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Continuano anche nella stagione 2012 gli appuntamenti con Il Grande per i Piccoli.

Il Teatro si trasforma in uno spazio multidisciplinare destinato ai più piccoli: dalle 15.00 alle 18.00 i bambini e le famiglie potranno partecipare a laboratori, installazioni e performance per l’infanzia.

In Sala Grande inoltre lo spettacolo La Repubblica dei Bambini del Teatro delle Briciole/Teatro Sotterraneo,  uno spettacolo in cui, con il coinvolgimento dei piccoli spettatori, si crea una nazione in miniatura.

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Lo sguardo visionario e irriverente della più affermata regista del teatro di ricerca italiano.

All’interno della casa dove Cenerentola fa da sguattera, la matrigna e le due sorellastre si presentano in maniera totalmente diversa da come invece appaiono all’esterno. A casa sono sciatte, malvestite, trasandate e per di più comunicano tra loro in un dialetto ricco di parole ed espressioni accese. Ma quando entrano a stretto contatto con l’alta società, negli ambienti aristocratici, i loro modi diventano raffinati e sensibili. La stessa cosa fa il principe: il suo disagio lo esprime in dialetto come se il dialetto fosse la lingua privata con cui i personaggi possono dire in tutta franchezza ciò che pensano. Ma anche la lingua della vergogna, quella che non si può, non si deve parlare in pubblico. Cenerentola è l’unica a usare sempre lo stesso linguaggio proprio perché non ha niente da nascondere: la sua disperazione è alla luce del giorno e la sua indole è nobile e gentile sia all’interno che all’esterno della casa. Tutto è giocato tra il dentro e il fuori di un paravento che definisce i luoghi dove si svolge l’azione. Ciò che non si vede è magico, ciò che è alla portata degli occhi è invece reale.

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Lo sguardo visionario e irriverente della più affermata regista del teatro di ricerca italiano.

C’è l’alto che si fa basso e il basso che si fa alto nel mondo di Biancaneve. Al contrario di Alice nel paese delle meraviglie che cresce e rimpicciolisce continuamente, Biancaneve vede alzarsi ed abbassarsi il mondo intorno a lei circondato da creature buone e cattive che l’aiutano a diventare grande. Biancaneve fa esperienza, nello stesso tempo, della vigilia e dell’indomani, del più e del meno, del troppo e del non abbastanza, della causa e dell’effetto. Viene punita dalla matrigna prima di essere colpevole, ancora bambina inconsapevole viene accusata di vanità e fuggendo nel bosco scopre nella statura dei nani e nelle sproporzioni delle cose i veri valori della vita.
C’è uno specchio che riflette tutto, sogni e paure, azioni malvagie e fughe verso la libertà. La regina madre interroga lo specchio, Biancaneve il suo cuore.
È una favola crudele dove i mostri si avvicinano ai bambini spinti dalla necessità di guidarli verso il percorso della conoscenza. Tutto è sproporzionato come all’inizio sono le cose che vedono i bambini. I loro occhi, sgombri da forme convenzionali, vedono grande e spaziosa una stanza dove da tempo noi ci sentiamo prigionieri.

 



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Nome di punta della scena indie internazionale, il cantante compositore svedese Kristian Matsson, alias The Tallest Man on Earth, conosciuto sia dai critici che dai suoi fan per la sua carismatica presenza scenica, è stato spesso paragonato a Bob Dylan per l’abilità nel comporre le canzoni e per lo stile vocale. È conosciuto anche per il suo modo di registrare e produrre i propri dischi, perché lo fa in casa, in qualsiasi casa abiti in quel momento. Ha sempre affermato che la connessione tra la sua voce e la sua chitarra è così forte che raramente le registra come tracce separate. Il suo nuovo album There’s No Leaving Now è un viaggio raccontato attraverso le storie di speranza e di sconfitta, di perdita e di amore.

 

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Sabato 27 ottobre ore 21.00

Ridotto del Teatro Grande

CAFÉ ZIMMERMANN

Johann Sebastian Bach
Suite e concerti

Lunedì 19 novembre ore 21.00

Ridotto del Teatro Grande

EMANUELA GALLI, SOPRANO
GHISLIERI CONSORT

Händel e Bononcini
Cantate d’amor tradito

Domenica 2 dicembre ore 21.00

Sala Grande

ORCHESTRA BAROCCA DELL’UNIONE EUROPEA
Huw Daniel, konzertmeister
Paul Agnew, direttore

Purcell, The Fairy Queen
Rameau, Pygmalion
Opera barocca tra magia e mito

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Arvo Pärt è uno dei più conosciuti e apprezzati autori contemporanei, noto al grande pubblico per il suo originale percorso e per la sua musica potente intessuta di misticismo e sacralità. La sonorità arcaica del suo linguaggio musicale appare agli ascoltatori di oggi carica di una grande suggestione evocativa.

