatro Stabile del Veneto

 

Si segnala al gentile che lo spettacolo contiene nudità.

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First love è un risarcimento messo in busta e indirizzato al primo amore. È la storia di un giovane degli anni Novanta al quale non piaceva il calcio ma lo sci di fondo – e la danza, anche, ma siccome non conosceva alcun movimento si divertiva a replicare quelli dello sci, nel salotto, in camera, inghiottito dal verde perenne di una provincia del Nord Italia. Quel ragazzo ora cresciuto, non più sciatore ma danzatore, non più sulla neve ma in scena, non più agonista ma ancora agonista, per via di un’attitudine competitiva alla coreografia che non si scolla mai, nostalgica e ricorsiva, ha incontrato il suo mito di bambino, la campionessa olimpica Stefania Belmondo, ed è tornato sui passi della montagna. È giunto il tempo di gridare al mondo che quel primo amore aveva ragione d’esistere, che strappava il petto come e più di qualsiasi altro. In una rilettura della più celebre gara della campionessa piemontese, la 15 km a tecnica libera delle Olimpiadi di Salt Lake City 2002, First love si fa grido di vendetta, disperata esultanza, smembramento della nostalgia.

FIRST LOVE
Un progetto di e con Marco D’Agostin
Suono LSKA
Consulenza scientifica Stefania Belmondo e Tommaso Custodero
Consulenza drammaturgica Chiara Bersani
Luci Alessio Guerra
Direzione tecnica Paolo Tizianel
Promozione Marco Villari
Organizzazione Eleonora Cavallo, Damien Modolo
Progetto grafico Isabella Ahmadzadeh
Produzione VAN 2018
Coproduzione Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale / Torinodanza festival e Espace Malraux – scène nationale de Chambéry et de la Savoie, nell’ambito del progetto Corpo Links Cluster, sostenuto dal Programma di Cooperazione PC INTERREG V A – Italia-Francia (ALCOTRA 2014-2020)
In collaborazione con Centro Olimpico del Fondo di Pragelato
Progetto realizzato in residenza presso la Lavanderia a Vapore, Centro Regionale per la Danza
Con il supporto di ResiDance XL, inTeatro

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In collaborazione con Settimane Barocche di Brescia

Presentato dalla critica come uno degli interpreti emergenti del barocco italiano, Raffaele Pe è oggi nel novero dei cantanti di spicco per il repertorio che spazia dal recitar cantando fino alla produzione operistica del XVIII secolo. Il raffinato programma proposto nel concerto Alessandro Scarlatti. Concerti Sacri è il seguito di un progetto discografico che ha impegnato Raffaele Pe e l’ensemble barocco La Lira di Orfeo nei mesi scorsi e che è stato pubblicato nel mese di dicembre 2018. Il progetto mette in luce la forma quasi melodrammatica che Scarlatti applica a queste pagine: come ha dichiarato lo stesso Raffaele Pe in una recente intervista «La rivelazione divina per Scarlatti è sempre il motore di una straordinaria invenzione musicale. Che racconta l’uomo. E dunque qualcosa di noi».

PROGRAMMA

Alessandro Scarlatti   Salve Regine per canto e archi
Arcangelo Corelli   Sonata in re maggiore n.12, op.1
Alessandro Scarlatti   De tenebroso lacu
Giuseppe Valentini   Sonata in mib maggiore n.7, op.5 ‘La Corelli’
Alessandro Scarlatti   Totus amore languens

 

LA LIRA DI ORFEO
Violino Andrea Rognoni
Violino Luca Giardini
Viola Maria Bocelli
Violoncello Alessandro Palmeri
Contrabbasso Alberto Lo Gatto
Organo Davide Pozzi

