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In collaborazione con Settimane Barocche di Brescia

Entrambe le opere presentate, distanti più di tre secoli e composte in linguaggi musicali molto diversi, si pongono l’obiettivo di narrare facendo leva sugli affetti. Jephte di Carissimi, uno dei capolavori della letteratura musicale di tutti i tempi, è tra gli esempi più compiuti di oratorio musicale, modello per i suoi contemporanei e per molti compositori nel corso dei secoli. The Little Match Girl Passion, premiata con il premio Pulitzer nel 2008, è stata definita “una delle partiture più toccanti degli ultimi anni” (New York Times). David Lang si riaggancia al pensiero barocco nel raccontare una storia per coinvolgere lo spettatore in prima persona, trasformando la fiaba di Andersen in una forma rivisitata di passione bachiana.

PROGRAMMA
Giacomo Carissimi (1605-1674) Jephte
***
David Lang (1957) The little match girl passion

 

ENSEMBLE L’HOMME ARMÉ
Soprani Giulia Peri, Annamaria Vassalle
Mezzosoprano Mya Fracassini
Tenori Giovanni Biswas, Paolo Fanciullacci
Baritono Gabriele Lombardi
Chitarrone Gian Luca Lastraioli
Viola da gamba Francesca Chiocci
Cembalo Andrea Perugi
Direzione Fabio Lombardo

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In collaborazione con Settimane Barocche di Brescia

I VIRTUOSI ITALIANI
Violini Alberto Martini, Antonio Aiello, Matteo Marzaro, Elisabetta Fable
Viola Alessandro Pandolfi
Violoncello Leonardo Sapere
Contrabbasso Sante Braia
Clavicembalo Roberto Loreggian

PROGRAMMA

Georg Friedrich Händel Ouverture da “Il Trionfo del Tempo e del Disinganno” HWV 46a
Georg Philipp Telemann Concerto per violino, archi e basso continuo in sol minore
Johann Sebastian Bach Concerto per violino, archi e basso continuo in la minore BWV 1041
Georg Philipp Telemann Ouverture don Quixotte TWV 55:G10
Johann Pachelbel Canone in re maggiore per archi e basso continuo
Johann Sebastian Bach Concerto per due violini, archi e basso continuo in re minore BWV 1043

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La relatività di un’azione, di un gesto quotidiano e per estensione di qualsiasi “presenza” visibile all’occhio, dà origine all’interrogativo che i due autori e danzatori si sono posti osservandosi nella creazione. Cosa c’è di vero ed assoluto nell’istinto di un movimento? L’indagine semiscientifica che si vuole approfondire parte dalla radice di ciò che determina in prima istanza il giudizio di una qualsiasi realtà: la vista. Tutto ciò che esiste e quindi anche tutto ciò che viene creato e danzato è, appunto, creato e danzato utilizzando la vista del creatore e la vista dell’interlocutore pubblico: cosa lo rende universale dal momento che il punto di vista può cambiare inesorabilmente a causa di sindromi che alterano la percezione visiva della realtà (Sindrome di Alice nel Paese delle Meraviglie), di disturbi dell’occhio o anche a causa di distanze e prospettive differenti rispetto al luogo della performance?

Ideazione e performance Orlando Izzo e Angelo Petracca
Disegno luci Giuseppe Di Lorenzo

 

Vincitore del Premio DNAppunti Coreografici*

*DNAppunti coreografici è un progetto nazionale rivolto a giovani coreografi italiani, promosso da Fondazione del Teatro Grande di Brescia, Cango/Centro di produzione sui linguaggi del corpo e della danza di Firenze, Centro per la Scena Contemporanea/Operaestate Festival del Comune di Bassano del Grappa, L’arboreto – Teatro Dimora di Mondain e Fondazione Romaeuropa e Gender Bender di Bologna.

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Un’antologia di danze in bilico tra geometria e turbinio dove l’elemento aereo è paradigma di riflessione sui confini del controllo. Correnti e bufere, ventilatori e droni, uccelli e grand-jeté diventano allegorie sul legame tra coreografia e danza in un’indagine che rimbalza tra la ripetibilità del gesto e l’improvvisazione, tra la scrittura e l’interpretazione. A fare da spartito un quaderno delle scuole elementari su cui Francesca Pennini annotava decine di coreografie mai eseguite. Una macchina del tempo per un’impossibile archeologia che si declina sulla scena in una serie di possibilità strampalate. Il corpo viene messo alla prova prendendo in prestito i principi della termodinamica, passando dalla plasticità ginnica alla dinamica più vaporosa ed effimera. Tra contorsioni e sforzi asfittici si innesca uno scambio respiratorio che mescola i volumi tra corpo e spazio, tra scena e pubblico in una geografia mobile, sospesa e decisa, fluttuante e depositata. Un lavoro irriverente e ironico che ha confermato il talento di Francesca Pennini.

