CUORE

Questo Cuore non ha intenti morali. Tra i suoi compiti non vi è quello di educare i ragazzi ai buoni valori con la “V” maiuscola, per cui il famoso libro è tanto amato, quanto criticato. Non vuole fare l’elogio dei buoni e la condanna dei cattivi e non vuole neppure spingere sulla leva del sentimentalismo.
Cuore è un lavoro inattuale su un libro inattuale: questa è la sfida che lo spettacolo vuole raccogliere.
Il carattere ottocentesco è cioè una forma da interpretare con la distanza di una rappresentazione teatrale.
Rimane il piacere di conoscere una vera e propria estetica dei sentimenti, retaggio di un passato che consideriamo oggi come primitivo. Lo spettacolo sarà come un viaggio in quell’epoca.
Il linguaggio di Cuore sarà quello che si avvale dei colori sbiaditi dei grembiuli, dell’odore del cuoio delle cartelle, delle macchie d’inchiostro sui libri, dei cigolii dei banchi di legno e della polvere del gesso; non ci sono gli effetti speciali del moralismo ottocentesco. Si tratta di attirare il pubblico infantile con la forza invincibile del racconto del passato, giocando con quella “distanza” che viene dallo stupefacente anacronismo di questi racconti. La pompa magna della scrittura retorica di De Amicis non è qualcosa da liquidare con una prevedibile ironia. Al contrario: il gioco scoperto è quello di crederci per un’ora, come nell’imperfetto ludico dei giochi infantili. Facciamo che io ero una piccola vedetta lombarda…

 

RECITE RISERVATE ALLA SCUOLA PRIMARIA E ALLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO

Liberamente tratto dal libro Cuore di Edmondo De Amicis
ideazione e regia Silvia Costa
musica originale Lorenzo Tomio
assistente alla regia e cura dei costumi Laura Dondoli
disegni esecutivi e sviluppo della scena Maroussia Vaes
produzione Fondazione Teatro Grande di Brescia

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