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Il programma Quasi una fantasia riunisce alcune composizioni di epoche diverse che hanno in comune il titolo o l’ispirazione. Nelle forme musicali, Fantasia è associabile a tutto ciò che ha a che fare con l’improvvisazione, con il libero fruire del discorso musicale senza vincoli di strutture precostituite. Fantasia è però anche un pretesto, il tentativo di accostarsi a una forma e scardinarla al suo interno. Così, con questo termine, molti grandi compositori ci hanno lasciato alcuni dei loro lavori più rappresentativi e che segnano un momento importante dell’evoluzione del linguaggio musicale. Se Carl Philipp Emanuel Bach, con la sua Fantasia in fa diesis minore, esplorava il mondo dello “stile sensibile”, del lato più oscuro delle nostre emozioni, Mendelssohn, con una composizione di analogo titolo e tonalità, forzava i legami e i vincoli della “forma sonata”; Brahms intitola Fantasien il ciclo di pezzi pianistici dell’op. 116, brevi intermezzi dalle densità estreme, dagli abissi insondabili. Cuore del programma è Sur le tombeau de Pergolesi – epigramma quasi una fantasia dello stesso Sciortino, un ritratto del grande compositore di Jesi che si intravede attraverso echi e stilemi del tastierismo barocco. Conclude il programma la Ciaccona di Bach-Busoni, vero caposaldo del repertorio, nel quale il gesto della trascrizione e rielaborazione pianistica si coniuga con la tecnica della variazione.

 

PROGRAMMA

Carl Philipp Emanuel Bach Fantasia in fa diesis minore
Felix Mendelssohn-Bartholdy Fantasia in fa diesis minore per pianoforte Sonate écossaise, op. 28, MWV U 92
Orazio Sciortino Sur le tombeau de Pergolesi – epigramma quasi una fantasia
Carl Philipp Emanuel Bach Fantasia Wq. 61 in do maggiore
Johannes Brahms Sette fantasie per pianoforte op. 116
Johann Sebastian Bach/Ferruccio Busoni Ciaccona dalla Partita n. 2 in re minore

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Compagnia TPO in coproduzione con Tong Production | Teatro Metastasio di Prato
Direzione artistica Francesco Gandi, Davide Venturini
Basato su un’idea di Lizhu Ren
Coreografia Daniele Del Bandecca, Martina Gregori
Visual design Elsa Mersi
Sound design Spartaco Cortesi
Computer engineering Rossano Monti
Costumi Chiara Lanzillotta
Oggetti di scena Livia Cortesi

 

COMPAGNIA TPO
Teatro visivo, emozionante, immersivo: negli spettacoli del TPO il protagonista è lo spazio scenico, le immagini, i suoni, i colori. Grazie all’uso di tecnologie interattive ogni spettacolo si trasforma in un ambiente “sensibile” dove sperimentare il confine sottile tra arte e gioco. Danzatori, performer e il pubblico stesso interagiscono insieme esplorando nuove forme espressive oltre le barriere di lingua e cultura. Il lavoro della Compagnia TPO è frutto della collaborazione di un team poliedrico e affiatato di autori provenienti da diverse discipline delle arti visive e performative. Gli spettacoli prodotti si caratterizzano per l’uso di proiezioni di grande formato, la creazione di ambienti teatrali immersivi e l’impiego di tecnologie interattive alcune delle quali specificatamente sviluppate dalla compagnia per i propri spettacoli. Grazie a queste tecnologie vengono creati ambienti teatrali “sensibili” dove i bambini possono esplorare lo spazio e scoprire così che questo risponde in un “certo modo” alle loro azioni; si crea quindi una relazione attiva tra loro e la scena, una forma di dialogo con spazio, forme e suoni, che diventa esperienza artistica. Negli spettacoli del TPO il ruolo dei performer assume una valenza particolare: grazie agli effetti interattivi i danzatori “dipingono” e “suonano” in scena usando il corpo o il movimento ma soprattutto invitano i bambini a esplorare lo spazio con un approccio teatrale che privilegia l’uso del corpo e dello sguardo.