Regia, coreografia, danza Francesca Pennini
Drammaturgia e disegno luci Angelo Pedroni
Assistenza organizzativa Carmine Parise
Musiche J.S. Bach, B. Britten, Cher, G. Frescobaldi, G. Ligeti, H. Purcell, F. Romitelli, J. Strauss
Coproduzione CollettivO CineticO, Le Vie dei Festival, Danae Festival
Residenze artistiche Teatro Comunale di Ferrara, AMAT, L’Arboreto Teatro Dimora di Mondaino, TIR Danza 

 

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Nuova creazione
Debutto 4 ottobre 2017, Londra Sadler’s Wells

Coreografia Wayne McGregor
Musiche JLin
Scene Ben Cullen Williams
Luci Lucy Carter

Internazionalmente riconosciuto per le innovazioni pionieristiche nella danza contemporanea, McGregor presenta nel 2017 la sua ultima creazione, Autobiography, un lavoro che vede la collaborazione di alcuni tra i più importanti scienziati di genetica per mettere in sequenza il genoma completo dello stesso McGregor. La biologia archeologica messa a nudo altererà drammaticamente la visione che McGregor ha della storia della sua vita, tracciando degli schemi del passato ancestrale della nostra specie e portando alla luce ciò che costruisce la nostra individualità. Nella combinazione di biografia, documentario ed elaborazione dei codici della natura attraverso un atto di immaginazione umana – quale è la danza – questo nuovo lavoro si interroga sulla comprensione della vita e rappresenta per McGregor la sua autobiografia.

 

Si segnala che lo spettacolo prevede effetti strobo.

 

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Con il coordinamento di Sandro Laffranchini, primo violoncello della Scala, l’Ensemble del Teatro Grande è nato nel 2012 come formazione musicale residente della Fondazione del Teatro Grande. Il gruppo esplora il repertorio cameristico nelle formazioni dal duo fino al quintetto con pianoforte. Nei concerti dell’Ensemble particolare attenzione viene data all’aspetto divulgativo dei capolavori della musica, dal ‘700 al contemporaneo – senza tralasciare opere di autori cosiddetti minori – nonché alle nuove proposte di compositori italiani e di autori sia emergenti sia già affermati del territorio bresciano. Oltre ai musicisti che formano l’Ensemble – Laura Marzadori (violino), Daniele Richiedei (violino), Eugenio Silvestri (viola), Sandro Laffrachini (violoncello), Andrea Rebaudengo (pianoforte) – l’Ensemble ospita nei suoi concerti giovani talenti e musicisti illustri del panorama internazionale.

 

PROGRAMMA

Astor Piazzolla Four for Tango
  Five Tango Sensations per bandoneon e archi
  (Asleep, Loving, Anxiety, Despertar, Fear)
  Adios Nonino
  Oblivion
  Escualo
  La Muerte del Angel

 

ENSEMBLE DEL TEATRO GRANDE

Violino Laura Marzadori
Violino Daniele Richiedei
Viola Eugenio Silvestri
Violoncello Sandro Laffranchini

Bandoneón Cesare Chiacchiaretta

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Continua il focus di Sentieri selvaggi al Teatro Grande sulla musica italiana del nostro tempo con il concerto Colori d’Italia: ampio spazio è dedicato a giovani autori di talento come Matteo Franceschini e Marco Sinopoli, che hanno rielaborato i loro brani appositamente per il gruppo, oppure Paolo Gorini e Matteo D’Amico con brani commissionati dall’ensemble. Tornano nei programmi di Sentieri selvaggi Lucio Gregoretti con Gelbe BegleitungGlasnost di Filippo del Corno – fondatore di Sentieri selvaggi – e Marcello Filotei.

 

PROGRAMMA

Matteo Franceschini Middle Eight per sestetto (nuova versione 2016 scritta per Sentieri selvaggi, prima assoluta)
Marcello Filotei Haydn in my mind per sestetto
Marco Sinopoli Thauma per flauto, clarinetto, clarinetto basso, pianoforte
Paolo Gorini Concerto da camera per clarinetto, pianoforte, violino, violoncello
Lucio Gregoretti Gelbe Begleitung per sestetto
Filippo del Corno Glasnost per sestetto
Matteo D’Amico The Nature in the Grave per sestetto

 

ENSEMBLE SENTIERI SELVAGGI

Flauto Paola Fre
Clarinetti Mirco Ghirardini
Clarinetto basso Martina Di Falco
Vibrafono e percussioni Marta Soggetti 
Pianoforte Andrea Rebaudengo
Violino Daniele Richiedei
Violoncello Aya Shimura
Direzione Carlo Boccadoro

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Lei vuole che io danzi, oppure vuole che io parli?