Sentieri selvaggi
Piercarlo Sacco violino
Enrica Meloni violino
Laura Riccardi viola
Aya Shimura violoncello
Andrea Rebaudengo pianoforte

Sentieri selvaggi è un gruppo formato da alcuni tra i migliori musicisti italiani uniti nel progetto di avvicinare la musica contemporanea al grande pubblico. È stato fondato nel 1997 da Carlo Boccadoro, Filippo Del Corno e Angelo Miotto.

 

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WAYNE SHORTER – sassofoni
DANILO PEREZ – piano
JOHN PATITUCCI – contrabbasso
BRIAN BLADE– batteria

Strumentista eccelso, fra i più grandi compositori nella storia della musica jazz, Wayne Shorter rappresenta una leggenda del jazz. I suoi lavori, in continua evoluzione, sono strettamente connessi con la storia della musica moderna. La sua musica trascende ogni genere, mantenendo vivo l’ardore dell’improvvisazione e la sorpresa del jazz.

Nel corso della sua carriera Wayne Shorter ha raccolto un numero incredibile di riconoscimenti artistici: tra i tanti, ricordiamo i 6 Grammy Awards e altre 13 nomination e nel 1997 il prestigioso Jazz Master Award.

Il Wayne Shorter Quartet è una delle formazioni che segnano la storia del jazz contemporaneo e ascoltarlo è una delle più intense esperienze che si possano sperimentare oggi dal vivo.

Il Wayne Shorter Quartet, composto da musicisti di eccezionale caratura, è da poco stato insignito del JAZZIT AWARDS 2011 come miglior gruppo straniero e Wayne Shorter come miglior sax tenore.

L’evento è realizzato in collaborazione con JazzInEden.

 

…. TRA I PIÙ AMMIRATI, TRA I NUMERI UNO. (CORRIERE DELLA SERA)

IL PIÙ IMPORTANTE COMPOSITORE VIVENTE DEL JAZZ. (NEW YORK TIMES)

IL PRINCIPALE SASSOFONISTA JAZZ… UN INTREPIDO ASTRONAUTA CHE NAVIGA IL COSMO DELLA MUSICA CON IL BRIO DELL’IMPROVVISAZIONE. (BILLBOARD)

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New York è sempre stata e continua a essere il cuore pulsante della creatività musicale americana. Dallo spunto del titolo di un brano di Michael Torke il programma del concerto vuol essere una sorta di “elenco telefonico” dei più rappresentativi compositori contemporanei di New York: dagli ormai celeberrimi Steve Reich e Philip Glass a Michael Gordon e David Lang, fondatori di Bang On A Can, la più brillante e innovativa realtà musicale della città, passando per Annie Gosfield, figura estremamente rappresentativa della vitalità musicale underground, dal linguaggio molto originale e graffiante, per arrivare appunto a Michael Torke e al suo raffinato e divertente Telephone book.

Steve Reich Clapping Music
Michael Gordon acdc
Annie Gosfield Cranks and Cactus needles
Philip Glass Façades
John Cage Story da Living Room Music
David Lang Sweet air
Michael Torke The telephone book

SENTIERI SELVAGGI
Paola Fre flauto
Mirco Ghirardini clarinetto
Andrea Rebaudengo pianoforte
Piercarlo Sacco violino
Aya Shimura violoncello
Carlo Boccadoro direzione

Sentieri selvaggi è un gruppo formato da alcuni tra i migliori musicisti italiani uniti nel progetto di avvicinare la musica contemporanea al grande pubblico. È stato fondato nel 1997 da Carlo Boccadoro, Filippo Del Corno e Angelo Miotto.

 

 

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A trent’anni non ancora compiuti, il pianista e compositore berlinese Nils Frahm si è già affermato quale figura centrale della scena elettronico-neoclassica. Le sue numerose collaborazioni, l’esplicito apprezzamento da parte di numerosi ed affermati artisti (come Thom Yorke dei Radiohead) e il lavoro in sede di produzione e registrazione hanno reso il suo studio berlinese luogo natale prediletto di molti artisti.

Il suo ultimo album, Felt, è un lavoro particolarmente suggestivo e reso ulteriormente intimo dalla peculiare modalità di registrazione che, data l’estrema delicatezza e le basse frequenze dei suoni prodotti, è avvenuta collocando i microfoni all’interno dello strumento e, a volte, inserendo spessi strati di feltro tra le sue corde. Suoni così delicati e naturali che da soli richiamano l’origine di questo lavoro: nel cuore della notte, nella solitudine e nel silenzio del suo studio berlinese, Frahm studia nuovi suoni e cerca nuove fonti di ispirazione.


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L’Ensemble Berlin nasce nel 1999 per iniziativa dell’oboista Christoph Hartmann, oboe solista dei Berliner Philharmoniker e di un gruppo di solisti della grande orchestra tedesca. Da allora  ha effettuato numerosi concerti, esibendosi nei più importanti festival e sale da concerto d’Europa. L’Ensemble Berlin è una formazione aperta e flessibile che può includere archi, fiati e talvolta il pianoforte, fino a contemplare numerose altre possibilità d’assieme strumentali, espressioni del vasto repertorio cameristico dal periodo classico in poi.