AL VIA LE CONVERSAZIONI AL GRANDE CON STEFANO BAIA CURIONI

La Fondazione del Teatro Grande inaugura sabato 6 ottobre alle 18.00 il ciclo autunnale di Conversazioni al Grande gli incontri con alcuni dei protagonisti del panorama culturale italiano per discutere e riflettere sui nuovi scenari della società contemporanea e per esplorare, nella splendida cornice del Ridotto del Teatro Grande di Brescia, le novità della scena editoriale italiana.

L’obiettivo del progetto è quello di far vivere il Teatro Grande al di là della sua proposta di spettacolo, aprendo il teatro ad iniziative culturali collaterali che avvicinino un pubblico diverso da quello della fruizione strettamente teatrale.

Il primo appuntamento autunnale di Conversazioni al Grande vedrà dialogare il critico d’opera Luigi Fertonani con il prof. Stefano Baia Curioni per la presentazione del libro I Mercanti dell’Opera edito da Il Saggiatore nel 2011. Nel suo libro Stefano Baia Curioni racconta la storia di Casa Ricordi: come i Ricordi hanno trasformato la scena musicale dell’Ottocento, il modo in cui hanno inteso il mestiere di editore, e le battaglie che hanno scelto di combattere, le loro vittorie e la dimensione eclatante delle loro sconfitte.

L’ingresso agli incontri è libero fino ad esaurimento posti.

 

L’AUTORE

Stefano Baia Curioni, storico dell’economia,  è laureato in Discipline Economiche e Sociali, dottore di ricerca all’Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales di Parigi. Dal 2000 professore Associato di Storia Economica presso l’Universita’ Bocconi. Attualmente è direttore della laurea Specialistica di Economia per l’arte e la cultura in Bocconi (Cleacc-Acme). Negli ultimi dodici anni si è dedicato allo studio dei rapporti tra arti ed economia, all’analisi delle politiche e delle istituzioni culturali. I suoi recenti lavori di ricerca includono uno studio delle istituzioni pubbliche del patrimonio per conto della segreteria generale del Ministero dei Beni Culturali, uno studio di scenario sulla gestione del patrimonio in Italia per l’ufficio studi di Intesa S.Paolo, lavori di pianificazione per istituzioni culturali a Milano (Museo di Arte Contemporanea) e lo sviluppo di una ricerca sulla creazione dello status degli artisti nel mercato dell’arte contemporanea.

 

IL LIBRO

Sono i primi anni dell’Ottocento, quando il giovane copista di musica del teatro Carcano di Milano, Giovanni Ricordi, cerca di difendere il proprio lavoro acquisendo la proprietà dei libri di musica da lui trascritta. È copista, ma anche musicista, conosce bene la differenza fra spartiti buttati giù a memoria e trascrizioni fedeli. La disparità è palese all’ascolto: le sue edizioni devono diventare il riferimento per qualsiasi esecuzione. Man mano che l’attività cresce, l’interesse di Giovanni si sposta dagli spartiti alle opere e alla loro messa in scena, la sua volontà è quella di farsi garante dell’accuratezza delle loro esecuzioni e della proprietà intellettuale della musica. Sono Bellini e Donizetti i suoi primi compagni di viaggio, con loro, forte di loro, si batte perché venga riconosciuto il diritto di autore. Tra il 1830 e il 1870 l’opera italiana si trasforma profondamente. Cambiano i suoi protagonisti, le intenzioni compositive, il sistema di produzione e di fruizione, il suo significato sociale e culturale. La musica incontra l’industria editoriale, l’opera conosce una nuova stagione di successo internazionale e cerca nuovi modi per garantire le proprie economie. È il salto verso la modernità, un passaggio che lascia in eredità il repertorio operistico più rilevante della storia, nucleo riconosciuto di un patrimonio culturale che plasma l’ideologia del Risorgimento.