Dietro questa domanda, rivolta da Cristiana Morganti ad uno spettatore, si nasconde una delle chiavi di lettura di Jessica and me. In questo suo spettacolo, la storica danzatrice del Tanztheater Wuppertal di Pina Bausch si ferma a riflettere su se stessa: sul rapporto con il proprio corpo e con la danza, sul significato dello stare in scena, sul senso dell’“altro da sé“ che implica il fare teatro. Ne risulta una sorta di autoritratto idealmente a due voci (Jessica and me) di efficace e spiazzante ironia, dove Cristiana Morganti rivela ciò che accade nel backstage del suo percorso professionale. Un puzzle di gesti, ombre, muscoli, tenacia, spavalderia, timidezza, ricordi e progetti.

 

Creazione, coreografia e interpretazione Cristiana Morganti
Collaborazione artistica Gloria Paris
Disegno luci Laurent P. Berger
Video Connie Prantera
Consulenza musicale Kenji Takagi
Editing musiche Bernd Kirchhoefer
Direttore tecnico Jacopo Pantani 
Suono Simone Mancini 

Produzione IL FUNARO – Pistoia 
in coproduzione con Fondazione I Teatri – Reggio Emilia

 

 

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Con il coordinamento di Sandro Laffranchini, primo violoncello della Scala, l’Ensemble del Teatro Grande è nato nel 2012 come formazione musicale residente della Fondazione del Teatro Grande. Il gruppo esplora il repertorio cameristico nelle formazioni dal duo fino al quintetto con pianoforte. Nei concerti dell’Ensemble particolare attenzione viene data all’aspetto divulgativo dei capolavori della musica, dal ‘700 al contemporaneo – senza tralasciare opere di autori cosiddetti minori – nonché alle nuove proposte di compositori italiani e di autori sia emergenti sia già affermati del territorio bresciano. Oltre ai musicisti che formano l’Ensemble – Laura Marzadori (violino), Daniele Richiedei (violino), Eugenio Silvestri (viola), Sandro Laffrachini (violoncello), Andrea Rebaudengo (pianoforte) – l’Ensemble ospita nei suoi concerti giovani talenti e musicisti illustri del panorama internazionale.

 

PROGRAMMA

Johannes Brahms Sonata n. 2 in fa maggiore per violoncello e pianoforte, op. 99
Claude Debussy Sonata n. 1 in re minore per violoncello e pianoforte, L 144
Arvo Pärt “Fratres” per violoncello e pianoforte

 

ENSEMBLE DEL TEATRO GRANDE

Pianoforte Andrea Rebaudengo
Violoncello Sandro Laffranchini

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L’energia primigenia e scatenata della musica di Luca Francesconi si nutre di ispirazioni molteplici, dall’avanguardia fino al jazz e alla musica popolare. Sentieri selvaggi ne presenta diversi esempi in un programma monografico che attraversa tutti gli anni della sua produzione sino al recentissimo Insieme II, pubblicato lo scorso anno in una versione scritta appositamente per l’ensemble. Nella musica di Francesconi forza e lirismo si incontrano in egual misura, dando vita a pagine in cui l’alto tasso di comunicatività e abilità tecnica richiesto agli strumentisti ben si adatta a dei virtuosi quali sono i musicisti di Sentieri selvaggi. Non mancano i momenti solistici come Tracce per clarinetto basso, Charlie Chan per viola e Mambo per pianoforte, e un brano per chitarra ed ensemble, nel quale si esibirà la straordinaria solista ospite Elena Casoli.

 

PROGRAMMA

Luca Francesconi Impulse per clarinetto, violino e pianoforte
  Charlie Chan per viola sola
  Mambo per pianoforte
  Tracce per clarinetto basso
  Insieme II per sestetto
  Chemtrails per violino e pianoforte
  A Fuoco per chitarra, flauto, clarinetto, violino, violoncello e percussione

 

ENSEMBLE SENTIERI SELVAGGI

Flauto Paola Fre
Clarinetto Mirco Ghirardini
Vibrafono e percussione Lorenzo D’Erasmo 
Chitarra Elena Casoli
Pianoforte Andrea Rebaudengo
Violino e viola Piercarlo Sacco
Violoncello Aya Shimura
Direzione Carlo Boccadoro