L’urgenza visuale che percorre il teatro di Romeo Castellucci trova nella produzione operistica un proprio campo espressivo. La Fondazione del Teatro Grande presenta la proiezione integrale del film di Orphée et Eurydice, opera prodotta da La Monnaie di Bruxelles nel 2014. Il mito di Orfeo si traduce in una riflessione sulla condizione abissale del coma. Il film di Orphée et Eurydice permette di rivivere l’eccezionalità di un dispositivo capace di saldare ad anello la musica eseguita nel teatro de La Monnaie e la camera del centro riabilitativo Inkendaal in cui è ricoverata Els, una giovane affetta da Locked-in Syndrome. La mitologia e la musica di Gluck divengono specchi in cui si riflette, senz’alcun indugio voyeuristico, la fragilità umana, riconoscendo all’arte “il dovere di pensare la condizione umana, anche la più estrema” (Romeo Castellucci).

Romeo Castellucci, regista, creatore di scene, luci e costumi, è conosciuto in tutto il mondo per aver dato vita a un teatro fondato sulla totalità delle arti e rivolto a una percezione integrale dell’opera. Autore di numerosi saggi teorici, la sua scrittura scenica ribalta il primato della letteratura, facendo del teatro una complessa forma d’arte espressa in un linguaggio comprensibile come la musica, la scultura, la pittura o l’architettura. Le sue messe in scena sono state prodotte dai più prestigiosi teatri, festival e centri d’arte del mondo, e presentate in oltre cinquanta paesi. Le più importanti case d’opera internazionali hanno inoltre presentato le sue pluripremiate regie, tra le quali Parsifal (2011), Orphée et Eurydice (2014),Moses und Aron (2015), Jeanne d’Arc au bûcher (2017), Tannhäuser (2017). È inoltre insignito del titolo di Chevalier dans l’ordre des Arts et des Lettres nel 2002, incaricato della Direzione della Biennale di Venezia Teatro nel 2005 e nominato “artista associato” del Festival d’Avignon nel 2008. Il Leone d’oro alla carriera della Biennale di Venezia ricevuto nel 2013 e il “Portrait Biennale” che il Festival d’Automne di Parigi gli dedica nelle stagioni 2014 e 2015 lo consacrano in via definitiva come uno dei maggiori artisti del nostro tempo.